Storie di Re e di Anarchia: La Suscettibilità di Casa Savoia..


La Real casa Savoia con un comunicato ha mostrato il suo disappunto per l’uscita del film su Passanante, l’anarchico lucano che ferì Umberto 1 nel 1878 e per questo venne seppellito in carcere in condizioni disumane fino alla sua morte avvenuta nel 1910(1); eccone uno stralcio:

“Com’è possibile presentare in quel modo chi desidera uccidere un essere umano? Quale messaggio si vuole far passare? E’ stato giusto, per carità cristiana, agire affinché ai resti del criminale venisse data adeguata sepoltura. E le condizioni di reclusione del Passanante non furono certamente umane, anche se in linea con gli standard europei del tempo per un reato così grave. Ma è aberrante definire “idealista” o “eroe” un aspirante assassino. Nessun ideale giustifica un tentativo d’omicidio ed ogni idea che ammette l’omicidio è criminale.”

Forse a “casa Savoia” si sono dimenticati che il babbino di Umberto era il responsabile della repressione contro il popolo dell’Italia del Sud che nel decennio seguente l’unità produsse un milione di morti. E il signor Umberto ereditando il titolo ne ha ereditato anche la responsabilità storica e politica non sconfessando al suo insediamento il criminale operato del padre. Se l’avesse fatto sicuramente il Passanante se ne sarebbe rimasto a Salvia di Lucania e non si sarebbe sacrificato per dare l’Esempio agli uomini.

Il vero criminale in pectore era proprio il signor Umberto che qualche anno dopo ridurrà l’Italia alla fame e sarà il responsabile delle cannonate del suo generale – altro bel criminale, Bava Beccaris – contro il popolo che manifestava per il pane (oltre trecento morti e cinquecento feriti), che lui premiò (di seguito il real testo)

“Ho preso in esame la proposta delle ricompense presentatemi dal Ministro della Guerra a favore delle truppe da lei dipendenti e col darvi la mia approvazione fui lieto e orgoglioso di onorare la virtù di disciplina, abnegazione e valore di cui esse offersero mirabile esempio. A Lei poi personalmente volli conferire di motu proprio la croce di Grand’Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, per rimeritare il grande servizio che Ella rese alle istituzioni ed alla civiltà e perché Le attesti col mio affetto la riconoscenza mia e della Patria.Umberto”

Ma di criminali è piena casa Savoia – perché si agitano tanto?, è Storia -, Sciaboletta sdogana Mussolini, firma le leggi razziali e poi scappa, non è un criminale? E il figliolo assassino del signor Umberto 2 (Savoia Vittorio Emanuele, tessera della P2 n. 1621) che uccide a fucilate Dirk Hamer, non è un criminale?

Farebbero bene ad avere il pudore di tacere e a farsi seppellire dall’ignominia della Storia; come avrebbe fatto bene a non esagerare Ulderico Pesce. Va bene uno spettacolo per mettere in luce il dramma del Passanante, va bene restituire a Salvia di Lucania il suo nome, va bene togliere i Savoia dal Pantheon, ma non sono assolutamente d’accordo col suo buonismo che ha preteso la sepoltura del teschio. Che invece doveva restare dov’era, al Museo Criminale, a eterna dimostrazione di cosa è capace il Potere.

Dal nostro lettore Archibald

http://www.mentecritica.net/storie-di-re-e-di-anarchia-la-suscettibilita-della-real-casa/informazione/cronache-italiane/storie-italiane/20447/

3 risposte a “Storie di Re e di Anarchia: La Suscettibilità di Casa Savoia..”

  1. La cosa mi sembra davvero grave perche Passanante attento alla vita del Capo dello Stato italiano e non riusci nel suo intento criminale solo per il coraggio e la prontezza dei presenti..Com e possibile presentare in quel modo chi desidera uccidere un essere umano? E stato giusto per carita cristiana agire affinche ai resti del criminale venisse data adeguata sepoltura.

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  2. Attentò alla vita di un capo di Stato.Gravissimo. ma altrettanto grave fu il trattamento riservato alla madre del Passannante Maria Fiore di anni 76 a tre sorelle e due fratelli, arrestati e internati fino alla morte nel manicomio criminale di Aversa. Imputati di…essere parenti di Passannante. Che vergogna leggere queste ingiustizie che un certo Casirati, in nome e per conto degli attuali Savoia, definisce “standard europei del tempo”.Come dire : era giusto fare in quel modo.Di quegli “standard” evocati da Casa Savoia, non esiste traccia nelle legislazioni dei paesi civile dell’epoca, ma solo in banati della penisola balcanica ,del Montenegro e in editti di qualche bey turco ed era a quest’ultimi che i buoni Savoia si rifacevano. Quale “ideale muoveva Umberto I, un re incapace e inetto (così definito dai suoi ministri) a prevaricare i diritti dei cittadini? a esercitare la più bieca forma di autoritarismo.? Quest era un re buono e tale resta per Casirati.
    sarebbe opportuno liberare il Pantheon dai cadaveri di Vitt. Eman.II e di Umberto I, colocandone i resti in bell’esposizione al museo Lombroso.vero museo di ricettacolo per questi due criminali.
    Perrucci Antonio

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