Storia del Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito


di Helene Benedetti

Oggi voglio raccontarvi la vicenda del Maresciallo capo Vincenzo Lo Zito del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

Una storia già diffusa su alcune testate giornalistiche ma non se n’è parlato ancora abbastanza visti gli ultimi risvolti angosciosi. Il Maresciallo Lo Zito sta lottando per difendersi da querele che hanno prosciugato tutti i risparmi di una vita.
Vincenzo Lo Zito lavora nella Croce Rossa Italiana e fino all’11 agosto 2008 era in servizio come funzionario amministrativo nel Comitato Regionale Abruzzo a L’Aquila presieduto dalla prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del sottosegretario di Stato, Gianni Letta.
La Croce Rossa come molti di voi sapranno, è un Ente pubblico, finanziato attraverso i contributi che ogni anno i Ministeri preposti erogano, quindi parliamo di soldi nostri! 

Come gli altri Enti, la Croce Rossa ha un Organo politico che stabilisce gli obiettivi ed un Organo amministrativo che ha il compito di organizzare e gestire le proprie attività, quindi l’Organo politico NON può e NON deve entrare nella gestione amministrativa e NON può gestire risorse e denaro.
Durante la sua attività, il Maresciallo Lo Zito ha rilevato che la Presidente del Comitato Regionale Abruzzo, Maria Teresa Letta, non svolgeva la sua funzione in modo conforme alla legge e ai regolamenti, occupandosi anche dell’attività prettamente amministrativa, tra cui la gestione autonoma e tutt’altro che trasparente del denaro pubblico, con ben 2 conti correnti della Croce Rossa Italiana gestiti a sua firma.

Perché parlo di gestione autonoma e non trasparente?
In primis perché tale gestione compete solo al Direttore Regionale e quindi non alla sig.ra LETTA, ed in secondo luogo perché il Maresciallo Lo Zito aveva riscontrato che presso il Comitato non vi erano i libri contabili, ne vi era il partitario delle fatture, inoltre veniva utilizzato dalla stessa Letta un protocollo parallelo e carta intestata con numero di fax non corrispondente alla sede del Comitato Regionale CRI Abruzzo, appositamente per sviare posta in entrata, come ad esempio copia delle fatture! Queste attività venivano svolte dalla sig.ra Maria Teresa Letta, in maniera indisturbata e autoritaria.

Il Maresciallo Lo Zito ha anche rilevato che la stessa Letta rivestiva un doppio incarico, che oltre ad essere Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo, era anche Responsabile amministrativo del Comitato Locale CRI di Avezzano, cioè, controllore e controllato erano la stessa persona!

Dopo aver richiesto di ripristinare tale situazione, non avendo avuto alcun riscontro, il Maresciallo Lo Zito si è sentito in dovere di segnalare queste gravi anomalie ai competenti Organi della sede Centrale della Croce Rossa Italiana. Dopo numerose segnalazioni, giunse finalmente un’ispezione da parte di tre componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, che si è conclusa, purtroppo, con un pranzo di questi revisori con la stessa Maria Teresa Letta. I controllori che vanno a pranzo con la controllata.
A questo punto il Maresciallo Lo Zito ha provveduto a denunciare oltre a tutte le anomalie riscontrate, anche questo fatto increscioso alla Corte dei Conti Regionale dell’Aquila e alla Generale di Roma oltre alla Procura della Repubblica ed ancora attende fiducioso un riscontro dal 14 marzo 2008 !
Vista la situazione, il Maresciallo ha reso pubblico l’accaduto e da quel momento, è iniziato il suo calvario!
E’ stato querelato per calunnia da tutti e 7 i membri del collegio dei revisori dei conti e non dai soli 3 revisori che sono venuti a fare l’ispezione! Dopo due rinvii, l’udienza è stata fissata presso il Tribunale di Roma per il 13 di ottobre 2010, rinviate anche questa al 23 Febbraio 2011 per il trasferimento del Giudice Titolare! Per tale querela, il Maresciallo Vincenzo Lo Zito sta rischiando addirittura il carcere!

Tutte le persone che nel frattempo hanno provato a “riorganizzare” la gestione del Comitato Regionale Abruzzo, sono state puntualmente rimosse, ben tre Direttori Regionali sono stati trasferiti. Anche il Maresciallo Vincenzo Lo Zito è stato trasferito a circa 300 km da casa sua per la seconda volta, vive ad Avezzano, un Comune in provincia de L’Aquila, e lo hanno trasferito ad Assisi, nonostante il parere contrario espresso dal Collegio medico della Croce Rossa Italiana, in quanto nel frattempo, a causa dello stress per questa situazione, ha avuto un infarto con l’applicazione di tre bypass.

Pensate….. la Croce Rossa lo ha trasferito d’autorità quando si trovava ancora in sala rianimazione!
Nel frattempo, il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, l’Avv. Francesco Rocca ha querelato anche lui Vincenzo Lo Zito per diffamazione, ha avviato a suo carico ben tre provvedimenti disciplinari di Stato, stiamo attendendo l’esito.
Da luglio è stato sospeso lo stipendio del Maresciallo perché visti i suoi noti problemi di salute, non si è recato presso il Comando di Assisi, non poteva fare circa 600 chilometri al giorno, tra andare e tornare, era convinto che bastasse il parere contrario al suo trasferimento emesso dal Collegio medico della Croce Rossa, ma si sbagliava! Solo poco tempo fa ha saputo che il parere del Collegio medico non è considerato dalla Croce Rossa, la Procura Militare, su loro richiesta ha avviato un’indagine per DISERZIONE AGGRAVATA.

Quindi, il Maresciallo Vincenzo Lo Zito, non ha potuto fare altro che obbedire all’ordine di trasferimento, per non essere licenziato.
Da qualche tempo lavora ad Assisi e per evitare troppi stress utilizza un camper. Non ha la possibilità di pagare un affitto ad Assisi, ha già un mutuo e i figli all’università. Dorme e mangia in camper. Non può seguire la terapia medica, è accampato sotto la sede di Assisi e questo, come potete ben immaginare, non giova certo alla sua salute!
La CRI sta anche richiedendo le somme che ritiene di aver impropriamente erogato, ammontano a 22 mila euro con una trattenuta di 600 euro in busta. Questo perché per diversi mesi la sua patologia lo ha costretto ad astenesi dall’andare a lavorare ad Assisi! Proprio per questo motivo ha chiesto tante volte all’Amministrazione di assegnagli una sede più vicina alla sua abitazione, per poter continuare ad essere seguito dal suo cardiologo di fiducia, nessuna risposta è mai pervenuta se non la diffida a raggiungere immediatamente la sede in Umbria.

Da qualche tempo, lavora quindi ad Assisi!
Sta ad Assisi senza fare niente, perché non c’è niente da fare lì, Vincenzo Lo Zito è la quarta persona assegnata a guardare il panorama perché non ha nemmeno il posto a sedere. Questo vi fa capire che è stato trasferito perché doveva essere punito per aver osato denunciare l’anomala gestione della Croce Rossa abruzzese da parte della sig.ra Letta, sorella di Gianni Letta.
Tutto ciò è accaduto perché Vincenzo Lo Zito ha fatto il proprio dovere denunciando le anomalie riscontrate all’interno dell’Ente Croce Rossa Abruzzo

Lo accusano di aver infangato il simbolo della Croce Rossa. A quelle persone lui risponde giustamente che non è così, avere il coraggio di rappresentare quali sono le cose che non vanno all’interno dell’Istituzione presso la quale lavoriamo, non si traduce nello sporcarla, anzi, vuol dire che la si vuole migliorare, nascondere le “beghe interne” significa essere complici!

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