la macchina del fango


ROMA – “Con la macchina del fango, la democrazia è a rischio”. Roberto Saviano, al suo primo intervento nel corso della puntata d’esordio del programma Vieni via con me, su RaiTre, si concentra su quella che, dice, per lui “è una specie di ossessione”, “il meccanismo che arriva a infamare una persona che si pone contro certi poteri”. Lo aveva annunciato su Repubblica 1, che si sarebbe occupato di questo, di “dossier, di giornalisti conniventi, di politici faccendieri che cercano, attraverso media e ricatti, di delegittimare i rivali”. E in scena cita il caso Boffo, la vicenda Caldoro, la casa di Montecarlo, spiega che quel meccanismo lui lo conosce bene perché è nato “in una terra in cui chiunque si sia posto contro la criminalità organizzata ha sempre subìto, anche dopo morto, un trattamento di delegittimazione”. Poi si rivolge ai giovani, vuole che loro soprattutto ascoltino il passaggio successivo del suo intervento, “la storia di una persona che è riuscita a resistere a una macchina del fango gigantesca: Giovanni Falcone”.

Comincia così il programma preceduto dalle polemiche, soprattutto quelle – pretestuose, a detta dei diretti interessati – sui compensi degli ospiti. Anzi, comincia con: una suora favorevole alla costruzione della moschea a Torino, una precaria che fa l’elenco dei lavori fatti per pagarsi l’università, l’attrice Angela Finocchiaro che legge la lettera di una donna di 88 anni che prende 500 euro di pensione e ha “combattuto per un’Italia più giusta e ancora spera di vederla”. La gente comune e gli elenchi, due perni del programma. E’ con un elenco che il conduttore Fabio Fazio fa riferimento all’attualità più recente: l’elenco delle “prostitute che esercitavano a Pompei prima dell’eruzione”, fra cui “quelle colte e raffinate che si vendevano per influenzare i loro clienti potenti che gestivano la politica, poi è venuta l’eruzione, è crollato tutto… ma il crollo continua ancora adesso”.

Saviano: “La democrazia è in pericolo”. “Sento che la democrazia è in pericolo – dice Saviano – nella misura in cui tu ti poni contro certi poteri, contro questo governo: quello che ti aspetta è un attacco della macchina del fango che parte da fatti minuscoli della tua vita privata che vengono usati contro di te”. C’è differenza, spiega l’autore di Gomorra, “fra inchiesta e diffamazione: l’inchiesta si fonda su una quantità abnorme di informazioni, quelle che i giornalisti sognano di avere per approfondire, mentre la diffamazione usa un solo elemento e lo costruisce contro la persona che prende di mira”. Dunque “quando stai per scrivere un articolo pensi ‘domani mi attaccheranno’, e lo faranno su cose che non hanno niente a che vedere con la vita pubblica, ma lo faranno con il tuo privato e ti costringeranno a difenderti. Allora prima di metterti a scrivere ci pensi, e questo vuol dire che si è incrinata la libertà di espressione”.

“Non siamo tutti uguali”. Certo, continua lo scrittore, “non siamo né in Cina né in dittatura fascista, nessuno viene arrestato ma iniziano a comprometterti con un obiettivo: quello di poter dire ‘siamo tutti uguali’. Il meccanismo è questo: dire non che quello che facciamo è giusto o sbagliato, ma che siamo tutti egualmente sporchi. Invece – continua Saviano – la forza della democrazia è la molteplicità. Bisogna guardare le differenze, quelle che la macchina del fango non vuole che il cittadino veda. Segnalare, ad esempio, che la privacy è sacra, anche se una cosa è la privacy, un’altra è scegliere le proprie amiche da candidare, un’altra è finire nelle mani degli estorsori: quella smette di essere privacy e inizia a essere condizionamento della cosa pubblica, potrebbe essere crimine”.

Vendola, quanti modi per dire “gay”. Invertito e buzzarone, pederasta e cripto-checca, burrone, arruso, bucaiolo. Sono ventisette le definizioni che rendono spiazzante l’intervento del presidente della Regione Puglia e leade di Sinistra e LIbertà, Nichi Vendola. E questo è il suo elenco. Al quale fa eco Saviano che invefce mette in fila i comportamenti che “dalle sue parti” individuano i gay: dalla birra con le fette di limone alle scarpine usate per gli scogli alle iniezioni fatte da sdraiati, “l’uomo le fa in piedi”. Commento ironico di Vendola: “Non so più qual è la mia natura sessuale”. Poi il tono si fa serie e Vendola legge l’elenco delle possibili “espiazioni” dell’omosessualità: da “evirato” a “deportato nei lager e nei gulag”, da “confinato” a “ricoverato in manicomio” e “stuprato per punizione”. E ancora le classificazioni dell’omosessualità nella vita pubblica: “crimine”, “disordine”, “pulsione di morte”, “sporcizia”, “peccato”. Allora, conclude Fazio citando la battuta di Silvio Berlusconi, “si dice che è molto meglio guardare le belle ragazze che essere gay?”. E Vendola risponde: “E’ molto meglio essere felici”.

fonte :  http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/08/news/saviano_fazio-8899827/

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