UN GHIACCIOLO NELLA ”BASSA” EMILIANA…


Nella notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio 2012, i territori pianeggianti ( la cosidetta ” bassa ” ) tra le provincie di Ferrara, Modena e Bologna vengono investiti da un forte sisma che provoca diversi morti e distruzione . Non solo cadono tanti antichi palazzi e castelli ma anche  capannoni in cui operano le tante aziende sparse in quel industrioso territorio. Oltre allo spavento, anche la prospettiva di dover perdere il posto di lavoro per questa povera gente. Mentre accade cio’, il Premier Monti e’ presente negli USA , a Camp David, per un incontro tra Obama e gli altri leaders europei. Informato della notizia, il Professore lascia anticipatamente gli Stati Uniti per visitare i luoghi colpiti dal terremoto. Martedi’ 22 , eccolo arrivare a S. Agostino, il piccolo paese in provincia di Ferrara che e’ stato l’epicentro del sisma. Che i Ministri del Governo Tecnico ( e in particolare il professor Monti ) non siano dei ” mostri ” di comunicazione e di giovialita’ e’ cosa risaputa. Certo nessuna delle varie persone presenti, alloggiate nelle tende sotto una pioggia battente, si aspettava parole paterne come quelle pronunciate dal Presidente Pertini dopo il terremoto in Irpinia. Certo nessuno voleva certe battutaccie di berlusconiana memoria del tipo ” Andate negli alberghi della costa romagnola, farete una vacanza gratuita e la gnocca la porto io ” … ma credo che una parola verso quella povera gente cosi’ impaurita fosse una cosa doverosa . Un po’ di umanita’, questo Governo dovrebbe averne, se non sincera almeno di facciata. Invece nulla !! Una rapida visita alla chiesa del Paese, un giro veloce nella ceramica nei cui capannoni hanno trovato la morte degli operai che facevano il turno di notte e poi via verso Roma….Il tutto con uno sguardo non di commozione ma molto piu’ assomigliante a quello di un perito che faccia la conta dei danni. Anche certe parole del tipo ” forse dimezzeremo l’ IMU, qualcosa potremmo dare verso chi ha perso la propria abitazione ” non hanno certo dato nemmeno un po’ di quello che la gente avrebbe voluto sentire : poche parole di conforto e di speranza. Al Premier Monti, che chiede agli italiani di dare suggerimenti riguardo all’ operare del Governo, vorrei darne uno io…” Vede Professore, lei e’ sicuramente un grande economista di fama mondiale ma mi permetta di dirle che questa volta ha commesso un errore marchiano a comportarsi in questo modo cosi’ glaciale e distaccato. Credo di conoscere la gente emiliana MOLTO meglio di lei e so’ quanto abbia fatto male il suo atteggiamento. Vorrei ricordarle inoltre che una trentina di anni fa, una grande persona di sinistra ( cosa che lei non e’ ) disse una frase che sicuramente lei dovrebbe ricordare ogni giorno : QUANDO APPLICHI DELLE TASSE  ONEROSE DEVI AVERE UN GRANDE CONSENSO : se secondo lei il suo Esecutivo riscuote molto consenso, ce lo dica… ”

Capaci di tutto, capaci di niente


Io mi ricordo, di Capaci.
Mi ricordo quella sensazione di titanic, di fine del mondo. Anche perché ero in redazione, e le notizie nelle redazioni arrivano così presto e così oscure, crescendo da una sola piccola frase, germinando in se stesse, allargandosi a dismisura come le crepe di un terremoto.
Mi ricordo che non capivamo, che era solo un altro modo per non crederci. Mi ricordo del primo che arrivò, senza fiato, ripetendo “è saltato tutto, tutto”, allargando le braccia senza poter contenere quell’enormità. Quel cratere preistorico apertosi di colpo sull’autostrada, come per certi meteoriti ultraterreni. Quel buco irrimediabile apertosi nelle nostre coscienze.
Perché, a volte, quelli che la mafia e la ‘ndrangheta non riescono a vederla sono proprio quelli che ci vivono in mezzo e accanto e sopra e sotto (come il diritto di proprietà dei romani, che arrivava fino alle stelle e fino agli inferi, qui le Cose Nostre arrivano esattamente fino a lì, alle stelle e agli inferi, che poi certe volte sono pure la stessa cosa).
Non crediate che alcuni di noi abbiano una nozione più precisa della mafia di uno che sta a Bressanone o a Forlì. Potrebbe essere come Gomorra, un paese immaginario che per le misteriose proprietà delle altre dimensioni sta qui ma è invisibile, è inconoscibile.
La mafia è talmente brava a essere ovunque, che è come se non ci fosse. E tu magari non sai riconoscerla, nell’assessore che fa bitumare inutilmente le strade, nell’acqua che sparisce dalla condotta a una certa ora, nel bar sotto casa che cambia continuamente gestione, nelle gru che allungano il collo in tutti gli angoli del cielo, e i palazzi inutili ed enormi che, piano su piano, occupano tutto lo spazio libero e anche quello già occupato, nelle merce del supermercato che ha tutta la stessa marca. Nel locale notturno che s’allarga sul marciapiede e lo ingoia tutto, nei camion del movimento terra che entrano sempre negli stessi cantieri.
Non sai riconoscerla nel tizio del baracchino della frutta, nel compagno di scuola che veniva sempre vestito di nero perché gli avevano ammazzato un sacco di fratelli e cugini, e un giorno è sparito pure lui, partito per chissà quale vendetta o comando.
Non sai riconoscerla nei fori dei proiettili sui cartelli stradali o sul costato del Cristo Sparato di Zervò.
Non sai riconoscerla nell’economia oscura, volatile eppure ferrea che governa certi cortili, certe piazzette, certi angoli di strada.
Tu dici: io non so, ed è follemente vero.
Tu dici: io so, ma non so i nomi. Ed è ancora più vero.
Tu dici: io so, so i nomi, ma non posso provarlo. E’ verissimo.
Non basta che loro siano Capaci di tutto. E’ che noi, noi così a volte non siamo capaci di niente.

Perdonatemi, ma in un giorno solo troppa retorica non la sopporto: vent’anni dopo la Dia che voleva Falcone non è stata organizzata, e non c’è chiarezza sulla morte di Borsellino. Tanti che avevano odiato e isolato Falcone si sono riciclati in pii falconisti.
Tutti a dire “la legalità si impara a scuola”, e a tagliare ogni energia della scuola.
Tutti a “destinare risorse”, tagliando su uomini e mezzi. 

E noi abbiamo due eroi morti in più.

FONTE : http://manginobrioches.wordpress.com/2012/05/23/capaci-di-tutto-capaci-di-niente-2/

Facce nuove ? No, al massimo solo un lifting.


Non c’è luogo reale o virtuale in cui Di Pietro non dica che il cambiamento (in politica) debba essere veicolato da “facce nuove”.  A Palermo ha fatto eleggere la “faccia nuova” di Orlando: da 32 anni in politica, con 5 partiti diversi, al quarto mandato come Sindaco del capoluogo siciliano. Sulla faccia di Orlando di nuovo non c’è nulla,  a meno che Tonino non sia al corrente della presenza di qualche lifting… 

Gio’ Chianta