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Libertà….è anche possedere una foto senza rischiare la pena di morte



In un paese democratico possedere immagini è un diritto di tutti.

Simpatizzare per un personaggio non è un delitto e manifestare il proprio consenso o dissenso è sancito anche dalla carta dei diritti umani.

Nei regimi no, e si vede in questi giorni in Siria e negli anni passati anche in Iran che non ha però smesso di protestare anche se qui,la stampa italiana non lascia trapelare nessuna notizia.

Negli altri paesi europei invece continuano ad informare sulle forme di protesta che il popolo iraniano via via mette in atto contro il regime sanguinario di Amadinejad e i suoi preti sciiti.

Ed è proprio di questo che ti voglio informare e che se possibile tu possa pubblicare.

Ritornando al prologo con cui ho iniziato , il possesso di immagini non gradite al regime sono passibili di pena di morte.

E lì il processo breve è in atto, ma senza la fortuna dell’archiviazione per decorrenza dei termini.

Ci sono dei nuclei che si sono organizzati e vogliono che venga informata l’opinione mondiale, sulle forme di agitazione e dissenso che stanno per mettere in atto.

Una di queste appunto è quella della distribuzione delle immagini del figlio dello Scià, il principe Ciro-Reza Pahlavi che è in esilio negli Stati Uniti e che viene invocato dalla popolazione iraniana come futuro liberatore dal regime islamico.

La detenzione delle sue foto, della sua immagine in Iran porta direttamente alla forca ma, nonostante la consapevolezza di tale rischio, prossimamente nuclei di coraggiosi saranno disposti a distribuirle fra la gente, come una parola d’ordine per rialzarsi tutti insieme e liberare il paese dalla dittatura che dura da ormai da trentadue anni.

Sono state mandate mail anche alla Casa Bianca e a tutti i governi del mondo democratici per informare i vari capi di stato delle iniziative prossime.

(  anonimo…. per ovvi motivi )