I baschi non riconoscono la Padania


L’atto d’amore della Lega, all’indomani delle elezioni spagnole, verso il movimento indipendentista basco (che ha ottenuto un eccellente risultato), non è affatto ricambiato: «La Padania è un territorio immaginario nella valle del Po e solo la Lega ci vede un passato glorioso di radici celtiche, di druidi e forse anche uno gnomo… Ma quando sono al governo i leghisti abbandonano la cravatta verde e i costumi di Asterix e Obelix».
I baschi sono separatisti, ma non certo dalla realtà

http://www.diariovasco.com/v/20111115/mundo/liga-norte-convoca-parlamento-20111115.html

IL CASO

Il Carroccio scivola in basco

Alla dimostrazione di affetto del Carroccio, il partito basco ha risposto picche. Dalle pagine di diariovasco.com gli indipendentisti iberici hanno definito l’esperienza della Lega come quella di «un’operetta italiana», confermata dalla decisione del Carroccio di piantare in asso il nuovo primo ministro Mario Monti (chissà che scriveranno ora che Umberto Bossi ha detto addirittura «che fa schifo»!).
IL PREZZO DELL’INCOERENZA. Ma il sito non si ferma qui e prosegue col colore: «Il meglio si è avuto quando hanno deciso di riaprire il parlamento padano, invenzione del 1997, quando erano all’opposizione e volevano fare la secessione. Poi l’esperienza si è conclusa nel 2001 dopo aver vinto le elezioni con Berlusconi. Stavano abbandonando l’idea dell’indipendenza per il federalismo fiscale. Ora vorrebbero riconquistare la verginità, lavandosi il viso dall’alleanza con Berlusconi per riconquistare il proprio elettorato».
PADANIA IMMAGINARIA. E anche sulla Padania come entità territoriale ed etnica hanno espresso qualche dubbio: «La Padania è un territorio immaginario nella valle del Po e solo la Lega ci vede un passato glorioso di radici celtiche, di druidi e forse anche uno gnomo… Ma quando sono al governo i leghisti abbandonano la cravatta verde e i costumi di Asterix e Obelix».
La verità è che l’anelito indipendentista basco non ammette sacrifici di opportunità politica.
COMPROMESSO IMPENSABILE. «Tutti i partiti, dalla sinistra estrema al partito nazionale basco sono indipendentisti. Qui non andrebbero mai a sedersi in un parlamento nazionale», ha spiegato a Lettera43.it Laura, valtellinese di nascita, ma basca d’adozione in quanto Phd student a San Sebastian, capitale della provincia basca di Gipuzkoa. «Sono allibiti», ha continuato la ricercatrice, «di come sia possibile che un partito indipendentista sieda al Parlamento di Roma».
Insomma, questi baschi sono duri e puri per davvero. La Lega di Varese è avvisata. E non solo quella.

“Noi baschi offesi dalla bandiera leghista”

All’attenzione del Sig. Roberto Rotondo
Le scrivono due cittadini baschi residenti in Lombardia. Ci sentiamo molto offesi e sconcertati dopo aver letto il suo articolo “Addio Lega di governo. Si torna ruvidi” apparso sulla testata Varese News il 23 novembre 2011 (http://www3.varesenews.it/politica/articolo.php?id=219343). Abbiamo visto la nostra bandiera appesa sul balcone della sede della Lega Nord di Varese. Doppiamente offesi. Da un lato come baschi per l’insulto e affronto della Lega Nord di Varese che, strumentalizzando la lotta basca, millanta somiglianze e affinità inesistenti; non siamo come loro, non lo siamo mai stati e non lo saremo mai. Dall’altro lato, come lettori per la continua manipolazione dei media italiani e la totale disinformazione e impreparazione dei giornalisti italiani.
Il movimento della sinistra abertzale (nazionalista) basca nasce con la finalità di “unire”: unire le nostre terre e unire le popolazioni basche sparse in territori spagnoli e francesi. Il Paese Basco era uno Stato tanti anni fa, il celebre Regno di Navarra, e ha poi subito una dura invasione. L’anno prossimo ricorrono i 500 anni di questa invasione; un’invasione militare, che non è riuscita però a cancellare il nostro sentimento di popolo, e nemmeno a zittire la nostra bocca né la nostra lingua. Euskaldun (basco in lingua basca), vuol dire portatore dell’euskera (lingua basca). Qualunque immigrato che parli l’euskera può essere riconosciuto tanto basco quanto noi. Siamo orgogliosi e felici di avere una componente di immigrati così alta nelle nostre terre, vera e propria ricchezza sociale e culturale. Questa è una delle grandi differenze con la Lega Nord: l’inclusione da una parte e l’esclusione dall’altra. Per questo siamo fieri di sottolineare ogni volta ciò che ci differenzia da chi costantemente fa campagne di odio e razzismo, dentro e fuori le istituzioni.
Lo stato spagnolo ci ha invaso militarmente, perché questo è l’unico campo in cui sono forti. Per questo noi baschi vinceremo con la parola, con le idee, con le nostre azioni quotidiane, per far fronte ad un assedio che è quotidiano, da 500 anni, e ad una persecuzione diretta verso qualunque traccia che odori di basco, sia politica che culturale. E quotidiana è stata anche la nostra resistenza. In questo contesto, 50 anni fa, è nata E.T.A., organizzazione armata, nata dalla volontà di molti studenti universitari che, durante la dittatura fascista di Franco, si sono espressi a difesa popolare e contro il fascismo. ETA ha però terminato pochi mesi fa la lotta militare perché il popolo basco ha chiesto questo. Recentemente tutte le organizzazioni, partiti, collettivi, associazioni che hanno fatto o fanno parte del Movimento di Liberazione Nazionale Basco hanno deciso, con convinzione, di far confluire la lotta ideologica e politica della popolazione in organizzazioni politiche come quella, per esempio, di Amaiur, una coalizione formata da numerosi partiti che rivendicano la sovranità popolare e la difesa dei diritti di base, tutt’altro che scontati in Euskal Herria (Paese Basco). Il nuovo panorama politico evidenzia come Euskal Herria rappresenti un’anomalia nel contesto europeo: una sinistra reale che compete alla pari con forze politiche il cui riferimento sociale e politico è quello dominante attualmente in crisi. Il Paese Basco sta lanciando un chiaro messaggio all’Europa: un’altra democrazia è possibile. La proposta e l’azione della sinistra indipendentista non è per una nuova gestione del presente ma per il cambio delle gerarchie di potere sociale e per una democrazia realmente partecipativa. I neo eletti della coalizione Amaiur, rappresentanti politici eletti democraticamente dai cittadini, porteranno le rivendicazioni di giustizia e libertà fino a Madrid, utilizzando solo l’arma della politica. Definire la coalizione politica di Amaiur “terrorista” vuol dire non conoscere e non sapere leggere e analizzare gli accadimenti che poco lontano dall’Italia accadono.
Avevamo detto di essere doppiamente offesi. Sappiamo che la manipolazione dell’informazione negli stati francesi e spagnolo è una cosa sistematica, ma non capiamo come paesi che non hanno interessi in questo conflitto si facciano complici, sia con il silenzio che con la manipolazione. Un silenzio che occulta le denunce delle torture subite dai cittadini baschi nelle carceri spagnole, torture che anche organismi come Amnesty International e relatori internazionali per i diritti umani riportano e smascherano costantemente. In Italia la manipolazione è addirittura doppia, visto che la Lega utilizza, sempre a sproposito, il conflitto basco-spagnolo, per il proprio interesse.
Siamo quindi offesi sia come cittadini baschi sia come lettori. Ci auguriamo che, almeno nel secondo caso, si debba ad un errore o a semplice ignoranza. Capiamo che chi non è informato sull’indipendentismo basco possa fare confusione con la Lega Nord, ed è per questo motivo che vorremmo invitare il Sig. Rotondo ed i lettori del giornale in cui scrive ad essere maggiormente attenti, interessati e curiosi, con la voglia di capire cosa sta loro intorno, con la voglia di capire cosa accade a un migliaio di km da casa loro, nel territorio basco.
Vorremmo invitar loro anche alla lettura dell’opuscolo “Lega chi la conosce la evita, chi la capisce la combatte” a cura del Comitato Autonomo Varesino dove si spiegano le differenze che abbiamo prima citato (inclusione/esclusione per fare un esempio) ed alle iniziative dei diversi comitati Euskal Herriaren Lagunak / Amici e amiche dei Paesi Baschi, sparsi in tutta Italia. A febbraio, da numerosi anni, si organizza una settimana di solidarietà con il Paese Basco con dibattiti, proiezioni, conferenze con rappresentanti baschi, a Milano e dintorni. Vi invitiamo calorosamente a queste iniziative, sperando che siate numerosi e numerose, perché siamo convinti che se per noi vale la frase “Lega, se la conosci la combatti”, allo stesso modo per voi potrebbe valere la frase “Sinistra Abertzale, se la conosci la condividi”.
Lucia Ezker, Mikel Leyun

fonti :

http://www.meridionalismo.it/2011/12/02/i-baschi-non-riconoscono-la-padania/

LINK SITO DIARIOVASCO
NOVITA’, “DOMANDE E RISPOSTE SULL’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI”. Aspettiamo i vostri commenti: punti di vista, opinioni, idee per modificarlo e via dicendo…https://ilmalpaese.wordpress.com/2014/09/23/domande-e-risposte-sullarticolo-18-dello-statuto-dei-lavoratori/

Pubblicato da GiulioL

napoletano verace :)

82 pensieri riguardo “I baschi non riconoscono la Padania

    1. O meglio, questo e’ indipendentismo, quello e’ bieco opportunismo e razzismo, travestito da indipendentismo con la storiella della Padania che esiste solo nella mente bacata di Bossi e di quei quattro zappatori che gli vanno dietro…

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    2. Gli unici indipendentisti in italia con diritto a definirsi tali in italia sono i Sud Tirolesi, i Triestini ( Territorio Libero di Trieste in vigore dal 1947 ma soffocato dall’ Amministrazione e NON sovranità italiana ), i Siciliani e i Sardi. La Lega Nord è una realtà che si approfitta delle frustrazioni e delle aspettative illuse della povera gente del Nord che confida nella LN sperando in chissà che.. ma dal 1994 solo chiacchere.

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      1. Il Territorio Libero di Trieste esiste ancora, eccòme!

        E c’è chi lavora per attuarlo in sede internazionale, perchè qui a Trieste/Trst/Triest abbiamo le OO piene di amministratori militari abusivi e dannosi. (siamo l’unica città di media grandezza in Europa che dagli anni 50 è calata di un terzo della popolazione. Può bastare!)

        http://www.triestelibera.org

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    1. si puo rispetare il sentimento nazionalista di qualsiasi popolo, vaschi, catalani, etc, ma, atenti con fomentare ed engrandire questi sentimenti , separatiste, che la storia ci insegna che finiscono col razismo e la violenza. La spagna è un grande paese , rico in cultura, storia, è precisamente è quello che la fa speciale, la sua diversità, che tanti italiani ed altri europei non capiscono come in un steso paese si parlano tante diverse lingue, e chi siano tante culture che convivono. Ed è quello lo meraveglioso, convivere, senza odio, senza razismo, col rispetto, basato in accontecimenti di 500 anni fa!!! Dai siamo nel 2012, No alla viloenza, no al terrorismo, no alla vergogna de la lotta tra fratelli.

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  1. Ma questa gente qua che fa saltare in aria le metropolitane viene a dare lezioni di civiltà alla lega!? Solo perché hanno smesso la resistenza armata l’altro ieri, credono anche loro di potersi “rifare una verginità”? Hanno ancora le mani sporche di sangue. Sono profondamente deluso da chi ha scritto quest’articolo e da tutti quelli che gli vanno dietro.

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    1. L’articolo non difende il terrorismo basco ma ironizza sulla Lega che esalta l’indipendentismo basco mettendolo sullo stesso piano della loro secessione Padana. Sentimento di amicizia non corrisposta.
      E’ proprio la Lega che ha esaltato i baschi.
      Io personalmente sono contrario ad ogni forma di nazionalismo, di violenza e di terrorismo.
      E comunque l’ETA non rappresentava tutti i baschi ma solo quelli che pensavano di avere l’indipendenza con la lotta armata. La maggioranza dei baschi si riconosce nei movimenti politici di destra e di sinistra pacifici e non violenti.

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      1. Ma cosa gli rispondi a fare? è tipico dei leghisti fare di tutta l’erba un fascio, essere tendenzialmente ignoranti e arrampicarsi disperatamente sugli specchi 😉 che ci vuoi fare.

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      2. Direi che le generalizzazioni sono il leitmotiv di tutto l’articolo. Sicché se si attacca tutta la lega e simpatizzanti, calcando la mano sugli estremismi che ha comportato, quali il razzismo, non si dovrebbe fare a meno di guardare che estremismi ha portato il movimento indipendentista Basco, ovvero il terrorismo armato. Perché non tutti i leghisti sono razzisti, e non tutti i baschi sono bombaroli. Ma ovviamente non ditemi che da queste parti non considerate la lega vostro avversario politico e/o ideologico, sicché nessuna sorpresa se non si perde tempo quando c’è da colorire la faccenda facendo risaltare i baschi come eroi intellettuali e i leghisti come gretti forcaioli.
        E soprattutto mettiamo una mano sul fuoco sulla unanime ufficialità del pensiero esposto a nome di tutta la regione basca dall’autorevole “Laura, valtellinese di nascita, ma basca d’adozione”.

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    2. ecco il prototipo del leghista. Continuate a generalizzare sempre, mi raccomando, che questi sono baschi, sicuramente sono dei terroristi. E’ proprio a quelli come te che si rivolge l’articolo, e, sinceramente, non mi stupisce che qualcuno abbia risposto in questa maniera. Per fortuna abito sotto il Po.

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    3. pensa quanto sono delusi gli italiani di sapere che esiste ancora gente ottusa e ignorante come i leghisti…..prima di parlare di terrorismo negli altri paesi guardate cosa avete in casa vostra e cosa avevate…..br dice niente?????
      quindi portate rispetto per chi lotta da centinaia di anni per la propria esistenza….e resistenza…..e bossi (scritto minuscolo apposta) dovreste farvi un favore ed eliminarlo dalle vs sedi politiche….le bandiere vanno dietro al vento…..bossi ha dimostrato di essere una bandiera….e che non si osi mai piu’ a paragonare questa pagliacciata chamata lega con un movimento VERO…….scusate e grazie.

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  2. Una piccola inesattezza c’è, anche se condivido tutto: non è vero che il PNV e la sinistra basca non si siedono al parlamento spagnolo: vengono votati e ottengono seggi. La differenza (una delle tante) con quei cialtroni della lega è che difficilmente i nazionalisti baschi giurerebbero da ministri sulla bandiera spagnola…

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    1. Non c’è scritto che non siedono al Parlamento, ma che non si sono mai seduti e mai siederanno al Governo, che è cosa ben diversa. Il fatto che siedano al parlamento, rifiutando un posto dell’esecutivo Spagnolo è sintomo di civiltà dal momento che utilizzano strumenti democratici per i loro scopi (certo, c’è stata anche L’ E.T.A…)

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  3. Vorrei, se possibile, maggiori info sull’articolo originale del pais vasco. com, perchè non sono riuscito a trovarlo nel sito del giornale , e capire , quando si parla di ” partito basco ” a quale vi riferite, essendocene molti, e con anime diverse fra loro… Io comunque ho vissuto a Donosti, (san Sebastiàn, in Guipuzcoa) ed assicuro, nonostante anche li a volte la parola ” Autodeterminazione” venga usata a sproposito, abusandone e facendole perdere valore, che l’animo dei paesi baschi non ha nulla a che spartire con quello della ” Padania” . C’è una certa chiusura, certo, ma l’integrazione ed il rispetto verso tutti è la prima cosa.. Perchè sono un popolo, non un’accozzaglia di razzisti che pensa solo ai propri interessi come i leghisti…

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    1. ” assicuro, nonostante anche li a volte la parola ” Autodeterminazione” venga usata a sproposito, abusandone e facendole perdere valore, che l’animo dei paesi baschi non ha nulla a che spartire con quello della ” Padania” . C’è una certa chiusura, certo, ma l’integrazione ed il rispetto verso tutti è la prima cosa.. Perchè sono un popolo, non un’accozzaglia di razzisti che pensa solo ai propri interessi come i leghisti…”

      Credo che chi ha scritto gli articoli volesse intendere proprio questo.

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  4. Vella storiella? Sembra quasi come ae l’ETA fosse un movimento di resistenza pacifico.l’Eta e una mafia e come la Mafia nasce probabilmente come difesa o come resistenza.son passati 500 anni da una storia che nessuno probabilmente conosce,e se la conosce no ne fa parte.indipendenza , basca, catalana , secessione padana,con o senza radico storiche e frutto di ignoranza fanatismo.la gente normale se ne infischia di ste cazzate

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  5. Capiamoci, la Lega Nord nasce e si sviluppa per l’indipendenza della Padania, e si forma sull’UNIONE di più movimenti indipendentisti e automisti.
    NON è mai stata la LEga un movimento di sinistra, ed è qui che nasce l’inghippo, è chiaro che la SINISTRA basca non riconosca la Lega e la sua battaglia, in quanto NON socialista e NON unitaria, ma semplicemente perchè NON è di sinistra.
    Gran ragionamento da parte dei baschi di sinistra, se un movimento indipendentista non è di sinistra NON deve essere riconosciuto!!! Oltretutto ragionamento ipocrita è il fatto di considerare basco tutti gli immigrati che vengono nei paesi baschi e imparano la lingua, ma invece in PAdania cosa succede? chi i terroni arrivati NON si sono mai integrati (se non in minima parte) mantenendo usi e lingua parlante in meridione.
    Concludo dicendo che non è che se parlano due baschi di sinistra vuol dire che tutti i baschi la pensino cosi, sentiamo per esempio il partito NAzionalista Basco cosa ne pensa della Lega Nord!

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    1. “ma invece in PAdania cosa succede? chi i terroni arrivati NON si sono mai integrati (se non in minima parte) mantenendo usi e lingua parlante in meridione.” Considerando che sono tra quei terroni la ringrazio per aver confermato le mie convinzioni (e il mio disprezzo) sulla Lega e sui leghisti.

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      1. Veramente i miei colleghi anche se lombardi parlano tutti l’italiano. Anche chi e’ di altre regioni (piemonte,veneto,sardegna,lazio) parla italiano. Si chiama educazione e civiltà. Io non sono a milano per essere considerato un lombardo ma per lavorare. Io sono napoletano.

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    2. Ti sfugge un altro punto. La padania non esiste. I baschi di destra e di sinistra sono tutti uniti per la loro indipendenza. Invece nella fantomatica Padania gli indipendentisti ( che fino a 2 mesi fa erano federalisti..la secessione rispolverata perche in crisi di voti per l’alleanza con il nano piduista fautore del bunga bunga) sono in minoranza. Se arrivano al 20% (al nord) e al 8-9% in Italia e’ gia dire tanto…
      “«La Padania è un territorio immaginario nella valle del Po e solo la Lega ci vede un passato glorioso di radici celtiche, di druidi e forse anche uno gnomo… Ma quando sono al governo i leghisti abbandonano la cravatta verde e i costumi di Asterix e Obelix».
      I baschi sono separatisti, ma non certo dalla realtà” …

      «Il meglio si è avuto quando hanno deciso di riaprire il parlamento padano, invenzione del 1997, quando erano all’opposizione e volevano fare la secessione. Poi l’esperienza si è conclusa nel 2001 dopo aver vinto le elezioni con Berlusconi. Stavano abbandonando l’idea dell’indipendenza per il federalismo fiscale. Ora vorrebbero riconquistare la verginità, lavandosi il viso dall’alleanza con Berlusconi per riconquistare il proprio elettorato».

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  6. Sono assolutamente d’accordo con te per quanto riguarda il giudizio sul movimento Lega Nord, i loro voltafaccia agli indipendentisti sono celebri.
    Non concordo sul concetto di Padania e sulla sua presunta inesistenza, allora in questo caso non esistono neanche Paesi Baschi o Fiandre!
    La Padania è abitata da popoli con costumi, tradizioni e lingua perfettamente affini, e il diritto naturale dell’uomo è la propria autoderminazione.
    Se alcuni ragioni decidono autonomamente di unirsi e di fondare una nuova NAzione (la Padania) cosa ci sarebbe di male???
    Non è un discorso di destra sinistra, almeno in Padania, cosa invece opposta nei paesi baschi, dove spesso la lotta indipendentista si fonde con il socialismo o il comunismo, ma questa è una loro scelta e spesso non unisce ma divide.
    LA scelta è sempre dei popoli, non è una scelta politica, viene dal basso, se un popolo vuole rimanere unito resta unito, se vuole dividersi, addio e grazie!

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    1. Io ho amici veneti,lombardi,romagnoli,piemontesi. Ne ho parecchi. Direi che nessuno di loro vuole la secessione.
      La loro volontà non conta?

      La Lega Nord e tutti gli indipendenti della fantomatica padania sono in minoranza anche al nord. A Milano ha vinto un sindaco di sinistra..Milano per dire.

      Senza berlusconi e il pdl (che e’ tutto il male possibile ma non e’ secessionista) la Lega sarebbe fuori anche dai governi regionali.

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    2. L’unica cosa concreta che si poteva fare era proprio il federalismo fiscale ma sembra che hanno cambiato tutti idea vedo (anche la Lega). Fino a pochi mesi fa doveva essere (a sentire loro) la panacea di tutti i mali…

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  7. Sei cosi sicuro che un referendum sulla secessione di una regione o della PAdania intera verrebbe bocciato cosi facilmente???
    Continui ad associare i voti della LEga Nord ai voti indipendentisti su una eventuale secessione, ma ormai i voti della LEga non sono voti completamenti di secessionisti, e ho moltissimi amici che NON votano LEga ma voterebbero secessione!
    Calcola che al tempo della devolution, la PAdania votò per il SI al 58% circa…ed era una riforma ridicola,,,e il resto dell’Italia la bocciò!
    Continui a farne un discorso politico, a mio avviso la politica non c’entra, centra la volontà di alcune popolazioni ad autodeterminarsi e basta, a prescindere dal partito politico che sostiene questo desiderio!

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    1. Il PD non e’ per la secessione, il PDL non e’ per la secessione. L’IDV non e’ per la secessione. E basterebbero i loro voti presi al nord per escludere una volontà secessionista del nord. La devolution non era la secessione ma semplicemente dava alcuni poteri e competenze alle regioni.
      E’ stata bocciata dalla maggioranza degli italiani in ogni caso. Si chiama democrazia.
      E’ previsto anche dalla Costituzione l’autonomia speciale per alcune regioni e minoranze etniche (trentino,ect).

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  8. MA cosa c’entra??? se parlaimo di secessione mica deve votare tutta l’Italia? cazzo stai dcendo?
    E poi cosa c’entrano i partiti? tu continui a sommare i voti dei partiti ad un referendum su una scelta di libertà e sulla nascita di una nuova NAzione, ma non puoi sommare i voti! ai tempi della devoluzione in lombardia hanno votato si il 58% di elettori, mica la Lega ha il 58%???
    Comunque parlare con chi non sa ascoltare è dura…
    rimani della tua idea,tieniti stretta la tua itaglietta e aspetta tempi migliori…
    Ps…non farti accecare dall’odio come i baschi, se non sei di sinistra non sei indipendentista!

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    1. http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=1874
      Il falso mito dell’autodeterminazione della Padania

      Di tanto in tanto riaffiora la questione della ‘indipendenza’ della Padania. Essa è ritornata in questi giorni e il presidente della Repubblica è stato fermo nel ribadire che la nostra Costituzione non consente alcuna secessione. L’art. 5 afferma a chiare lettere che la Repubblica è ‘una e indivisibile’. Atti preparatori alla secessione sono condannati dal nostro codice penale che, anche dopo l’adozione della L. 85/2006 e le modifiche in materia di reati di opinione, sanziona azioni violente preordinate alla dissoluzione dell’unità nazionale.

      La via della secessione è dunque inibita dal nostro ordinamento, che non lascia nessun spazio all’aspirazione della indipendenza della Padania e al suo ‘riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana’ (art. 1 dello Statuto della Lega Nord, 2002).

      Ma come si pone la questione sotto il profilo del diritto internazionale e, in particolare, del diritto all’autodeterminazione, che è stato evocato (a sproposito) da alcuni esponenti della Lega Nord?

      Secessione e diritto internazionale
      Di per sé la secessione è indifferente per il diritto internazionale, tranne che l’attività violenta preordinata a tale scopo, la repressione del governo legittimo e l’eventuale ingerenza di stati terzi mettano in pericolo la pace e la sicurezza internazionale e costringano il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad intervenire. In linea di principio, il governo legittimo è libero di reprimere l’insurrezione, sempre che la sua azione avvenga nel rispetto dei diritti dell’uomo e del diritto internazionale umanitario, qualora il tentativo di secessione inneschi un conflitto armato.

      I ribelli non sono considerati legittimi combattenti e il governo al potere può sottoporli alla sua potestà punitiva. Ovviamente la secessione potrebbe essere consensuale (e pacifica) e scaturire da un patto tra secessionisti e governo legittimo. La pratica internazionale offre qualche esempio (Repubblica Ceca-Slovacchia), ma una separazione consensuale è inibita dalla nostra Costituzione e trova un baluardo nel citato art. 5.

      Diritto all’autodeterminazione
      Talvolta la secessione è assistita dal diritto all’autodeterminazione. Allora la prospettiva giuridica cambia. In tal caso il diritto internazionale non favorisce più il governo legittimo, ma il popolo che ha diritto all’autodeterminazione, che vuole costituirsi in stato indipendente (uno dei modi, ma non il solo, di attuazione del diritto all’autodeterminazione). Anzi lo stato che reprime il diritto all’autodeterminazione commette un illecito internazionale e dovrebbe considerare i ribelli che combattono per l’indipendenza come legittimi combattenti, qualora abbia ratificato, come ha fatto l’Italia, il protocollo relativo ai conflitti internazionali aggiuntivo alle quattro convenzioni di Ginevra.

      Sennonché il diritto all’autodeterminazione, che attribuisce al popolo di costituirsi in stato indipendente, è stato riconosciuto in primo luogo ai popoli sotto dominazione coloniale, occupazione straniera o un regime razzista (termini che hanno una chiara connotazione giuridica). Il che non è palesemente il caso della Padania. Con il progredire del diritto internazionale, il diritto all’autodeterminazione ha travalicato l’ambito della decolonizzazione, con la conseguenza che attualmente ogni popolo ha diritto all’autodeterminazione, un diritto che non si consuma con l’acquisto dell’indipendenza, e questo vale in particolare quando più popoli coesistano in uno stato indipendente.

      Sennonché esistono due condizioni fondamentali: (a) il soggetto che aspira all’autodeterminazione deve essere effettivamente un popolo; (b) il governo al potere deve essere un governo non rappresentativo e che discrimina il popolo che aspira all’autodeterminazione quanto a razza, credo o colore. Altrimenti le risoluzioni delle Nazioni Unite, che consacrano il diritto all’autodeterminazione, proteggono l’integrità territoriale degli stati.

      Popolo padano?
      Le due condizioni da ultimo menzionate non si realizzano nel caso della Padania. Si tratta, tutt’al più di una mera espressione geografica (o piuttosto di un neologismo?) e non esiste un popolo padano distinto dal popolo italiano, come non esistono più popoli che coesistano nello stato italiano.

      Sebbene gli strumenti internazionali (risoluzioni e trattati) che disciplinano l’autodeterminazione non definiscano la nozione di popolo, questa si è venuta affermando nella pratica internazionale come concetto che ha finito per sostituire il termine nazione e che indica un gruppo nazionale coeso. Non mancano neppure risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che qualificano un’entità come popolo, legittimandone l’autodeterminazione: ma questo non è il caso della Padania.

      Quanto alla seconda condizione, essa è palesemente insussistente anche a supporre che la Padania sia un popolo. Com’è stato già da altri notato (A. Cassese, La Repubblica, 2 ottobre 2011), i “padani” non sono discriminati, tanto che alcuni esponenti della Lega Nord fanno parte del governo della Repubblica.

      Padania e minoranze
      La Padania non è quindi un popolo. Esistono nella Padania, nella configurazione delle regioni indicate nello statuto della Lega (art. 2), delle minoranze. Ma queste, a differenza dei popoli, non hanno diritto all’autodeterminazione e trovano il soddisfacimento delle loro aspirazioni nei relativi strumenti internazionali di tutela ratificati dall’Italia (art. 27 del Patto delle Nazioni sui diritti civili e politici del 1966; Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali del 1995).

      Natalino Ronzitti è professore di Diritto Internazionale e consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali.

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      1. “I ribelli non sono considerati legittimi combattenti e il governo al potere può sottoporli alla sua potestà punitiva. Ovviamente la secessione potrebbe essere consensuale (e pacifica) e scaturire da un patto tra secessionisti e governo legittimo. La pratica internazionale offre qualche esempio (Repubblica Ceca-Slovacchia), ma una separazione consensuale è inibita dalla nostra Costituzione e trova un baluardo nel citato art. 5.”
        Io dico:
        se gli italiani sono un popolo pacifico e civile, mi chiedo chi e cosa possa impedire loro di modificare la costituzione qualora una parte consistente di essi, come il popolo dei veneti o una federazione di veneti, lombardi, piemontesi ecc. che per comodità chiamiamo padani, esprima attraverso un referendum la sua volontà di separarsi dal resto degli italiani.
        Solo dei trogloditi bellicosi che ben meriterebbero di soffrire un terrorismo sanguinario pari a quello che i comunisti baschi hanno riservato agli spagnoli nel loro recente passato per mezzo dell’ETA, loro braccio armato. Paradossalmente cechi e slovacchi hanno potuto pacificamente separarsi solo dopo essersi liberati dei soviet e del comunismo che li tenevano uniti con la forza e il soppruso, a dimostrazione di quanto “pacifista” sia il comunismo.
        E’ bene ricordare che nel panorama politico del secessionismo basco non ci sono solo questi arroganti comunisti epigoni dell’ETA e riuniti sotta la bandiera di Amaiur, ma vi è anche il Partito Nazionalista Basco d’ispirazione democratico-cristiana.

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  9. “Federalismo o autodeterminazione”. Ma il diritto internazionale smentisce la Lega

    La Padania non avrebbe alcun riconoscimento internazionale perché non ci sono valide motivazioni etniche e sociali
    “Federalismo o autodeterminazione”. È la minaccia del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli Le dichiarazioni dell’esponente leghista giungono a seguito dell’ennesimo monito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Il popolo padano non esiste”.

    La secessione senza diritto. Da anni la Lega parla di secessione e di autodeterminazione come diritto dei popoli di scegliere il proprio destino. Ma le minacce del ministro Calderoli non trovano alcun fondamento nel diritto internazionale. L’autodeterminazione dei popoli (come principio sancito dall’art.1 par. 2 e dagli artt. 55 e 56 della Carta ONU, dai due Patti ONU del 1966 e dalla giurisprudenza internazionale) è applicata unicamente a popoli sottoposti ad un governo straniero dunque ai popoli sottoposti a dominazioni coloniali, a quelli conquistati ed occupati ed infine a quelli soggetti ad un regime razzista.

    Quando l’autodeterminazione è un principio sacro. Quando si parla di principio di autodeterminazione dei popoli si pensa ai casi dell’apartheid come in Sudafrica. Questa è assimilabile al caso della sottoposizione ad un regime coloniale, dato che la maggioranza della popolazione era esclusa per motivi razziali dalla partecipazione alla vita politica del paese. Di casi più noti di sottoposizione ad un regime coloniale ricordiamo Timor Est, Sahara Occidentale, Namibia e i movimenti di liberazione nazionale come l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Più recentemente si è discusso della validità della pretesa del popolo del Kosovo di invocare questo diritto, non riconosciuta da una parte della dottrina. L’autodeterminazione fu anche esclusa nei casi del Tatarstan, della Cecenia e in quello del Québec dove la differenza etnica dal resto dell’entità statale non è stato comunque considerato come motivo sufficiente per rivendicare questo diritto.

    Il caso della Padania, un’offesa al buon senso. Difficile se non impossibile classificare il caso della Padania in uno di quelli sopra elencati. Qualsiasi tentativo non rappresenterebbe altro che un’offesa per chi veramente ha subito gravi violazioni di diritti fondamentali ed ha lottato duramente per ottenere la libertà e l’indipendenza.

    Ma chi sono questi padani? Nel caso della Padania sarebbe anche difficile giustificare una soluzione di tipo federale o confederale. Federalismo significa l’unione di Stati diversi. Ma la Padania non è uno Stato. Non presenta i requisiti minimi necessari per divenirlo. Non è neanche possibile definire un popolo padano. Chi sono i padani? Che caratteristiche hanno? Quale valido motivo sarebbe alla base delle loro velleità secessioniste? Come dimostrato dalla storia e dall’attualità, non basta avere un inno ed una bandiera per poter reclamare importanti principi del diritto internazionale come il principio dell’autodeterminazione dei popoli.

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  10. Il veneto non è una nazione??? ha una lingua riconosciuta dalla Comunità europea, ha una bandiera, quindi?? non potrebbe chiedere un referendum sull’autoderminazione?
    Esiste il popolo veneto? si, quindi?
    Esiste un popolo siciliano? si, ha una lingua, una bandiera e una storia!
    I popoli esistono a prescindere da quello che scrivono i gionalisti, gli articoli che hai citato sono parziali come il tuo pensiero, il Kossovo non è divenuto una nazione anche se la Serbia non voleva? tutto il ragionamento nasce dal concetto di popolo, quindi di Nazione, non di stato intendiamoci, DI NAZIONE.
    Un popolo con una lingua, una bandiera ha diritto a autodeterminarsi e di decidere eventualmete di aggregarsi con altri popoli in una macro regione (PADANIA) libera e indipendente?

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    1. A parte il fatto che il Veneto e’ una cosa e la presunta Padania e’ un altra (di questa si parlava) no non e’ una nazione.

      E’ una regione. Che sia stata un altra cosa 200 anni fa conta ancora qualcosa?
      anche al sud ci stava il regno dei Borboni ma i savoia si sono depredati tutte le loro risorse e hanno massacrato i contadini che si ribellavano chiamandoli “briganti”.

      Come mai vale solo l’orgoglio settentrionale mentre quello del sud non vale ?
      da 20 anni che la destra alleata con la lega discrimina il sud. Non vi basta mai?
      Una sommatoria la destra di razzisti ed evasori oltre a essere delinquenti….la feccia dell’italia.

      E per la cronaca il napoletano e’ una lingua.

      Il veneto ha avuto ministri e si elegge un governatore. Tanto discriminati non lo sono i veneti. Pero voi siete bravi a fare le vittime. Tanto tutta la colpa e’ dei “terroni” no?

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  11. non aggiungo altro, ti contraddici in continuazione, sei solo pieno di rancore, non sei nazionalista italiano ma odi la LEga per chè odia i terroni ed è razzista, non cogli i miei suggerimenti ma ti arrabatti attaccando le cazzate che combina la Lega.
    Non esiste il popolo padano, ma esistono i POPOLI padani!!!!
    Liberi di aggregarsi o meno in una MAcro regione Alpina!
    Ti ripeto:
    IL NAPOLETANO è una lingua!
    Il SICILIANO è una lingua!
    IL VENETO è una lingua!
    Quindi, esiste il popolo veneto, siciliano e napoletano???
    SI, quindi la mia domanda…
    Se esistono, e le rispettive regioni decidono di aggregarsi per formare MACRO regioni con larghissima autonomia o addiritura indipendenti dalla morente italia (fatta dai ladroni piemontesi come hai scritto giustamente) POSSONO a tuo avviso farlo o no???????????????

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    1. In ogni caso un italia divisa dove regna l’egoismo, il localismo e che tende ad escludere invece di includere,intollerante e in mano a cialtroni come i leghisti non mi piace.

      Io sono orgogliosamente napoletano ma rispetto tutti i popoli del mondo. No non sono nazionalista. Si sono fatte le migliori porcate e guerre con la scusa del nazionalismo.

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  12. Il veneto non è una lingua. Esistono il veneziano, il trevigiano, il vicentino, il padovano, il bellunese…
    Il napoletano è diverso dal salernitano. Il romano è diverso dal viterbese. Il fiorentino è diverso dal pisano, dal lucchese, dal livornese. Ad Asti ed Alessandria si parla diversamente che a Torino. E vai a dire a Palermitani e Catanesi che parlano la stessa lingua! Cosentini, Crotonesi e Reggini si capiscono a fatica. Facciamo tante città stato, dato che ogni città ha il suo gonfalone e la sua bandiera?

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    1. Appunto. Io rispetto le tradizioni,i localismi. Non discriminiamo il dialetto (per dire io adoro il napoletano classico ma anche quello non e’ rigido..esistono tante parlate e dialetti diversi anche nel napoletano). Ma il dialetto e’ bello anche perche non e’ istituzionalizzato. Non e’ una lingua morta.
      Ma per me la mia lingua e’ l’italiano.

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  13. Per quanto riguarda la lettera dei due baschi (sempre che non si tratti di un falso italico) parlo da Italiano con cittadinanza spagnola per nascita e residente in Spagna, mi sento valenciano ed ho votato per un partito minoritario, posso essere daccordo su molte cose, ma sarà perché mi hanno cresciuto come cittadino del mondo, sballottato tra due paesi e non senta forse per questo lo spirito nazionale, sono rimasto perplesso sulla “quasi” celebrazione di eta, benché si ricalchi che il popolo ne sta decidendo lo smantellamento, alcune delle frasi raspano il ridicolo “invasione di 500 anni fa”, come se ora i napoletani e i siciliani mandassero a quel paese i vari vittorio emanuele e garibaldi e dicessero “maledetti loro ci hanno annessi”, la leva delle affermazioni, è la stessa…. che tu mi venga a dire che un demente chiamato francisco franco, perché quello era franco, un demente che non vedeva oltre un palmo dal proprio naso, ci ha fatto patire le pene dell’inferno ok, sono daccordo, ma che da 30 anni ci sia oppressione, stato di polizia etc, francamente no. Un ragazzo di bilbao che ho conosciuto qualche tempo fa mi ha rimarcato un concetto, c’hai la polizia dietro se te la vai a cercare, e per cercare non intendo svolgere semplice militanza politica attiva…

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  14. è un vero piacere leggere questa notizia!
    i baschi, popolo con una politica autonomista seria, ci mostra che colossale baggianata sia quella imbastita da Bossi ed i suoi adepti creduloni o opportunisti.
    la fantomatica “Padania” non esiste, né per storia, né per cultura.
    (qualcuno mi ha ricordato come l’unico precedente simile fosse la Repubblica di Salò…)
    autonomismo che non vuol dire affatto chiusura, intolleranza e discriminazioni come vorrebbero i leghisti e questa non è una differenza da poco!

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    1. Forse Bossi e i Padani sono poco seri (ma riguardo a serietà tutto il panorama politico italiano è discutibile, non per niente solo di fronte all’abisso del default si è fatto il governo tecnico di salvezza nazionale) tuttavia non hanno morti sulla coscienza come i comunisti baschi col loro braccio armato dell’ETA.

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      1. non vedo a che pro tirare in ballo i “comunisti” baschi…. visto che l’ETA è il braccio armato del partito Batasuna, non comunista né affiliato all’Internazionale Socialista.
        Se a te basta il fatto che nel 2005 Batasuna, vietato, ha invitato a votare per i comunisti….
        http://it.wikipedia.org/wiki/Batasuna

        Quanto alla Lega nostra: grazie a dio non hanno morti sulla coscienza! Ma francamente non mi pare un gran merito, visto che dovrebbe essere la normalità!!!
        In compenso hanno un bel pò di scandali (non serve che te li elenchi io), che ai baschi mancano.
        Scandali accompagnati da sane dichiarazioni (ultima quella su Monti “fatto fuori dal Nord…) che semmai dovrebbero concretizzarsi implicherebbero una piena responsabilità di Bossi e della Lega Nord. Vedi tu….

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  15. Ivabo, sappi che non è stato invaso dal Piemonte. A nessun Piemontese interessava invadere la magna grecia. Sono quelli come il presidente della repubblica che hanno deciso di inventare un unità che non esisteva e non esiste ancora, visto che lo stato italiano per 60 anni ha diviso l’italia in due. Supertasse al nord pwer assistere e sprecare per il mezzogiorno.
    Quelli che dicono che al sud si stava meglio prima dell’unità, se la prendano con i responsabili di questo, quelli che ci fan studiare fin da piccoli come eroi,e non se la prendano con la Lega.

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  16. La Padania esisteva già da prima dell’unità d’italia. Ci sono documenti e testi che lo dimostrano. Lo sanno anche ” quellidellostatoitaliano”, ma a loro interessa che il nord italia sia soggetto a leggi fatte da loro, così possono continuare a spremere la Padania come negli ultimi 60 anni.
    Qualcuno sopra che si sente Basco ( a proposito, i “tolleranti” di sinistra si gasano da sempre su chi rivendica le stesse cose della Lega, ma lo fà con la violenza. Proprio perchè tolleranti. La Lega lo fa senza violenza e per loro è becera, rozza e intollerante. Complimenti alla coerenza e alla buona fede).
    Accomuna anche fascisti e leghuisti, confermando di non aver mai capito niente. Infatti la Lega è l’antitesi del fascismo, visto rispetta l’autodeterminazione dei popoli. Chi invece sostiene il potere centrale e la sua autorità è fondamentalmente fascista.
    In effetti l’italia unitaè proprio stata fatta in maniera fascista ed ha sempre cercato di soffocare culturalmente ed economicamente le realtà territoriali per omologare tutti in un artificiale quanto falsa “cultura italiana”, cancellando persino i nomi originali di siti, di paesi ecc, perchè testimoniavano una storia e cultura diverse. Se non è fascismo questo.
    Aprite gli occhi.

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  17. “I ribelli non sono considerati legittimi combattenti e il governo al potere può sottoporli alla sua potestà punitiva. Ovviamente la secessione potrebbe essere consensuale (e pacifica) e scaturire da un patto tra secessionisti e governo legittimo. La pratica internazionale offre qualche esempio (Repubblica Ceca-Slovacchia), ma una separazione consensuale è inibita dalla nostra Costituzione e trova un baluardo nella citata art. 5.”
    Io dico:
    se gli italiani sono un popolo pacifico e civile, mi chiedo chi e cosa possa impedire loro di modificare la costituzione qualora una parte consistente di essi, come il popolo dei veneti o una federazione di veneti, lombardi, piemontesi …, che per comodità chiamiamo padani, esprimesse attraverso un referendum la propria volontà di separarsi dal resto degli italiani.
    Potrebbero impedirlo solo dei trogloditi bellicosi, che ben meriterebbero di soffrire un terrorismo sanguinario pari a quello che i comunisti baschi hanno riservato agli spagnoli nel loro recente passato per mezzo dell’ETA, loro braccio armato. Paradossalmente cechi e slovacchi hanno potuto pacificamente separarsi solo dopo essersi liberati dei soviet e del comunismo che li tenevano uniti con la forza e il sopruso, a dimostrazione di quanto “pacifista” sia il comunismo alla pari del fascismo.
    E’ bene ricordare che, fortunatamente, nel panorama politico del secessionismo basco non ci sono solo questi arroganti comunisti epigoni dell’ETA e riuniti sotta la bandiera di Amaiur, ma vi è anche il Partito Nazionalista Basco d’ispirazione democratico-cristiana.

    A proposito dei leghisti beceri e razzisti.
    Secondo un recente sondaggio, pubblicato venerdì 20 corrente mese dal Gazzettino di Venezia, se il Veneto, come la Scozia, indisse un referendum per la propria indipendenza, il 53% degli aventi diritto al voto ne sarebbe favorevole. L’analisi del voto in base al luogo di nascita mostra che sarebbero favorevoli il 53,8% dei nati in Veneto, il 53% dei nati in altre regioni del nord, il 39,6% dei nati al centro-sud e, sorpresa (ma non per me) il 55% dei nati in paesi stranieri (comunitari e non).
    Questo dimostra come i Veneti siano da sempre un popolo che accoglie e integra gli emigranti al punto che questi s’immedesimano nella nostra cultura e società condividendone le aspirazioni e le attese, che ora sono per buona parte interpretate dalla Lega e dai partiti autonomisti. Non a caso s’incontrano nel Veneto anche sindaci e amministratori leghisti di colore.
    Pertanto non c’è nessun accanimento della Lega contro gli immigrati ma la consapevolezza che l’immigrazione deve essere un fenomeno controllato, affinché si possa garantire dignità e lavoro agli immigrati “onesti, miti e di buona volontà”.
    Per certi versi è comprensibile che non sia anche la maggioranza degli immigrati dal centro-sud a sentire come sua patria il Veneto più che l’Italia.
    Quelli che pensano, un domani, di tornare a vivere a sud non vorrebbero lasciare il Veneto come si lascia il Belgio, la Francia o la Germania, per quanto paesi comunitari ma, comunque, finché il mezzogiorno non cambia, sono pochi quelli che, di fatto, tornano.

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  18. La Lega Nord convoca il Parlamento della Padania
    I. DOMÍNGUEZ, Roma, 15.11.11

    Per il corrispondente a Roma del Diario Basco, il fatto che la Lega abbia scelto di far opposizione al governo Monti sarebbe un’ulteriore prova “della tragicomica operetta italiana” e lo stesso continua ironizzando sul Parlamento Padano (un’invenzione del 1997 quando la Lega era all’opposizione e proclamò la secessione) e l’esistenza della Padania.
    “Questo cambio di direzione – continua – lo stavano tramando da mesi, dopo l’insuccesso delle amministrative di maggio e così quando non sono al governo tolgono la cravatta verde per vestire gli abiti celtici e ora approfittano di questa fase per rifarsi la verginità, ossia lavarsi la faccia dall’alleanza con Berlusconi e recuperare il proprio elettorato”.
    Fin qui non c’è nulla di nuovo, l’esimio I. DOMÍNGUEZ, non fa che riportare i luoghi comuni e l’ironia sulla Lega, all’epoca dei fatti, di molti media nostrani cui siamo abituati da tempo.
    “Il Parlamento Padano – continua – rimase aperto fino al 2001, dopo le elezioni vinte con Berlusconi. Stando al governo e abbandonata l’idea dell’indipendenza per il federalismo fiscale, raramente esso fu riaperto. Nel 2007, perdendo le elezioni, ne riaprirono i battenti per tornare a richiuderli con la vittoria nel 2008 e così passarono un decennio con gli eccessi del Cavaliere. Dettaglio surreale, il suo presidente Roberto Maroni, in questi ultimi anni è stato niente meno che ministro dell’Interno, dopo essere stato condannato nel 1996 per resistenza all’autorità, dopo aver morso la caviglia a un poliziotto che voleva controllare la sede della Lega”.
    Per i duri indipendentisti baschi è inconcepibile che un vero irredentista abbandoni l’ideale della secessione per un banale federalismo fiscale e che abbia fatto parte del governo nazionale come ministro dell’Interno, vantando tra l’altro nel suo curriculum di duro un solo ridico morso alla caviglia di un poliziotto. Avrebbe dovuto almeno piazzare qualche bomba al plastico, facendone fuori una decina.
    Noi della Lega non abbiamo certamente subito la repressione franchista e le carceri spagnole (fortunatamente i tempi sono cambiati) e saremmo pure stati degli ingenui, ingannati a nostre spese a destra e a sinistra con le promesse di federalismo (dovevamo fare esperienza ed è perciò che ora vogliamo fare da soli) ma sicuramente siamo sempre stati per un’indipendenza ottenuta in maniera democratica e pacifica.

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    1. Riesci ad avere pregiudizi razzisti anche nei confronti dei baschi. Sei uno spettacolo. Non ti passa nemmeno per l’anticamera del cervello che non tutti i baschi sono terroristi. Sei razzista dentro..

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      1. L’ETA fu il braccio armato dei comunisti baschi come le BR in Italia per un certo tempo furono considerate dei compagni in lotta, ma è bene ricordare che, fortunatamente, nel panorama politico del secessionismo basco non ci sono solo questi arroganti comunisti epigoni dell’ETA e riuniti sotta la bandiera di Amaiur, vi è anche il Partito Nazionalista Basco d’ispirazione democratico-cristiana che non appoggiava l’ETA.
        Tuttavia per un popolo (con una lingua pre indoeuropea, antichissima e misteriosa) che ha subito la repressione franchista e le torture nelle carceri spagnole anche dopo il franchismo non nutro nessun razzismo, sei tu, con la tua disonestà intellettuale, che interpreti tutto a modo tuo, distorto. Anzi è comprensibile che i Baschi in generale guardino con sufficienza e superbia il movimento leghista, sorto da appena un trentennio come rivolta fiscale dei popoli padani contro lo statalismo centralista italiano.
        Dispiace che ci considerino dei principianti sprovveduti, con degli ideali non così nobili come i loro, ma noi andremo avanti per la nostra strada, se occorre anche senza il loro sostegno.

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  19. IL CORRISPONDENTE A ROMA DEL DIARIO BASCO SNOBBA LA LEGA

    Il quindici novembre scorso, all’indomani dell’insediamento del governo Monti, il corrispondente a Roma del Diario Basco “postava” il seguente articolo nel sito dello stesso quotidiano:
    La Lega Nord convoca il Parlamento della Padania.
    I. DOMÍNGUEZ, Roma, 15.11.11
    http://www.diariovasco.com/v/20111115/mundo/liga-norte-convoca-parlamento-20111115.html

    Per l’opinionista del Diario Basco, il fatto che la Lega avesse scelto di far opposizione al governo Monti rappresentava un’ulteriore prova “della tragicomica operetta italiana” e lo stesso continuava ironizzando sull’esistenza della Padania e sul Parlamento Padano, “un’invenzione del 1997 quando la Lega era all’opposizione e proclamò la secessione”.
    “Questo cambio di direzione – continuava – lo stavano tramando da mesi, dopo l’insuccesso delle amministrative di maggio e così, quando non sono al governo, tolgono la cravatta verde per vestire gli abiti celtici e ora approfittano di questa fase per rifarsi la verginità, ossia lavarsi la faccia dall’alleanza con Berlusconi e recuperare il proprio elettorato”.
    Fin qui non c’è nulla di nuovo, l’esimio I. DOMÍNGUEZ, non fa che riportare i luoghi comuni e l’ironia sulla Lega, all’epoca dei fatti, di molti media nostrani cui siamo abituati da tempo.
    “Il Parlamento Padano – continuava – rimase aperto fino al 2001, dopo le elezioni vinte con Berlusconi. Stando al governo e abbandonata l’idea dell’indipendenza per il federalismo fiscale, raramente esso fu riaperto. Nel 2007, perdendo le elezioni, i leghisti ne riaprirono i battenti per tornare a richiuderli con la vittoria nel 2008 e così passarono un decennio con gli eccessi del Cavaliere. “Dettaglio surreale, il suo presidente Roberto Maroni, in questi ultimi anni è stato niente meno che ministro dell’Interno, dopo essere stato condannato nel 1996 per resistenza all’autorità, dopo aver morso la caviglia a un poliziotto che voleva controllare la sede della Lega”.
    C’è da premettere che il Diario Basco è un quotidiano distribuito nei Paesi Baschi dove si parla la lingua locale, ma per il 90% è pubblicato in castigliano, lingua ufficiale della Spagna. Infatti, fin dalle origini fu un giornale di destra e nazionalista che appoggiò il colpo di stato franchista, tanto che all’epoca fu chiuso dal governo regolare di sinistra per riaprire solo dopo l’ingresso delle truppe del generale Franco a San Sebastian, città dove fra l’altro nel 2001, il suo direttore finanziario fu assassinato da due membri dell’ETA.
    Per l’articolista, memore delle azioni armate dell’ETA, evidentemente è inconcepibile che un vero irredentista, duro e puro, abbandoni l’ideale della secessione per un banale federalismo fiscale e, ancor peggio, che abbia fatto parte del governo nazionale come ministro dell’Interno, vantando tra l’altro nel suo curriculum di duro un solo ridicolo morso alla caviglia di un poliziotto. Che cosa avrebbe dovuto fare il Maroni nella sua “eversiva” gioventù per ottenere un minimo di considerazione dall’articolista, il cui giornale ha certamente dovuto confrontarsi con un avversario ben più temibile? Piazzare almeno qualche bomba al plastico, facendo fuori una decina di poliziotti?
    Ci sono due ragioni ovvie e discutibili per cui questo giornale ironizza e discredita la Lega Nord: primo, è un giornale nazionalista dal passato fascista e a favore dello stato centralista (tutto quello che non è la Lega); secondo, si gloria, anche giustamente, di aver dovuto affrontare un avversario, il terrorismo irredentista basco, ben più temibile delle manifestazioni folcloriche e innocue dei leghisti.
    Che cosa rispondere a questo giornale di regime? Noi della Lega per nostra fortuna non abbiamo subito la repressione franchista e le carceri spagnole e saremmo pure stati degli ingenui, ingannati a nostre spese a destra e a sinistra con le promesse di federalismo (dovevamo fare esperienza ed è perciò che ora vogliamo fare da soli) ma tolta qualche vana minaccia iniziale di Bossi d’imbracciare i fucili, siamo sempre stati poi per un’indipendenza ottenuta in maniera democratica e pacifica.
    Che cosa dire invece dell’irredentismo basco? L’ETA, è vero, fu il braccio armato dei comunisti baschi, così come le BR in Italia per un certo tempo furono considerate dei compagni in lotta. Tuttavia è bene ricordare che nel panorama politico del secessionismo basco non ci sono solo i fieri comunisti epigoni dell’ETA riuniti sotto la bandiera di Amaiur, vi è anche il Partito Nazionalista Basco d’ispirazione democratico-cristiana che non appoggiava l’ETA.
    Per un popolo (con una lingua pre-indoeuropea, antichissima e misteriosa) che ha subito la repressione franchista e le torture nelle carceri spagnole anche dopo il franchismo, abbiamo il massimo rispetto, anche se non dovesse essere pienamente corrisposto. Anzi è comprensibile che dei baschi possano guardare con sufficienza e distacco il movimento leghista, sorto da appena un trentennio come rivolta fiscale dei popoli padani contro lo statalismo centralista italiano. Dispiace se alcuni di essi ci potranno considerare dei principianti sprovveduti, a volte inclini al compromesso e con degli ideali non così nobili come i loro, ma noi andremo avanti per la nostra strada, con o senza il loro sostegno.
    E la strada imboccata è quella di un’indipendenza ottenuta in maniera soft avendo come riferimento la separazione pacifica tra Cechi e Slovacchi, piuttosto che la passata lotta armata dei comunisti baschi contro la Spagna per mezzo dell’ETA (loro braccio armato) e che ora essi stessi, riunificatisi nel partito Amaiur, hanno dichiarato di aver abbandonato.

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  20. Per un Basko difendere lo stato italiano è come difendere la Spagna castigliana. Come difendere Madrid.
    Infatti nonè un caso che come in Spagna c’è stato Franco, in Italia c’è stato mussolini. Qui non si tratta di destra o sinistra ma di centralisti che difendono chi soffoca le diversità culturali e la libertà di vivere e di investire il frutto del proprio lavoro, e di federalisti che cercano in maniera democratica di non essere più spremuti di tasse prese dal centralismo assistenziale mafioso del mezzogiorno.
    Non ho mai detto che ogni Basko è un terrorista ( sei bravo ad inventare immagini di altri che ti fanno comodo, e sicuramente quando parli a qualcuno della Lega e della situazione italiana chissà cosa inventi), ma invece che gli ambienti di sinistra italiani, valutando situazione simile e progetto politico uguale attaccano la Lega e non lo fanno con chi all’estero lo fa anche con la violenza. Anzi li ho sempre sentiti elogiare le azioni dell’eta e dell’ira.
    Ti faccio anche notare che in italia dove sono successi fatti ( non parole o comizi) razzisti violenti con purtroppo anche i morti non ci sono mai stati leghisti. Vedi Rosarno o campi rom incendiati con persone dentro.
    E guarda caso la zona dove c’è la più alta percentuale di integrazione è dove c’è il “becero,rozzo, ignorante e razzista”, pensiero leghista, cioè Treviso.
    Però questi sono “solo” fatti e non certo il pensiero della “Kultura superiore mancina”.

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    1. “Non ho mai detto che ogni Basko è un terrorista ( sei bravo ad inventare immagini di altri che ti fanno comodo, e sicuramente quando parli a qualcuno della Lega e della situazione italiana chissà cosa inventi), ” Guru ma io l’ho detto a Giuseppe. Sei Giuseppe te? ma quanti profili usi?

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  21. Vediamo un pò. Squadre di calcio che assumono calciatori solo Baski. E’ come se Inter o Milan assumessero calciatori solo e rigorosamente Lombardi.
    Beh, la Lega per molto, ma molto meno è stata tacciata di razzismo. Gli stessi che la tacciano f e continuano a farlo sono gli stessi che si schierano ( visto che non gli costa niente) a fianco dei Baski e non hanno niente da obbiettare per iniziative molto più accentuate in chiave etnica.
    Mi sembra una doppia faccia schifosa, un’incoerenza vergognosa, e visto che loro si sentono italiani ( come gli spagnoli si sentono tali), e non Padani, significa che non rispettano veramente la causa del popolo Basko. Perchè poi vengono in italia e fanno esattamente il contrario di quello che approvano quando sono con i Baski.
    E’ tipico italiano.

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    1. Nessuno ha santificato in baschi. La differenza tra i baschi e i padani e’ che i primi sono un popolo,il secondo un invenzione di 4 menti bacate che da 20 anni speculano su queste cose per prendere i voti da sprovveduti facendo solo i loro interessi.
      I leghisti a roma ladrona si sono integrati bene. Basta vedere come bossi e calderoli mangiavano allegramente con alemanno e la polverini alla faccia nostra.
      Ma grazie a gente come te che credi a questi qui loro si fanno forti.
      Il problema non e’ la lega ma i fessi che ci credono alle fessierie che dice Bossi.
      Uno che fingeva di essere laureato in medicina e non ha mai lavorato in vita sua (vedi la sua biografia). Certo uno che non ha nulla da insegnarmi tranne il fatto che e’ stato bravo a fregare la gente.

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  22. C’è da dire che il Diario Basco è un quotidiano distribuito nei Paesi Baschi dove si parla la lingua locale, ma per il 90% è pubblicato in castigliano, lingua ufficiale della Spagna. Infatti, fin dalle origini fu un giornale di destra e nazionalista che appoggiò il colpo di stato franchista, tanto che all’epoca fu chiuso dal governo regolare di sinistra per riaprire solo dopo l’ingresso delle truppe del Generale Franco a San Sebastian, città dove fra l’altro nel 2001, il suo direttore finanziario fu assassinato da due membri dell’ETA.
    Per l’articolista, memore delle azioni armate dell’ETA, evidentemente è inconcepibile che un veri irredentisti, duri e puri, abbandonino l’ideale della secessione per un banale federalismo fiscale e, ancor peggio, che abbiano fatto parte del governo nazionale.
    Ci sono due ragioni ovvie e discutibili per cui questo giornale ironizza e discredita la Lega Nord: primo, è un giornale nazionalista dal passato fascista e a favore dello stato centralista (tutto quello che non è la Lega); secondo, può gloriarsi coi suoi lettorii, anche giustamente, di aver dovuto affrontare un avversario, il terrorismo irredentista basco, ben più temibile delle manifestazioni folcloriche e innocue dei leghisti.
    Che cosa rispondere a questo giornale di regime? Noi della Lega, per nostra fortuna, non abbiamo subito la repressione franchista e le carceri spagnole e saremmo pure stati degli ingenui, ingannati a nostre spese a destra e a sinistra con le promesse di federalismo (dovevamo fare esperienza ed è perciò che ora vogliamo fare da soli) ma tolta qualche vana minaccia iniziale di Bossi d’imbracciare i fucili, siamo sempre stati poi per un’indipendenza ottenuta in maniera democratica e pacifica.
    Che cosa dire invece dell’irredentismo basco? L’ETA, è vero, fu il braccio armato dei comunisti baschi, così come le BR in Italia per un certo tempo furono considerate dei compagni in lotta. Tuttavia è bene ricordare che nel panorama politico del secessionismo basco non ci sono solo i fieri comunisti epigoni dell’ETA riuniti sotto la bandiera di Amaiur, vi è anche il Partito Nazionalista Basco d’ispirazione democratico-cristiana che non appoggiava l’ETA.
    Per un popolo (con una lingua pre-indoeuropea, antichissima e misteriosa) che ha subito la repressione franchista e le torture nelle carceri spagnole anche dopo il franchismo, abbiamo il massimo rispetto, anche se non dovesse essere pienamente corrisposto. Anzi è comprensibile che dei baschi possano guardare con sufficienza e distacco il movimento leghista, sorto da appena un trentennio come rivolta fiscale dei popoli padani contro lo statalismo centralista italiano. Dispiace se alcuni di essi ci potranno considerare dei principianti sprovveduti, a volte inclini al compromesso e con degli ideali non così nobili come i loro, ma noi andremo avanti per la nostra strada, con o senza il loro sostegno.
    E la strada imboccata è quella di un’indipendenza ottenuta in maniera soft avendo come riferimento la separazione pacifica tra Cechi e Slovacchi, piuttosto che la passata lotta armata dei comunisti baschi contro la Spagna per mezzo dell’ETA (loro braccio armato) e che ora essi stessi, riunificatisi nel partito Amaiur, hanno dichiarato di aver abbandonato.

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  23. poche balle, non si può essere separatisti e poi essere contro a chi vuole la stessa cosa, per gli stessi motivi, anzi, con in più quelli di sfruttamento economico assistenziale ( visto che i baski non hanno dovuto mantenere il “mezzogiorno”), per motivi di destra e sinistra. Se uno crede nella libertà dei popoli contro gli stati artificiali creati dall’alto, non dà importanza ( sopratutto in casa d’altri ) alle ideologìe. Prima considera coerentemente il diritto di autodeterminazione dei popoli, i quali poi in autonomìa decideranno con le elezioni, come farsi governare.
    Fare il contrario, vuol dire riconoscere il diritto di un popolo alla propria libertà, solo se della propria parte politica. Questo assomiglia molto al fascismo.
    Viva la Padania indipendente, qualsiasi sia il tipo di governo, visto che si vota ogni 5 anni.

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  24. Vedi giulioL, che siano gli altri a dire chi è un popolo e chi no, fa parte dell’ideologìa fascista.
    Secondo il dittatore Franco, i Baski sarebbero Spagnoli. Secondo la Cina i Tibetani sarebbero Cinesi.
    La Padania è citata in parecchi libri e con parecchie testimonianze, già da prima dell’unità d’Italia.
    Che poi lo stato italiano ha fatto di tutto per cancellarne qualsiasi testimonianza di ciò, è ormai una cosa risaputa. Sia cancellando i nomi originari dei territori, dei paesi, dei cognomi, dei nomi di montagne ecc. solo perchè testimonianza di cultura ed origine “poco italiche” ( troppi nomi con sonorità poco latine e terminavano con consonanti invece che vocali), sia con una storia insegnata a scuola molto modificata ed inneggiante solo e sempre verso la parte mediterranea e legata a Roma.
    Tra l’altro, i Padani sono anche molti di più rispetto allla popolazione Basca.
    Quindi, non c’è proprio nessun motivo per cui tu o qualsiasi altro, possa dire che i Padani e la Padania non esistono. Il fatto che lo ignori non può essere una colpa, ne la privazione di un diritto per chi invece ha coscenza di sè e desidera autogestirsi, non farsi più gestire da uno stato marcio, mafioso e razzista, sia per la gestione economicae fiscale, sia per la parte di cultura e tradizioni, verso la parte più europea del paese.

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    1. Ti vorrei ricordare che ad unire l’italia sono stati i padani e che siete venuti voi a rompere i coglioni e rubare le ricchezze dei borboni. E che c** … i savoia erano piemontesi e il regno del piemonte era del nord….ma stiamo a scherza?

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      1. questo per dire che mi dovresti spiegare perche il regno del piemonte (padano) mando una spedizione per unire l’italia… ci sono padani e padani. Io conosco tanti padani a Milano che dicono di sentirsi italiani…… traditori del popolo padano…ahahahahah.

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    2. Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti” (Antonio Gramsci in “Ordine Nuovo”, 1920).

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  25. Quante cazzate dice il nazionalista (nazista) sulla natura dei Paesi Baschi. Invece di difendere IDEE difende LUOGHI DI NASCITA e RAZZA. Più nazzista di così…! Lavoratori? Solo se baschi? Povera gente? Solo se basca… Sinistra? Solo se basca… Che tristezza di ideologia marcia…

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