Federalismo ladrone della Lega regalo di Silvio a Bossi


La domanda è: ma ladrona con chi?

Di certo non con la Lega che, a quanto pare, usufruisce della grande generosità di Roma per fare i suoi “porci” (appunto) comodi.

Da leggere l’illuminante articolo di Mario Ajello, pubblicato sul Messaggero, nel quale si mostra ben bene come i cari leghisti amino molto sfruttare tutte le possibilità che la nostra capitale offre in termini di favori e compensi.

La Lega è molto peggio e molto di più che ladrona. E’ proprio quell’Italia che, apparentemente e solo a parole, voleva condannare. Ha portato al potere la furbizia, l’ignoranza, la violenza, l’omertà, il razzismo, la corruzione, e chi più ne ha più ne metta.

http://femminileplurale.wordpress.com/2010/09/27/s-p-q-leghisti/

Federalismo Municipale. Ora siamo proprio fottuti!
Altro che palla al piede! Sud sempre più serbatoio del nord.

di Angelo Forgione

E così la Camera ha confermato la fiducia al Governo approvando la risoluzione di maggioranza relativa al testo sul “Federalismo fiscale municipale“.
Berlusconi ha fatto festa con la Lega infilandosi nel taschino del suo doppio petto il fazzoletto verde della Lega passatogli dal Ministro degli Interni, il leghista Maroni, in mezzo a un tripudio di bandiere della Lega Nord. Tutto il carroccio contento, Bossi compreso che ora pensa al prossimo step, il Federalismo fiscale regionale da attuare da qui a quattro mesi.
Se il carroccio è in tripudio c’è un solo perché: il federalismo municipale  apre il rubinetto per i comuni del nord, non certo per quelli del sud, e la forbice è destinata ad allargarsi. Vediamo perchè.
Il disegno di legge prevede che il 4,9% del gettito nazionale IVA venga distribuito ai comuni in base ai consumi. Vuol dire che verrano premiati quei comuni con alta concentrazione di fabbriche, commercianti, e professionisti, laddove vengono dichiarati e versati maggiori importi IVA. Il trucco è tutto qui: l’IVA è una partita di giro per l’imprenditore o il professionista che prima la versa e poi la scarica. Chi la versa senza mai scaricarla è il consumatore, ovvero il vero soggetto che produce gettito fiscale.
Facciamo un esempio chiaro: le numerose fabbriche del nord che vendono prodotti in tutto il territorio nazionale, sud e isole comprese, realizzeranno un vero e proprio drenaggio dell’IVA nel meridione, pagata dal consumatore meridionale per versarla, sempre nella misura del 4,9%, nelle casse dei comuni di provenienza, laddove cioè hanno sede legale.
Facciamo allora un po’ di numeri per capire in che misura si allargherà la forbice. Su 2,88 miliardi di euro devoluti, 1,7 miliardi andranno al nord, 716 milioni di euro al centro e 463 milioni al sud.
La CGIA, Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, ha fatto due conti per misurare gli effetti economici che emergeranno dall’applicazione del nuovo decreto sui principali Comuni capoluogo di Provincia, deducendo che da questa operazione ne trarranno vantaggio i Sindaci del Nord. Milano sarà il Comune più premiato. In termini pro capite il vantaggio economico sarà di 211 €. Seguono Monza, con +201 € pro capite, Parma, con +144 € pro capite, Imperia, con +141 € pro capite e Siena con 132 €.
Male, invece, la situazione al Sud. Tra le realtà più penalizzate Foggia, con una differenza negativa di 192 € pro capite, L’Aquila, con -208 € pro capite, Taranto, con -215 € pro capite, Cosenza, con -269 € ed, infine, Napoli, con -327 €.
Si avvia a ripetersi dopo 150 anni il drenaggio delle risorse economiche del Sud a favore di quelle del Nord. Allora l’operazione si attuò passando per le banche, con il Piemonte che dopo l’annessione del Sud al suo Regno impose l’apertura al Sud di filiali della Banca Nazionale e il divieto al Banco di Napoli di apertura al Nord. Fu la prima vera truffa finanziaria della storia d’Italia alla quale fece seguito quella ancor più grande detta “Legge sul corso forzoso” che stabilì l’inconvertibilità della moneta della Banca Nazionale e la convertibilità in oro di quella del Banco di Napoli al fine di trasferire l’oro del Sud al Nord (che ne era completamente sprovvisto). Fu un gioco da ragazzi per i settentrionali cambiare la moneta del banco di Napoli in oro e drenare le riserve auree del Regno delle Due Sicilie a vantaggio del nord.
Tutta l’operazione è a costo zero per le casse dello Stato centrale perchè a fronte di un taglio dei trasferimenti ai Comuni di 11,243 mld di euro, altrettanti 11,243 mld di euro saranno devoluti agli stessi Comuni. La differenza sta nel fatto che, a livello territoriale, alcuni ci guadagnano e altri invece ci rimettono. Tradotto in soldoni, con un gioco di prestigio, il nord vince e il sud perde. Milano ride, Napoli piange.
Del resto, ad esultare erano Berlusconi, Bossi, Calderoli e Maroni.
Signori, siamo fottuti!

(Vi ricordate la battuta “calcistica” di Berlusconi alla Camera di Commercio di Milano prima di Milan-Napoli di tre giorni fa? “il Milan per battere il Sud”)

http://angeloxg1.wordpress.com/2011/03/03/federalismo-municipale-ora-siamo-proprio-fottuti/

Verde mattanza

Mi verrà un’ulcera, questo è chiaro. Com’è altrettanto chiaro che il mio colore preferito prima era il verde, ma ora non riesco a non associarlo a quegli idioti che ne contaminano la bellezza in parlamento. Tra l’altro il verde acceso sta bene a chi ha la pelle scura, sui visi leghisti color caglio sarebbe preferibile un tono su tono: l’avana.
Alla camera è passato il voto di fiducia per la riforma del federalismo. Il decreto contiene un errore già nel nome in quanto secondo il corretto utilizzo della lingua ITALIANA con la parola FEDERALISMO derivante dal latino FOEDUS, “patto” si indica un “corpo di membri che vogliono raggrupparsi in una federazione ( come è accaduto negli Stati Uniti e in Svizzera) guidati da un rappresentante comune”. Quel che è stato approvato ieri è esattamente il contrario di quanto detto sopra: ieri infatti, 314 parlamentari hanno dato vita legalmente alla prima forma autorizzata di AUTONOMISMO.
Un minimo accenno ad alcuni elementi: la risoluzione è passata con 314 sì e 291 no e 2 astenuti;i voti favorevoli mancanti all’appello sono stati solo 5, un leghista si è astenuto, due pidiellini erano assenti e due erano in missione. Ad astenersi inoltre anche due deputati delle Minoranze linguistiche, Brugger e Zeller, mentre dell’opposizione in 10 non hanno risposto alla chiamata. Poco prima del voto il governo ha poi recuperato in calcio d’angolo 10 deputati di Noi Sud di Micciché, col patto di non tagliare le risorse sull’eolico. Ripeto deputati del sud: rabbrividisco.
Ma a cosa porterà il federalismo municipale?Innanzitutto alla TASSA IMU che entrerà in vigore dal 2014, l’Imposta Municipale Propria che assorbirà definitivamente l’IRPEF e l’ICI. Non si applicherà alle prime case e non la pagheranno chiese, scuole, hotel e oratori religiosi. L’impatto dell’IMU sarà di certo deleterio sui ceti meno abbienti e sui pensionati; l’analisi dell’ufficio studi di Confartigianato sulle 101 province italiane, ha evidenziato come il passaggio da Ici a Imu base, determinerebbe un incremento d’imposta superiore a un quarto.
A dir poco grottesca è la TASSA sul TURISMO che graverà sui visitatori dei comuni in oggetto; ciò secondo i leghisti incrementerà il settore turistico. OTTIMISTI.
La generale semplificazione del sistema contributivo concentrato a livello locale nasconde a mio parere pericoli di non poco conto, in primis quello che Comuni stessi aumentino la pressione fiscale o la mantengano ai livelli già presenti, ma senza offrire i servizi promessi. Le semplificazioni, soprattutto a livello di tassazione degli affitti e sulla compravendita degli immobili sembrano teoricamente vantaggiose, ma i leghisti fingono di non vedere la trave ingombrante davanti ai loro occhi. Invece di continuare a raccontarci barzellette sul federalismo, puntando sulla favola dello snellimento delle pratiche, e dell’aumento della trasparenza, sarebbe il caso che qualcuno ricordasse loro che in molte regioni italiane, dove i brogli e le raccomandazioni sono sufficientemente diffuse pur essendoci controlli statali, l’autonomia non farà altro che peggiorare tale disastro, concentrando nelle mani degli amministratori locali tutto il potere decisionale.
Il Centro Studi della Cgia di MESTRE (siamo in Veneto, eh!), dopo l’approvazione del decreto sul federalismo ha stilato una classifica delle regioni più penalizzate dalla riforma: saranno avvantaggiati i sindaci del Nord, mentre quelli meridionali saranno penalizzati dal nuovo sistema; 11.243 miliardi di euro di trasferimenti statali saranno soppressi a tutti i comuni italiani, e se Milano avrà un vantaggio economico di 211 euro pro capite insieme a Monza, Parma, Imperia e Siena e molte altre al Sud Foggia sarà penalizzata con meno 192 euro pro capite, L’Aquila con meno 208 euro, Taranto con meno 215, Cosenza meno 269, Napoli con 327 euro appunto.
Ricordo che 2 delle città più colpite dalla riforma L’Aquila e Napoli, sono l’una distrutta, immobile e sommersa dalle macerie da ormai 2 anni, e l’altra schiava della malavita organizzata , troppe volte concussa allo stato nonchè strozzata da rifiuti e dalla criminalità.
Dettagli anche questi a quanto pare, perchè gli italiani narcotizzati sono senza voce e non oppongono resistenza, perchè il sud subirà in silenzio l’ennesimo furto senza ribellarsi; all’apporovazione del decreto il senatur , nonostante il poco fiato, ha festeggiato con i suoi adepti sventolando bandiere e vessilli leghisti,mentre l’euforico Maroni ha persino infiocchettato il nostro premier che per solidarietà si è cinto di tradizionale fazzoletto leghista.
Magra consolazione: il verde vi sta malissimo!

Valentina Di Cesare

http://ministerici.wordpress.com/2011/03/03/verde-mattanza/

Una replica a “Federalismo ladrone della Lega regalo di Silvio a Bossi”

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