Cancellato il Sistri. Caos totale. Non è più sanzionato il trasporto illegale di rifiuti


Chissà cosa fa il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre partecipa al Consiglio dei Ministri. Immagino che non stia attenta e si trastulli come i ragazzini a scuola. Infatti il Governo, il 12 agosto, ha approvato all’unanimità l’abolizione del Sistri (la tracciabilità elettronica dei rifiuti pericolosi), contro la quale ora strepitala stessa Prestigiacomo.

Il provvedimento fa parte della famosa manovra economica che dovrebbe rimettere in ordine i conti pubblici. Spiegatemi cosa c’entra il Sistri con tutto questo: perchè la sua cancellazione non frutta un soldo bucato di risparmio allo Stato. Anzi!

E’ semplicemente un regalo alle imprese in generale (l’ennesimo: elargito perdipiù mentre si spennano i povericristi) e alle ecomafie in particolare.

Con la sparizione del Sistri, rimane in piedi il vecchio sistema cartaceo della tracciabilità dei rifiuti. Ma le sanzioni per il trasporto abusivo di rifiuti, a seguito di quello che sembrava un pasticcio legislativo, da mesi sono e – pare proprio – tuttora restano sospese perchè agganciate all’entrata in vigore del Sistri. Ovvero: nella migliore delle ipotesi le sanzioni sono nel caos, e nella peggiore è in vigore una deregulation totale dei veleni.

Il Sistri, messo in piedi dal Governo Prodi e poi portato avanti dal ministro Prestigiacomo, è – o doveva essere – una sorta di anagrafe elettronica dei rifiuti, in grado di tenere memoria perenne di chi li ha prodotti, chi li ha trasportati, dove sono finiti.

Il sistema presuppone adempimenti burocratici e spese da parte delle aziende. Decine di migliaia di imprese le hanno già sostenute: iscrizione, software, aggiornamento dei dipendenti… Chissà se ora rivorranno indietro i soldi con gli interessi. Anche lo Stato, per mettere su il Sistri, ha speso dei bei quattrini.

Con l’inizio di settembre, un primo lotto di aziende doveva cominciare ad utilizzare obbligatoriamente il Sistri. Il 12 agosto, su proposta del ministro per la Semplificazione Calderoli, il Sistri è stato cancellato in tutto e per tutto perchè alle imprese non piace. L’ha detto proprio così: papale papale.

Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ora rilascia interviste di fuoco contro il provvedimento che anch’ella ha votato: “L’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale (…) un quadro della movimentazione” dei rifiuti pericolosi; “facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa”.

Fossi stata in lei, avrei urlato e puntato i piedi prima: durante il Consiglio dei Ministri, voglio dire. E ora – se un simile pacco mi fosse stato apparecchiato contro la mia volontà – aprirei bocca soltanto per dare le dimissioni.

Ma c’è un altro punto che vale la pena di sottolineare. A metà dicembre è entrato in vigore il quarto correttivo all’applicazione della direttiva europea in materia di rifiuti. Prevede fra l’altro che le sanzioni relative al trasporto irregolare dei rifiuti industriali entrino in vigore insieme al Sistri stesso.

L’ipotesi, allora, era che il Sistri entrasse in vigore nel giro di pochi mesi, e che nel frattempo valesse la “volontà” del legislatore di non permettere di trasportare rifiuti senza sanzioni nè controlli.

All’inizio di questo mese di agosto il quarto correttivo è stato ulteriormente corretto dal decreto legislativo 121/2011. Però si parla sempre di sanzioni ancorate al Sistri: trovate il link in fondo, e buona lettura.

Lascio ad Azzeccagarbugli più esperti di me l’onore e l’onere di capire quali vaste praterie si spalanchino di fronte ai cow boy della monnezza illegale. E di capire, soprattutto, se la “volontà” del legislatore è diversa da quella che a me appare: una deregulation totale dei veleni.

Via libera alle monnezze nazionali

L’emergenza monnezza non riguarda più solo Napoli, l’Italia intera corre adesso un nuovo rischio, in conseguenza dell’abolizione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti industriali, il Sistri, decisa dal governo con la manovra che provoca perdite di sangue al cuore di Berlusconi .

Fu il Ministero dell’Ambiente che con lodevole iniziativa nel 2009 creò il Sistri, la cui gestione venne affidata ai carabinieri (nucleo ambientale). Però questo vero e proprio “pedinamento della monnezza” doveva entrare in vigore il 12 agosto del 2010 e invece subì un primo rinvio al gennaio 2011 e un secondo al 1 giugno 2011. Manco a dirlo, due mesi fa il Sistri non è partito. “Odiato dalle imprese”, ha scritto il Corriere della sera.
Bisogna tener presente inoltre che dal 25 dicembre scorso è operante il quarto correttivo della direttiva europea sui rifiuti. E però le sanzioni previste per il trasporto irregolare di rifiuti industriali dovevano scattare con l’operatività del Sistri. Sicchè in attesa del I° giugno “c’è già chi sostiene che si possono trasportare rifiuti senza alcun obbligo di controllo”, diceva in una intervista Gianfranco Amendola, ex pretore d’assalto degli Anni Settanta e oggi a capo della procura di Civitavecchia. “Una vera pacchia per l’ecomafia”.

E ora che siamo ad agosto inoltrato il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo è furibonda per la bocciatura del Sistri e dà corpo al dubbio di Amendola: “Cancellare il Sistri è un errore gravissimo, una follìa. Quanti predicano legalità e rigore dovrebbero farsi un esame di coscienza e capire che stavolta hanno fatto un regalo alle mafie.” E si richiama a Bruxelles: “La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario che consente di seguire il percorso del produttore allo smaltimento finale contrastano tutti gli smaltimenti illeciti che hanno ingessato per decenni le ecomafie”.

Qualcuno si chiede che cosa succederà ora. Niente. Continuerà l’andazzo, ossia l’avvelenamento progressivo del territorio al nord, al centro e al sud, per mano dei camorristi, dei mafiosi o degli ndranghetisti. Via libera alle monnezze nazionali, dunque.

QUESTA E’ INVECE L’OPINIONE DI UN OPERATORE DEL SETTORE CHE SI FIRMA “UNO QUALUNQUE”

Mi spiace dire che certi articoli nuociono alla verità e creano idee distorte su oltre 200.000 operatori del settore…..Le cose purtroppo non stanno così..:
1) il sistri non e’ obbligatorio e non è stato imposto dall’Europa. La richiesta è soltanto sulla tracciabilità del rifiuto, che in Italia è garantita da SEMPRE da formulari, registri di carico/scarico e dichiarazioni ambientali telematiche annuali….Un sistema come il sistri NON esiste in nessuna nazione europea.
2) Le ecomafie non ringraziano NESSUNO..Non hanno bisogno del sistri per NON fare traffici illegali. I traffici si sono sempre fatti e si continueranno a fare, se i soldi in ballo sono tanti.Gli ECOMAFIOSI sicuramente non si saranno iscritti al sistri e nessuno sicuramente se ne sarà accorto.
3) la “lagnosa” ministra confonde i rifiuti urbani con quelli prodotti dalle aziende..I primi non erano interessati al sistri e quindi il problema campano è ininfluente all’esistenza o meno del sistri..
4) Le aziende hanno VERSATO in due anni qualcosa come 300 Milioni di euro, per avere in cambio un sistema sballato, lento, non funzionante, ferraginoso, fatto da persone presuntuose che non hanno mai visto un Impianto di trattamento o viaggiato con un trasportatore di rifiuti…Alla fine il sistri si è rivelato solo una grande “marketta” fra il ministero, la Selex e la miriade di persone e pseudo-consulenti che hanno intascato fior di soldi sulla pelle di operatori che iniziano la loro giornata alle 5 del mattino. ( io sono uno di quelli)
6) dispiace leggere di magistrati con un alto indice di credibilita, la ripetizione a “pappagallo” delle solite 4 frasi ad effetto, perchè indotti in errore dalle farneticazioni di una ministra la cui sola conoscenza del rifiuto, è soltanto il sacchetto della spazzatura che si ritrova la sera in casa…..
7) Le aziende hanno implorato il ministero per 2 anni, affinche alcune procedure fossero semplificate perchè inutili e dispendiose in termini di tempo, tempo che un settore veloce come quello del rifiuto non può permettersi di perdere, ma l’arroganza di questa ministra non ha permesso confronti di sorta….
Una curiosita: Il manuale del sistri è composto di 600 pagine, revisionato in un anno per 4 volte. Se i 300.000 iscritti al sistri avessero stampato tutte e 1.200 le pagine, (circa 4 risme di carta per un peso di 4Kg) a quest’ora si sarebbero consumati oltre 1.200.000 Kg di carta…Ecco chi dovrebbe essere indagato per DISASTRO AMBIENTALE: il ministro..PRESTIGIACOMO….
Saluti

Sul Sole 25 Ore la manovra dice addio al Sistri

Sul Messaggero il ministro Prestigiacomo: cancellare il Sistri è un regalo alle ecomafie

Il sito del Sistri e il Sistri su Wikipedia

Il decreto legislativo 121/2011 (con le ultime sanzioni in materia di trasporto illegale dei rifiuti)e il relativo commento

FONTE :  http://forumambientalista.wordpress.com/2011/08/16/cancellato-il-sistri-caos-totale-non-e-piu-sanzionato-il-trasporto-illegale-di-rifiuti/

(l’articolo originale e’ quello sotto)

http://blogeko.iljournal.it/2011/cancellato-il-sistri-caos-totale-non-e-piu-sanzionato-il-trasporto-illegale-di-rifiuti/63055

(Monnezze nazionali e il commento di Uno Qualunque)

http://www.iljournal.it/2011/via-libera-alle-monnezze-nazionali/254951

Info GiulioL
napoletano verace :)

4 risposte a Cancellato il Sistri. Caos totale. Non è più sanzionato il trasporto illegale di rifiuti

  1. Maria scrive:

    Buongiorno, il primo articolo che avete riprodotto NON è di Forum Ambientalista, bensì di Blogeko dal quale Forum Ambientalista ha la pessima abitudine di attingere a piene mani senza citare la fonte e senza pubblicare i miei commenti nei quali chiedo di mettere il link all’originale.

    Il link corretto alla fonte è:
    http://blogeko.iljournal.it/2011/cancellato-il-sistri-caos-totale-non-e-piu-sanzionato-il-trasporto-illegale-di-rifiuti/63055

    Blogeko è pubblicato sotto licenza Creative Commons. Gli articoli si possono ripubblicare tranquillamente: basta citare la fonte.

    Non siete d’accordo con quello che ho scritto nel post originale? Non importa ;) , non è questo il punto, il mondo e il web sono belli perchè sono vari. Fanno eccezione solo i siti che usano il lavoro altrui nello stesso modo in cui la cornacchia di Fedro usava le penne del pavone. Morale della favola? Le cornacchie vadano a rileggersi Fedro…

    • GiulioL scrive:

      Ho modificato l’articolo. Ho messo anche il link corretto e ho aggiunto i link che citi alla fine del tuo articolo. Perche’ mi chiedi se sono d’accordo? Alla fine dell’articolo e’ presente semplicemente un commento di un operatore del settore molto critico nei confronti del Sistri. Io onestamente non me ne intendo però mi sembrava giusto ascoltare anche altre campane. Penso che sia stato sbagliato levare il Sistri anche se ci sono dei dubbi e ci sono stati problemi nell’applicazione di questo sistema. Forse bisognava migliorarlo e semplificarlo come chiedevano gli operatori del settore. Ma la mia e’ l’opinione di un non esperto.

      • Maria scrive:

        Innanzitutto ti ringrazio :)
        Non conosco nei dettagli gli adempimenti burocratico-informatici richiesti dal Sistri. So che sono infernali, costosi e farraginosi, come peraltro qualsiasi adempimento italiano (alla faccia della semplificazione), E magari anche di più, non discuto.

        Mi preoccupa però il fatto che, insieme al Sistri, siano decadute anche le sanzioni per il trasporto illegale di rifiuti pericolosi: credo che sia voluto, ma potrebbe anche essere un effetto collaterale del fatto che le leggi – soprattutto con quest’ultimo Governo – non vengono scritte in modo chiaro e organico, ma risultano essere una complicata combinazione di modifiche, aggiunte e cancellazioni alle leggi già in vigore.

        Il tuo commento mi sembrava che si limitasse ad un aspetto della questione (spazzati via tutti gli adempimenti inutilmente complicati), tralasciando la decadenza delle sanzioni: che invece secondo me rappresenta il vero regalo alle ecomafie. Tutto qui :)

  2. Laura scrive:

    Condivido molte delle perplessità sull’eccessiva complicazione del sistema Sistri e sulla sua reale efficacia nel prevenire il traffico illegale di rifiuti, tuttavia mi chiedo : quanto è costato fin’ora allo stato il Sistri ? le imprese che hanno pagato il contributo per il 2010 e il 2011 pretenderanno un risarcimento ? Qual’è il vantaggio economico immediato per il Paese dell’abrogazione del Sistri ? Non valeva la pena, arrivati a questo punto, di cercare di semplificalo e migliorarlo?
    A me pare l’ennesima dimostrazione che questo paese è ormai allo sbando, governato da incompetenti in malafede.

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