MUOS, storia di un mostro.
29 aprile 2013 3 commenti
Partiamo dalla fine,nonostante i presupposti affinchè questo tormentone continui ci sono tutti. Lo Stato Italiano, tramite il ministero della Difesa, ha impugnato le delibere della regione Sicilia in cui si revocavano le autorizzazioni per la costruzione del Muos (il famigerato sistema satellitare), infliggendo anche una multa di 25 mila euro al giorno per “l’incrinazione causata nei rapporti con gli Stati Uniti”. Si, paradossale.
Tutto inizia circa due anni fa quando viene deciso che nella base americana di Niscemi (che tra l’altro sorge in una riserva naturale) dev’essere ospitato uno dei quattro terminali di un complesso sistema radar satellitare, allo scopo di guidare al meglio le truppe Usa durante le loro operazioni di guerra; il fatto che gli altri 3 si trovino in zone scarsamente abitate è stata fonte di preoccupazione, così come lo spostamento da Sigonella (iniziale candidata ad ospitare il Muos), per l’elevata densità abitativa della zona.
Il probabile impatto sulla salute dei cittadini è stato dunque l’episodio scatenante della contestazione, la mancanza di studi ufficiali che certificano la non pericolosità un campanello d’allarme. In realtà sono stati gli stessi abitanti di Niscemi a richiedere lumi circa le ripercussioni che le potenti antenne possono avere sulla loro salute, ed il responso del politecnico di Torino, nella persona di Massimo Zucchetti non lascia alito a dubbi: il Muos nuoce alla salute. Le emissioni elettromagnetiche sono superiori ai limiti di legge e le 3 antenne del diametro di 18 metri ciascuna, sono virtualmente letali nel diametro di 140 chilometri.
La campagna elettorale dello scorso anno per l’elezione del presidente della regione Sicilia ha messo il caso-Muos al centro dell’attenzione, e nel gennaio di quest’anno sono arrivate le prime risposte dalla politica. Il governatore Rosario Crocetta si è impegnato a bloccare i lavori in attesa di studi approfonditi circa l’impatto sulla salute nella comunità, si è però dovuto aspettare quasi un mese affinchè dalle parole si passasse ai fatti; importante il contributo del movimento 5 stelle, significativi i blocchi dei cittadini per impedire il passaggio di automezzi e operai che nel frattempo il satellite lo hanno quasi ultimato, e in mezzo botte e denunce per gli attivisti.
Gli Stati Uniti hanno solo a parole dato disponibilità a ridiscutere i loro progetti, di fatto hanno sistematicamente ignorato le revoche delle autorizzazioni giunte dalla presidenza della regione in maniera ufficiale lo scorso 6 febbraio, continuando nell’ultimazione del radar.
A poco sono servite le oltre 10 mila persone che, pacificamente, lo scorso 30 marzo hanno manifestato affinchè il Muos venga definitivamente archiviato, anzi è stato necessario un innalzamento del livello della protesta, di pochi giorni fa il blitz che ha visto 5 attivisti arrampicarsi sulle antenne, 2 dei quali arrestati.
Niscemi continua la sua lotta, nonostante le rassicurazione giunte più volte dalla politica; il presidio permanente è ancora in attività, così come i blocchi e le iniziative di sensibilizzazione. Il comitato no-muos è un grande movimento trasversale, all’interno del quale troviamo scuole, mamme e semplici cittadini.
A quando la fine di questa storia? Sicuramente non adesso….
Luca Castrogiovanni
Approfondimenti sul Muos possono essere letti nel seguente link: http://buongiornosicilia.it/cerca/muos










