Nicole Minetti non è una Vittima


Fra gente civile il genere sessuale, come il colore della pelle, non dovrebbe rappresentare un fattore di discriminazione. Questo nella teoria, ovviamente, perché nella pratica è tutta un’altra cosa. Il colore della pelle conta e conta molto in un paese come il nostro dove già l’accento sbagliato, in certe regioni, scatena il pregiudizio. Le donne, aldilà della presa in giro delle quote rosa, sono vittime di discriminazione in politica, sul lavoro e, in generale, tutte le volte che aspettano un bambino o fanno il loro dovere di madri.

Tutto questo, come premesso, è incivile, ma non può servire per giustificare l’utilizzo del colore della pelle o del genere sessuale come attenuante. Mi spiego:  se una persona è inaffidabile, disonesta o violenta, rimane inaffidabile, disonesta o violenta anche se è di colore. Cercare attenuanti per chi si comporta male ed appartiene ad un’etnia sfortunata, è un atteggiamento di colonialismo paternalista e ipocrita.

Alla luce di questa ovvia considerazione, non capisco il movimento “di difesa della dignità della donna” che vede promotrici del calibro di Licia Colò, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescato, Cristina Comencini, Giulia Bongiorno, Susanna Camusso, Gae Aulenti, Laura Morante, Claudia Mori, Rosetta Loy.

Il caso Ruby devasta la nostra dignità.Il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato (…) legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando.(1).

Sorvolando sulla prosa enfatica e sull’incauta citazione di Levi, quello che risulta del tutto incomprensibile è: che cosa centra il comportamento delle puttane tristi di Berlusconi e, in particolare, della consigliera regionale lombarda, ex igienista dentale e ex nonsocosina Nicole Minetti con la condizione e la dignità della donna?

Redigere e firmare un appello per le ragazze che vengono portate con l’inganno in Italia e messe sulla strada a fare le prostitute sarebbe stata un’azione interessante, per quanto da tempo le “savianate” su Repubblica siano diventate indigeribili, ma mettere su un movimento del genere per una donna adulta, laureata, determinata e perfettamente consapevole del do ut des che c’è alla base di una transazione d’affari, mi sembra, francamente, una cazzata.
Il 15 ottobre scorso, comunicando attraverso sms con il padre, la ragazza manifestava tutta la sua ira contro il premier. “Sono molto arrabbiata perché ho scoperto che ha comprato a una ragazza una casa da 1,2 milioni di euro”. Lei, oltre ai circa 10mila euro di compenso ottenuto con l’incarico nel Consiglio del Pirellone, non risultava avere altri canali di approvvigionamento. Anzi. Durante una conversazione, la Minetti confidava di essere in rosso in banca “perché ho prestato 35mila euro a mia sorella che doveva comprarsi casa”.
Ma che, in realtà, la venticinquenne riminese puntasse anche a un gesto di estrema generosità da parte del suo padrino politico lo si poteva dedurre da altre telefonate registrate dagli investigatori. Come quando, il 23 settembre scorso, all’amica e compagna di serate ad Arcore, Barbara Faggioli confidava: “Io mi sto già muovendo adesso, sto cercando… mi sono fatta mandare via email tutti i dettagli di uno stabile a Milano, però intero, chiaramente”. Minetti e Faggioli, solo quattro mesi fa, avevano l’intenzione di individuare “due progetti qualsiasi, due a cazzo… con la mia faccia da culo io gli dico (al Cavaliere, ndr) “guarda, abbiamo trovato questi, ci aiuti?””. fonte

Nicole Minetti non è una vittima. Se, a tempo debito, si riuscirà a provare che ha gestito il gineceo di Berlusconi e che è andata a letto col “vecchio dal culo flaccido” per il posto di consigliere regionale e per i soldi, la si potrà chiamare “maitresse” o puttana, ma non vittima.
Lo stesso discorso, ovviamente, vale per il resto delle puttane tristi. Quelle che ballavano e si facevano toccare nelle parti intime a colpi di cinquemila euro a botta.

Il comportamento di queste persone poco o nulla ha a che fare con quello di persone ordinarie che si guadagnano la vita in modo del tutto diverso. Utilizzare il genere della Minetti e delle puttane tristi per farne delle vittime è pretestuoso ed offensivo nei confronti di tante altre donne altrettanto belle, spesso molto di più, che non hanno scelto di offendere il proprio corpo per trasformarlo in una risorsa economica.
Io non mi sento un satiro sfruttatore delle donne solo perché io e Berlusconi portiamo la stessa appendice tra le gambe. Le persone vanno aldilà del colore della pelle, aldilà del sesso ed aldilà della lingua. La battaglia per imporre questo elementare concetto di civiltà non passa per Nicole Minetti, né per Berlusconi.
Quelli, a prescindere dal sesso, hanno scelto un approccio alla vita che io non condivido e che me li rende alieni come se avessero la pelle verde, le orecchie a trombetta e una proboscide al posto del naso.
Che si godano tranquillamente il loro cammino di tristezza e solitudine.

http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/

2 risposte a “Nicole Minetti non è una Vittima”

  1. sono completamente d’accordo col tuo punto di vista che è sempre stato anche il mio. per questo non ho mai aderito al femminismo

    "Mi piace"

  2. Non e’ un articolo contro le femministe comunque. Se il femminismo vuol dire combattere per la parità e la dignita delle donne io lo condivido. Il punto e’ che nel caso della Minetti non credo (come anche l’autore dell’articolo) che il tema sia la dignita delle donne. Una donna istruita che in cambio di favori chiede ed ottiene soldi,appartamenti,cariche politiche come possiamo ritenerla una vittima del maschilismo e delle discriminazioni? io conosco tante donne che non si sono vendute. Non e’ vero che sono scelte obbligate. Almeno cosi la penso.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: