Pubblicato in: strage di Bologna

I BREIVIK ITALIANI (QUELLI DELLA STRAGE DI BOLOGNA) SONO LIBERI.


I “Breivik” italiani sono liberi. Evidentemente non è bastato a Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro avere ucciso complessivamente un centinaio di persone (93 Fioravanti e 95 Mambro) per restare nelle patrie galere a vita.
 
Giuseppe Valerio Fioravanti è stato condannato (con sentenze definitive passate in giudicato) a 8 ergastoli per un totale di 134 anni e 8 mesi di carcere. A distanza di 31 anni dalla Strage di Bologna Fioravanti è oggi un uomo libero: ha scontato in tutto solo 26 anni e a partire dal 1999 ha fruito del regime di semilibertà.
 
Sorte analoga è toccata a Francesca Mambro, condannata (anche lei con sentenze definitive passate in giudicato) a 9 ergastoli per un totale di 84 anni e 8 mesi di carcere: ha scontato solo 26 anni di carcere, 16 in carcere permanente e 10 in regime di semilibertà.
 
E’  noto che in Italia non esiste la certezza della pena, ti condannano per avere ammazzato 100 persone e dopo 16 anni di carcere ti danno la semilibertà, dopo 16 di carcere permanente e 10 di semilibertà ti danno la libertà. Mi chiedo: cosa mai dovrebbe fare un criminale per scontare almeno 30 anni di carcere permanente ? In Italia, per i reati piu’ gravi, al massimo ti danno 30 anni di carcere, di questi 30 anni al massimo te ne fai 16 ( tra riduzioni della pena per buona condotta, indulti, condoni, continuità di reato e via dicendo). E ci lamentiamo del fatto che Breivik sconterà solo 21 anni ? (pena massima in Norvegia). A differenza degli stragisti italiani, lo stragistra norvegese, probabilmente, se li farà tutti i suoi anni di carcere.
 
   

Se in tutti questi anni non avessimo avuto una classe politica e dirigente costituita in gran parte da indagati, imputati e condannati (gli stessi che discutono di processi lunghi o brevi a seconda del momento e della convenieza personale: cioè non finire nelle patrie galere) molto probabilmente l’Italia avrebbe avuto una “giusta” riforma della Giustizia: carceri meno affollate, condizioni migliori di vita per i carcerati, certezza delle pene, pene piu’ severe per alcuni reati, niente amnistie, niente condoni, niente indulti, nessuno sconto di pena,  finanziamenti maggiori agli organi inquirenti e giudicanti e tanto altro si potrebbe fare. E’ chiaro che tutto questo non è stato possibile perchè questo è un Paese nel quale le guardie sono anche i ladri. Percio’, per esempio, cosi’ come è impossibile chiedere ad un ladro di aumentare gli anni di carcere per il reato di furto, è impossibile chiedere ad un politico mafioso di inasprire le pene contro la criminalità organizzata. Insomma, quando le guardie sono anche i ladri l’ingiustizia regna sovrana.