Il Pdl e Lega attaccano sulla moschea a Milano, ma dimenticano di aver votato a favore


Moschee e aree di sosta per i Rom a Milano?
Il Pdl le ha approvate nel Pgt 2010

Milano –  Un anno fa il Pdl ha votato in Comune un emendamento di Rifondazione comunista che ha introdotto nel Piano di governo del territorio luoghi di culto per tutte le religioni.

Moschea – Berlusconi e l’intero Pdl, in attesa del voto di Milano attacca il centrosinistra e in particolare Pisapia, accusato di voler costruire moschee e ridurre Milano ad una zingaropoli.
Il partito del premier però, dimostra di aver la memoria corta, e di ricorrere a menzogne pur di vincere a Milano.
Garanzia di luoghi di culto per tutte le religioni rappresentate in città, di ogni culto”.
Non sono parole prese dal programma di Giuliano Pisapia, che secondo la Lega in ma prese dal Pgt firmato Letizia Moratti e approvato dalla maggioranza di centrodestra in Comune.
La delibera prevede anche la realizzazione di moschee e di aree di sosta per i nomadi.
Il tutto mentre ora Lega e Pdl sparano a zero du Pisapia e i suoi, che secondo loro :“Trasformeranno Milano in una zingaropoli”.
Ignorando però che a Milano di moschee ce ne sono già dieci, abusive e non. Tutte sorte in questi anni in cui il comune è stato guidato proprio dal centrodestra.
Il candidato del centrosinistra ovviamente smentisce e smaschera: “Mi accusano di voler prevedere una struttura multiculturale e multietnica dicendo che comporterebbe decine di moschee, la zingaropoli; ma dovrebbero considerare quanta credibilità ha questa affermazione. Bossi e tanti elettori della Lega non sanno che il centro multiculturale è già previsto dal piano di governo del territorio approvato dal centrodestra”.

Nel dettaglio entra Pierfrancesco Maran, consigliere uscente del Pd e riconfermato con 3530 preferenze. “In occasione dell’adozione del Pgt, nel luglio del 2010, il consiglio con una votazione bipartisan aveva introdotto le innovazioni sul diritto ai luoghi di culto. E, sempre il consiglio comunale, a maggioranza, questa volta con il solo voto del centrodestra e di Letizia Moratti, aveva poi approvato l’intero Piano. Se Letizia Moratti ha cambiato idea deve proporre una modifica, cioè una variazione, del suo Pgt, intervenendo contro se stessa”.
Ma ovviamente l’importante è far finta di nulla, almeno per i prossimi giorni.
Garanzia di luoghi di culto per tutte le religioni rappresentate in città, di ogni culto”. L’impegno non è estrapolato dal programma di Giuliano Pisapia, che secondo la Lega in spolvero celodurista vorrebbe riempire Milano di minareti, ma dal Pgt firmato Letizia Moratti e approvato dalla maggioranza in Comune. Che, con due emendamenti approvati dalla maggioranza nel giugno 2010, prevede la realizzazione delle moschee e anche “le aree di sosta per i nomadi”. Il consigliere del Carroccio, Matteo Salvini, era assente alla votazione perché impegnato nel suo incarico di europarlamentare. Gli sarà sfuggito il Pgt voluto dalla maggioranza di cui ha fatto parte per cinque anni, tanto da essersi guadagnato la poltrona di vicesindaco in caso di vittoria della Moratti. Va detto: Salvini ha spesso criticato le decisioni della giunta, come su Ecopass. Per poi però allinearsi allegramente. “Ma ero da solo”, ripete. “Se ora vincessimo il ballottaggio la Lega passerebbe da uno a sette consiglieri, capito? La musica cambierà”, promette. In realtà al momento l’unico confermato sarebbe ancora Salvini, con le 8913 preferenze, gli altri sei consiglieri di cui parla gli sono stati garantiti da Moratti: in caso di vittoria il premio di maggioranza sarà spartito anche con il Carroccio.

Così Salvini si impegna in una campagna elettorale dagli antichi toni belligeranti che ricorda quella di dieci anni fa, quando i vari Borghezio giravano per Milano gridando “Bastoni a Palazzo Marino”. Uno slogan studiato per il candidato consigliere Massimiliano Bastoni che però non ha mai avuto grande fortuna: lunedì ha conquistato appena 602 voti. Ed è il secondo più votato dopo Salvini. Visti i “risultati” è difficile immaginare che il Pdl sia disposto a lasciare posti in consiglio, considerato che 600 voti li ha presi il 31esimo candidato della lista. Ma in campagna elettorale è lecito dire di tutto. Soprattutto se il candidato sindaco che si sponsorizza deve recuperare sette punti di distacco dall’avversario in due settimane. Si spara su Pisapia. E sul suo programma. “Trasformeranno Milano in una zingaropoli”, è l’accusa più gettonata. Ma anche “Pisapia vuole costruire la moschea più grande d’Europa” piace molto, tanto che persino Silvio Berlusconi, nella maratona televisiva serale (cinque tg diversi: Studio Aperto, Tg4, Tg5, Tg1 e Tg2), lo dice: “La sinistra prevede la costruzione di una grande moschea”.

Ignorando però che a Milano di moschee ce ne sono già dieci, abusive e non. Tutte sorte in questi anni in cui il comune è stato guidato proprio dal centrodestra. Da viale Jenner a via Padova, poi Cascina Gobba, via Quaranta, via Stadera, via Meda e altre. Luoghi di culto. Indispensabili in una città che aspira a tornare a essere una metropoli europea, tanto che la giunta di Letizia Moratti ha dovuto far fronte al problema e ha inserito nel Pgt la “garanzia di costruire luoghi di culto per tutte le religioni rappresentate in città”. Approvato dal consiglio. Così come approvati dalla maggioranza due emendamenti al testo che hanno specificato come la garanzia è “per ogni culto”. Così a Milano oggi è riconosciuto il diritto per tutte le religioni di richiedere aree dove poter realizzare i propri luoghi di culto. Un Pgt fortemente voluto da Carlo Masseroli, assessore ciellino della giunta morattiana. In pieno accordo con il sindaco e con la maggioranza. Eppure i manifesti della Lega recitano “Milano zingaropoli con Pisapia, più campi nomadi e la più grande moschea d’Europa”. Il candidato del centrosinistra ovviamente smentisce e smaschera per primo il giochino della maggioranza: “Mi accusano di voler prevedere una struttura multiculturale e multietnica dicendo che comporterebbe decine di moschee, la zingaropoli; ma dovrebbero considerare quanta credibilità ha questa affermazione. Bossi e tanti elettori della Lega non sanno che il centro multiculturale è già previsto dal piano di governo del territorio approvato dal centrodestra”.

Nel dettaglio entra Pierfrancesco Maran, consigliere uscente del Pd e riconfermato con 3530 preferenze. “In occasione dell’adozione del Pgt, nel luglio del 2010, il consiglio con una votazione bipartisan aveva introdotto le innovazioni sul diritto ai luoghi di culto. E, sempre il consiglio comunale, a maggioranza, questa volta con il solo voto del centrodestra e di Letizia Moratti, aveva poi approvato l’intero Piano. Se Letizia Moratti ha cambiato idea deve proporre una modifica, cioè una variazione, del suo Pgt, intervenendo contro se stessa”. La Lega fa finta di nulla. Igor Iezzi, segretario provinciale e candidato consigliere comunale sconfitto con appena 363 voti, ribatte che il Pgt “è stato approvato in Consiglio comunale senza il nostro voto”. Il determinante voto leghista. Se ci fosse stato l’eurodeputato Salvini il Pgt mica sarebbe stato approvato.

La verità sulla Moratti: più tasse e moschea, non sono supposizioni ma sue delibere


FONTI :  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/20/moschee-e-aree-di-sosta-per-i-rom-a-milano-il-pdl-le-ha-approvate-nel-pgt-2010/112648/
http://forum.politicainrete.net/elezioni-amministrative-referendum-2011/110248-la-verita-sulla-moratti-piu-tasse-e-moschea-non-sono-supposizioni-ma-sue-delibere.html
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/05/20/news/moschee_ovunque_e_matrimoni_gay_ma_nel_programma_non_ce_n_traccia-16503541/
http://www.newnotizie.it/2011/05/21/il-pdl-e-lega-attaccano-sulla-moschea-a-milano-ma-dimenticano-di-aver-votato-a-favore/

3 risposte a “Il Pdl e Lega attaccano sulla moschea a Milano, ma dimenticano di aver votato a favore”

  1. Potete sostenere la causa di avere una moschea a Milano su Facebook!

    Clicca su Mi piace http://www.facebook.com/pages/SI-alla-Moschea-a-Milano/148030055225347?ref=sgm

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