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Chi dobbiamo ringraziare per il debito pubblico italiano?


L’Italia è uno dei paesi con il più alto livello di debito pubblico, il quale è allo stesso tempo la causa principale del mancato sviluppo del nostro paese e dell’elevato livello delle tasse a cui sono sottoposti i cittadini italiani.

Il debito pubblico aumenta costantemente anno dopo anno e nessuno riesce a mettergli un freno. Si alternano i governi ma la situazione non cambia. E ormai il fatto di avere un debito così alto è diventato quasi una normalità come se fosse un qualcosa che ci sia sempre stato e che fa parte di noi.

Ma se uno fa una ricerca sulla storia del nostro debito pubblico, potrà fare delle interessanti scoperte. Infatti il nostro debito pubblico è stato a livelli diciamo fisiologici, in linea con quello degli altri paesi fino a circa gli anni settanta. Ma dagli anni ottanta fino a metà anni novanta c’è stato un boom fortissimo del nostro debito che è passato da 200 miliardi di euro a 1200 miliardi di euro come si vede bene dalla linea rossa di questo grafico:

In pratica dal 1980 al 1994 il rapporto fra debito pubblico e PIL è più che raddoppiato passando dal 55% ad oltre il 120% come rappresentato bene dal seguente grafico:

E qui sorge spontanea la seguente domanda: ma chi è che ha dato il via ed ha alimentato questo incremento del debito pubblico? A tal proposito può venirci utile il seguente grafico:

che ci dà la risposta: dobbiamo ringraziare i vari governi Fanfani, Craxi, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi e Berlusconi.

L’altra domanda che ora oggi tutti noi ci facciamo è la seguente: l’attuale governo ha le capacità per risolvere il problema della crescita infinita del debito pubblico italiano?

Bene, per rispondere andiamo a vedere chi sono attualmente i ministri che più di tutti, per competenza e ruolo, dovrebbero trovare le misure per mettere un freno al problema o riducendo i costi dello stato o dando nuovo slancio all’economia e alla macchina amministrativa statale: Tremonti cioè il ministro dell’economia, Sacconi cioè il ministro del lavoro e Brunetta cioè il ministro per la Pubblica Amministrazione.

A leggere i nomi vengono i brividi perchè questi 3 ministri hanno avuto ruoli significativi nei vari governi che si sono succeduti dal 1980 al 1995 proprio nel campo delle politiche economiche del paese. Infatti ecco il trascorso dei 3 ministri in questione, come si può apprendere facilmente da Wikipedia:

MAURIZIO SACCONI:

E’ stato ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994.

nel 1994 è tra i fondatori della Federazione dei Socialisti. Non rieletto, è comunque consigliere economico della presidenza del Consiglio del Berlusconi I. fino a gennaio 1995

RENATO BRUNETTA:

Di formazione socialista, collabora in qualità di consigliere economico con i governi Craxi I,( da agosto 1983 ad agosto 1986) Craxi II, (agosto 1986-aprile 1987) Amato I (giugno 1992-aprile 1993) e Ciampi.(aprile 93- maggio 94)

GIULIO TREMONTI:

Candidato nelle liste del PSI alle politiche del 1987 in quanto vicino a Gianni De Michelis, tra il 1979 e il 1990 fu uno stretto collaboratore e consigliere degli ex ministri delle Finanze Franco Reviglio e Rino Formica.

E’ stato poi Ministro delle finanze da maggio 94 a gennaio 95

 

Questi dati parlano da soli e francamente rimaniamo a bocca aperta quando sentiamo giornalisti, politici o cittadini semplici che incensano questi ministri considerandoli delle punte di diamante della politica italiana. Come mai abbiamo una così scarsa memoria di quello che fanno le persone nel passato? come mai abbiamo una classe giornalistica così silente e ossequiante rispetto i nostri politici? come mai c’è questa difficoltà a cambiare la classe dirigente?

E poi ci meravigliamo se il paese è allo sbando se chi dovrebbe risollevarci è colui che è stato la causa principale del nostro affondamento?

fonte : http://riflessioniavocealta.wordpress.com/2011/08/02/chi-dobbiamo-ringraziare-per-il-debito-pubblico-italiano/#wpl-likebox