RAIS o l’arrivo dei fedelissimi del cavaliere in Rai..


PREMIATO IL LORO ATTIVISMO COME OPINIONISTI IN TV E SULLA CARTA STAMPATA

Con l’arrivo della Seconda Repubblica è andata sbiancandosi sempre più la differenza tra destra e sinistra, sostituita con prepotenza da un’altra netta distinzione: berlusconiani e anti-Berlusconi. Prossimamente, tra i berlusconiani, un premio lo riceveranno Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi; da sempre fedeli al Berlusconi politico, nonostante il primo provenga da una fede comunista (un po’ come Bondi è stato fulminato sulla via di Arcore; anche se bisogna dire che Ferrara l’ha abbandonata già nel 1983, per passare al Psi) e il secondo fosse un rispettabilissimo critico d’arte.
 
FERRARA PRESENTERA’ “RADIO LONDRA”- Giuliano Ferrara presenterà una trasmissione molto simile per orario e per formato a “Il fatto” presentato e curato da Enzo Biagi dal 1995 fino all’ “editto bulgaro” del 2002. Infatti andrà in onda dopo il Tg1 delle 20 e durerà 5-7 minuti prima della trasmissione che precede il Prime time (quella dei pacchi). Si chiamerà “Radio Londra”, una rubrica da lui già curata su Canale 5 prima e Italia uno poi dal 1988 al 1994.

Ferrara ha sempre difeso Berlusconi a spada tratta, facendolo prevalentemente mediante le pagine del quotidiano “Il foglio”, da lui fondato nel 1996 con editrice l’ex moglie di Berlusconi Veronica Lario. Il giornale esce in un un’unica pagina (in formato “lenzuolo” come si dice in gergo giornalistico) con allegato un inserto di 4 pagine (più abbondante il sabato, in cui arriva anche a 16 pagine). Sebbene non manchino raffinate e lungimiranti analisi politiche, spesso anche critiche nei confronti della stessa area politica di riferimento.
Comunque non è stato da meno anche in svariate trasmissioni televisive, prevalentemente come ospite ma anche nelle vesti di conduttore, presentando su La7 “Otto e mezzo” dal 2001 affiancato inizialmente da Gad Lerner (coppia per le rispettive posizioni politiche alquanto insolita), poi in successione da Luca Sofri, Barbara Palombelli – giornalista del Corriere della Sera e moglie di Rutelli – e quindi da Ritanna Armeni, giornalista di Liberazione. Già in passato aveva comunque palesato le proprie posizioni, con la trasmissione “Il gatto” sulle reti Mediaset (allora Fininvest), tramite i suoi giudizi negativi contro i Magistrati di Mani pulite.
 
LE ORIGINI COMUNISTE – E pensare che il suo passato è di tutt’altra natura, ovvero comunista e anticlericale. Figlio del senatore comunista Maurizio Ferrara (direttore de l’Unità) e di Marcella de Francesco (partigiana gappista e poi a lungo segretaria particolare di Togliatti), Giuliano – che, iscrittosi all’università, non terminò gli studi – si avvicina alla politica da contestatore sessantottino. Nel 1973 diventa “responsabile fabbriche” del Partito Comunista Italiano a Torino, e scrive sul quindicinale Nuova società. In seguito diventa capogruppo del partito, sempre a Torino, a fianco di Piero Fassino. Nel 1983 abbandona il PCI per protesta contro la decisione del partito di non dedicare un concerto alle vittime del massacro di Sabra
e Shatila. Inizia a lavorare a L’espresso, occupandosi, spesso in modo critico, del suo ex-partito. Si avvicina in questo periodo alle posizioni dell’allora Presidente del Consiglio e segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi.
Ferrara ha sostenuto più volte di aver abbandonato l’ideologia comunista “in tempi non sospetti”, cioè prima della caduta del Muro di Berlino. Marco Travaglio ha sostenuto che questa e altre sue posizioni politiche siano invece state dettate da convenienza. Nel corso degli anni Ottanta inizia a lavorare per il Corriere della Sera, firmando gli articoli con lo pseudonimo Piero Dall’Ora e creando la rubrica “Bretelle rosse”. Contemporaneamente, su indicazione di Craxi e Claudio Martelli, entra nella redazione di Reporter, giornale d’inchiesta di area socialista diretto dai due ex-leader di Lotta Continua Adriano Sofri e Enrico Deaglio.
Conduce su Rai 3 Linea rovente e poi su Rai 2 Il testimone. In seguito si trasferisce a Mediaset, dove conduce su Canale 5 Radio Londra (il programma passa poi su Italia 1), L’istruttoria e il sopracitato Il gatto. Nel 1992 con la moglie Anselma Dell’Olio idea la trasmissione “Lezioni d’amore”, incentrata sul sesso e ispirata al film Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini. Dopo alcune puntate il programma viene interrotto per le pressioni di alcuni deputati democristiani su Silvio Berlusconi.
Con gli eventi dell’11 settembre 2001 le sue posizioni politiche e ideali hanno una svolta antilaicista e socialmente conservatrice: pur essendo dichiaratamente un non cattolico, inizia a sostenere la necessità del rafforzamento dei valori giudaico-cristiani come baluardo dell’Occidente di fronte al pericolo crescente dell’estremismo islamico. Viene definito da Eugenio Scalfari un “ateo devoto”.
Oltre a dirigere Il Foglio, come già menzionato, conduce su LA7 la trasmissione Otto e mezzo.
 
LA CARRIERA POLITICA SOCIALISTA PRIMA E FORZISTA POI – Dopo i suoi inizi nel PCI, la sua carriera politica prosegue nelle file del PSI, dove viene eletto europarlamentare nel 1989. Con l’ascesa di Silvio Berlusconi e di Forza Italia, Ferrara decide di lasciare, assieme a molti compagni di partito, un PSI ormai in disfacimento. Diviene Ministro per i rapporti con il Parlamento del primo governo Berlusconi (1994-’95). Candidato per Forza Italia e la Casa delle Libertà alle elezioni politiche suppletive (per il seggio vacante del collegio elettorale del Mugello, in Toscana) per il Senato del 9 novembre 1997, viene sconfitto dall’ex-pm simbolo di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, candidato dell’Ulivo. Nel 2008 fonda un movimento “Aborto? No grazie”, che alle elezioni si presenta da solo causa un mancato accordo con Berlusconi. Si rivela un fiasco, perché alla Camera ottenne meno dello 0,4% ed egli così commentò il risultato: «Più che una sconfitta, una catastrofe: io ho lanciato un grido di dolore per un dramma e gli elettori mi hanno risposto con un pernacchio». Ha comunque continuato ad essere collocato politicamente nel centro-destra, pur se, come detto, gli vanno riconosciute anche fini analisi politiche, nonché critiche alla sua stessa area politica di riferimento, che esprime mediante il suo editoriale su Il Foglio che firma con un Elefantino uguale al simbolo della Lancia Y.
 
SUL PROGRAMMA DI SGARBI SI SA ANCORA POCO – Sul progetto di Sgarbi si sa invece ancora poco o nulla: dal titolo (quello provvisorio era Il bene e il male), alla data di partenza (non sarà l’11 marzo come ventilato, ma entro aprile) alla
collocazione della messa in onda. «Forse il martedì contro Ballarò oppure, se l’Italia perde la Champions League, il mercoledì «per non farci concorrenza con Floris e Santoro» ha spiegato il critico d’arte.
Di certo si sa solo che la sua trasmissione non parlerà di cronaca, «ma di Lorenzo Lotto o Michelangelo, parlerà di valori, quindi ispirata alla cultura», come lo stesso Sgarbi ha spiegato. Dobbiamo credergli? Bé c’è da augurarselo, visto che Sgarbi è indubbiamente un valido critico d’arte, mentre molto meno apprezzabili sono le sue uscite volgari e aggressive di cui si rende protagonisti in salotti indecenti quali quelli della coppia Sposini-Venier, quello della D’Urso, o quello di Domenica in condotto da Giletti.
 
DALL’ARTE ALLA CRONACA PASSANDO PER LA POLITICA – Laureatosi in filosofia  con specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Bologna, iniziò ad occuparsi di arte, diventando ispettore della “Soprintendenza ai beni storici e artistici” in Veneto, insegnando altresì per tre anni “Storia delle tecniche artistiche” all’Università di Udine. A partire dalla fine degli anni ’70 ha pubblicato diverse videocassette attraverso cui commentava opere dei più importanti pittori, e ha cominciato a scrivere numerosi saggi e libri specializzati (ultimo del 2008, insieme a Marta Flavi)
Con l’arrivo degli anni ’90 Sgarbi scopre il potere della Tv, o forse è il contrario; la sua prima apparizione avviene al “Maurizio Costanzo show”, trasmissione a cui dobbiamo la scoperta di molti “talenti” simili a Sgarbi. Su tutte, la trasmissione “Sgarbi quotidiani” in onda su Canale 5 tra le 13:30 e le 14:00, dove cominciò a dare opinioni da presentatore anche sulla politica, la tv, e l’attualità in generale, diventando famoso per i suoi pesanti epiteti e per il suo continuo ordinarsi il ciuffo. Poi da lì tante apparizioni da ospite in varie trasmissioni sia di Rai che di Mediaset.
Il maestro d’arte non ha disdegnato neanche la politica, indossando varie casacche (iniziò proponendosi sindaco per il Pci alle elezioni di Pesaro); aiutandoci con Wikipedia, vediamo i suoi principali successi da politico:  
– Consigliere comunale PSI e sindaco DC-MSI di San Severino Marche
– Deputato PLI (1992-94)
– Deputato di Forza Italia (1994-96)
– Deputato indipendente con la “Lista Sgarbi (1996-2001)”
– Deputato di Forza Italia (2001-06) e Sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Berlusconi II (2001-2002)
– Assessore alla cultura del Comune di Milano (2006-08)
– Sindaco UDC-DC di Salemi (2008), carica che detiene ancora, sebbene pochi mesi fa abbia minacciato le dimissioni, perché, parole sue lì “l’antimafia è peggio della Mafia”.
 
Insomma, anche lui avrà un posto in Rai e infondo, l’auspicio è proprio quello di veder sorgere “contrappesi” ai vari Santoro, Floris e Dandini, piuttosto che la loro cancellazione dai palinsesti. Come invece accadde quasi dieci anni fa proprio a Santoro, ma anche a Biagi, Luttazzi e la Guzzanti.

(Fonti: La Stampa, Wikipedia, Le voci di dentro)

http://lucascialo.splinder.com/post/24204397/i-due-lacche-del-cavaliere-ferrara-e-sgarbi-condurranno-una-trasmissione-a-testa-sulla-rai

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