11 maggio 2012
di GiulioL
Domenica la mia città, “centro della cristianità e del potere politico” sarà attraversata dalla “marcia per la vita”, un corteo diverso da quelli “indecorosi e blasfemi” che siamo soliti vedere e che tanto fanno piangere Gesù e imbestialire il SindacoDegliAltri.
Domenica sarà in piazza il popolo che vuole “affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo“, che vuole cancellare quell’abominio chiamato 194, che nel nostro paese ha causato ben cinque milioni di morti (nota a margine: è da quando sono adolescente che questa gente parla di questi cinque milioni: se non sono aumentati in una ventina d’anni, non dovremmo tutti festeggiare?), che ci vuole fare sapere che esiste una bella differenza “tra Bene e male, tra Vero e falso, tra Giusto ed ingiusto“, che chiama gli uomini di buona volontà all’adunata e ricorda a tutti che la vita è indisponibile ed è dono di Dio, quindi non è che puoi scegliere come viverla. Mo’ che è ‘sta moda di volersi autodeterminare, di voler decidere della propria sessualità, della propria vita e della propria morte?
Niente aborto, niente pillola del giorno dopo, Dio ci scampi e liberi dall’abominio dell’eutanasia e se proprio volessimo essere gente seria fino in fondo, abbandoniamo pure sesso allegro e profilattici. Ah, se sei gay fatti curare.
Prima della simpatica marcia ci sarà un convegno, “
chi salva una vita, salva il mondo intero“, dedicato a
Chen Guangcheng.
Il programma prevede interventi che spaziano da “Aborto e mentalità contraccettiva: che cosa dicono i numeri?” allo spazio dell’etica in scienza e tecnica. Si parlerà di diagnosi prenatale, delle “radici demografiche della crisi“, della “difesa integrale della vita” e della “donna che accoglie la vita“.
In cattedra saliranno ben due donne e sette uomini.
E in effetti il punto di vista di sette persone che non dovranno mai scegliere se figliare o meno è davvero imprescindibile.
Cosa credevate, ragazze mie, che l’aborto riguardasse voi donne? Sciocchine, l’aborto riguarda soprattutto maschi e preti.
Non mancheranno le testimonianze, anche se quella che mi stimola di più è senza dubbio alcuno quella di Giovanni Lindo Ferretti, che ha abbandonato una vita dissoluta (punk, comunista, Lotta Continua, secondo me pure qualche canna) grazie all’amore di Dio e -dicono i più acidi- al terrore della morte.
Ovviamente la marcia può vantare la piena adesione di Olimpia Tarzia, che in una splendida
intervistaracconta il perché della sua partecipazione.
[Olimpia Tarzia, per chi non lo sapesse, è quella che sta
distruggendo i Consultori del Lazio, luride fabbriche di morte dove donne di facili costumi corrono per abortire i figli della vergogna e della lussuria.]
Il Comune di Roma patrocina l’iniziativa e, stando a quanto riportato sul sito dei marcianti, il SindacoDegliAltri sarà presente.
Strage di embrioni, 44 milioni di morti (nel mondo, presumo), inferno.
Non manca niente, il repertorio è completo.
Buona domenica.
Comunista, femminista, profondamente e irrimediabilmente antifascista. Acida, incline all’ira, logorroica. Non mangio i bambini, non brucio reggiseni. Non ho mai votato Berlusconi, tantomeno il SindacoDegliAltri.