PERCHE’ TUTTI I POLITICI DI PROFESSIONE, SIANO ESSI DI DESTRA, DI CENTRO O DI SINISTRA, LO ODIANO TANTO


Perchè tutti i politici della casta, e di tutti gli schieramenti, odiano tanto Beppe Grillo? Perchè non vuole la TAV ? Perchè vuol cacciare tutti i pregiudicati dal parlamento? Perchè propone un referendum popolare sull’ € ? Perchè vuole una drastica riduzione del numero dei parlamentari ? Perchè vuole abolire totalmente il rimborso elettorale ai partiti ? Perchè è scettico sulla necessità di introdurre lo ” Jus Soli ”  e propone quindi un referendum popolare anche per quello ? Perchè vuole ritirare i nostri contingenti militari all’estero? perchè vuol bloccare l’acquisto degli F35 ? Perchè non vuol costruire il ponte sullo Stretto di Messina ? Perchè vuole introdurre il reddito di cittadinanza ? Certamente anche per tutte queste cose ma, soprattutto,  perchè caccia via dal Movimento da lui fondato tutti coloro che avendone sottoscritto le regole poi al lato pratico non le vogliono rispettare, mancando così di coerenza verso lo stesso Movimento 5 Stelle e , in primo luogo, nei confronti degli elettori che hanno votato il Movimento facendo proprio affidamento sul fatto che suddette regole venissero sempre e comunque rispettate  da tutti i parlamentari, da tutti i consiglieri regionali e da tutti gli amministratori locali 5 Stelle. La coerenza, l’onestà, il mantenimento delle promesse, fatte ai cittadini in campagna elettorale, dopo le elezioni, sono tutte cose che non appartengono al modo di pensare, a quello  di agire e, più in generale, alla cultura dei politici della casta.  Pertanto quando qualcuno lo fa loro notare mettendo in pratica un comportamento totalmente opposto, come appunto sta facendo il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo, è evidente che costoro abbiano paura che nuove regole di far politica entrino nella forma mentis dell’elettore italiano medio, perchè ciò porterebbe inevitabilmente, e in breve tempo, alla delegittimazione delle loro carriere vitalizie. 

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LA NUOVA COSTITUZIONE DI “NAPISAN”


LA REPUBBLICA DI “NAPISAN”

 

“L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile, destinato a morire, dove tutto rimane uguale, immobile, in mano a dinosauri…”

(da La Meglio Gioventù)

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“THE WINNER IS…”

 

Giorgio Napolitano! Finalmente il Parlamento è riuscito a partorire un nuovo nome per lo scranno più alto di Roma.

Beh, “nuovo” non è forse l’aggettivo più indicato… Diciamo che, quantomeno, la benamata “partitocrazia” ha cavato fuori qualcosa dal cilindro!

 

In soli due mesi, molto è cambiato: si è assistiti, di fatto, alla trasformazione in senso semipresidenziale della Repubblica ed alla nascita del primo governo -per alcuni “fantoccio”- del Presidente.

Tutto ciò -è bene ricordarlo- “a Costituzione invariata”…

Dove trae fondamento giuridico, or dunque, il nuovo assetto politico-istituzionale?

 

Verrebbe da pensare ad una “Costituzione ombra”: una Carta segreta, a metà tra le leggi di Murphy e le tavole mosaiche, i cui principi o massime fondamentali possiamo solo maliziosamente immaginare:

 

I LEGGE DI NAPISAN:

“Se cerchi il futuro, guardati alle spalle…”

 

II LEGGE DI NAPISAN:

“Se vuoi galvanizzare i parlamentari, strapazzali… ma non di coccole!”

 

III LEGGE DI NAPISAN:

“Se sei convinto che Berlusconi sia politicamente morto, per non ricrederti, aspetta almeno tre giorni…”

 

IV LEGGE DI NAPISAN:

“Se una rotta conduce alla deriva, sarà certo seguita dal Pd…”

 

V LEGGE DI NAPISAN:

“Avvertenza: occupare a lungo una poltrona può causare dipendenza!”

 

VI LEGGE DI NAPISAN:

“Le parole sono importanti: pronunciatele con prudenza!”

 

VII LEGGE DI NAPISAN:

“Se la Costituzione né funziona né si riforma… basta raggirarla!”

 

VIII LEGGE DI NAPISAN:

“Se credete nella democrazia rappresentativa e partecipata… avete mai pensato di trasferirvi in Svizzera?”

 

IX LEGGE DI NAPISAN:

“Perché invocare una Terza Repubblica… quand’è possibile risuscitare la Prima?”

 

X LEGGE DI NAPISAN:

“Se vuoi giustificare una porcata, basta non chiamarla per nome, appellandosi a formule di distrazione di massa quali governo di servizio…”

 

(!)

Per l’analisi critica -e, perché no, satirica!- integrale della “rielezione” di Napolitano e della nascita del “governissimo” Alf-etta (Alfano-Letta), si rinvia direttamente al blog “Panta Rei”: http://gaspareserra.blogspot.it/2013/05/la-repubblica-di-napisan.html

 

 

“Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”

 (Don Fabrizio, da Il Gattopardo)

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Riferimenti online!

 

Blog “Panta Rei”: http://gaspareserra.blogspot.it

Profilo facebook di “Gaspare Serra”: https://www.facebook.com/Gaspare.Serra.VII

Pagina facebook “Panta Rei”: http://www.facebook.com/blog.di.GaspareSerra

Gruppo facebook “Terza Repubblica”: http://www.facebook.com/groups/62981451472

 

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Il PD è morto, adesso la Sinistra italiana puo’ rinascere.


225px-Nichi_VendolaIn verità, e’ morto un partito mai nato realmente ed è questo uno dei tanti records, negativi, annoverabili al PD. D’altra parte, è palese che non possano coesistere forze laiche e progressiste con forze cattoliche e conservatrici. E nel partito democratico hanno convissuto chi considerava gli omosessuali malati e chi era favorevole ai matrimoni tra persone delle stesso sesso, chi era favorevole all’eutanasia e chi era contrario, chi era si Tav e chi era No Tav, chi era pro articolo 18 e chi era contrario e questa lista  di contraddizioni potrebbe richiedere troppe parole già scritte mille volte, percio’ è meglio fermarsi qui e dire che è morto il partito della contraddizione.

La prima grande opportunità di rinascita sarà il cantiere della Sinistra e questa volta sarà vitale non commettere i soliti errori che la Sinistra a sinistra del PD ha sempre commesso.

Proprio questi errori, in generale l’incapacità di sapersi organizzare e mettere in piedi un progetto politico di Sinistra per il Popolo della Sinistra è stato il salvavita del PD in questi anni.  Quello che uscirà fuori da questo cantiere non dovrà commettere l’errore di cercare alleanze con il PD ma dovrà mettersi in testa che il governo Letta ha portato con sé  la fusione ufficiale di PD e PDL che,  alle prossime elezioni, potranno tranquillamente presentarsi con il nuovo nome Popolo Democratico Della Libertà.  Ogni alleanza con il fu PD sarebbe deleteria per la Sinistra italiana; non bisogna commettere l’errore di resuscitare il morto.

La sfida sarà convincere, con idee, proposte e programmi,  una parte dell’elettorato del fu PD a lasciar perdere i fac-simile abbracciando così l’originale. Tutti coloro che lavoreranno a questo progetto, a partire da Nichi vendola, avranno una grande responsabilità sulle loro spalle perché o rinasce la Sinistra o l’Italia sarà governata per altri venti anni dal PDDL.

Gio’ Chianta

LA FINTA UMILIAZIONE


Quello che certa gente si ostina a non voler capire o forse fa solo finta di non  capire e che Bersani quando si è fintamente  umiliato a chiedere la fiducia al Movimento 5 Stelle si era però già preso camera e senato, perchè per far quello non aveva bisogno dei voti del 5 Stelle, e inoltre molte delle famose riforme e proposte, apparentemente condivise col Movimento di Grillo, erano in realtà assai vaghe mentre altre, come l’abolizione totale del rimborso elettorale ai partiti, il non acquisto degli F35, il non rifinanziamento delle missioni militari e il blocco al finanziamento e alla costruzione della TAV, più il referendum popolare sull’€, tutte cose di fondamentale importanza per il Movimento 5 Stelle, non rientravano però neanche per sbaglio nel programma del PD. Considerando poi gli sviluppi successivi, e cioè le due proposte fatte da Bersani per la presidenza della repubblica, prima quella di Marini e poi quella di Prodi, andate entrambe a vuoto per la bocciatura in parlamento da parte di un numero consistente di grandi elettori PD, mostrano chiaramente quanto fosse fragile la sua posizione di segretario, visto che non è riuscito neanche ad ottenere un voto compatto all’interno del suo stesso partito per la nomina del nuovo capo dello stato. A questo bisogna aggiungere che quando il Movimento di Grillo gli aveva chiesto di appoggiare assieme a loro e al SEL di Vendola, che era consenziente, la nomina di Stefano Rodotà, Bersani  ha completamente ignorato la loro richiesta, vuoi perchè a lui non piaceva  o vuoi perchè sapeva che tanto le correnti più filo berlusconiane e più filo montiane del suo partito non lo avrebbero mai votato, in quanto Rodotà non piaceva, appunto, ne a Berlusconi ne a Monti. Quindi che durata e che credibilità avrebbe potuto avere, anche volendola davvero mettere in piedi, questa coalizione PD, SEL, 5 Stelle, quando una parte considerevole del partito di Bersani aveva già deciso da tempo per il Napolitano Bis e per l’inciucio con Berlusconi e Monti ? Intanto hanno già ottenuto di liberarsi anche dell’incomodo di SEL, dato che essendo il governo Letta appoggiato dal PDL, possono benissimo fare a meno del sostegno di Vendola. Mi domando però una cosa, quando i parlamentari del Movimento 5 Stelle, sulla base di una legge già vigente ma sempre ignorata dal parlamento, presenteranno in aula la mozione sull’ineleggibilità di Berlusconi, come hanno promesso ai loro elettori che faranno, e il PD, se non vorrà far cadere il governo, sarà costretto a non farla passare, con che faccia si presenterà poi ai suoi elettori, alle prossime elezioni, avendo salvato per l’ennesima volta il culo a Berlusconi ?

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MUOS, storia di un mostro.


muos fotoPartiamo dalla fine,nonostante i presupposti affinchè questo tormentone continui ci sono tutti. Lo Stato Italiano, tramite il ministero della Difesa, ha impugnato le delibere della regione Sicilia in cui si revocavano le autorizzazioni per la costruzione del Muos (il famigerato sistema satellitare), infliggendo anche una multa di 25 mila euro al giorno per “l’incrinazione causata nei rapporti con gli Stati Uniti”. Si, paradossale.

Tutto inizia circa due anni fa quando viene deciso che nella base americana di Niscemi (che tra l’altro sorge in una riserva naturale) dev’essere ospitato uno dei quattro terminali di un complesso sistema radar satellitare, allo scopo di guidare al meglio le truppe Usa durante le loro operazioni di guerra; il fatto che gli altri 3 si trovino in zone scarsamente abitate è stata fonte di preoccupazione, così come lo spostamento da Sigonella (iniziale candidata ad ospitare il Muos), per l’elevata densità abitativa della zona.

Il probabile impatto sulla salute dei cittadini è stato dunque l’episodio scatenante della contestazione, la mancanza di studi ufficiali che certificano la non pericolosità un campanello d’allarme. In realtà sono stati gli stessi abitanti di Niscemi a richiedere lumi circa le ripercussioni che le potenti antenne possono avere sulla loro salute, ed il responso del politecnico di Torino, nella persona di Massimo Zucchetti non lascia alito a dubbi: il Muos nuoce alla salute. Le emissioni elettromagnetiche sono superiori ai limiti di legge e le 3 antenne del diametro di 18 metri ciascuna, sono virtualmente letali nel diametro di 140 chilometri.

 La campagna elettorale dello scorso anno per l’elezione del presidente della regione Sicilia ha messo il caso-Muos al centro dell’attenzione, e nel gennaio di quest’anno sono arrivate le prime risposte dalla politica. Il governatore Rosario Crocetta si è impegnato a bloccare i lavori in attesa di studi approfonditi circa l’impatto sulla salute nella comunità, si è però dovuto aspettare quasi un mese affinchè dalle parole si passasse ai fatti; importante il contributo del movimento 5 stelle, significativi i blocchi dei cittadini per impedire il passaggio di automezzi e operai che nel frattempo il satellite lo hanno quasi ultimato, e in mezzo botte e denunce per gli attivisti.

Gli Stati Uniti hanno solo a parole dato disponibilità a ridiscutere i loro progetti, di fatto hanno sistematicamente ignorato le revoche delle autorizzazioni giunte dalla presidenza della regione in maniera ufficiale lo scorso 6 febbraio, continuando nell’ultimazione del radar.

A poco sono servite le oltre 10 mila persone che, pacificamente, lo scorso 30 marzo hanno manifestato affinchè il Muos venga definitivamente archiviato, anzi è stato necessario un innalzamento del livello della protesta, di pochi giorni fa il blitz che ha visto 5 attivisti arrampicarsi sulle antenne, 2 dei quali arrestati.

Niscemi continua la sua lotta, nonostante le rassicurazione giunte più volte dalla politica; il presidio permanente è ancora in attività, così come i blocchi e le iniziative di sensibilizzazione. Il comitato no-muos è un grande movimento trasversale, all’interno del quale troviamo scuole, mamme e semplici cittadini.

A quando la fine di questa storia? Sicuramente non adesso….

Luca Castrogiovanni

Approfondimenti sul Muos possono essere letti nel seguente link: http://buongiornosicilia.it/cerca/muos

L’UNICO VERO RESPONSABILE!


Un partito di democristiani riciclati, di massoni piduisti e bilderbergeriani e di ex craxiani, che litigano sempre fra di loro e su tutto e che di conseguenza non riescono mai ad esprimere un pensiero comune e tanto meno una linea politica comune, questo è il PD. Va ricordato inoltre come questo pseudo partito abbia aiutato spesso e volentieri Silvio Berlusconi, a cominciare da D’Alema sotto il cui governo Berlusconi ebbe in regalo le frequenze per le sue tre reti Mediaset e che successivamente, nel 2009, salvò il governo Berlusconi col suo provvidenziale astensionismo, perchè  sullo Scudo Fiscale stava andando sotto  a causa dei voti contrari di molti finiani e di qualche leghista. In più, non bisogna neanche dimenticare che il Lodo Alfano passò anche per merito dell’ex segretario PD Walter Veltroni. Il PD oggi si è spaccato sulla nomina del nuovo capo dello stato, e non pochi suoi elettori hanno bruciato la loro tessera di partito per essere stati presi per il culo con la riconferma di Giorgio Napolitano il quale, con la designazione di Enrico Letta ( che, come  ben si sa, oltre ad essere un ex democristiano che con la sinistra non ha mai avuto niente da spartire è anche un massone e membro del Club Bilderberg ) come presidente del consiglio, ha praticamente riconsegnato il paese in mano a Berlusconi e a Monti. Ma la cosa più esilarante è che molti di questi pagliacci PDini adesso non trovano niente di meglio da fare se non cercare in Beppe Grillo il vero ed unico responsabile  della loro  scissione interna! 

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Italiani LettAralmente fottuti.


letta-napolitano_jpg_1535498604_jpg_415368877Diciamocelo, Enrico Letta è l’uomo giusto al posto giusto, il Premier ideale per il “governo dell’Inciucio”. Laureatosi a pieni voti all’Accademia dell’Inciucismo, relatore Massimo D’Alema, puo’ vantare conoscenze molto altolocate, parentele bipartisan e ottimi rapporti con il Vaticano.  Buttata via 67 anni di prassi costituzionale, secondo la quale il mandato del Capo dello Stato dura sette anni e poi viene eletto un Presidente diverso da quello precedente ne sono nate delle nuove. Infatti, da prassi ormai, per fare il Premier in Italia devi far parte delle piu’ importanti organizzazioni di potere europee e mondiali e Letta è:  membro della Commissione Trilaterale, di Aspen Institute e frequentatore della ormai famosissime riunioni organizzate dal Gruppo Bilderberg.  

Nella scelta dei Ministri del suo (e di Berlusconi) governo è stato astutissimo, ha inserito qualche nome azzeccato, gente competente e meritevole, con il chiaro obiettivo di nascondere tutta quella caterva di gente incompetente che ha inserito nel suo governo per accontentare democristianamente tutti.

Tra le scelte non azzeccate ma  pur sempre fenomenali nel loro genere (horror) troviamo Beatrice Lorenzin, la liceale che comandera’ i dottori. Questo perché, in Italia, per fare gli infermieri serve una Laurea, per fare i dottori serve una laurea in Medicina e Chirurgia piu’ la specializzazione, per fare il direttore sanitario di un ospedale pubblico o privato serve, per Legge, una laurea in Medicina e Chirurgia, mentre per fare il Ministro della Salute basta una semplice maturità classica.

Nel Paese alla rovescia, quello, per capirci, nel quale devi essere incensurato per fare il bidello ma puoi tranquillamente fare il parlamentare con a carico diverse condanne, questa è tutta gente giusta al posto giusto.

 berlulettaPer diciannove anni abbiamo avuto al potere, alternativamente, Berlusconi e la pseudo Sinistra: il primo ha governato con il chiaro obiettivo di salvarsi dalla galera e i “Sinistri” hanno governato con il chiaro obiettivo di salvare Berlusconi dalla galera perché senza Berlusconi non sapevano che fare e soprattutto non sarebbero esistiti nemmeno loro. I piu’ informati hanno sempre saputo che Destra e Sinistra facevano finta di litigare ma andavano a letto insieme  ogni notte, Berlusconi e i “Sinistri”  pero’, hanno sempre puntato sui meno informati (che nel nostro Paese rappresentano la maggioranza) e infatti, proprio i meno informati, hanno davvero creduto che Berlusconi e i “Sinistri” si facessero la guerra.

Adesso che non hanno nemmeno piu’ bisogno di far finta di farsi la guerra e possono amarsi alla luce del sole chi li ferma piu’ ? Potranno compiere ogni nefandezza possibile ed immaginabile. Tutti coloro che si ribellano, perché non possono accettare che la Costituzione venga violentata da chi è pagato per difenderla, verranno considerati degli eversori, siamo pur sempre il Paese alla rovescia.

Ma i cittadini che possono fare? L’unica arma che hanno a disposizione è il diritto al voto, nello stesso momento in cui l’esito elettorale viene completamente ignorato, il voto si riduce ad una farsa e la Democrazia subisce una ferita probabilmente mortale.

 E’ proprio vero allora che ”se il voto servisse a qualcosa sarebbe illegale”.

Gio’ Chianta

IL PARTITO DEI BANCHIERI E DEI MASSONI.


Il partito dei banchieri, dei massoni piduisti e Bilderbergeriani e dei clericali vaticanisti comprende tanto il PDL che la parte cattolica e quella craxiana del PD, fino ad arrivare ai centristi di Casini e di Monti. Il tutto sotto l’egida del massone PD ( che fu buon amico di Craxi e che piace tanto anche a Silvio Berlusconi ) Giorgio Napolitano e, naturalmente, con la connivenza del Vaticano. La coalizione di governo PD-PDL-Forza Civica che si appresta a fare il massone Bilderbergeriano Enrico Letta, rischia di spaccare irreversibilmente il PD, ma questo non preoccupa Dario Franceschini, esponente dell’area cattolica del partito, il quale ha annunciato l’espulsione dal PD di tutti coloro che non voteranno la fiducia all’esecutivo Letta proposto da Giorgio Napolitano e appoggiato da Silvio Berlusconi. Questo ci dimostra molto chiaramente che gente come appunto Enrico Letta, Massimo D’Alema, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Dario Franceschini ecc.. sono disposti anche a distruggere il loro stesso partito pur di mantenere lo status quo, ossia, sono disposti anche ad allearsi con Berlusconi e con Monti pur di impedire che il paese vada a finire nelle mani di chi vorrebbe cambiare questo sistema di potere politico finanziario il quale è del tutto in sintonia con la destra europea e soprattutto con le disposizioni dettate a tutta l’EU dai banchieri della BCE e della Bundesbank. Per gente come Enrico Letta del PD e per suo zio Gianni Letta del PDL, così come per tutti gli altri politici di altri partiti che si riconoscono in questa logica di potere, un cambiamento di rotta, ossia, un ritorno all’economia reale affrancata dal potere finanziario e il ritorno alla nostra sovranità monetaria con la creazione di una vera banca nazionale e pubblica, più l’attuazione di una democrazia diretta che sia veramente l’emanazione della volontà popolare, e non più sottoposta ad una oligarchia che di fatto la controlla, sarebbe innanzitutto la fine della loro carriera politica e porterebbe inoltre conseguenze disastrose alle loro lobby di appartenenza, con la nascita di un mondo nuovo dove loro non riuscirebbero mai ad integrarsi perchè finirebbero per essere inevitabilmente e inesorabilmente totalmente delegittimati.

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Il paese che si ammazza per la crisi


Giorgio Salvetti -
suicidio«Non capirete mai perché è successo, così come non lo capiamo noi». Gli amici di G.S., l’uomo di 33 anni che ieri a Milano si è tolto la vita insieme ad un suo amico e coetaneo, sono sconvolti. Per loro la crisi non c’entra. G.S. faceva l’ingegnere a Londra e abitava in una casa di proprietà della madre, in via Tommaseo, una zona signorile della città. F.B., il suo amico, invece era disoccupato e sarebbe stato lui a scrivere due lettere nelle quali ha raccontato di «problemi di famiglia e di lavoro». I due avevano una cosa in comune, erano padri separati di due bambini. A trovarli è stata proprio la madre di G.S. Non lo sentiva da giorni e ha suonato alla sua porta. Non avendo alcuna risposta ha chiamato i vigili del fuoco che sono dovuti entrare da una finestra utilizzando la scala. Li hanno trovati sdraiati in due letti diversi, con un sacchetto di plastica in testa e una bombola del gas aperta.
Nessuno saprà mai fino in fondo perché una persona decide di togliersi la vita. Ma basta guardare nelle pieghe della cronaca di un giorno qualsiasi per scoprire la tragedia di un paese che letteralmente si uccide per la crisi. Sono tragedie quotidiane completamente oscurate dalle notizie che calamitano l’attenzione della politica e dei giornali, ma raccontano più di ogni altra cosa il dramma che stiamo vivendo. Come è successo dopo il doppio suicidio dei due anziani di Civitanove Marche che per una volta, ma per poche ore, ha un po’ scosso la coscienza di una paese che sembra rassegnato.
Solo ieri si «sono registrati» altri due casi di suicidio, o tentato suicidio, che con ancor più evidenza sono dovuti a difficoltà economiche. A Bologna A.C., 59 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa in via dei Mille. Si è ucciso con un colpo di fucile proprio mentre alla sua porta stava per presentarsi l’ufficiale giudiziario che gli intimava lo sfratto. In casa sarebbe stato ritrovato anche un biglietto. Era separato dalla moglie e aveva due figli ed era titolare di una società immobiliare.
A Ostia, invece, i carabinieri hanno fatto appena in tempo ad evitare il peggio. Un fioraio si è presentato come sempre davanti al mercato rionale con il suo furgone. Ma ieri mattina lo ha cosparso di benzina e ci ha appeso sopra un cartello con la scritta «finita la crisi, arrivata la miseria, ora la morte». L’uomo è stato fermato prima che portasse a termine il suo gesto disperato ed è stato portato all’ospedale.
Ma il doloroso elenco dei suicidi non conosce sosta e si ripete sempre uguale, e sempre diverso, in ogni regione e città d’Italia. Accomuna piccoli imprenditori, lavoratori dipendenti e operai. Ci limitiamo a ricordare solo le vittime degli ultimi giorni. Il 18 aprile a Bitonto (Bari) un uomo di 60 anni si è impiccato nel suo capannone. Nel suo biglietto d’addio ha scritto: «Nel momento del bisogno tutti mi hanno abbandonato». Era in difficoltà forse perché aveva dei crediti che non gli venivano saldati. Per questo aveva dovuto già licenziare alcuni suoi operai ma non voleva accettare di lasciare a casa i due dipendenti che lavoravano con lui da oltre 30 anni. Lo hanno trovato i dipendenti dei capannoni vicini che hanno visto la sagoma del suo corpo.
Un giorno prima, il 17 aprile, a Torino, un muratore di 38 anni si è recato nel suo cantiere e ha scoperto di essere stato licenziato in tronco per colpa della crisi. E’ tornato a casa, ha parlato con la moglie incinta che ha tentato di rincuorarlo. Ma poco dopo è sceso in cantina e si è impiccato con un cavo elettrico. La donna che non lo vedeva rientrare lo ha scoperto così ed è stata trasportata sotto choc all’ospedale.
Il 15 aprile, a Santa Croce sull’Arno (Pisa), il titolare di un’azienda di prodotti chimici, 65 anni, è stato trovato morto nella sua ditta. Anche lui era in difficoltà economiche. Il 10 aprile a Ortelli (Nuoro) G.P., 47 anni, imprenditore edile in crisi, si è sparato un colpo di fucile in un casolare. Lascia la moglie e tre figli piccoli. Il giorno prima, sempre nel nuorese, a Macomer, un altro lavoratore si era tolto la vita nella sua segheria, mentre nello stesso giorno, a Siracusa, un commerciante costretto a chiudere la sua attività si è impiccato con un filo di nylon.
Nessuno saprà mai fino in fondo perché una persona si toglie la vita, ma nessuno a questo punto può dubitare che la crisi uccide.

Il Manifesto – 23.04.13

http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=3058

IL VERO ARBITRO


Questo piglia in culo ha indiscussi rapporti con la mafia, è accusato di altri reati gravissimi ed ha subito pure una condanna penale in primo grado. Benchè  cerchi sempre di farlo dimenticare, ha votato anche lui a favore dell’ ingresso nell’€ assieme a Romano Prodi, in tutti i suoi governi ha sempre aumentato la pressione fiscale e fatto tagli alla sanità, alla scuola, all’università, alle risorse destinate ai beni culturali, alla ricerca scientifica ecc.. senza però aumentare la crescita economica e diminuire la spesa pubblica, che anzi proprio sotto i suoi governi è aumentata in maniera allucinante, inoltre ha tenuto spesso e volentieri il parlamento impegnato unicamente a varare le sue leggi ad personam. Nel 2005 ha introdotto Equitalia e nel 2011 ha votato assieme al PD a favore dell’insediamento del governo Monti. All’estero viene considerato un mafioso, un cafone e un buffone malato di sesso con tendenze semi pedofile, dato che predilige i rapporti carnali con le quattordici-diciassettenni, e finisce spesso nei carri allegorici di carnevale di tutto il mondo, attorniato da tette nude e vestito da guappo. Le comunità italiane che vivono all’estero si vergognano infatti di lui e ci tengono a prenderne le distanze. Nonostante sia il maggior responsabile sotto tutti gli aspetti: economico, politico, culturale e sociale, del decadimento e dell’involuzione che sta attraversando l’Italia da quasi un ventennio, ossia da quando, appunto, ha iniziato ad occupare posizioni di primo piano nella gestione politico-economica di questo paese, circa un terzo dell’elettorato italiano continua a votare per lui, perchè evidentemente si sente in qualche modo protetto da lui. Berlusconi è il vero arbitro della politica italiana, col suo potere finanziario è infatti in grado di determinare  il voto in parlamento anche dei deputati e dei senatori dell’opposizione ed è riuscito persino a disintegrare proprio il maggior partito dell’opposizione dividendolo sulla scelta del Capo dello Stato e facendo così riconfermare Giorgio Napolitano, perchè a lui ciò  tornava chiaramente molto utile . Questa è la vera, unica e triste realtà di questo paese, il resto sono solo chiacchiere!   

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