da quanti punti parte un leghista?

In due anni dovranno imparare come funzionano il Parlamento e il Governo, cosa dice la Costituzione, come si usa un congiuntivo, quali sono le regole civiche del nostro Paese.
Dopodiché gli stranieri regolari che hanno chiesto il permesso di soggiorno faranno la conta dei ‘crediti acquisiti’.
Una sorta di “pagella dell’immigrato”.
Con almeno trenta punti, saranno promossi e otterranno di fatto la carta di soggiorno.
Con meno di trenta crediti, ma più di sedici, saranno “rimandati” e avranno un anno di tempo per recuperare.
Con zero punti o meno, risultato a cui si arriva, ad esempio, con una condanna penale, scatta la bocciatura, il che significa espulsione immediata.
Questo e quanto si legge su repubblica.it.
Ahimè tutte cose che in primis si dovrebbero applicare ai leghisti e agli italiani in genere perché non si può chiedere ad uno straniero ciò che non appartiene nemmeno all’italiano medio.
Inoltre non mi convince il ministro Maroni anche perché prima di arrivare a questo dovrebbe riuscire a rilasciare i permessi di soggiorno entro i limiti di legge e  non ci dovrebbe far aspettare per la cittadinanza Italiana per ben 13 anni ( 10 anni di residenza in Italia per richiederla e 3 anni di attesa senza garanzie dopo la richiesta). Nè dovrebbe chiamare ‘contributo’ i 200€ che chiede ai 50.000 stranieri che ogni anno richiedono la cittadinanza italiana e che sono l’ennesimo furto nei confronti nei nuovi Italiani.
Mi sembra un altra messa in scena per far vedere che lavorano e per continuare a rubare i soldi ai più deboli in quanto in questo paese anche un certificato storico di residenza ci costa 15 euro ma visto che questo non basta continuano a inventare carte da vendere, corsi, punti, pagelle ecc…
Io sono convinto che un extracomunitario che sta in Italia da 10 anni parla e scrive meglio del figlio del leader leghista e predica meglio del pupazzetto Borghezio e sono convinto che ha già dato il suo contributo economico, in termini di forza lavoro e pagamento delle tasse, che gli conferisce il diritto sacrosanto al gratuito riconoscimento della sua dignità di cittadino che partecipa alla costruzione e allo sviluppo delle Stato italiano.
Cari lettori, la mia domanda è questa: se un immigrato che fa i lavori più umili e rischiosi di questo paese spesso sottopagato deve accumulare punti e pagarsi il diritto di esistere sul suolo italiano, un leghista che continua a sprecare i soldi pubblici e predica quello che tutti sappiamo mentre vive anche con i soldi che pagano gli immigrati, con quanti punti dovrebbe partire???

fonte : http://bajrak.wordpress.com/2011/07/29/da-quanti-punti-parte-un-leghista/#wpl-likebox

Il Partito delle occasioni perdute

 

di Gianluca Bellentani

Chi ama farsi del male in natura viene chiamato autolesionista….in politica invece prende il nome di PD : non ci credete ? Proviamo ad analizzare i fatti accaduti negli ultimi periodi….. Dopo mesi e mesi passati ad urlare slogan ad effetto che pero’ di effetto non hanno alcunche’ del tipo ‘’ Berlusconi svergogna il Paese’’ ( e chi e’ che non ha fatto una legge sul conflitto d’ interessi ? ) alle elezioni amministrative i candidati di centro destra prendono una solenne batosta e perdono citta’ importanti come Milano e Cagliari ; dopo anni disastrosi di amministrazione di centro sinistra Napoli boccia nuovamente il candidato filo berlusconiano ed elegge De Magistris….I candidati non sono quelli indicati dal PD ma non si puo’ negare che le elezioni dei candidati dopo i ballottaggi sono da attribuire sicuramente ai voti degli elettori dei democratici . ‘’ Il vento e’ cambiato’’ , ecco il nuovo slogan…. E il PD che fa’ ? Come simbolo per la Festa Nazionale di Roma stampa un manifesto in cui compare una bonazza con la gonna che si alza fin quasi sopra le cosce : ma santo cielo ( per non entrare nel turpiloquio ) , chi e’ l’ addetto alla comunicazione ? Dopo mesi e mesi a parlare e a condannare i bunga – bunga berlusconiani con avvenenti giovani ragazze mi fai un simbolo di questo tipo ? Non potevi che so’, fargli i capelli al vento, una vela bella gonfia, un aquilone che volava nel cielo…..Ma ci vuole un genio per capirlo ??? Qui non si tratta di essere dei moralisti ma solo di avere un po’ di buonsenso !!!

Poi in giugno la grande vittoria nei referendum dopo 15 anni di non-quorum….Certo i referendum non sono stati indetti dal Pd che anzi per certe cose prima non era neppure d’accordo ma sotto le pressioni della base si e’ lanciato in questa sfida che faceva tremare i polsi ma che alla fine e’ risultata la scelta giusta : il vento e’ cambiato davvero……E il PD che fa’ ? Quando l’ IDV mette ai voti la proposta per abolire le province, abolizione che e’nei programmi del partito, il PD si astiene !!! Certo le motivazioni sono buone ( Di Pietro non ha nemmeno preso in considerazione la proposta del Pd, abolire le province e i loro costi eccessivi certamente ma poi coloro che vi lavorano li metterai tutti sulla strada …. ) ma e’ mai possibile che nemmeno sull’ Unita’ compaiano chiaramente le motivazioni dell’ astensione ? La colpa e’ sempre del celobroleso autore della pubblicita’ del Festival ?

A sedare tutti i malumori pero’ questa volta accade qualcosa che nessuno si aspettava, tantomeno i dirigenti del partito : tutti gli istituti indipendenti di rilevazione statistica danno il PD come il maggior partito dopo 3 anni !!! Certo si tratta di una percentuale minima, dovuta piu’ ad un abbandono dei berlusconiani che ad una adesione in massa di elettori di sinistra al Pd ma sempre di una grande cosa si tratta… Capita addirittura che vi sia davvero l’occasione propizia per far davvero vedere a tutti che il PD e’ un partito diverso, un partito di gente onesta che niente ha a che vedere con questo quadro politico di destra…. Sara’ una data da ricordare il 20 luglio 2011 …..ed infatti lo e’ ma non come si prevedeva!!!

Ricapitoliamo quello che e’ realmente accaduto in quella data perche’ credo che nemmeno la mente perversa di Alfred Hitchcock sarebbe arrivata a tanto !!!

In Parlamento viene votato il via libera all’ arresto del deputato del PDL Alfonso Papa per essere al centro di un’ associazione eversiva denominata P4 !! IL PD questa volta sara’ supercoeso nel dare il via libera all’ arresto di Papa poi accada quel che accada…..Se sara’ arrestato avrai dimostrato di essere per la legalita’ e se sara’ salvato dai voti della maggioranza potrai urlare ai quattro venti tutto il tuo sdegno : ma ci pensate che botta di culo ? Qualsiasi cosa accada, farai sempre un figurone ……A me certe fortune non sono mai capitate in piu’ di 50 anni !!

L’ unica cosa che viene chiesta ai deputati e’ una uniformita’ di voto. IL PDL prova a mettere subito i bastoni tra le ruote e chiede e ottiene che nella stessa seduta sia giudicato anche il deputato PD Tedesco, per un reato di corruzione che e’ si assai grave ma mai quanto il reato di Papa…..Ma il PD e’ compatto e come partito degli onesti votera’ l’autorizzazione a procedere anche contro Tedesco che anzi giura solennemente davanti a tutti che votera’ anche egli contro se’ stesso !!!! Questi si che sono veri uomini ….. poi essendo un uomo di  D’ Alema la cosa e’ ancor piu’ ammirevole ….. ( Un pensierino: siccome Baffino non vuole essere secondo a nessuno, vuoi mai vedere che invidioso di Veltroni con Calearo ha voluto anch’ egli il suo ‘’ venduto ‘’ ) ? Ma torniamo al fatidico 20 Luglio 2011 ….. Franceschini, memore forse di quando giocava a pari o dispari per vedere chi doveva pagare da bere nelle calde estati ferraresi, indica che ogni deputato del PD che votera’ dovra’ mettere le dita in un certo modo per dimostrare il proprio voto…. Finalmente partono le votazioni e…….. succede l’ impossibile !!!  La Lega che si era sempre dimostrata tentennante vota compatta per l’ arresto di Papa e il PD…si spacca!! Alcuni deputati votano contro, dicendo che non vogliono essere accusati di giacobinismo ( ma che vuol dire giacobinismo ? Far rispettare la Costituzione che all’ articolo 3 dice espressamente che ogni cittadino e’ uguale dinnanzi alla legge ? Allora sono anch’ io un giacobino )!!! Addirittura 2 deputati dalemiani doc , La Torre e la Maugiello sbagliano a votare, come 2 scolaretti il primo giorno di scuola. Comunque l’autorizzazione a procedere per Papa passa…… e si arriva alla questione Tedesco che prima della votazione dichiara apertamente che votera’ contro di se’ ( e come realmente fara’ )….. Si svolgono le votazioni e a Tedesco viene negato il non luogo a procedere !!! Da chi arrivano questi voti ? Dalla Lega che prima ha votato si compatta ? Dal PDL che ha sempre votato no ? Da quelli del PD ? Misteri della politica !!!!! Tedesco se fosse una persona perbene darebbe per prima cosa le dimissioni dal suo incarico ed invece dichiara tranquillamente che non ne vede il motivo per farlo , quasi che la non autorizzazione per il suo arresto fosse una dichiarazione di non colevolezza……Che giornata ragazzi, mancherebbe solo la ciliegina sulla torta……che arriva nel pomeriggio con la notizia che Filippo Penati, il braccio destro di Bersani , e’ indagato per corruzione e tangenti ( almeno Penati si autosospende ).

 Onorevoli (???) colleghi che ci rappresentate in Parlamento, mi permetto di dirvi alcune cose, visto che sono un iscritto e voi siete le nostre maestranze , anche se i vostri stipendi mensili sono quasi uguali a quelli che noi percepiamo annualmente…..Innanzitutto, parlando sotto metafora, CI AVETE DAVVERO ROTTO LE PALLE !!!! E’ mai possibile che non prendiate mai una decisione su alcunche’ ? Che all’interno del partito vi siano piu’correnti che in un oceano in tempesta ? Ci siamo stancati di pararvi il c……… contro chi vi accusa di essere degli incapaci e collusi , contro chi sostiene che tra il PD e il PDL l’unica differenza sia la elle finale . Per noi la lettera D del simbolo non vuol dire solo democratico ma anche diverso, come programma e come gente che lo compone. Parole come onesta’, sociale, coerenza non sono per noi parole vuote ma impegni di vita …… Il PDL ha come forza la televisione e i soldi, l’ UDC la chiesa ma la nostra forza e’ la base, quella base che vuole continuare a votare questo partito perche’ crede nel progetto di rinnovamento della societa’ ….. Una base che pero’ non e’ piu’ disposta a farsi rappresentare da degli incapaci……Questo per un motivo assai importante : NON CE LO MERITIAMO !

“UEI RAGASSI……..MA QUANDO CI DICONO CHE ABBIAMO ROTTO I MARONI , MICA CI VOGLIONO DIRE CHE ABBIAMO FATTO A PEZZI IL MINISTRO DELL’ INTERNO…. ”
 
 

Ma quando finiscono i titoli di coda di questo brutto film?

E ‘ un po’ di tempo che non so più che dire. Non ce la faccio a ripetere sempre le stesse analisi. Dopo il voto per i sindaci e per il referendum che ha portato un po’ di aria pura, si è tornati come se niente fosse nel tanfo del regime ormai crollato. Ma quanto dura questo crollo? Quante macerie devono ancora cascare? I più cinici dicono che i titoli di coda di questo film dureranno tantissimo , diciamo il tempo che serve  – non solo al nano con la testa asfaltata ma anche a qualche decina dei suoi  complici  – per acquisire qualche garanzia futura, qualche salvacondotto, qualche ennesima schifezza con cui contrattare l’uscita di scena senza troppi guai.

Nè puo’ dirsi che dall’altra parte abbiano capito bene la strada da prendere :  nonostante abbiano beneficiato temporaneamente della rabbia elettorale , non sembra abbiano capito l’atmosfera politica presente, basti pensare alle stupidaggini similberlusconiche che ha detto Bersani l’altro ieri  sulla macchina del fango.

In un Italia commissariata da organismi internazionali ed europei e da un ristretto gruppo di operatori di emergenza capitanati da Napolitano, con Tremonti alle prese con uno scandalo che ne limiterà il raggio di azione e le velleità future, a che serve ancora perdere tempo con analisi sempre uguali?

In un paese cristallizzato da un anno e mezzo nella medesima forma ed espressione, con gli squali della finanza che ormai l’hanno messo nel mirino per mangiarselo in un boccone quanto prima e con un premier ormai completamente ed esclusivamente dedito al  ruolo di zavorra inutile e pericolosa, che altro rimane da dire?

Per il resto non val la pena aggiungere niente, queste poche righe sono già troppe, basta leggere la cronaca di un qualsiasi quotidiano di oggi.

Ah dimenticavo: mi sovviene un esempio che non posso non proporre , una sola  piccola chicca tanto per gradire e salutare chi va in ferie.

Con la norma passata oggi al senato, se si commette un omicidio in un bar sparando due colpi di pistola, la difesa potrà portare come testi non solo coloro che erano presenti nel bar, ma tutti coloro che, abitando nel quartiere dove è sito il bar  -  uno per uno rintracciandoli con l’elenco telefonico -  potrebbero in teoria aver udito il rumore dei due colpi sparati. Ed il giudice non potrebbe  valutarne nè la congruenza nè la rilevanza. Dovrebbe ammetterli e basta…

ps. mi immagino la faccia dei vari mediolungo e panattoni  ( blogger di destra N.D.R. ): chissà dove sono finiti?

Chissà se hanno ancora il fegato di difendere questo regime di corrotti ed incapaci come mai nella storia si era visto?

De resto ognuno di noi conosce sotto casa qualche mediolungo o panattoni e sa bene come reagiscano attualmente: interrogati oggi fan finta di non aver mai conosciuto un tizio di nome Berlusconi, del resto cosa aspettarsi da italiani veri come loro?

La cronaca politica di oggi dal Messaggero.

ROMA – Il governo ha incassato al Senato la fiducia sul processo lungo. Si tratta della fiducia numero 48 posta in tre anni dal governo Berlusconi. Il provvedimento, che torna all’esame della Camera, ha ottenuto 160 voti a favore di Pdl, Lega e Coesione nazionale (gli ex Responsabili), mentre i voti contrari sono stati 139, da parte di Pd, Idv, Udc e Terzo polo. Nell’occasione ha debuttato Il nuovo ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma.

Finocchiaro: Berlusconi strozzato da un dentifricio? «All’assenza dall’approvazione della manovra qui al Senato si rispose dicendo che il presidente Berlusconi era scivolato su una saponetta. Mi chiedo se stamattina, vista la sua assenza, si sia strozzato con il dentifricio – attacca Anna Finocchiaro, nella dichiarazione di voto del Pd contro la fiducia – Abbiamo un premier che non parla al suo popolo. La verita è che questo paese non ha un premier e non ha un governo mentre l’Italia attraversa la crisi piu grave dal dopoguerra. Negli ultimi 15 giorni si ricorda una sola affermazione del Capo del governo, non certo per rassicurare il Paese e i mercati: “se dicessi quello che penso davvero non coinciderebbe con gli interessi del paese”».

«Credo che quando sfilerete sotto quel banco per dire il vostro sì, sentirete sul collo il piede del padrone, dentro di voi qualcosa ribollirà – urla Anna Finocchiaro al termine della sua dichiarazione di voto – Sarebbe il tempo dei liberi e forti e non dubito che molti di voi sarebbero in grado di esserlo e di esprimere la loro natura di liberi e forti e di dare oggi all’Italia la prova che questo governo è capace di badare ad altro che a un premier braccato che si chiude nelle sue stanze».

continua qui

originale   qui Ma quando finiscono i titoli di coda di questo brutto film?

FANNO SCHIFO (Valter Binaghi)

Frocio. Finocchio. Busone. Culattone. Checca.
In questo paese di navigatori e poeti i termini con cui si indica l’omosessuale sono numerosi e pittoreschi, con un numero infinito di varianti vernacolari, ma il valore che vi si attribuisce è generalmente denigratorio, quando non di aperto disprezzo, e passa presto ai fatti: l’insulto, il pestaggio. Il machismo dietro a cui la piccola borghesia italiana già in epoca fascista nascondeva la propria inferiorità culturale e l’impotenza di fronte ai grandi movimenti economici e finanziari che ne minacciano perpetuamente i provvisori privilegi, ritorna ogni volta che le situazioni si fanno critiche, o governi risultano improvvidi. La ricerca del capro espiatorio si fissa intorno a chi, segnato da diversità, presenta i caratteri della vittima ideale: l’emigrato, l’omosessuale, il piccolo delinquente, il nomade. Soprattutto quando una classe politica tecnicamente incapace e ignobilmente indifferente alla propria missione di civiltà, vede in queste propensioni “popolari” una valvola di sfogo che è inutile e forse pericoloso cercare di reprimere (in quel caso la classe politica medesima sarebbe costretta a dare ben altre risposte). Così negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di xenofobia e di violenza contro gli omosessuali. Lo sanno tutti: le cronache dei giornali ne parlano, i politici esprimono riprovazione, qualcuno aveva pure deciso di dare un segnale forte aggravando le pene per i reati contro la persona che riguardano omosessuali. Sarebbe stato un gesto importante, un segnale forte con cui, per una volta in modo traversale, un’intera classe politica poteva unirsi per una battaglia di civiltà, isolando e stigmatizzando quelle sacche di ignoranza brutale in cui germinano le pulsioni peggiori del corpo sociale. E invece no.
L’attuale maggioranza, blindata in parlamento con i voti prezzolati di transfughi dell’opposizione e gestita da una coppia di leaders in evidente declino biologico e politico, ha preferito arroccarsi intorno al valore che ne ha costituito l’asse propagandistico portante, la demagogia.
Il Berlusconi del “pane e figa per tutti” e il Bossi che “ce l’ha duro” solo perchè è nato nella regione più ricca d’Italia, hanno dato ancora una volta la loro strizzatina d’occhi al ventre molle e alla parte peggiore del paese, scegliendo di ignorare il vero pericolo sociale e di avallare insieme alle altre (evasioni fiscali premiate da condoni, spregio della dignità femminile con l’allestimento di bordelli istituzionali, reiterata delegittimazione della magistratura) anche queste cattive abitudini dell’Italia più ottusa, trincerandosi dietro una formale giustizia distributiva: un aggressione è un’aggressione, dicono, che sia nei confronti di un omo o di un etero, fingendo di ignorare che, quando l’aggredito è tale proprio PERCHE’ omosessuale, andrebbe specificamente protetto in quanto evidentemente oggetto di persecuzione.
Un’altra occasione per pensare e per dire che fanno schifo: anche chi come me aveva disertato le ultime elezioni politiche per la pochezza delle alternative non può che augurarsi la fine di questa ignobile legislatura e di questi puzzolenti capipopolo, avvolti dal fetore della decomposizione. E i primi ad augurarselo dovrebbero essere proprio i “moderati” che finora hanno scelto di esserne rappresentati, a meno che la deriva genetica cui sembriamo condannati ci prepari una successione a base di Piersilvio e Trota più Emanuele Filiberto.

FONTE : http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/07/27/fanno-schifo-di-valter-binaghi/

I martiri di Oslo

Erano perlopiù ragazzi al di sotto dei vent’anni. Settantasei le vittime, tra l’attentato di Oslo e la carneficina dell’isola di Utoya. Solo pochi hanno un’identità e un volto. Man mano che si riconoscono i cadaveri il mosaico umano, pubblicato da Dagbladet, si va completando con i tasselli mancanti, volti e nomi ancora sconosciuti.

[foto da Il Corriere]

fonte : http://marisamoles.wordpress.com/2011/07/26/i-martiri-di-oslo/

Omofobia, chissenefrega se…

  • Una ragazza di 26 anni, a Napoli e in pieno centro storico (piazza Bellini) è stata presa a calci e a pugni, rischiando di perdere un occhio, nel tentativo di difendere un ragazzo omosessuale dall’assalto di un gruppo di skinheads (23 Giugno 2009);
  • Un uomo, a Roma, fuori dal Gay Village, ha accoltellato due ragazzi gay, “colpevoli” di semplici baci, nell’indifferenza generale e costringendo uno dei due aggrediti ad un’operazione d’urgenza (22 Agosto 2009);
  • Due fidanzati, a Rimini, sono stati presi a pugni e a schiaffi dal loro vicino di casa (24 Agosto 2009);
  • Il cantautore Emilio Rez, a Roma, è stato brutalmente malmenato da un uomo che, dopo avergli urlato “brutto frocio”, gli ha causato un trauma cranio-facciale, alla schiena, alla spalla sinistra e alla gamba sinistra, provocandogli, inoltre, un ipoacusia (28 Agosto 2009);
  • Due turisti gay (un armeno di 25 anni e uno svizzero di 47 anni), a Napoli, in pieno centro storico, sono stati aggrediti ed insultati (28 Agosto 2009);
  • Un ragazzo omosessuale di 26 anni, a Firenze, è stato preso a calci e pugni nella giornata contro l’omofobia, subendo la frattura di entrambi gli zigomi e del naso (11 Settembre 2009);
  • Un turista australiano, a Torre del Lago, è stato riempito di colpi, con conseguente frattura del naso e problemi alle vertebre (29 Settembre 2009);
  • Una coppia omosessuale, a Roma, viene circondata e assalita da sei persone al grido di “camerata, camerata, camerata”: uno dei due ragazzi riceverà un colpo di casco in testa e una ginocchiata nei genitali (12 Ottobre 2009);
  • Un professore gay, a Roma, viene minacciato con un coltello e insultato (“sei un essere putrido, ci fai schifo”, “sei un ricchione di m…”) da tre skinheads (15 Ottobre 2009);
  • Quattro omosessuali, a Roma, sono stati assaliti con una mazza da baseball da un uomo di 40 anni (17 Ottobre 2009);
  • Due studenti omosessuali, ad Agrigento, vengono minacciati di morte dopo aver denunciato l’aggressione da parte di alcuni ragazzi (19 Ottobre 2009);
  • Un ragazzo gay, a Milano, viene pestato con pietre e bastoni. Subirà la rottura dei legamenti di un ginocchio (21 Ottobre 2010);
  • Due omosessuali, a Milano, vengono aggrediti dopo una serata in discoteca: ecchimosi e ematomi su varie parti del corpo ad entrambi e danni ad un occhio ad uno dei due (23 Ottobre 2009);
  • Un trentenne, a Ostia, è stato massacrato di botte da tre persone. I medici gli hanno diagnosticato la frattura del setto nasale, una costola rotta e traumi allo zigomo (26 Ottobre 2009);
  • Un uomo gay di 47 anni, a Milano, è stati riempito, nell’indifferenza generale, di calci e pugni dentro un McDonald’s (30 Novembre 2009);
  • Un quarantenne, a Como, subisce un’aggressione omofobica che gli causerà la frattura del braccio (24 Gennaio 2010);
  • Un ragazzo omosessuale, a Rimini, bacia il proprio ragazzo all’interno di una discoteca e viene cacciato e picchiato dal buttafuori della discoteca stessa (22 Marzo 2010);
  • Un ragazzo, a Bolzano, viene malmenato da un gruppo di sette persone poiché stava scambiando delle effusioni con il suo ragazzo. Diagnosi: frattura del braccio (10 Maggio 2010);
  • Un giovane di 22 anni, a Roma, viene massacrato da quatto italiani, fino allo svenimento, dietro ad un parcheggio. Verrà salvato da un amico a cui aveva chiesto aiuto durante l’aggressione (29 Maggio 2010);
  • Una coppia gay, a Milano, viene insultata e malmenata da un gruppo di tre persone. Una ragazza, nel tentativo di difendere i due ragazzi omosessuali, riceverà uno schiaffo in faccia. (31 Maggio 2010);
  • Due fidanzati vengono aggrediti perché “colpevoli” di camminare abbracciati. Uno dei due subirà una lesione all’occhio per un pugno, l’altro verrà preso a calci e pugni (12 Giugno 2010);
  • Due turisti gay, a Pesaro, vengono denigrati e presi a calci e pugni da due uomini e una donna (28 Luglio 2010);
  • Un ragazzo gay, a Rimini, viene insultato, picchiato e stuprato, come punizione, da un uomo (25 Agosto 2010);
  • Un trentenne, a Termini Imerese, è stato freddato a colpi di pistola (3 Settembre 2010);
  • Una coppia omosessuale inglese, a Frosinone, viene aggredita in seguito a dei baci scambiati su una panchina. Ciò causerà loro la rottura del setto nasale e diverse ferite (21 Settembre 2010);
  • Ad un omosessuale, a Ragusa, viene lanciato un secchio di urina (23 Settembre 2010);
  • Un giovane di 17 anni, a Casamassima (Bari), viene bloccato e preso a pugni sul viso perché ritenuto omosessuale. Il giovane, per paura, non denuncerà in suoi aggressori (29 Settembre 2010);
  • Un ventiduenne, a Roma, viene insultato e aggredito con un coccio di bicchiere da tre coetanei (28 Dicembre 2010);
  • Due uomini,a Milano, vengono assaliti perché ritenuti omosessuali. I due, a bordo di un’auto, vengono affiancati da un altro veicolo, da cui uno degli aggressori si affaccia e colpisce con una spranga l’auto. I due uomini considerati omosessuali, costretti a fermarsi, verranno aggrediti: uno riuscirà a fuggire, l’altro verrà brutalmente pestato al grido di “froci, ricchioni, dovete andare via da qua” (2 Gennaio 2011);
  • Un omosessuale inglese, a Trento, viene ridotto in fin di vita e stuprato con dei bastoni da tre ventenni che avevano ricevuto delle avances (27 Gennaio 2011);
  • Due dirigenti dell’Arcigay, a Napoli, vengono aggrediti con calci e pugni da un uomo. I residenti, inoltre, tireranno loro uova e acqua, al grido di “lavatevi, sporcaccioni”. Al pestaggio si uniranno un uomo e una donna con una mazza (11 Aprile 2011);
  • Un volontario del circolo Mario Mieli, a Roma, viene inseguito da un gruppo di dieci persone, armate di bastone, una volta uscito dal Gay Village (29 Giugno 2011);
  • Un diciottenne, a Roma, viene punito da un gruppo di cinque giovani con calci e pugni per aver baciato, la sera precedente, il suo ragazzo (6 Luglio 2011);
  • Un ragazzo gay, a Roma, viene aggredito con un lancio di pietre all’Eur, al grido di “frocio” (8 Luglio 2011);
  • Un ragazzo gay di 22 anni, a Roma, viene affiancato da un’auto da cui gli vengono tirate contro uova e vetri. Il giovane, ferito al braccio, non denuncerà l’accaduto, poiché i suoi genitori non sanno della sua omosessualità (17 Luglio 2011)
Questi sono “solo” alcuni esempi (si potrebbe continuare in eterno) di ciò che il popolo LGBTQ ha subito negli ultimi due anni, ricevendo puntualmente false promesse di maggiore sicurezza e di maggiore tutela.

Le motivazioni del “no” date da PDL, Lega e UDC fanno ridere. Questi sostengono che sarebbe ingiusto introdurre nel codice penale un’aggravante specifica, perchè sarebbe un privilegio, una discriminazione verso la maggioranza della popolazione eterosessuale.

Ma questa è una contraddizione: le aggravanti esistono già e sono contenute nel Decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, ossia nella cosiddetta “Legge Mancino”. Questa prevede che, se gli atti violenti sono motivati da ragioni razziali, etniche e religiose, fanno scattare un’aggravante dal punto di vista penale.
Se un marocchino viene aggredito in quanto “colpevole” (secondo gli aggressori) di essere marocchino, scatta l’aggravante.
Lo stesso avviene se si aggredisce un prete perché cattolico. E allora vorrei porre una domanda a Giovanardi, alla Binetti, a Casini e ai loro partiti: se gli omosessuali rappresentano una minoranza della popolazione e quindi la legge sarebbe discriminatoria verso la maggioranza della popolazione, perché non opporsi anche all’aggravante per i reati commessi contro gli ecclesiastici, che a loro volta rappresentano una minoranza della popolazione (art. 61 codice penale: “Aggravano il reato quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali le circostanze seguenti: [...] ”l’avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato…”)?
Cicchitto (PDL) riesce poi a superare ulteriormente il livello di contraddizione del suo partito: “La nostra posizione è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico e differenziato che come taleammetterebbe e accentuerebbe una diversità“.
Premesso che è curioso che proprio il PDL parli di “uguaglianza giuridica”, dopo l’infinità di leggi ad personam progettate ed attuate per rendere il proprio leader, Silvio Berlusconi, diverso da tutti gli altri dinanzi alla legge, faccio mia l’ottima osservazione che il compagno Luca Sappino ha fatto sul suo blogCon grande entusiasmo, possiamo star certi, avremo presto anche in Italia matrimoni per tutti, gay etero giovani e vecchi in ordine sparso. E, sempre a tutti, daremo la possibilità di adottare figli, di farsi una famiglia, di vivere liberamente. Insomma, finalmente, faremo ciò che normalmente fa uno Stato che rifiuta «ogni trattamento giuridico differenziato». O sbaglio?”
FONTE :  http://pasqualevidetta.wordpress.com/2011/07/27/omofobia-chissenefrega-se/

Borghezio e le… sane idee

Borghezio non si smentisce. Fascista, amico dei fascisti difende le idee che definisce “sane” che hanno animato il massacratore di Utoya in Norvegia. In un’intervista pubblicata dall’agenzia di stampa agenparl, il politico leghista afferma “Il “no” alla società multirazziale, la critica dura alla viltà di un’Europa che pare rassegnata all’invasione islamica e financo la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare al dilagare delle ideologie mondialiste, sono ormai patrimonio comune degli europei, fra cui il sottoscritto”. Poi aggiunge ”A nessuno, però, è oggettivamente lecito pensare che queste idee, profondamente sane, presenti anche – al netto dei propositi di violenza – negli stessi scritti di Anders Behring Breivik possano aver a che fare con il terrorismo assassino stile Al Qaeda. Al contrario, le numerose stranezze esecutive di questa azione terroristica, realizzata da un individuo lasciato agire impunemente da solo, noto su internet per le sue elucubrazioni ultraestremiste, fa molto pensare. Anche alle finalità oscure di quelle forze mondialiste a cui interessa criminalizzare certe idee che in Europa stanno riconquistando i cuori dei veri patrioti e che non sono certo in sintonia con l’ideologia mondialista. E allora, è più che lecito domandarsi: a chi giova la ‘mattanza’ di Oslo?”.

Insomma da una parte Feltri scarica la responsabilità della strage sulla presunta codardia dei giovani presenti all’eccidio, che chiaramente laburisti  e quindi di sinistra, hanno confermato ancora una volta l’egoismo tipico dei comunisti.
Dall’altra Borghezio si affretta a giustificare la strage frutto della società mutliculturale voluta dalla sinistra.
Proprio mentre Breivik accusa i laburisti di “aver importato musulmani in massa”.
Il mostro nazifascista norvegese nel suo “manifesto” delirante aveva messo all’indice tutti partiti politici ad eccezione di uno… indovinate quale, oppure chiedetelo a Borghezio.

fonte :   http://movimentoantilega.wordpress.com/2011/07/25/borghezio-e-le-sane-idee/#wpl-likebox

Utoya: Il bersaglio eravamo noi.

di Davide Sardo

Sul massacro che si è consumato lo scorso venerdì 22 luglio in Norvegia mancano ancora di numerosi dettagli. Il quadro che abbiamo a disposizione permette già, tuttavia, alcune considerazioni. Al momento sappiamo di 93 vittime, 97 feriti (di cui 10 in condizioni gravi) e 5 dispersi, e di un solo attentatore, Anders Behring Breivik, un giovane norvegese che avrebbe concepito quest’atto di terrorismo “come mezzo per risvegliare le masse europee” e favorire una “rivoluzione sociale” contro “multiculturalismo, marxismo e islam”. Soprattutto sappiamo che 86 delle 93 vittime sono dei ragazzi, la maggior parte sotto i vent’anni, che partecipavano al raduno estivo dell’Auf, l’organizzazione giovanile del partito laburista norvegese, sull’isolotto di Utoya, a pochi chilometri da Oslo.

Jens Stoltenberg, Primo Ministro norvegese, nonché leader del partito laburista, ha dichiarato: “Hanno attaccato quanto di meglio esiste in una democrazia: i giovani impegnati in politica”. In particolare, nel delirante memoriale ritrovato nel computer dell’assassino, erano i partiti i nemici da eliminare. I partiti della sinistra riformista, innanzitutto, con il loro progetto di una civiltà aperta e plurale, ma non solo. I partiti in generale erano dipinti come un ostacolo alla “dichiarazione di indipendenza dell’Europa” propugnata dall’attentatore. Nella follia del gesto, insomma, il carnefice aveva scelto con cura il bersaglio. I giovani che si erano riuniti a Utoya sotto le insegne dell’organizzazione giovanile dell’Arbeiderpartiet, infatti, sono per davvero la prima linea del fronte che si oppone alla “rivoluzione” auspicata nel memoriale di Breivik. Giovani che non si accontentano del mondo così com’è, che ne analizzano e ne criticano le disfunzioni e le ingiustizie, ma che non si limitano ad esprimere la loro frustrazione e la loro paura per il proprio futuro, e invece si organizzano e partecipano ad una struttura larga e democratica, con l’ambizione di governare il loro Paese e di contribuire al governo dell’Europa. Una struttura che non si limita a dar voce ad una protesta o ad un interesse particolare, ma si propone di rappresentare un vasto blocco sociale e di mediare gli interessi rappresentati in vista di una soluzione condivisa che persegua il bene comune. Un partito, insomma, e in particolare l’Arbederpartiet, da sempre in prima linea proprio nella battaglia per una pace costruita su una società aperta in cui le diverse culture siano messe in condizione di convivere. Non un gruppo di giovani indignati, insomma, ma un’associazione di compagni. Che non è una differenza da poco.

Il sentimento antipolitico che si nutre della paura per un futuro che non sembra più destinato a mantenere la promessa di una crescita infinita pervade ormai larghe fette di società, rendendole permeabili rispetto ad idee pericolose per il mantenimento di un ordine democratico. Ma, seppure ormai colpevolmente sdoganato anche nell’area politica e culturale della sinistra, questo sentimento resta l’alimento principale dei movimenti populisti che stanno moltiplicando le loro forze in tutta Europa. È una corrente che ha ormai riportato in superficie idee e slogan inquietanti, che mascherano razzismo e prevaricazione sociale dietro a contraddittorie affermazioni di tipo identitario. La crociata contro il multiculturalismo non è un’invenzione di Anders Breivik, ma un’idea veicolata da sedicenti intellettuali e picchiatori ripuliti per giustificare il desiderio di quella parte di classe media cha ha paura di impoverirsi, di continuare a fondare i propri privilegi sull’ingiustizia sociale. In nome della difesa di un’astratta identità che nessuno è, poi, in grado di definire con precisione, ma solo di suggerire genericamente e in funzione escludente, si giunge a sacrificare la vera cifra dell’identità comune dei popoli europei, cioè la faticosa affermazione della pari dignità di tutti gli esseri umani. Non sappiamo se Breivik ha agito da solo, ma ha ragione Eskil Pedersen, segretario dell’Auf, quando dice che “questo massacro immane non può essere liquidato come all’atto di un folle isolato”. Molti, tra coloro che condannano la cieca violenza dell’assassino, non possono in realtà ritenersi immuni da una quota di responsabilità.

Sempre a proposito di identità, i giornali di questi giorni si riferiscono generalmente a Breivik definendolo un “fondamentalista cattolico”. Credo che si tratti di un’espressione piuttosto ambigua, che merita una riflessione. Il punto è che il termine “fondamentalista” sembra richiamare l’idea di un’interpretazione intransigente e radicale di alcuni principi della religione e della cultura cattolica, mentre in questo caso mi sembra piuttosto che l’attentatore si serva liberamente di passi selezionati à la carte dal breviario dell’ateo devoto per suffragare le sue tesi disumane. Il fatto, insomma, che l’attentatore riempia le pagine del suo memoriale con riferimenti a quella che lui vorrebbe far passare come un distillato di una supposta “tradizione cattolica”, che sarebbe secondo lui tradita, tra l’altro, dallo stesso Pontefice Benedetto XVI, fa di lui un usurpatore più che un fondamentalista. Questa riflessione, tuttavia, che oggi deriva dal sentimento di chi si sente violato per l’uso improprio dell’aggettivo di “cristiano”, va, però, tenuta scolpita in mente per la prossima occasione in cui ci si troverà davanti agli occhi la definizione di “fondamentalista islamico”.

Nelle ore immediatamente successive al massacro, Eskil Pedersen, segretario dell’Auf e presente ad Utoya, ha dichiarato: “È chiaro che eravamo noi il bersaglio. Non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita. Continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo”. Tanti giovani sono caduti ad Utoya, ma molti di più restano in piedi. È la rete europea dei giovani, non solo socialisti, che combattono la stessa battaglia per una società aperta ma non vuota di valori, e incamminata sul binario dell’uguaglianza e della solidarietà.

fonte : http://lettera21.wordpress.com/2011/07/25/utoya-il-bersaglio-eravamo-noi/

Breivik è tra noi

C’è un silenzio che urla più dell’orrore di Oslo. E’ quel cupo silenzio della Chiesa che non sa esprimere  la normale, solerte, a volte rituale  pietas per le vittime della strage e soprattutto non sa prendere la parola per dirci che il fondamentalismo cristiano di Breivik, è un errore, una deviazione, un’allucinazione. Un silenzio di bomba lo si direbbe, un tacere imbarazzato che si nasconde dietro la parola follia, quella che dovrebbe spiegare tutto e invece non spiega nulla. Ancor più colpevole perché dal profondo dell’insensatezza prendono la parola i fascio integralisti che inneggiano alla strage, come un tal Bruno Berardi,presidente dell’Associazione Domus Civitas, di professione cretino.

E c’è qualcosa di più assordante delle raffiche di mitra che hanno ucciso l’innocenza di un Paese: sono quelle 1500 pagine di Breivik, un compendio di mitologie infantili, un giocare con le figurine, un maelstrom che coinvolge la lettura di wikipedia, di brani di libri, di saggistica  deteriore o superficiale. Uno zibaldone penoso dal quale emerge prepotente lo sgomento su come possa essere crudele l’ingenuità.

Poi si capisce che invece è paura, è chiusura, è una reclusione dalla realtà storica e umana. Si capisce bene anche a una prima lettura che Breivik non si è confrontato con nessun problema, tema, argomento caduto sotto la sua paranoica attenzione: l’unica cosa che gli interessa è capire se idee e uomini sono amici del suo panteon da adolescente o sono nemici. Non gli interessa capire, ma solo incasellare nel suo autismo culturale. Si tutto questo è assordante perché sono le stigmate che ritroviamo sempre più spesso attorno a noi: non più il pensiero sociale, ma la dinamica amico nemico.

E’ illuminante questa definizione che l’integralista di Oslo dà di quello che lui chiama il marxismo culturale:  un sistema politico / morale, basato sulla “correttezza politica” – un misto di marxismo, estremo
egualitarismo,’umanesimo suicida, anti-nazionalismo, anti-europeismo e capitalismo globale. Idee confuse e contraddittorie dove l’eguaglianza e l’umanesimo assumono un carattere negativo. E assieme ad esse vengono trascinate nel minestrone reazionario e al tempo stesso inconsapevole “i movimenti  politicamente corretti come: femminismo, pro-droga e pro-rivoluzione sessuale, anti-razzismo, anti-fascismo, anti-cristianesimo, anti-capitalismo, i diritti dei gay e disabilità, ambientalismo ecc. Tutto insieme come in un ‘antologia di Giovanardi o più spaventosamente come in un’antologia  delle cose che abbiamo sentito in questi anni, dette e ripetute all’infinito con stolida sicumera. E allora riconosciamo lo stesso brodo di coltura nel quale è cresciuta la follia autistica di Breivik così come la desolante banalità del berlusconismo.

Non manca in tutto questo la teoria del complotto che è una delle caratteristiche specifiche di certi integralismi ideologici che devono rappezzare in qualche modo il vuoto di spiegazione: così questi marxisti, maoisti, politicamente corretti devono  puntare “sulla decostruzione progressiva delle culture europee, le identità e la tradizionale struttura (famiglia nucleare,  morale tradizionale e la strutture patriarcale) che ha dominato l’umanità per gli ultimi 300 000 anni”. Peccato, conclude che i musulmani si siano rivelati un osso troppo duro per essere “assimilati / pacificati / femminilizzati”

Verrebbe da ridere se questo pozzo nero di stupidaggini storico antropologiche, non avesse provocato una strage, con la sua bava di veleni. E tuttavia vista la definizione che Breivik fa di se stesso, cioè di un cristiano integralista che ama la struttura patriarcale, la famiglia nucleare e disprezza ogni segno di modernità, eguaglianza, diritti, accoglienza, sarebbe interessante sapere quale differenza esiste con il leghismo. E soprattutto sarebbe interessante sapere dalle alte sfere della chiesa cattolica in che cosa differiscono le idee del vaticano dalle considerazioni del folle di Oslo. O se sono solo i mezzi utilizzati per quest’opera di evangelizzazione contro la socialdemocrazia, ad essere inopportuni.

E’ vero che Breivik se la prende anche col Papa per non essere un efficace difensore delle sue ossessioni e del suo principio di diseguaglianza, con il suo protagonismo onirico. Ma probabilmente perché non ha avuto la fortuna di vivere in Italia. Qui non c’è bisogno di fare strage di uomini: ce n’è già una di verità.

Si vorremmo sentire dalla chiesa, dai partiti conservatori e di destra, dalla società italiana una qualche parola che vada oltre la riprovazione della strage, qualcosa che ci rassicuri sulla civiltà del nostro vivere. Ma forse è già chiedere troppo.

Alberto   Capece

fonte :  http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2011/07/25/breivik-e-tra-noi/#wpl-likebox

Dieci, cento, mille nazioni come la Norvegia.

Molti di noi a leggere il profilo del cristiano fondamentalista hanno riconosciuto la matrice patologica che si annida in luoghi strutturati e “ben” frequentati come Militia Christi, Forza Nuova, il sito Pontifex e alcune frange della Lega Nord passando persino per l’UDC.

Chi fa parte della comunita’ omosessuale italiana legge ogni giorno dichiarazioni naziste e istigatorie degne delle parole dell’attentatore norvegese.

Ma la questione, oggi, e’ più profonda. Vittorio Feltri dalle pagine de IL Giornale, quotidiano di riferimento del nostro Paese insulta i morti, i feriti e i sopravvissuti dell’isola di Utoya, sostenendo che i morti sono stati cosi’ tanti perche’ quei giovani sono egoisti ed incapaci.

Ebbene dietro questa frase che appare folle c’e’ un disegno ideologico molto profondo che va politicamente e culturalmente contrastato e niente affatto trascurato.

Feltri identifca nei giovani laburisti un fattore di debolezza dovuto al modello sociale. Ci sta dicendo che in un Paese dove i gay si sposano e dove l’Islam viene “accolto” con un modello di integrazione tollerante, questo non puo’ che portare ad un indebolimento della societa’. Bisogna andare indietro di 70 anni per risentire frasi del genere e, a onor del vero, prima di Hitler le pronuncio’ persino Churchill.

Cio’ che Feltri si dimentica di analizzare sono il numero di morti per mafia, negli anni di piombo, nelle stragi di stato, nelle belle famigliole italiane che il nostro Paese conteggia dal dopoguerra ad oggi. E’ come se nel nostro Paese ci fosse stato un altro conflitto.

Oggi, mi sentirei di scambiare la nostra povera sudditanza familistica dentro una democrazia immatura e gattopardesca con quella norvegese.

Scelgo senza alcun dubbio un Paese dove centinaia di giovani non sanno difendersi da un pazzo che spara perche’ l’atto rappresenta qualcosa di geneticamente avverso al proprio popolo, piuttosto che il disordine mafioso e immaturo del nostro Paese.

Non mi vergognero’ di essere italiana quando i nostri valori saranno esportabili e non rappresenteranno solo la nostra eredita’ o la nostra capacita’ di adattamento e di reazione. Voglio essere orgogliosa di una gestione.

Oggi Feltri mi fa vergognare del mio Paese e rievoca tempi e frasi spaventose. Oggi Feltri mi ricorda che la nostra democrazia e’ ancora vittima di un clerical-fascismo serpeggiante che cambierei ora e subito per un Paese che dal dopo guerra ad oggi ricordera’ “soltanto” la strage di un pazzo fondamentalista cattolico.

E a chi dice che 21 anni sono pochi e che le carceri in Norvegia sono comode e pulite, segnalo la distanza siderale, appunto, tra la civilta’ e la caverna.

Fosse, almeno, la nostra caverna dotata di ombre platoniche e non di mostri oppiacei e di prepotenze volgari.

Cristiana Alicata

fonte : http://wordwrite.wordpress.com/2011/07/26/dieci-cento-mille-nazioni-come-la-norvegia/#wpl-likebox

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