Umberto Magno,l’imperatore bugiardo della Padania


Aveva negato di essere stato iscritto al Pci. Aveva escluso che il figlio prendesse soldi dalle Coop padane. Aveva smentito gli affari poco limpidi del partito. Un libro-inchiesta rivela: era tutto vero.

Parlare male della Lega è facile, troppo facile. Nata per la secessione, ha ripiegato sul federalismo, quindi è diventata il pilastro di un centralismo, aiutato dal manganello, mai visto dai tempi di Mussolini. Odiava Roma ed è attaccata alle mammelle di Roma come e più di un Mastella qualsiasi. Era contro la mafia e si è alleata con Dell’Utri (Berlusconi è solo una controfigura). Ha tuonato contro i terùn e ora la Lombardia è un feudo della ‘ndrangheta e i testimoni di giustizia sono rapiti in piena Milano e sciolti nell’acido. Era per la riduzione delle tasse e abbiamo la tassazione più alta d’Europa. L’unica tassa federale, l’Ici che finiva nelle casse dei Comuni, l’ha abolita Tremorti, il commercialista di fiducia del senatùr. Anelava il ritorno alle origini celtiche, con tanto di mucche, latte, campi di grano e macro corna vichinghe sul capo, ma l’allevamento e l’agricoltura stanno scomparendo insieme ai terreni cementificati grazie alle licenze edilizie concesse dai sindaci leghisti. Casini al confronto è un uomo di parola. Scilipoti una persona di coerenza cristallina. Veltroni un condottiero. Di fronte a cotante balle, terminate inevitabilmente con fallimenti a catena, la Lega sembra più forte che mai. In realtà i suoi voti, in termini assoluti, stanno diminuendo elezione dopo elezione. Il consenso reale cala, ma il suo peso politico, data la debolezza del Pdl, aumenta. E’ come un febbrone che colpisce l’organismo quando si indebolisce e l’Italia è sempre più debole. Basta un sotto virus del varesotto per metterla a letto. La Lega non dura. Dura minga. Non può durare.

Lega: chiacchiere e distintivo

“Sono Leonardo Facco, l’autore di “Umberto Magno”, la vera storia dell’imperatore della Padania, una biografia non autorizzata su un Umberto Bossi. E’ un libro che nasce per fare un po’ di chiarezza visto che mi pare che nell’opinione pubblica oggi in merito alla Lega Nord ci siano parecchi punti oscuri “Umberto Magno” mette in scena la saga più italiana di tutte le saghe, il fatto è che è stata trasformata questa saga italiana in salsa padana e quindi si cerca di far notare una certa differenza da parte della Lega Nord rispetto al mal costume di altri partiti politici.
La realtà è molto ben peggiore anche rispetto a tanti altri partiti politici, questo libro esce in questo momento particolare per tre motivi essenziali:
il primo perché mi sembrava doveroso mettere in chiaro, intanto che la Lega Nord non è un partito, la Lega Nord è la piccola aziendina di Umberto Bossi, nessuno ha mai avuto voce in capitolo all’interno della Lega Nord, è sempre e solo stato Umberto Bossi a decidere
Il primo capitolo del mio libro si intitola “Il cialtrone” e lo definisco il cialtrone per due motivi: intanto perché il termine è stato sdoganato da quello che viene considerato il più importante alleato di Umberto Bossi, cioè Giulio Tremonti che ha dato dei cialtroni a altri politici; il secondo motivo perché non amando la neolingua, ho preso il vocabolario Treccani e alla definizione “cialtrone” si legge “di persona volgare, spregevole, arrogante, poco seria, trasandata, priva di serietà e di correttezza nei rapporti personali e che manca di parola nei rapporti di lavoro” a ogni singolo lemma nel libro metto una nota, spiegando esattamente come queste parole corrispondono esattamente all’identikit di Umberto Bossi.
E poi c’è un motivo fondamentale: è adesso che la Lega si sente particolarmente forte, è adesso che la Lega dimostra tutta la sua arroganza per quanto riguarda il sistema politico italiano e la dimostra ogni giorno, in tantissimi aspetti e qui entriamo nello specifico punto del Signor Umberto Bossi, la Lega ha 26 anni di storia, non è un partito nato tre anni fa, non è un partito o un movimento con pochi mesi di storia, in questi 26 anni abbiamo sentito dichiarazioni di ogni tipo trasformate da Umberto Bossi in programmi politici, Bossi è stato autonomista, è stato federalista, secessionista, è stato a favore del Lombardo Veneto, della devolution, ciò che bisogna sapere è che nessuno dei programmi leghisti, nessuno, quindi assolutamente nessun risultato è mai stato ottenuto.
A questo si aggiunga il fatto che almeno in 18 anni perché è dal 1992 che la Lega Nord è assurta al grande palcoscenico nazionale quando in piena Tangentopoli il 5 aprile 1992, la Lega prende l’8,4%. In questi 18 anni la prorompenza “riformista” della Lega Nord, ha fatto sì che questo paese peggiorasse solamente, se prendete qualsiasi tipo di dato, macro e microeconomico, vi accorgerete che l’Italia del 1992 era meglio e meno corrotta dell’Italia di oggi, anche la corruzione è uno dei fattori che hanno a che fare con la Lega.
Nel libro suddivido in tanti capitoli tutte queste sfaccettature e c’è un capitolo che si intitola “Era giacobino” non dimentichiamolo, nel 1992 stava fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano con i banchetti a incitare Di Pietro, la Lega Nord. La Lega Nord e Umberto Bossi hanno votato tutte, e dico tutte, senza esclusione alcuna, le leggi ad personam per Silvio Berlusconi. Nel libro racconto nel dettaglio con nomi e cognomi tutti i leghisti che sono entrati a far parte di istituzioni pubbliche o parapubbliche o partecipate, senza contare la RAI. Bossi, ero presente ai suoi comizi, inneggiava a far saltare i ripetitori della RAI, oggi è un ricettacolo di leghisti è piena di giornalisti o di amici della Lega, questo è la Lega Nord, un partito che rappresenta l’involuzione della politica e non l’evoluzione in piccolo quello che in fondo rappresenta il berlusconismo, il partito azienda fatto a misura per il suo leader, non è un caso che in 26 anni di Lega Nord non ci sia stata mai dialettica all’interno del movimento, non è un caso che all’interno della Lega Nord non sia mai nato un delfino, ma esiste una trota oggi che è, guarda caso, il figlio di Bossi!

Tra l’altro oggi la Lega è condotta soprattutto da chi, dopo la malattia di Umberto Bossi, gli si è stretto attorno e si tratta soprattutto di due persone e sono la seconda moglie Manuela Marrone e quella che tutti quanti indistintamente negli ambienti chiamano la “badante”, Rosy Mauro, la Vicepresidente del Senato. E’ attorno a questa piccola corte che oggi si cerca di utilizzare Umberto Bossi come immagine per far vedere che è sempre lui il capo, ma le trame che stanno dietro sono ben altre, sono legate a una piccola cerchia di persone che fanno parte a quel potere locale varesino che è la zona da cui arriva Umberto Bossi e poi ancora c’è un capitolo finale, nel quale racconto una serie di fatti esclusivi. Nel libro ci sono parecchie documentazioni esclusive riportate e ricordate, che riguardano il modo di comportarsi di Umberto Bossi, oggi si parla tanto di Bunga Bunga, di escort, Umberto Bossi alla fine degli anni 90 parlava di famiglia naturale, se la prendeva con i gay, parlava addirittura di messe in latino.
Nella realtà Umberto Bossi è una persona che se ne è altamente fregato della famiglia e dei figli, soprattutto dal punto di vista comportamentale e molte delle cortigiane che hanno girato intorno a Umberto Bossi, hanno ottenuto posti molto importanti, sono persone che senza arte né parte, ma come spesso succede in politica, riescono a ottenere posti di potere, c’era qualcuno che diceva che i migliori non stanno in politica perché se ci fossero dei migliori in politica, il libero mercato se li porterebbe via, la Lega esemplifica tutto questo!
In questo libro è una specie di pilastro per capire tutti gli avvenimenti di oggi che riguardano i leghisti, perché il mal costume leghista emerge ogni giorno, in continuazione, ci sono fatti di corruzione, denunce contro leghisti, malversazioni di denari pubblici in continuazione, ma per capire i fatti di oggi bisogna capire qual è la radice, la matrice di questo mal costume risiede in una persona sola, Umberto Bossi, colui che ha fatto e disfatto nella Lega come meglio ha voluto.
Cosa succederà poi della Lega? Intanto tutto dipende da cosa sarà di Umberto Bossi, è chiaro che dopo la malattia, tra l’altro sfato una delle leggende metropolitane che dicono che Umberto Bossi ha avuto il malore perché stava con un importante soubrette, dalle verifiche, dalle interviste che ho fatto, dalle ricerche documentali, le cose non stanno in questi termini, però Umberto Bossi è uscito da quell’ictus del 2004 sicuramente in maniera diversa, è una persona che ha un’autonomia di qualche decina di minuti, non è più quel leader che con la voce roboante cercava a Pontida di inneggiare contro Roma ladrona, anzi, le tette della lupa romana sono importantissime per la Lega, soltanto nell’ultimo bilancio la Lega ha ricevuto 18 milioni di Euro di finanziamenti pubblici, lei che si schierava contro il finanziamento pubblico.
Cosa ne sarà dunque della Lega? Tutto dipende da cosa ne sarà di Bossi, perché in Lega non è stato costruito assolutamente nulla, non c’è un progetto politico vero, è sempre stata una serie di slogan probabilmente la Lega non ha futuro e questa è, una tesi mia, la Lega non ha futuro e dico “fortunatamente”, perché finché ci sarà la Lega non sarà possibile il riformismo in questo paese, la Lega non ha futuro. Perché nel momento in cui venisse a mancare il deus ex machina, l’uomo dietro al quale tutti si nascondono, si scatenerebbe una guerra per bande di quelle veramente laceranti.
Da un bel po’ di anni la Lega non ha più alcun progetto politico, il federalismo fiscale di cui tanto si parla, è una pagliacciata totale, è un insulto al federalismo, se uno guardasse alla Svizzera si renderebbe conto di cos’è il federalismo, di cosa sarà comunque del partito, tutto dipende da Bossi, nel momento in cui non ci sarà più, inizierà la disgregazione anche fisica del partito, sarà una lotta tra consorterie, coloro che oggi telecomandano Bossi, dovranno scontrarsi con gli altri colonnelli, allora avremo Maroni con Reguzzoni, poi Calderoli contro Zaia e poi magari Gobbo etc., tutti quelli colonnelli diventeranno colonnelli e coltelli, tanto per citare un proverbio e sarà così, questo sarà della Lega.
La Lega non ha alcun futuro perché Umberto Bossi non ha mai pensato al futuro, a un vero progetto politico e di riforma, siamo stati in tanti a averci creduto, pensavamo fosse così, in realtà oggi ci sono documenti, di fatti, di analisi che dimostrano che non è stato così, Bossi ha pensato agli affari suoi, l’ha fatto molto bene, buggerando un sacco di persone, ovviamente la conseguenza di questo sarà la fine della Lega.

DALL’ ESPRESSO

Si intitola “Umberto Magno, l’imperatore della Padania” la biografia non autorizzata del leader della Lega Nord che uscirà in libreria il 3 dicembre per Aliberti (480 pagine). E’ un’accurata inchiesta di Leonardo Facco, giornalista che ha conosciuto la Lega (e Bossi) da molto vicino, avendo tra l’altro lavorato per quattro anni al quotidiano “la Padania”. L’autore parte dagli “albori della Lega”, quando un giovanotto della provincia di Varese senza un lavoro riesce a coagulare attorno all’idea autonomista – non senza screzi e fatti poco chiari – prima alcune decine di amici, poi centinaia e infine migliaia di persone pronte a dare il loro consenso a un progetto politico sempre in bilico tra il federalismo e la secessione Bossi è la Lega e la Lega è Bossi, secondo Facco, anche oggi, nonostante la malattia abbia ridotto il senatùr all’ombra di quel personaggio movimentista del passato recente.

Per dimostrarlo, l’autore racconta fatti, episodi, ricordi personali, con tanto di documentazione (sono quasi 400 le note bibliografiche). «Bossi», sostiene l’autore, «è il responsabile principale della trasformazione della Lega in un soggetto politico partitocratico, dove agli scandali si uniscono le truffe perpetrate ai danni, in primis, dei militanti e simpatizzanti.

I crac delle Cooperative Padane, del Villaggio in Croazia e della banca padana rappresentano l’epitome del modo di fare politica del “lumbard”, circondato da sempre di yes-men (and women) in carriera». Nel libro ci sono diversi fatti inediti, mai conosciuti e-o raccontati: dalla strana busta paga del figlio primogenito a spese dei militanti ignari, fino alla famosa questione della militanza comunista del giovane Umberto: da lui sempre negata, ma ora provata da un documento scoperto in una vecchia sezione del Pci. E poi si va dai tempi in cui elogiava “Mani pulite” alla sequela di condanne penali incassate dai leghisti odierni.

Un capitolo, infine, è dedicato alla vita privata di Bossi che «ama la famiglia tradizionale» ma, secondo l’inchiesta di Facco, non sembra negarsi svaghi al di fuori di essa.

«E’ un’inchiesta che dovevo a me stesso perché ho un passato da leghista, ho creduto in questo movimento e sono stato anche sul Po, alla metà degli anni ’90», dice l’autore. «Era giusto scrivere questo libro adesso, in cui la Lega si sente particolarmente forte e pensa di fare il pieno di voti. Bisogna che tutti gli elettori sappiano chi è il padrone del partito che pensano di votare: un cialtrone, né più né meno».

FONTI :    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bossi-un-mare-di-bugie/2139584

http://www.beppegrillo.it/2011/01/umberto_magno_e_la_fine_della_lega/index.html?s=n2011-01-16#*umb1*

2 risposte a “Umberto Magno,l’imperatore bugiardo della Padania”

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