Cucchi: pestato e nascosto

Stefano Cucchi, morto nell’ottobre del 2009 a Roma a 6 giorni dall’arresto per spaccio, “doveva essere necessariamente internato” all’ospedale Pertini, per nascondere le condizioni in cui era stato ridotto. Così il gup Rosalba Liso nella motivazione della sentenza con cui, nel gennaio scorso, è stato condannato a due anni il funzionario dell’amministrazione penitenziaria regionale Claudio Marchiandi, giudicato con rito abbreviato. Con la stessa sentenza, disposto il rinvio a giudizio di 3 poliziotti accusati di aver pestato la vittima e di 9 tra medici e infermieri dell’ospedale dove fu ricoverato.

http://www.audionews.it/ViewDocument.aspx?catid=ca94bf287b4140cc8025236a20f3f42e&docid=6589f6b447464cbeb659e07ce0fb5d82

 

Smascherata la farsa del «Aiutarli a casa loro»

Aiutarli a casa loro» è stato uno dei motti leghisti più utilizzati per mascherare d’ipocrisia la loro lampante xenofobia. La guerra in Libia e le altre rivolte del nord Africa hanno dimostrato il valore di questa frase: zero.

Aiutarli a casa loro voleva dire foraggiare ed incoraggiare i loro dittatori? Aiutarli a casa loro vuol dire tifare per il Gheddafi di turno affinché non perda il potere e blocchi l’immigrazione?

Aiutarli a casa loro vuol dire garantire alle ditte italiane prezzi stracciati su materiali, merci e carburanti, impoverendo di fatto il loro paese?

È triste vedere questi omuncoli sperare che il Trattato dell’amicizia con la Libia resti valido almeno per la parte che riguarda l’immigrazione, proprio dopo che l’Italia ha violato quella sulla non belligeranza.

Tifare Gheddafi è triste. Ancor più triste è pensare che se al posto del Colonnello ci fossero stati Saddam Hussein, Bin Laden e pure Al Qaida, questi omuncoli avrebbero comunque scelto loro in cambio del blocco degli immigrati, tanto utile quando c’è da prendere voti e spartirsi poltrone.

fonte :  http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/post/2618299.html

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