Cucchi: pestato e nascosto


Stefano Cucchi, morto nell’ottobre del 2009 a Roma a 6 giorni dall’arresto per spaccio, “doveva essere necessariamente internato” all’ospedale Pertini, per nascondere le condizioni in cui era stato ridotto. Così il gup Rosalba Liso nella motivazione della sentenza con cui, nel gennaio scorso, è stato condannato a due anni il funzionario dell’amministrazione penitenziaria regionale Claudio Marchiandi, giudicato con rito abbreviato. Con la stessa sentenza, disposto il rinvio a giudizio di 3 poliziotti accusati di aver pestato la vittima e di 9 tra medici e infermieri dell’ospedale dove fu ricoverato.

http://www.audionews.it/ViewDocument.aspx?catid=ca94bf287b4140cc8025236a20f3f42e&docid=6589f6b447464cbeb659e07ce0fb5d82

 

Info GiulioL
napoletano verace :)

4 risposte a Cucchi: pestato e nascosto

  1. anna quercia scrive:

    una cosa così è da paese incivile e disumano,devono pagare,devono andare in galera,è una foto che mi fa stare male
    anna quercia

  2. luigi modiano scrive:

    forza Laura e famiglia … la vostra è una battaglia di giustizia e umanità … grazie ! ho scritto una canzone dove si parla anche di Stefano, mi è venuta dal cuore in quei tristi giorni del 2009 … vorrei fare di più …

  3. filomena 53 scrive:

    La cosa già inizia a favore dei suoi assassini, perche hanno dato 2 anni al funzionario dell’ amministrazione?
    Questa è un modo di prendere in giro i parente, con due anni da incensuarto non vai nemmeno in carcere, e i poliziotti rinviati a giudizio, per fare in modo che scadano i termini? Perche non le rinchiudono in un carcere di alta sicurezza queste maniacci ,e li mettono insiemme a un MANDINGO che abbia L’ERGASTOLO che nn vedi una donna nemmeno in televisione

    • il Progressista scrive:

      anche per l’Omicidio di Federico Aldrovandi e’ successo la stessa cosa…sentenze beffa
      http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi
      Sentenze
      Il 19 giugno 2009, il pubblico ministero titolare del caso ha pronunciato una requisitoria in cui ha chiesto 3 anni e 8 mesi per Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i poliziotti implicati.[10]

      Il 6 luglio 2009 il tribunale di Ferrara, giudice Francesco Maria Caruso, ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Aldrovandi.[11][12] I quattro condannati, grazie all’indulto varato nel 2006, non sconteranno la loro pena.[13]

      Il 5 marzo 2010 tre poliziotti sono stati condannati nel processo Aldrovandi bis sui presunti depistaggi nelle indagini; un quarto è stato rinviato a giudizio. La decisione sui depistaggi conferma l’ipotesi accusatoria dell’intralcio alle indagini fin dal primo momento. Le condanne sono state per:

      Paolo Marino, dirigente dell’Upg all’epoca, a un anno di reclusione per omissione di atti d’ufficio, per aver indotto in errore il pm di turno, non facendola intervenire sul posto.
      Marcello Bulgarelli, responsabile della centrale operativa, a dieci mesi per omissione e favoreggiamento.
      Marco Pirani, ispettore di polizia giudiziaria, a otto mesi per non aver trasmesso, se non dopo diversi mesi, il brogliaccio degli interventi di quella mattina.
      Luca Casoni, il quarto poliziotto coinvolto, che non ha scelto il rito abbreviato, sarà sottoposto a processo a partire dal 21 aprile 2010.[14]

      Il 9 ottobre 2010 viene stabilito, a favore dei familiari di Federico Aldrovandi, un risarcimento pari a circa due milioni di euro, in cambio dell’impegno a non costituirsi parte civile nei procedimenti ancora aperti[15].

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