Mons. Bertoldo shock:Vendola è contro natura e le donne tentano gli stupratori

Mons. Bertoldo: “Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita. Ma lui si è guardato? Almeno Berlusconi nel peccato non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia.

Ma il sedicente uomo di Chiesa se la prende pure con “certe donne”: “Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio qualche responsabilità nell’evento la ha, voglio dire che dal punto di vista teologico anche tentare é peccato”.

I “ragionamenti” di Bertoldo su Berlusconi e le donne portano ad almeno due conclusioni:

-Il prossimo Premier italiano sarà Totò Riina, perchè avrà pure commesso qualche strage (ma chi è senza peccato scagli la prima pietra, dice Bertoldo sulle avventure- disavventure sessuali di B) però è eterosessuale e non frequenta nemmeno minorenni.

-Le donne per non essere provocanti devono andare in giro coperte dalla testa ai piedi, e non è detto che non lo siano, perchè c’è sempre qualche stupratore, che nella sua perversione può trovare provocante una donna tutta coperta, e per  Bertoldo, anche in questo caso, la colpa è anche della donna.

Invece, sarebbe bene fregarsene delle parole di Bertoldo e seguire le parole di Khristo Botev, che nel 1875 scriveva:

“La religione e il clero sono state e forse resteranno, ancora per lungo tempo, tra i più importanti nemici del progresso e della libertà.”
Botev  aveva già capito tutto ed era stato anche troppo ottimista.

Indegno Presidente, il 17 marzo manifesteremo con in mano il tricolore e un libro!

” In Italia prima è nata la cultura e poi la Nazione “

 

L’Italia sta vivendo una profonda crisi politica, morale ed economica, ma il dibattito sembra concentrato sul bunga-bunga delle notti di Arcore piuttosto che sui problemi dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

La nazione italiana appare sempre più divisa: è assurdo che ci siano forze politiche contrarie ai festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il governo continua nel suo violento attacco alla scuola pubblica statale, mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni, eccetto di coloro che potranno pagarsi la formazione nelle costosissime scuole private.

I tagli agli organici ed ai finanziamenti penalizzano soprattutto i lavoratori precari, che rischiano di trovarsi definitivamente espulsi dal mondo della scuola dopo aver servito fedelmente lo Stato per molti anni.

E’ necessario che la politica dia risposte serie alle richieste del popolo della scuola che vuole:

la restituzione dei 10 miliardi sottratti alla scuola, il ritiro dei tagli agli organici ed ai finanziamenti previsti dalla legge 133, il ripristino del modulo e delle compresenze alla primaria che le hanno  consentito di essere considerata tra le migliori del  mondo, la revisione della riforma delle medie e delle superiori che abbassa la qualità della didattica, la diminuzione del numero degli alunni per classe per il rispetto delle norme sulla sicurezza, le immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili sia per gli  ATA che per i docenti, ritiro dei tagli sul sostegno che penalizzano fortemente i bambini portatori di handicap.

Per ribadire che l’Italia deve restare unita ed indivisibile e che l’istruzione nazionale sia di qualità e garantisca  a tutti i cittadini le stesse opportunità, noi manifesteremo il 17 Marzo 2011 a Roma davanti  a Montecitorio dalle ore 10 alle 17,00.

Avremo i mano il tricolore ed un libro.

 

Per il poeta che non puo’ cantare, per l’operaio ha perso piu’ il suo lavoro…e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero, così belli a gridare nelle piazze , perche’ stanno uccidendoci il pensiero”

Vsitate la pagina dell’evento” Uniti dalla voglia di cultura, in piazza con il tricolore e un libro”

http://www.facebook.com/profile.php?id=1449765228&sk=notes#!/event.php?eid=193012327384292

Per informazioni scrivete all’indirizzo mail: unitidallacultura@gmail.com

 

Per il comitato promotore

Caterina Altamore

MENTRE PAPA-SILVIO FA LE PREDICHE AI CATTOLICI…

E mentre Silvio-L’Unto fa le prediche ai Cattolici dettandogli la loro linea programmatica, come se fosse un papa laico con licenza di fare un pò quel cazzo che gli pare, in Inghileterra i giornali parlano di altro..

DEPUTATO AMERICANO:PENA DI MORTE PER LE DONNE CHE ABORTISCONO

E’ un deputato americano conservatore, Bobby Franklin deputato dello Stato della Georgia, autore di una incredibile proposta di legge che nemmeno il peggiore dei dittatori è mai arrivato a proporre: pena di morte a tutte le donne che abortiscono sia volontariamente che spontaneamente .

Franklin  ha proposto che le donne che abbiano subito un aborto provino che esso sia stato causato da eventi naturali. Qualora non ci fosse una prova inconfutabile che l’aborto è avvenuto per cause naturali, potrebbero essere incriminate per omicidio, che in Georgia è punito con pene che vanno fino alla sentenza di morte.

FONTE: http://www.america24.com/news/proposta-choc-pena-di-morte-chi-abortisce

BERLUSCONI CRIMINALE COME GHEDDAFI (VIDEO)

TRADUZIONE:
Abdallah: Le ultime informazioni che arrivano dalla Libia oggi sono che decine di caccia hanno attaccato e bombardato Tripoli, le sue aree residenziali e quasi tutte quelle intorno. Ci sono rapporti che dicono che alcuni di questi caccia non sono caccia libici. Alcuni rapporti che non possiamo confermare dicono che ci sono anche caccia italiani a bombardare Tripoli. Ci sono due piloti dell’aeronautica che si sono rifiutati di eseguire gli ordini di Gheddafi di bombardare, e sono scappati a Malta, sono atterrati a Malta e hanno chiesto asilo politico. Ci sono anche molti rapporti che migliaia di mercenari dai paesi africani, come molte milizie dalla Tunisia, così come molti riportano di mercenari italiani che girano nelle strade di Tripoli, in molte aree [ndr: elenco delle aree locali], e questi mercenari camminano per le strade, alcuni di loro in auto, fino a 4 persone per macchina, macchine civili, e sparano a casaccio sui civili. Ci sono centinaia e centinaia di conferme, queste sono le ultime notizie che abbiamo, così come di almeno 250 corpi che sono stati trasportati negli ospedali di Tripoli, con moltissimi altri corpi che restano nelle strade perché le persone hanno paura a recuperarli, hanno paura che i mercenari gli sparino e  hanno paura delle bombe. Il regime sta usando armi di artiglieria, quel tipo di armi che normalmente si usano in guerra, due eserciti uno contro l’altro, ma in questo caso l’esercito di Gheddafi le sta utilizzando contro la gente libica disarmata.
 La Libia è un partner strategico per ogni paese in Europa, compresa l’Olanda. La Libia può essere un paese amico per tutto il mondo, la Libia può essere la meta per le vacanze, una meta di prosperità. La Libia ha un potenziale altissimo, ma non può raggiungerlo sotto a questo tipo di regime, sotto a questo genere di brutalità..

Conduttore: Cosa si aspetta dalla comunità internazionale?

Abdallah: Ecco le richieste che ho fatto alcuni giorni alla comunità internazionale:

  1. il Consiglio di Sicurezza deve condannare fermamente ciò che accade, ed emanare un ordine di arresto internazionale per Muammar Gheddafi e per i suoi miliziani.
  2. Devono congelare tutti i loro beni nelle banche, sia in Europa che in Africa, che vengono utilizzati per pagare i mercenari e per comprare alcune di queste armi e di questa artiglieria.
  3. Bisogna inviare aiuti sanitari e umanitari agli ospedali e a tutta la Libia che ne hanno bisogno immediatamente.
 Queste sono cose che possono essere fatte. Al momento quello che vediamo sono solo questi massacri. Io credo che bisognerebbe fare e domandare di più. Bisogna costringere con la forza questi aerei che bombardano ad atterrare. E se è vero come è riportato che alcuni di questi caccia sono italiani, io credo che sia chiaro quello che i paesi europei dovrebbero fare all’Italia e al signor Berlusconi, che è tanto criminale quanto Gheddafi se sta contribuendo in prima persona a questo massacro.
 Questo è ciò che chiediamo alla comunità internazionale, e io chiedo alle persone che hanno visibilità nei media e che supportano la gente libica, …quello che io chiedo a questa gente di fare… è di parlare ai loro governi, di parlare con chi prende le decisioni.

Conduttore: Signor Abdullah, la interrompo un attimo. Abbiamo appena avuto una notizia dell’ultima ora. Il primo ministro Berlusconi ha condannato le azioni del colonnello Gheddafi.

Abdallah: Sì, ma è troppo tardi, amico mio. Berlusconi, ieri, il suo commento era un insulto alla gente libica, quando il suo governo ha dato alla stampa un comunicato nel quale supportava Gheddafi, e Berlusconi si è spinto anche oltre, dichiarando che non voleva disturbare Gheddafi in questa situazione… Condannare adesso è troppo tardi, amico mio. Avete un bel problema da gestire. Gli italiani devono occuparsi di Berlusconi, così come deve occuparsene l’intera comunità europea. Questa non è una persona in grado di rappresentare nessun paese nel mondo, ancor meno un paese come l’Italia, e credo che ogni italiano dovrebbe vergognarsi di essere rappresentato da uno come Berlusconi, e spero che facciano qualcosa e che lo mettano al suo posto.

http://www.byoblu.com/

CHARLIE BROOKER FA A PEZZI BERLUSCONI (video)

Charlie Brooker, giornalista britannico, scrittore comico e broadcaster, nel suo programma 10 O’ Clock Live fa a pezzi Berlusconi:

Berlusconi is in his 70’s, [Ruby] was 17. He’s old enough to be her ancestor. It’s an age gap so huge it’s basically a ghost fucking an embryo.[pause] I think my brain tries to swallow itself up that was a disgusting thing to say.

 Questa è la satira dura e pura, quella che non ha paura dei potenti, demolisce il potere, ha una potenza comunicativa fortissima e un linguaggio studiato. Altro che Luca e Paolo, che a confronto, sembrano due ”democristiani” vecchio stile. Certo, Luca e Paolo non hanno molte colpe: una cosa è fare satira in un paese davvero libero e democratico, l’altra è fare satira in Berluscolandia, la Repubblica delle banane nella quale anche  Luca e Paolo corrono il serio rischio di passare per “eversivi”.

ASSESSORE LEGHISTA: PER I PROFUGHI SERVE UN MITRA (VIDEO)

 L’emergenza dei profughi libici? Secondo Daniele Stival va risolta “con il mitra”. E’ la sparata choc del leghista di Pramaggiore che dopo anni di gavetta nelle retrovie del partito e in consiglio regionale, dall’estate scorsa ha guadagnato una poltrona nella giunta regionale.

BOICOTTIAMO LE AZIENDE ITALIANE LEGATE A GHEDDAFI

 

Bisogna far capire alle aziende italiane legate all’assassino Gheddafi, che non si fanno affari con gente che ammazza migliaia di persone. L’unico modo che abbiamo per farci sentire è quello di boicottare tutte le aziende italiane legate all’assassino Gheddafi, che tra le altre cose, detiene principalmente il:  
33 % di Tamoil
7,19 % di Unicredit
7 % di Juventus Football Club
3 % di Finmeccanica
2 % di Iveco Fiat
1 % di Eni

Quando sono i becchini a “difendere” la vita

Per manifestare la sua “difesa della vita” di marca vaticana, il governo “cattolico” (lo stesso che manda a morte i profughi respingendoli in mare, sgombera i rom, precarizza il lavoro, pratica la corruzione, dispensa cariche pubbliche più o meno rilevanti a seconda del pezzo di sé che ognuno/a vende al primo ministro) ha proclamato Giornata degli Stati Vegetativi il 9 febbraio, anniversario della morte di Eliana Englaro, “la cui vita”, come dice Eugenia Rocella sapendo di mentire, “è stata interrotta per decisione della magistratura” (1).

In realtà ad Eliana la magistratura ha soltanto riconosciuto quel diritto ad autodeterminarsi che  il centro-destra, su imput del Vaticano (2), si propone di negare a tutti con un testamento biologico che impone l’alimentazione e l’idratazione forzate anche a chi le rifiuta. 

In risposta allo sfregio della memoria di Eliana compiuto da questo indecente governo clericale e per ricordare, come non si farà mai abbastanza, l’incompatibilità della Chiesa con una società laica e democratica, riporto qui di seguito un passo, già altra volta parzialmente citato in questo blog, del mio libro su Il cattolicesimo reale (pp. 418-420): 

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E nell’ora della nostra morte…e così sia

Con la stessa determinazione la Chiesa pretende che lo stato costringa per legge a vivere, attaccati alle macchine o mediante alimentazione forzata, i malati in stato vegetativo permanente o quelli giunti a uno stadio terminale e che chiedono di essere aiutati a morire. Le ragioni di questa battaglia “per la vita”, come le gerarchie ecclesiastiche chiamano la loro lotta contro i diritti del malato, sono state esposte da Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium vitae del 1995:

“Oggi, in seguito ai progressi della medicina e in un contesto culturale spesso chiuso alla trascendenza… si fa sempre più forte la tentazione dell’eutanasia, cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine “dolcemente” alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano… in conformità con il Magistero dei miei Predecessori e in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Una tale pratica comporta, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell’omicidio.”

Le stesse posizioni ha ribadito il papa in carica, nel Dis corso alla pontificia Accademia per la vita del 24 ottobre 2007. In base ad esse la Chiesa pretende di costringere i malati terminali a una vita di inutili sofferenze, come si è cominciato a capire in Italia nel 2006 con il drammatico caso di Pierg i o rgio We lby, da molti anni affetto da una malattia incurabile arr i vata alla fase terminale col rischio di una lunga agonia per s o ffocame nto. Egli chiese di mettere dignitosamente fine alla vita e alla fine lo ottenne, non grazie allo stato laico, ma al coraggio del medico anestesista Mario Riccio, che affrontò l’accusa, poi archiviata, di omicidio. Poco prima, con una lettera al Tg3 (D331) del dicembre 2006, We lby denunciò come una fo rma di tortura tale ipocrita “difesa” della vita (3):

“Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori.”

Per tutta risposta le autorità ecclesiastiche gli rifiutarono il funerale religioso, chiesto da lui e dalla moglie, e concesso negli stessi giorni, con grandi onori, a Pinochet (poco dopo al celebre tenore divorziato e risposato Pavarotti). Si aggiunga che la Chiesa rifiuta a parole almeno l’“accanimento terapeutico”, ma non riconosce mai che il caso sussista e cerca di farlo passare sempre per “eutanasia” (la quale, essendo un reato in molti stati, fra cui l’Italia, rende più facile alla Chiesa imporre la propria morale a tutti i cittadini). Così si fa passare per “eutanasia” non solo la scelta attiva di porre fine a una vitagiudicata ormai invivibile ma anche quella di lasciarsi morire tramite l’interruzione delle cure, che era poi il caso di Welby e che è un diritto del malato, riconosciuto dalla nostra costituzione.

Allo stesso modo la Chiesa e gli ambienti clericali hanno avuto la sfrontatezza di presentare come “esecuzione capitale” e “condanna a morte” una sentenza dei tribunali italiani che il 9 luglio 2008 ha autorizzato il padre di Eluana Englaro a sospen-dere l’alimentazione forzata della figlia, in stato vegetativo permanente da 16 anni e mezzo a seguito di un grave incidente stradale. Si tratta di una giovane che, oltretutto, prima del suo incidente, di fronte a un amico in coma irreversibile per cause analoghe, aveva manifestato il desiderio di essere lasciata morire “se fosse successo a lei”.

Può sembrare singolare e contraddittoria una così accanita difesa della vita di malati ridotti allo stato vegetativo o terminale, da parte di una Chiesa che ha disinvoltamente sacrificato per secoli le vite di streghe, infedeli, eretici, ebrei, omosessuali, partorienti costrette a non usare i contraccettivi e ancora oggi le sacrifica favorendo, con le campagne contro i preservativi, il diffondersi dell’AIDS. Allo stesso modo qualcuno ha notato quanto sia incongruo che la Chiesa si opponga all’uso della tecnologia (contraccettiva) che potrebbe evitare concepimenti non desiderati, mentre pretende che vi si ricorra per tenere in vita chi chiede di morire. In realtà sotto queste contraddizioni vi è una profonda coerenza, poiché attraverso di esse la Chiesa mira sempre allo stesso scopo: far stabilire dallo stato per legge (e quindi far imporre a tutti i cittadini, compresi i non credenti) che padrone della vita e della morte non è il singolo individuo ma Dio… cioè la Chiesa, poiché “il rappresentante delle idee, dei pensieri e dei diritti di Dio non è che la Chiesa” (Pio XI).  Che la Chiesa, con questi atteggiamenti disumani, miri solo a conservare o estendere, camuffato da potere e volontà di Dio, il suo controllo sulla vita (e sulla morte) delle persone, anche a prezzo di causare sofferenza ai malati e ai loro familiari, lo dimostra il modo strumentale con cui essa maneggia i “principi”. Nel 1992, ad esempio, il Catechismo della Chiesa cattolica redatto da una commissione presieduta da Joseph Ratzinger e approvato da Giovanni Paolo II, recitava al Quinto comandamento. Il rispetto della vita umana:

“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti, può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’”accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità o, altrimenti, da coloro che ne hanno lega lmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

Ma chi concludesse che è sicuramente un procedura “straordinaria” alimentare artificialmente per 16 anni una persona in stato vegetativo permanente e senza possibilità di ripresa, deve ricredersi perché lo stesso Ratzinger, diventato Benedetto XVI, ha approvato nell’agosto-settembre 2007 la seguente risposta (A8) della Congregazione per la Dottrina della Fede a un quesito postole dalla Conferenza episcopale statunitense:

“Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti per vie artificiali a un paziente in “stato vegetativo permanente”, possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza? Risposta: No. Un paziente in “stato vegetativo permanente” è una persona, con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali.”

E qui ci fermiamo. 

1) E’ la  stessa magistratura, par di capire, che ha violato la libertà religiosa del Caimano interrompendo le sue orgie arcorine e rendendogli così più arduo passare, come è dovere di ogni devoto cattolico, dal peccato alla confessione e dalla confessione al peccato.
2)       Si tratta di una posizione contrastante anche con quello di altre confessioni cristiane. Vedi su “cronache laiche” l’articolo Il no dei valdesi al ddl Calabrò, http://www.cronachelaiche.it/2011/02/testamento-biologico-il-no-dei-valdesi-al-ddl-calabro/
3)       E’ significativo che anche questa forma di tortura, come altre violazioni dei diritti umani da parte della Chiesa di Roma, sia stata sostenuta in Italia da quasi tutti i politici cattolici “democratici”, sia clericali, sia “laici”.
FONTE : http://www.cattolicesimo-reale.it/il-blog/quando-sono-i-becchini-a-difendere-la-vita/

Il Razzismo Giornalistico

I giornalisti sono razzisti
e altro non fanno che aumentare
l’odio nei confronti degli immigrati:
“auto guidata da un albanese
travolge e uccide una persona”.

Era necessario sottolineare
che alla guida ci fosse un albanese?
Solo gli albanesi ubriachi
investono i pedoni?
Perchè quando questo accade
a un nostro connazionale
non viene specificato:
“auto guidata da un italiano
travolge e uccide una persona”?

Altra cosa che mi risulta
difficile digerire
sono notizie come questa:
“catastrofe, 30 morti, anche 2 italiani”.

Se non ci fossero stati italiani
era una notizia di serie B o meno grave?
Cosa mi significa la sottolineatura
sul fatto che ci sono 2 italiani coinvolti?

http://achuisle.wordpress.com/2011/02/21/il-razzismo-giornalistico/

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