NON SI PUO’ LAVORARE TRA LE FAUCI DEL CAIMANO


 

Con la trasmissione “Vieni via con me”,  prodotta dalla Endemol, società controllata da Mediaset, è tornato di moda un vecchio tormentone: si può lavorare per le aziende di Berlusconi rendendole ancora più floride e allo stesso tempo contrastare l’azione del Caimano senza che ne esca fuori una sorta di conflitto di interesse berlusconiano?

Diciamo che le tesi sono a dir poco contrastanti, il problema era stato posto da Vito Mancuso che su “Repubblica” aveva scritto: “come posso adesso, se quello che scrive Giannini corrisponde al vero, continuare a pubblicare con la Mondadori e rimanere a posto con la mia coscienza? Come posso fondare il mio pensiero sul bene e sulla giustizia, e poi contribuire al programma editoriale di un’azienda che a quanto pare, godendo di favori parlamentari ed extra-parlamentari, pagherebbe al fisco solo una minima parte (8,6 milioni versati) di un antico ed enorme debito (350 milioni dovuti)? Come posso fare dell’etica la stella polare della mia teologia e poi pubblicare i miei libri con un’azienda che non solo dell’etica ma anche del diritto mostrerebbe, in questo caso, una concezione alquanto singolare?…. “Spero inoltre che anche altri autori Mondadori che scrivono su questo giornale possano dire come la pensano e cosa rispondono alla loro coscienza. Sto parlando di firme come Corrado Augias, Pietro Citati, Federico Rampini, Roberto Saviano, Nadia Fusini, Piergiorgio Odifreddi, Michela Marzano… Se poi allarghiamo il tiro alle editrici controllate interamente dalla Mondadori  arriviamo all’Einaudi e a nomi come Eugenio Scalfari, Gustavo  Zagrebelsky, Adriano Prosperi”..

Del caso sollevato dal teologo Vito Mancuso, ne ha parlato lo scrittore montanaro Mauro Corona: “come scrittore ho il cuore a sinistra e il portofaglio a destra, devo pur mangiare”.

Sostanzialmente esistono due tesi principali: alcuni credono che sia inopportuno iniziare a lavorare o continuare a lavorare per le aziende di Berlusconi, per una questione non solo ideologica ma anche  morale, non si può pensare che Berlusconi sia il diavolo in persona e poi lavorare per lui, cioè lavorare per rendere più forte il diavolo; altri credono che non ci sia alla base una questione etica ma puramente professionale, se una delle aziende di Berlusconi ti offre la possibilità di pubblicare liberamente quello che vuoi non si vede il motivo per il quale non si dovrebbe lavorare per Berlusconi, considerando che non è Berlusconi a fare arricchire te ma tu a fare arricchire Berlusconi ed è lui che dipende dal tuo lavoro e non tu dal suo.

Ora, la questione è certamente complessa e per nulla banale, personalmente ritengo che le tesi di coloro che non vogliano avere niente a che fare con Berlusconi, ne ideologicamente ne professionalmente, sono le più forti. Perché, non si può piangere e fottere allo stesso tempo. Come quelli che si lamentano che Berlusconi è una sorta di tiranno e poi, grazie al loro lavoro, riempiono la  pancia del tiranno, rendendolo ancora più forte. Oppure quelli che si lamentano che vengono censurati quando dicono o scrivono qualcosa contro il Caimano (come lo stesso Corona: “se scrivo io qualcosa contro Berlusconi non la pubblicano proprio”. “Alla Mondadori non cade foglia che Berlusconi non voglia”) ma cosa si aspettavano ? Lavorano per un “edittore” e non certo per un editore.

Credo che abbia proprio ragione Daniele Luttazzi, non si può proprio lavorare per il Caimano e anzi, si deve fare di tutto per boicottare il potere economico di Berlusconi. O piangi i fotti !

Giovanni Chianta

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