Pubblicato in: CRONACA, cultura

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano….


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Solo una settimana fa ero a Pisa a moderare un dibattito molto interessante nell’ambito dell’iniziativa  Festival scARTI e alla rappresentante di Amnesty International che ci parlava della recente campagna a favore del popolo Rom ho chiesto quali fossero i mutamenti di atteggiamento degli italiani autoctoni nei confronti del popolo Rom.

Confesso di aver ricevuto un assordante quanto educato silenzio.

Difatti episodi come questo di Torino ( Torino,raid campo rom era annunciato) ci dimostrano quanto sia ancora pesante la diffidenza ed il razzismo nei confronti di questo popolo.

La mancanza di conoscenza della cultura del “diverso” porta questi episodi di intolleranza.

Il diverso ci fa paura, è un mondo sconosciuto che apre scenari di ogni genere.

Il diverso ci fa paura perchè non conosciamo.

Il diverso ci fa paura perchè è altro, non è noi.

Il diverso ci fa paura e diventa capro espiatorio delle nostre paure, dei nostri fantasmi, delle nostre vigliaccherie.
Basterebbe conoscere e capire che anche noi per l’altro, potremmo NOI essere “l’altro “

Tutto è relativo….

Ma una sedicenne arriva ad inventarsi uno stupro e adulti, in  corteo a suo sostegno, incendiamo un campo nomadi.

Follia, dettata dall’ignoranza voluta, in odore di tremenda storia passata…..

Franca C.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertold Brecht)

originale qui

Autore:

essere pensante

7 pensieri riguardo “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano….

      1. Finalmente trovata. Come pensavol le strofe sono del Pastore Martin Niemllöer:
        incollata da “http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1008&lang=it#agg17143”.

        “Domande semplici: il testo è di Brecht o di Niemöller? Se è di Niemöller, vi risulta che Brecht ci abbia mai avuto a che fare o che l’abbia reso famoso?

        Il Brecht Archiv di Berlino, nella persona della gentile curatrice Helgrid Streidt, mi ha sollecitamente risposto. E la risposta è di quelle che lasciano pochi dubbi.

        Sehr geehrter Herr Carlucci,

        nein, dieser Text ist nicht von Brecht, sondern von Pastor Martin Niemöller (1892-1984).

        Risposta chiarissima anche a chi, come me, conosce il tedesco come l’arabo:

        Gentile signor Carlucci,

        no, quel testo non è di Brecht, ma del pastore Martin Niemöller (1892-1984).”

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  1. Chiedevate a me…si e’ di Martin Niemoller. Per anni si e’ creduto che fosse di Bertolt Brecht ma era un errore. Forse era intuibile anche leggendo il testo “Poi vennero a prendere i comunisti,
    e io non dissi niente, perché non ero comunista.” Chi conosce Brecht sa che era comunista e non poteva aver scritto che non era comunista.

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