«L’ITALIANO-MEDIO E’ UN DELINQUENTE CHE VOTA DELINQUENTI»

di Giacomo Salerno

Solo per fare chiarezza, vorrei soffermarmi su una frase che, ultimamente, scrivo spesso. Che gli italiani siano “Delinquenti che votano delinquenti”. Detta da uno che combatte il qualunquismo da una vita sembra una frase contraddittoria. Ma il mio non è qualunquismo. E’ l’osservazione della società italiana degli ultimi sessant’anni.

E’ chiaro che non mi riferisco a tutti gli italiani, ci mancherebbe! Mi riferisco alla MAGGIORANZA degli italiani. Sarò pessimista? Forse. Ma è la storia di questo lercio Paese a dimostrarlo. Noi non rappresentiamo l’italiano-medio. Possiamo illuderci di farlo. Ma resta solo un’illusione. Un modo per avere speranza nel futuro. Speranza che non deve mai morire. Ma siamo e resteremo sempre MINORANZA. Basta prenderne atto.

L’italiano-medio è quello che va in chiesa la mattina e a puttane la sera. E’ quello che non ha mai letto un libro in vita sua e se ne vanta. E’ quello che ammira l’evasore fiscale. Ma è anche quello che – pur non pagando le tasse – porta i figli negli ospedali e nelle scuole pubbliche. E s’incazza pure se deve aspettare il suo turno. E’ quello che è “furbo” e si vanta di avere “santi in paradiso” e chiama “fesso” chi è onesto. E’ quello che posteggia il suv – regolarmente comprato in barba al fisco – in terza fila e s’incazza col vigile che gli prende la multa…devo continuare?

Ecco, Berlusconi ha rappresentato tutto questo. Ha rappresentato i sogni e gli “ideali” di questi delinquenti. E la sinistra – invece di combattere questo sistema – pian piano ci è caduta dentro come un animale nella rete. Non considero nemmeno più Berlusconi il mio principale nemico, se non per quello che rappresenta ai miei occhi. E non me la prendo più neanche con i politici. Loro sono solo il “prodotto finito” dell’italiano-medio. Sono la “punta dell’icerberg”, la parte emersa. Il novanta per cento dell’iceberg, quello sott’acqua, è formato dagli italiani delinquenti. Sono loro che hanno sempre deciso i delinquenti da mandare in Parlamento. Abbattiamo i politici attuali? Gli italiani sapranno come sostituirli. Voteranno altri delinquenti al posto di questi delinquenti.

L’italiano-medio non ha nessuna intenzione di combattere il malaffare. Ci sguazza dentro da una vita. E’ nel suo dna. L’italiano-medio è “furbo” e noi – minoranza da una vita – siamo i “fessi”. L’italiano-medio non vuole combattere i delinquenti al potere. Sogna solo di imitarli e di poter, un giorno, prendere il loro posto.

Come spieghereste altrimenti la storia dei governi italiani dal dopoguerra in poi? La DC di Andreotti e Salvo Lima, poi il PSI di Craxi e Mario Chiesa, e – dulcis in fundo – l’accoppiata Berlusconi-Bossi con Dell’Utri e Mangano, Cosentino e Papa? E nel mezzo – per non farci mancare niente – la mafia e il Vaticano?

PER CONCLUDERE dico solo che la mia NON E’ UNA RESA, nè RASSEGNAZIONE, ci mancherebbe altro! O rinuncia a combattere fino alla morte COL COLTELLO FRA I DENTI. Basta, però, sapere che il nostro avversario non è il politico di turno.

Il nostro avversario è sempre stato e sempre sarà il nostro VICINO DI CASA!

fonte : http://giacomosalerno.wordpress.com/2012/04/01/ecco-in-cosa-credo/

Le agghiaccianti dichiarazioni di Cecchi Gori su Berlusconi.

Con Berlusconi parla mai?
Sa chi è davvero Berlusconi? Il giorno del funerale di mio padre Mario, Silvio scrisse una bella lettera, venne al funerale e sostenne persino la bara. La mattina dopo, chiuse d’imperio le società Penta che avevamo costruito insieme.

Però.
Le racconto una storia. Un giorno mi telefona Bernasconi, mio caro amico, capo di Retitalia, l’uomo che nel processo Mills secondo l’accusa pagò l’avvocato inglese. Siamo nel 2001. Bernasconi disse: “Sono ricoverato al San Raffaele, ma non mi curano”. Era disperato. Contatto immediatamente Berlusconi: “Guarda che l’amico Carlo non sta bene”. Lo trasferirono al Niguarda e gli misero un cuore elettrico. Dopo tre giorni morì.
Cosa vuole dire?
Niente di particolare. Mi spiegate cosa è successo realmente a Bernasconi?

Questi sono solo due passaggi della lunga intervista rilasciata da Vittorio Cecchi Gori al Fatto Quotidiano.

“Mi spiegate cosa è successo realmente a Bernasconi ?” Caro Vittorio, quello che tu lasci intendere è agghiacciante, non sarebbe il caso di riferire ai magistrati ?

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/vittorio-cecchi-gori-mi-hanno-anche-messo-la-cocaina-dentro-casa/199542/

 

Gratteri ci fa capire perchè Berlusconi e Mills sono colpevoli: gli innocenti si assolvono, i colpevoli si prescrivono.

Nel video “Gli innocenti si assolvono, i colpevoli si prescrivono”  il magistrato Nicola Gratteri ospite di Augias parla di prescrizione, in riferimento al processo Mills. Il giorno prima di questa intervista, il 25 febbraio 2010, la Corte di cassazione ha accolto la richiesta del procuratore generale, annullando senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato la sentenza di condanna ma riconoscendo colpevole Mills di danno di immagine allo stato e rigettando quindi il ricorso della difesa contro il risarcimento danni di 250.000 euro alla Presidenza del Consiglio (parte civile nel processo), imposto nei due gradi di giudizio precedenti. La prescrizione è stata prodotta da una differenza di circa tre mesi nel calcolo della data di compimento del reatoe dalla riduzione dei termini di prescrizione data dalla legge ex Cirielli.

Dalle parole di Gratteri  ho capito che se un giudice legge le carte e si accorge che un imputato è innocente lo assolve anche se il fascicolo è arrivato fuori tempo massimo. Se si accorge che è colpevole e il fascicolo è arrivato fuori tempo massimo prescrive il reato.

In questo video di due anni fa, uno dei piu’ importanti magistrati italiani ci fa capire quello che è accaduto qualche giorno fa.

Dalle parole di Gratteri si puo’ facilmente capire perchè il reato contestato all’imputato Silvio Berlusconi è stato prescritto. L’imputato non è stato  ritenuto innocente (altrimenti sarebbe stato assolto) ma colpevole ed essendo trascorsi i termini di prescrizione (grazie ad una legge scritta dallo stesso imputato) per legge, il reato doveva cadere in prescrizione. Traduzione: Mills e Berlusconi sono colpevoli dei reati a loro contestati ma rimarrano impuniti.

 

 

 

 

Ecco perchè Berlusconi non andrà mai in galera.

di Gio’ Chianta

 

-6 reati estinti per avvenuta prescrizione.

-2 amnistie

-2 assoluzioni perché il fatto non costituisce piu’ reato

-7 assoluzioni

-8-archiviazioni

-4 procedimenti in corso (vedrete che finiranno tutti in prescrizione)

 Silvio Berlusconi non andrà mai in galera, perché in Italia, un uomo capace di potersi fare delle leggi per non finire in galera, inevitabilmente, non andrà mai in galera.

L’avvenuta prescrizione sul caso Mills rappresenta la vittoria delle leggi ad personam, esattamente della ex Cirielli, che ha abbassato i termini di prescrizione. E’ pur vero che la prescrizione di un reato non vuol dire che un imputato sia ne’ colpevole ne’ innocente, vuol dire semplicemente che un reato, dopo un determinato periodo di tempo, si estingue. Nel caso di specie pero’, la Cassazione ha stabilito che l’avvocato inglese Mills è stato corrotto per favorire Berlusconi, da cio’ ne consegue che il corruttore sia Berlusconi. Ma la ex Cirielli ha salvato B, il quale potrebbe pure rinunciare alla prescrizione. Ma credete mica che uno che ha messo su tutto questo casino per non finire in galera rinunci alla prescrizione in un procedimento penale nel quale ha la certezza di essere condannato ? Smettiamola di credere alle favole.

Altre leggi ad personam hanno salvato B, come la riforma degli illeciti penali ed amministrativi delle società commerciali decisa col Dlgs 61/2002 emanato dal governo Berlusconi II. Detta piu’ semplicemente, il falso in bilancio venne depenalizzato dallo stesso Berlusconi e conseguentemente nei processi in cui B era imputato per falso in bilancio venne assolto per intervenuta modifica della legge, il fatto non costituisce piu’ reato.

Come ho riportato sopra, B è stato piu’ volte assolto. In un procedimento penale grazie anche alla falsa testimonianza di Mills. Tante archiviazioni e poi ci sono le falle del sistema giudiziario: indulti e amnistie.

Io, da sempre, sono contrario all’estinzione dei reati e/o delle pene perché credo che la certezza delle pena dovrebbe essere il punto cardine di ogni sistema giudiziario. L’amnistia è normata non solo dall’art. 151 del c.p. ma anche prevista dalla Costituzione. Percio’, piaccia o non piaccia è la stessa Costituzione che in due occasioni ha salvato l’imputato B.

 In Italia, il sistema giudiziario non funziona: perché la Giustizia è lenta, lentissima ad arrivare ad una sentenza, è la colpa non è dei magistrati ma della politica che non ha mai voluto attuare una riforma della Giustizia che potesse rendere piu’ veloci i processi: con piu’ risorse, piu’ personale e con meno reati ridicoli che vanno a bloccare i Tribunali. Evidentemente una Giustizia che funziona non piace a molti, soprattutto a coloro che temono di andare dietro le smarre.

Le vicende giudiziare di B sono molto importanti perché rappresentano benissimo le tante storie di ingiustizia che si verificano ogni giorno in questo Paese. Sarebbe stato importante  condannarne uno, il piu’ noto, per educarne milioni al rispetto della legalità. L’impunità di B è invece altamente diseducativa e come abbiamo visto non è solo “merito” di B ma anche della Giustizia che non funziona, delle pseudo opposizioni sempre molto permissive, passive e a volte colluse, colpa dei tanti italiani che hanno sempre sostenuto B sempre e comunque, colpiti da una sorta si rara forma di Sindrome di Stoccolma e perfino della Costituzione italiana.

 Due cose sono certe nella vita, la certezza che prima o poi dobbiamo morire e la certezza che l’impunito  Berlusconi non andrà mai in galera. Alla certezza della morte, in quanto fenomeno naturale, è piu’ facile rassegnarsi, rassegnarsi alla certezza che vivere onestamente sia inutile è molto piu’ difficile.

Berlusconi prescritto grazie ad una legge ad personam ma non assolto= colpevole ma impunito, come sempre.

Stupirsi di questa sentenza ? Direi di no, perchè se uno con diversi procedimenti penali a suo carico ”scende in campo” per salvare le sue aziende dal fallimento e soprattutto per non finire in galera scrivendo una miriade di leggi ad personam necessariamente non finirà in galera. La sentenza di oggi è molto emblematica: se tu pensi di essere innocente non senti la necessità di dover fare delle leggi per difenderti da altre leggi, viceversa, se tu pensi di essere colpevole farai di tutto per sfuggire alla Giustizia. Silvio Berlusconi sarebbe stato dichiarato colpevole se un Parlamento di corrotti non avesse scritto una legge come la ex Cirielli. Oggi non ha vinto la Giustizia ma la legge ad personam. Di questo dobbiamo sentitamente ringraziare le pseudo opposizioni ai governi Berlusconi e tutti gli italioti che hanno votato, votano e voteranno sempre per Berlusconi, la prossima volta magari per mandarlo al Quirinale.

Il tizio e Uolter: ritorno al futuro

(Rita Pani dal blog Mente Critica)

Così, ieri notte, prima di andare a letto ho dato l’ultimo sguardo ai giornali, e dopo aver letto questo meraviglioso articolo sulla CRONACA POLITICA del Corriere della Sera  mi sono rincuorata. Yuppi! Mi son detta. Si torna alla politica reale, quella vera fatta di passione e di popolo. Sono imminenti le elezioni amministrative, i partiti si ricompattano, contano i danni e riordinano i fili delle nostre esistenze.
 
Reduce dalle numerose giornate della tournee nel tribunale di Milano, con addosso la richiesta di cinque anni di galera, dopo aver nuovamente sputato addosso ai giudici, dopo aver avuto la faccia di culo di chiedere l’intervento del Presidente Napolitano, per impedire l’ennesima persecuzione giudiziaria da parte del Partito dei Giudici Comunisti, dopo aver depredato le ultime risorse dalle casse dello stato, dopo aver demolito tutti i cardini della macchina dello stato, dopo aver devastato la scuola, la cultura, la sanità e il lavoro, dopo aver portato l’Italia in recessione e dopo averla fatta regredire ai livelli medioevali, dopo aver abolito la libertà di stampa e di pensiero, torna il Pdl in tutto il suo splendore, e con delle novità che difficilmente non riusciranno ad irretire il popolo italiano stremato dalla fatica di vivere: “Il nuovo inno!”
 
Mavaffanculo!
 
Niente. Nulla serve a niente. Avete presente una lavatrice in centrifuga, quando il cestello si appresta a compiere gli ultimi giri, prima di fermarsi, e il rumore come un fischio diventa un sibilo e poi si fa silenzio? Ecco, è così che me lo immagino, uscire dalla lavatrice, rimettersi a posto i peli di pube femmineo che gli ricoprono la calotta cranica, scuotersi un po’ per riassestare il grasso posticcio delle guance: “Ed eccomi qua. Son tornato!” tanto ci sarà chi gli batterà le mani.
 
Diciamo la verità – che non guasta mai: non si è messi meglio dall’altra parte, visto che è persino spuntato Uolter che con le sue dichiarazioni ha fatto sorgere nel popolo che attende, dubbi amletici di difficile soluzione: “Monti è una cosa di destra o di sinistra?” Non è ancora dato sapersi, ma quel che si sa è che ora, la politica italiana si impegnerà per conquistare Monti, che ad oggi secondo i sondaggisti, rappresenterebbe la sicura vittoria delle prossime – ipotetiche – elezioni. Uolter quindi, che non è un fesso, ha giocato d’anticipo: “Il governo Monti è di sinistra.” (Puzza! Puzza! Tana libera tutti!)
 
Mavedideannàfanculo!
 
Tornando a bomba: «Noi siamo il Popolo della Libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà»
 
Tuttavia da scrittrice e amante della semantica, quale io sono, non potevo esimermi dal fermarmi a riflettere sulla strofa resa nota dall’articolista del Corriere – uno scoop esagerato -  e trovo che in effetti, il testo sia davvero rappresentativo del momento storico vissuto dal padrone del pdl: gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà. Non fa una grinza. Il PM ha chiesto cinque anni di galera, dopo i processo Ruby e quello Mediatrade che vede implicato anche Piertizio… Ci sarebbe la mafia e dell’utri …  sognare la libertà è normale.
 

Lisa, due anni e mezzo, risponde: “Ho visto il nonno Mario (Monti), quello che dice le cose giuste per il futuro”.

 «Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda ”che cosa hai visto in TV?”, risponde ”Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro».

 Firmato: “una coordinatrice pedagogica di una cooperativa sociale.”

Questo commento è apparso nientemeno che nel sito del Governo italiano, nella rubrica Dialogo con il cittadino.

Il primo a notare il commento è stato Luca Sappino ed è stato poi oggetto di discussione.

Come giustamente osserva Metilparaben: “Bisogna dire la verità: se quello che Luca Sappino ha pizzicato sul sito del governo fosse stato concepito da Berlusconi, sarebbe stato tutto un fiorire di scompisciamenti collettivi, di accigliate considerazioni sul livello raggiunto dalla propaganda e di roventi polemiche per l’uso inappropriato e demagogico di un sito istituzionale.”(http://metilparaben.blogspot.com/2012/01/e-se-lavesse-fatto-berlusconi.html)

Ed è vero, molto probabilmente se l’avesse fatto Berlusconi (che per la cronaca, ha fatto molto di peggio) blog, siti e giornali avrebbero parlato di propaganda berlusconiana. Con Monti è diverso, lui è sobrio.

Mi preoccupa la lucidità di coloro che dovrebbero moderare questi commenti sul mega-sito istituzionale. E, ammesso che bambina, educatrice e commento non siano un fake,  mi preoccupa pure la bambina di due e mezzo, perché solitamente i bambini a quell’età non solo non riconoscono il Presidente del Consiglio ma non capiscono nemmeno nulla di politiche per il futuro. Ma questa sobria bambina di due anni e mezzo sarà sicuramente un genio, oppure, non sarà davvero la nipote di nonno Mario ?

Emilio Fede costretto a fare il parlamentare per non finire in galera ? Silvio docet !

Emilio Fede, il miglior giornalista degli ultimi 150 anni, in un’intervista alla Zanzara su Radio 24 ha dichiarato: «Mi piacerebbe fare un’esperienza in Parlamento, magari insieme a mia moglie che è già senatrice»

Ora, riprendetevi dallo shock che tale dichiarazione vi ha probabilmente creato e leggetevi la seguente storiella.

Tanti anni fa, un imprenditore brianzolo, pieno di debiti e processi a suo carico ebbe una trovata geniale: al posto di darsi alla latitanza classica preferi’ optare per una nuova forma di latitanza, quella parlamentare. La latitanza parlamentare, in tutti questi anni, gli ha permesso di non far fallire le sue aziende e di non finire in galera, tutto questo grazie a decine di leggi ad personam.

Ora, non vorrei giungere a conclusioni affrettate, ma non sarà che Emilio Fede conosca vagamente questo imprenditore e la sua storia da latitante parlamentare e voglia seguire il suo esempio ?

Non farebbe davvero comodo ad Emilio, ora che è indagato per favoreggiamento alla prostituzione, godere di tutti quei privilegi parlamentari che lo terrebbero ben lontano dalle patrie galere ?

Emilio dirà che chi mette in giro queste voci è un malpensante- comunista- giustizialista- antiberlusconiano. Forse ha ragione Emilio, ma è difficile credere che un ottantenne voglia scendere in campo per portare una ventata di aria fresca in politica, sarebbe un po’ come credere che gli asini volino. Quella è roba da berluscones !

Uno spettro si aggira per l’Italia

E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

Scusate ma su questa storia mi ci sto amminchiando e comincio a pensare che questa reazione pavloviana contro il nuovo governo, dai toni così accesi e pregiudiziali, con una sfiducia che si basa oltretutto su argomenti propagandistici alcuni dei quali sembrano provenire dall’ufficio stampa della defunta Okhrana,  siano l’ennesima forma di manipolazione dell’opinione pubblica. La più subdola, quella che non avviene sui media mainstream dai mandanti facilmente riconoscibili ma nella “libera” Rete, affidata a voci cosiddette indipendenti. Un tam tam, una campagna virale che porta nel giro di pochissimi minuti migliaia di persone a ripetere gli stessi concetti di Borghezio senza che nessuno pensi di approfondirne la veridicità. Ad esempio che, se Monti e Draghi sono advisors di Goldman Sachs, lo sono anche Gianni Letta – nel governo B. fino all’altro giorno – e, come detto sopra, anche esponenti del centrosinistra. Se questo sarà un governo infame aspettiamo almeno che promulghi una legge ad personam o vergogna o profondamente iniqua, oppure ci affidiamo direttamente alla Precrimine?

Ancora, appena il nano è scivolato sul bananone, la prima cosa che gli italiani hanno pensato è che era avvenuto un golpe, non che qualcuno aveva dovuto rimediare alla cosmica cazzata da loro fatta eleggendo B. per ben quattro volte, ed hanno invocato le elezioni riparatrici subito, sul tamburo. Tra l’altro ignorandone il costo medio sui 3-400 milioni di euro.
Cioè, seguite bene il ragionamento: fino a cinque minuti prima B. li aveva delusi ed ingannati, e per ciò avrebbero voluto strozzarlo ma ora, cinque minuti dopo, B. in fondo era stato eletto dagli italiani e non si può andare contro la volontà popolare. Anzi, B. era un eroe perché si parava a petto nudo contro i poteri forti per difenderci tutti, anche i comunisti.

Eh si, in definitiva, gli italiani la caduta di B. l’hanno presa male. Preferivano il mafioso perché se l’erano scelto loro liberamente. Oddìo, c’erano voluti prima vent’anni di rimbambimento televisivo collettivo e robuste iniezioni di propaganda populista ma alla fine il popolo si era espresso. Alla cazzo ma si era espresso. Brutti banchieri schifosi, rispettate la volontà popolare di mandare i mafiosi al governo, please, e di farci continuare a sognare mentre il loro tetraplegico governo nulla fa e nulla cambia affinché tutto rimanga immobile e nessuno li disturbi mentre fanno i loro affari.
La democrazia piace agli italiani solo quando permette loro di eleggere un dittatore ridicolo che li diverta, che titilli di tanto in tanto il loro istinto predatorio e li consoli nascondendo loro la realtà, facendoli vivere alla giornata in un mondo di sogni. Se devono eleggere un parlamento di capaci ed onesti o se sono spinti all’azione, alla risoluzione forzata di problemi, dopo un po’ rimpiangono l’ultimo buffone che li ha oppressi ma tanto tanto divertiti, soprattutto lasciandoli liberi di non fare, di oziare e crogiolarsi nel tirare a campà.

Quindi, parafrasando il calciatore Eranio, sono completamente d’accordo a metà con Marco Travaglio.
Nel senso che, se è vero che Monti è l’unica soluzione probabile ad una situazione disperata, non condivido il suo ottimismo quando dice che con Monti proposto come premier e non imposto, andando alle urne subito, gli italiani sconfiggerebbero il caimano ferito sul campo, dandogli la mazzata finale ed eleggendo l’attuale opposizione allargata alle nuove formazioni di centro, al governo. E’ la convinzione anche di molti piddini, ingolositi dai sondaggi che li vedrebbero (il condizionale è d’obbligo), partito vincitore delle prossime elezioni.
Mi dispiace ma io degli elettori italiani non mi fido più. Dico apertamente che è meglio che non votino per un po’, che venga loro sospesa la patente elettorale. Il suffragio universale, in mano a gente che vota le Minetti e i Trota, elegge gli Scilipoti transumanti e gli uomini delle cosche, i sommersi e gli indagati, è una jattura.
Per votare bisogna meritarselo.
Di fronte a certi nomi e certe facce, un elettore serio avrebbe dovuto dire: io ‘sta zoccola non la mantengo a 10000 euro al mese e nemmeno questo somaro. Invece li hanno votati tutti. La criminalità di B. e dei suoi compagni di merende consiste da sempre nel fatto che ti impongono i loro candidati farlocchi, ma poi gli elettori, invece di stracciare la scheda, votano i candidati farsa, li accettano legittimandoli in pieno.
B. non avrebbe dovuto nemmeno essere candidato perché incompatibile a causa del conflitto di interessi, grazie ad una legge vecchissima degli anni ’50, cassata with a little help from my friends, grazie all’opposizione. Un candidato illegittimo che però arriva sulla scheda e viene votato, hai voglia poi di dire che non è legittimato dal voto popolare.

Prima che riprendano quella dannata matita copiativa in mano e facciano altri danni irreparabili sarebbe meglio che gli italiani fossero sottoposti ad una disintossicazione à la Muccioli dalle quintalate di propaganda che hanno assorbito in tutti questi anni. Dovrebbero rinunciare ai Minzolini quotidiani. Guardare meno televisione tette-culi ed essere informati in maniera un po’ più obiettiva. Riabilitati a riconoscere i fatti dalle pugnette.
E poi, amici piddini, non fidatevi mai dei sondaggi. Ricordatevi del fenomeno della “desiderabilità sociale” che, in questo momento, spinge le persone intervistate a rinnegare B. perché è caduto, perché è un perdente e a dichiarare che non lo voterebbero più nemmeno morti.
Ciò che molti fanno nella cabina elettorale però è un atto sessuale simile alla masturbazione, quando vengono fuori le perversioni più nascoste, e di solito ciò che risulta in termini di voto non è mai socialmente desiderabile.
Se andassimo alle urne ora, con gli elettori ipersensibilizzati al mantra strappamutande del “Monti uomo di Goldman Sachs” e tutti i media ancora  in mano sua  a propinare ogni giorno la triste storia del poverosilvio disarcionato dai poteri forti, dai massoni antipiduisti, dalle magie di Harry Potter e della Perfida Culona Nazista e ovviamente dai comunisti, con la Rete a fare il controcanto, il nano si prenderebbe la sua bella rivincita. Forse vincerebbe addirittura a man bassa, lasciando Bersani e gli altri dell’opposizione con l’uccello in mano. Per l’ennesima volta a dare la colpa a Veltroni che non si decide a partire per l’Africa.

fonte : http://www.mentecritica.net/uno-spettro-si-aggira-per-litalia/informazione/il-bello-della-politica/lameduck/22383/

Ha vinto Berlusconi.

È finita ancora una volta con le monetine, come nel 1993. Allora su Craxi, oggi su Berlusconi: le monetine sugli sconfitti sono un genere che tira, in Italia. Ai lanciatori di oggi andrebbe ricordato che quelli del ’93 erano fascisti, fascisti del Movimento Sociale Italiano, e qualcosa vorrà pur dire.

Silvio Berlusconi si è dimesso sabato alle 21.42. Forse  si è chiusa un’era: lo si vedrà nei prossimi mesi. Forse no. L’effetto-Berlusconi è ancora ben visibile fra quelli che – al momento – si considerano e vengono raccontati come vincitori.

Silvio Berlusconi lascia Palazzo Chigi perché ha fallito. Nel 1994 si presentò promettendo la rivoluzione liberale, nei successivi diciassette anni i (quattro) governi da lui guidati sono stati statalisti, anticoncorrenziali e clericali come forse nemmeno quelli della Prima Repubblica a guida democristiana.

Berlusconi ha fallito come Presidente del Consiglio ma ha plasmato il Paese come nessun altro. A partire dai suoi stessi avversari, diventati nel tempo i migliori oppositori possibili per uno come lui. Berlusconi lascia ma non ha ancora perso. I vincitori di oggi, invece, sono ancora una volta i veri sconfitti.

Si pensi a Bersani e al suo Partito Democratico, costretti a sostenere quello che sarà forse il governo più sinceramente di destra della storia repubblicana, forse l’unico governo che potrà definirsi non solo liberale ma decisamente liberista. Mario Monti arriverà per fare quello che avrebbe dovuto fare Berlusconi, mettere in pratica le direttive della famosa lettera dell’Unione Europea. Ma la maggioranza del Cavaliere era ormai troppo esigua e forse troppo debole era la sua stessa volontà politica, perché con le elezioni comunque alle porte sarebbe stato un problema assumersi la responsabilità unica delle lacrime e del sangue.

Ci penserà il Pd, quindi, a mettere i numeri necessari. Si pensi poi a quelli che inneggiano alla caduta di Silvio e al Paese liberato e sono gli stessi che in queste settimane si accampavano con gli indignados contro la BCE e gli speculatori: da lunedì il loro Presidente del Consiglio sarà proprio l’uomo venuto dall’Europa, quel Mario Monti che ebbe a dire “Berlusconi va ringraziato, perché nel ’94 ci ha salvato dalla Sinistra di Occhetto aprendo alla rivoluzione liberale”. Quel Mario Monti che solo all’inizio dell’anno accusava la sinistra italiana di portare avanti un “arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati” e che è “un grosso ostacolo alle riforme”. E che, a proposito di riforme, nello stesso intervento, lodava la Gelmini e Marchionne.

Berlusconi ha svuotato di identità e contenuti politici gli avversari, occupando con la sua figura ogni spazio. E ora che ha finalmente fatto il passo indietro richiesto, in prima fila restano i suoi oppositori – quelli seduti in Parlamento e quelli che festeggiano in piazza, con spumante e monetine – che si ritrovano con in mano il cerino di un programma di governo da mandare giù in silenzio, scritto dagli odiati banchieri e che parla di riduzione del costo del pubblico impiego, liberalizzazione dei servizi pubblici locali (con tanti saluti al referendum del giugno scorso), riforma del mercato del lavoro.
In definitiva, non c’è nessuna liberazione da festeggiare, perché Berlusconi ha vinto.

FONTE : http://subarralliccu.wordpress.com/2011/11/14/acidi-e-basi-ha-vinto-berlusconi/

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