LA VIOLENZA (ANCHE QUELLA DI STATO) GENERA VIOLENZA.

 

Su questo blog, io e i miei collaboratori, abbiamo pubblicato numerosi post per spiegare le ragioni dei no Tav. Alcuni post pubblicati da Il Malpaese sull’argomento:
 

CORRUZIONE AD ALTA VELOCITA’
http://ilmalpaese.wordpress.com/2011/07/03/corruzione-ad-alta-velocita/

Naturalmente abbiamo sempre cercato di dare spazio a tutti coloro che sono favorevoli alla Tav. Per dirla tutta, finora (ma probabilmente siamo sfortunati noi) abbiamo ricevuto piu’ insulti, perchè sosteniamo le tesi no Tav, che argomentazioni valide, da chi sostiene tesi a favore della Tav. Per dirla diversamente, chi ci ha scritto ha sottolineato l’importanza dell’opera, non facendosi scappare l’occasione per insultare i No tav, non spiegando pero’ perchè l’opera in questione abbia cosi’ tanta importanza e debba essere costruita ad ogni costo.
A me è venuto il sospetto che queste grandi tesi a favore della Tav non vengano espresse perchè sono talmente risibili da generare vergogna.
 
In fondo, per far capire le  ragioni di chi protesta in Val di Susa,  basterebbe semplicemente porre una domanda a tutti gli italiani: se un giorno lo Stato venisse a casa vostra e vi comunicasse che, per costruire una nuova strada sarà necessario abbattere la vostra casa, voi come reagireste ? Probabilmente, fareste di tutto per difendere la vostra casa, il vostro territorio, il luogo in cui trascorre la vostra vita. Il problema è proprio questo, è facile fare i pacifisti filo-istituzionali con il deretano altrui, quando il problema ci tocca da vicino è piu’ facile abbandonare il pacifismo. Ecco, i no Tav stanno facendo di tutto per difendere la loro vita nel loro territorio. Sia chiaro, la violenza è sempre condannabile, sia quella dei manifestanti che quella che viene spacciata per forza legittima, percio’ bisognerebbe porsi un’altra domanda: se lo Stato vuole costruire una Tav altamente inutile, devastante per una Valle (che dovrebbe invece rappresentare un patrimonio per l’Italia e l’umanita’) senza interpellare chi vive in quella valle concedendo loro la possibilità di scegliere, rovinando cosi’ la vita a migliaia di persone e per legittima difesa queste persone si trovano nella condizione di usare violenza, chi è stato il primo ad usare violenza ? Qualsiasi cosa venga imposta con la forza, con la violenza di Stato, puo’ generare reazioni di violenza da parte di chi ritiene ingiusto rimanere inerme davanti a certe ingiustizie.
La violenza, anche quella di Stato, genera violenza, per non generarla basterebbe dare il buon esempio: fare un referendum in Val di Susa concedendo la possibilità agli abitanti della Valle di essere artefici del proprio destino.
 

MANI PULITE: TANGENTOPOLI (5° PARTE)

 

“MANI PULITE”:
Storia di una rivoluzione <<italiana>>

4° parte: IL POOL
E’ una <<rivoluzione italiana>>, che inciderà negli anni futuri della storia politica nazionale. “Mani Pulite” è un po’ come la rivoluzione francese: fino al 1789 le cose vanno in un modo, poi, drammaticamente, tutto cambia fino a quando non arriva la Restaurazione a rimettere le cose a posto. Come tante rivoluzioni, anche <<questa>> è piena di eroi, tradimenti, contraddizioni, morti, misteri…

5° parte: <<TANGENTOPOLI>>
In questo sistema, se sei un imprenditore e vuoi lavorare, sei già pronto a pagare. E cerchi un politico prima ancora che qualcuno ti chieda niente. E, se sei un politico, ti aspetti che qualcuno ti paghi per fare qualcosa, e ti stupiresti del contrario.

  • Antonio Di Pietro: << interrogai un ragazzo di 29 anni, appena laureato. Lui da 3 mesi faceva il mestiere del padre perché lui non c’era più. Quindi, aveva sostituito il padre. Non 8 ore, 8 secondi e aveva già confessato. Io, proprio per non chiudere il verbale troppo presto cercai di capire. Vabbè,hai pagato: hai fatto solo queste tre gare, quale hai pagato? A tutte e tre. Ma perché hai pagato? Questo che mi guardava così… Allora io ho cercato di invogliarlo a parlare e gli ho detto: ma, te li ha chiesti? No. Gliel’hai offerti? No. E perché l’hai pagato allora? Perché così faceva papà Ecco, è il meccanismo dell’ “azione ambientale”>>.

Quello che emerge dalle prime indagini e poi dall’effetto domino delle confessioni a catena è proprio questo: il sistema.

  • Roberto Mongini, ex vice-presidente SEA, DC: << Chi era alla SEA doveva far questo, chi era alla metropolitana doveva far questo… Era un meccanismo>>.

Nasce una definizione, una parola nuova per chiamare quel sistema. La inventa un giornalista di Repubblica che si chiama Piero Colaprico, che l’ha usata un anno prima per un altro scandalo di tangenti: TANGENTOPOLI, come PAPEROPOLI, la città dei paperi. Ecco, tangentopoli, la città delle tangenti.

  • Gherardo Colombo: << chi riceveva i soldi distribuiva questo denaro dando la stessa cifra, mi pare che fosse una percentuale intorno al 30% più o meno, adesso non ricordo esattamente, al Partito Socialista e alla Democrazia Cristiana. Il Partito Comunista prendeva, se mi ricordo bene, la metà di quel che prendevano gli altri. E il resto andava a partiti minori, esclusi i partiti che stavano agli estremi: il Movimento Sociale e un altro partito che ora non ricordo. Non so se non contassero niente o perché invece fossero diversi dagli altri>>.

Non c’è concorrenza tra i partiti, che si spartiscono i soldi tra le tangenti secondo il loro peso politico e secondo percentuali che sembrano corrispondere ad un tacito contratto. Nella zona di Milano, per esempio: 1/5 al PSI, 1/5 alla DC, 1/5 al Partito Comunista e il resto ai partiti minori.

E non c’è concorrenza neanche tra gli imprenditori, che sanno già quanto dovranno pagare, dal 3 al 4% per gli appalti sulle costruzioni, il 13,5% per quelli che riguardano gli impianti. E sanno anche a chi toccherò il prossimo lavoro, secondo una rotazione stabilita sulla capacità di pagare e quindi di avere peso politico. A volte gli imprenditori si consorziano in CARTELLI e mandano un rappresentante a pagare la tangente per portarsi a casa l’affare e poi dividerlo in parti prestabilite.

  • Piercamillo Davigo: << ma io non credo che gli imprenditori siano stati vittime di un sistema. Certo, ci sono stati casi di concussione, ma è una storia a se. Però complessivamente ci guadagnavano, si tenevano al riparo dalla concorrenza. O meglio, ci guadagnavano in modo miope perché tenendosi al riparo dalla concorrenza le loro imprese erano diventate inefficienti. Praticavano prezzi più alti, avevano un trattamento privilegiato. Oltretutto, il fatto che avessero fondi neri per pagare le tangenti dimostra che i loro bilanci erano falsi, con quel che ne segue anche in tema di evasione fiscale. Certo, io ho sempre pensato che fossero meno colpevoli perché, benchè il codice penale preveda la stessa pena per corrotto e corruttore, la Costituzione della Repubblica stabilisce che tutti i cittadini devono essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. Però poi dice che i cittadini a cui sono affidate pubbliche funzioni devono adempiere ad essa con disciplina ed onore, prestando il giuramento nei casi prestabiliti dalla legge. Nessun imprenditore aveva giurato fedeltà alla Repubblica, quelli che prendevano le mazzette invece si. Erano persone che avevano pubbliche funzioni e quindi avevano doveri maggiori, e quindi secondo me responsabilità maggiori>>.

5° PARTE disponibile dal 1° marzo

Gratteri ci fa capire perchè Berlusconi e Mills sono colpevoli: gli innocenti si assolvono, i colpevoli si prescrivono.

Nel video “Gli innocenti si assolvono, i colpevoli si prescrivono”  il magistrato Nicola Gratteri ospite di Augias parla di prescrizione, in riferimento al processo Mills. Il giorno prima di questa intervista, il 25 febbraio 2010, la Corte di cassazione ha accolto la richiesta del procuratore generale, annullando senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato la sentenza di condanna ma riconoscendo colpevole Mills di danno di immagine allo stato e rigettando quindi il ricorso della difesa contro il risarcimento danni di 250.000 euro alla Presidenza del Consiglio (parte civile nel processo), imposto nei due gradi di giudizio precedenti. La prescrizione è stata prodotta da una differenza di circa tre mesi nel calcolo della data di compimento del reatoe dalla riduzione dei termini di prescrizione data dalla legge ex Cirielli.

Dalle parole di Gratteri  ho capito che se un giudice legge le carte e si accorge che un imputato è innocente lo assolve anche se il fascicolo è arrivato fuori tempo massimo. Se si accorge che è colpevole e il fascicolo è arrivato fuori tempo massimo prescrive il reato.

In questo video di due anni fa, uno dei piu’ importanti magistrati italiani ci fa capire quello che è accaduto qualche giorno fa.

Dalle parole di Gratteri si puo’ facilmente capire perchè il reato contestato all’imputato Silvio Berlusconi è stato prescritto. L’imputato non è stato  ritenuto innocente (altrimenti sarebbe stato assolto) ma colpevole ed essendo trascorsi i termini di prescrizione (grazie ad una legge scritta dallo stesso imputato) per legge, il reato doveva cadere in prescrizione. Traduzione: Mills e Berlusconi sono colpevoli dei reati a loro contestati ma rimarrano impuniti.

 

 

 

 

Il girone degli Ignavi

Se Dante fosse un nostro contemporaneo, oppure un profeta come Nostradamus, chi avrebbe rappresentato dei personaggi moderni, nella  Divina Commedia e chi avrebbe posto all’Inferno ?
Dopo lunghi studi esoterici, ecco i primi risultati della nostra ricerca. Il girone degli ignavi, coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo, che non ebbero grandi ideali, che per viltade non presero iniziative , che non furon ribelli, ma per sé fuoro e ‘nvidïosi d’ogne altra sorte, che non ebbero parte attiva in alcun ché.
Fama di loro il mondo esser non lassa, non ragioniam di lor, ma guarda e passa. 
A chi si riferiva dunque?
Gli ignavi del Partito Democratico
Le ricerche filologiche indicano pertanto che Dante, parlando degli ignavi, si riferisse profeticamente al gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra.
Tutti tranne D’Alema come vedremo.

Italia, paese dai bassi salari: una lettura ragionata

Siamo tra i paesi europei che pagano meno i lavoratori, mentre abbiamo gli orari di lavoro più lunghi. Nonostante ciò la competitività delle nostre imprese è tra le più basse. Il quadro di un paese che ha sbagliato obiettivi e che si appresta a commettere ulteriori errori.

 

Ieri e oggi i quotidiani hanno riferito la diffusione dei dati Eurostat sui salari medi lordi nei paesi dell’Unione. Tuttavia i dati diffusi, per ciò che riguarda l’Italia, si riferiscono al 2006, mentre per altri paesi si arriva al 2009. Inoltre i dati italiani riguardano le aziende con più di 10 dipendenti, mentre per altri paesi il campione è l’intero mondo del lavoro. Evitiamo quindi di riportare statistiche così disomogenee e ci affidiamo invece all’OCSE che fornisce dati più aggiornati e uniformi.

Salari medi lordi

Questo grafico rappresenta la situazione al 2002:

OCSE: salari medi anno 2002, in US$ 2009 a parità di potere d’acquisto, prezzi correnti

Come si può notare l’Italia è una posizione defilata, ben lontana dal “centro” dell’Europa e vicina ai paesi meno ricchi.

La situazione al 2010 è invece questa:

OCSE: salari medi anno 2010, in US$ 2009 a parità di potere d’acquisto, prezzi correnti

Si può notare che la situazione è peggiorata negli 8 anni trascorsi. L’Italia viene scavalcata dalla Spagna e dalla Finlandia e viene avvicinata dalla Slovenia. In sostanza, l’Italia da ultimo paese dell’Europa “ricca” nel 2002 passa ad essere il secondo dell’Europa “povera”. Da notare anche il modesto incremento dei redditi da lavoro in Germania, paese che ha adottato una politica di stabilità salariale, ma che continua a mantenere un differenziale importante con l’Italia e il resto dei “Pigs”.

Ore lavorate

Mentre i lavoratori italiani sono tra i peggio pagati d’Europa, il numero di ore di lavoro per anno per addeto risulta fra i più alti.

OCSE: ore lavorate per addetto in un anno, anno 2010

Anche qui, si può notare come il nostro paese risulti vicino alle nazioni meno sviluppate d’Europa, piuttosto che alle maggiori economie. Si noti inoltre come la Grecia, spesso dipinta come paese di “fannulloni” risulti invece in testa tra i paesi considerati.

Costo del lavoro

Il costo del lavoro in Italia, inteso come retribuzione, oneri sociali e altre spese, risulta minore rispetto alle grandi economie europee, come si evince da questo grafico:

Eurostat: costo del lavoro totale orario, anno 2010

L’Italia si colloca al di sotto della media della zona Euro. E’ quindi privo di fondamento l’assunto che le imprese italiane paghino il lavoro più di quelle delle economie avanzate europee, ad eccezione della sola Gran Bretagna (dove è particolarmente bassa la componente degli oneri sociali).

Produttività

Il quadro è ribaltato invece quando si considera la produttività. Qui mostreremo la produttività come calcolata dall’OCSE, Prodotto interno lordo (in Euro) per ora lavorata:

OCSE: Produttività (Pil in euro / ore di lavoro) a prezzi costanti

Come si può notare, la produttività italiana risulta bassa in valore assoluto e stagnante, quella Greca è addirittura calante, mentre tutte le altre sono crescenti, sia pure con inclinazioni differenti.

In altre parole, l’Italia è un paese fermo da molti anni. La sua produzione, intesa nel senso più generale, è rimasta poco remunerativa, mentre i partner europei hanno saputo migliorare la capacità di produrre reddito.

Da notare che nel 2003 è intervenuta una significativa modifica del mercato del lavoro, con l’introduzione di nuove forme di lavoro flessibile, ampiamente sfruttate dalle imprese. Ciò però non ha avuto effetti significativi sulla produttività del lavoro.

Conclusioni

Mentre il dibattito pubblico appare tutto concentrato sulla riduzione delle tutele del lavoro, le cui conseguenze più immediate sono il contenimento salariale e l’aumento delle ore di lavoro effettive, i dati mostrano invece che le politiche sinora adottate in questa stessa direzione non hanno avuto l’effetto di ridurre il gap di produttività rispetto alle potenze economiche europee e si sono pertanto dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi enunciati.

Come abbiamo già evidenziato, il problema della bassa produttività italiana non può addebitarsi al fattore lavoro, che anzi risulta maggiormente a buon mercato che altrove.

Secondo l’UE “la crescita della produttività dipende dalla qualità del capitale fisico, dal miglioramento delle competenze e della manodopera, dai progressi tecnologici e dalle nuove forme di organizzazione.”

Le cause probabili delle scarse performance italiane andrebbero ricercate nella scarsa “produttività del capitale”, vale a dire dei mezzi di produzione, intesi nel senso più ampio, obsoleti o sottoutilizzati, così come nella frammentazione del capitale in moltissime microimprese che non riescono a realizzare quelle economie di scala e quell’innovazione di processo e di prodotto che permettono una maggiore competitività delle stesse e nella specializzazione produttiva. Non sorprende quindi la bassa qualificazione dei lavoratori richiesta nel nostro paese dal tessuto produttivo, che abbiamo già evidenziato in passato.

La discussione pubblica si sta quindi svolgendo sul lato sbagliato dei fattori produttivi. Riforme che tendessero a precarizzare ulteriormente il lavoro e/o ridurre i salari effettivamente percepiti, non avrebbero probabilmente impatti positivi sulla produttività, come non li hanno avuti in passato, mentre risulterebbero nocive sul lato della domanda aggregata.

FONTE :  http://keynesblog.wordpress.com/2012/02/27/italia-paese-dai-bassi-salari-una-lettura-ragionata/

Il vergognoso sondaggio di Libero: Luca Abba’ fulminato mentre protestava se l’è meritata ?

 Non solo è gravissimo che un giornale metta online certi sondaggi ma è ancor piu’ grave che, nel momento in cui vi scrivo, quasi il 60 % dei votanti abbia votato che se l’è meritata.

Questo è il link del sondaggio: http://www.liberoquotidiano.it/sondaggio.jsp?idsondaggio=624&idvoto=1814

Naturalmente, quelli de Il Giornale, invidiosissimi di cotanto cretinismo, non hanno voluto essere meno cretini dei cugini di Libero

Ecco perchè Berlusconi non andrà mai in galera.

di Gio’ Chianta

 

-6 reati estinti per avvenuta prescrizione.

-2 amnistie

-2 assoluzioni perché il fatto non costituisce piu’ reato

-7 assoluzioni

-8-archiviazioni

-4 procedimenti in corso (vedrete che finiranno tutti in prescrizione)

 Silvio Berlusconi non andrà mai in galera, perché in Italia, un uomo capace di potersi fare delle leggi per non finire in galera, inevitabilmente, non andrà mai in galera.

L’avvenuta prescrizione sul caso Mills rappresenta la vittoria delle leggi ad personam, esattamente della ex Cirielli, che ha abbassato i termini di prescrizione. E’ pur vero che la prescrizione di un reato non vuol dire che un imputato sia ne’ colpevole ne’ innocente, vuol dire semplicemente che un reato, dopo un determinato periodo di tempo, si estingue. Nel caso di specie pero’, la Cassazione ha stabilito che l’avvocato inglese Mills è stato corrotto per favorire Berlusconi, da cio’ ne consegue che il corruttore sia Berlusconi. Ma la ex Cirielli ha salvato B, il quale potrebbe pure rinunciare alla prescrizione. Ma credete mica che uno che ha messo su tutto questo casino per non finire in galera rinunci alla prescrizione in un procedimento penale nel quale ha la certezza di essere condannato ? Smettiamola di credere alle favole.

Altre leggi ad personam hanno salvato B, come la riforma degli illeciti penali ed amministrativi delle società commerciali decisa col Dlgs 61/2002 emanato dal governo Berlusconi II. Detta piu’ semplicemente, il falso in bilancio venne depenalizzato dallo stesso Berlusconi e conseguentemente nei processi in cui B era imputato per falso in bilancio venne assolto per intervenuta modifica della legge, il fatto non costituisce piu’ reato.

Come ho riportato sopra, B è stato piu’ volte assolto. In un procedimento penale grazie anche alla falsa testimonianza di Mills. Tante archiviazioni e poi ci sono le falle del sistema giudiziario: indulti e amnistie.

Io, da sempre, sono contrario all’estinzione dei reati e/o delle pene perché credo che la certezza delle pena dovrebbe essere il punto cardine di ogni sistema giudiziario. L’amnistia è normata non solo dall’art. 151 del c.p. ma anche prevista dalla Costituzione. Percio’, piaccia o non piaccia è la stessa Costituzione che in due occasioni ha salvato l’imputato B.

 In Italia, il sistema giudiziario non funziona: perché la Giustizia è lenta, lentissima ad arrivare ad una sentenza, è la colpa non è dei magistrati ma della politica che non ha mai voluto attuare una riforma della Giustizia che potesse rendere piu’ veloci i processi: con piu’ risorse, piu’ personale e con meno reati ridicoli che vanno a bloccare i Tribunali. Evidentemente una Giustizia che funziona non piace a molti, soprattutto a coloro che temono di andare dietro le smarre.

Le vicende giudiziare di B sono molto importanti perché rappresentano benissimo le tante storie di ingiustizia che si verificano ogni giorno in questo Paese. Sarebbe stato importante  condannarne uno, il piu’ noto, per educarne milioni al rispetto della legalità. L’impunità di B è invece altamente diseducativa e come abbiamo visto non è solo “merito” di B ma anche della Giustizia che non funziona, delle pseudo opposizioni sempre molto permissive, passive e a volte colluse, colpa dei tanti italiani che hanno sempre sostenuto B sempre e comunque, colpiti da una sorta si rara forma di Sindrome di Stoccolma e perfino della Costituzione italiana.

 Due cose sono certe nella vita, la certezza che prima o poi dobbiamo morire e la certezza che l’impunito  Berlusconi non andrà mai in galera. Alla certezza della morte, in quanto fenomeno naturale, è piu’ facile rassegnarsi, rassegnarsi alla certezza che vivere onestamente sia inutile è molto piu’ difficile.

PELLEGATTI: “CONTE MALATO MENTALE”; “TESTA DI CAZZO”.

Premesso che il tiro di testa di Muntari era entrato di un metro,  che il gol di Matri non doveva essere annullato e premesso che se fosse stato un incontro di pugilato ( e non ci siamo andati molto lontano) avrebbe vinto sicuramente il Milan ai punti, diciamo pure che nulla giustifica certe esternazioni. Pellegatti, il telecronista ufficiale di casa Berlusconi, non brilla ne’ per stile ne’ per eleganza. In quanto giornalista dovrebbe un tantino vergognarsi lui, dovendo avere una certa deontologia professionale, deontologia che non sa nemmeno dove stia di casa comportandosi come il peggiore degli ultras.

IMU

Nonostante le posizioni possibiliste espresse da alti esponenti della Chiesa italiana, cresce il malcontento negli ambienti ecclesiastici per l’imposizione dell’IMU sugli innumerevoli immobili di proprietà della Chiesa.

Trapela, da fonti vaticane, anche una risentita presa di posizione del pontefice:

Berlusconi prescritto grazie ad una legge ad personam ma non assolto= colpevole ma impunito, come sempre.

Stupirsi di questa sentenza ? Direi di no, perchè se uno con diversi procedimenti penali a suo carico ”scende in campo” per salvare le sue aziende dal fallimento e soprattutto per non finire in galera scrivendo una miriade di leggi ad personam necessariamente non finirà in galera. La sentenza di oggi è molto emblematica: se tu pensi di essere innocente non senti la necessità di dover fare delle leggi per difenderti da altre leggi, viceversa, se tu pensi di essere colpevole farai di tutto per sfuggire alla Giustizia. Silvio Berlusconi sarebbe stato dichiarato colpevole se un Parlamento di corrotti non avesse scritto una legge come la ex Cirielli. Oggi non ha vinto la Giustizia ma la legge ad personam. Di questo dobbiamo sentitamente ringraziare le pseudo opposizioni ai governi Berlusconi e tutti gli italioti che hanno votato, votano e voteranno sempre per Berlusconi, la prossima volta magari per mandarlo al Quirinale.

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