Pubblicato in: CRONACA, LAVORO, politica

Forconi in Sicilia


L’unica cosa che è possibile dire sui forconi in Sicilia è che non si capisce niente. Prendere posizione risulta difficile per due motivi in stretta relazione tra loro:

– Manca il punto di vista dei media “istituzionali” (tv e stampa nazionale hanno omesso o declassato a trafiletto la notizia, spesso relegata addirittura fra le informazioni sul traffico) che di solito orienta l’opinione pubblica con nettezza: se il tg 1 dice una cosa, ti fai comunque un’idea, o perché credi che dica la verità o perché sai che tipo di minchiate dice di solito.

–  L’informazione via social network, rete, blog e videofonini – utilizzata come unica fonte – dimostra tutti i suoi limiti, primo tra tutti la confusionarietà. È plurale, libera, ma è frammentata e non è orientata da niente. Sembra un pregio e invece è un difetto. Chi mette in circolo le informazioni è “illegibile”: non se ne conoscono l’affidabilità, le idee generali, la credibilità di portavoce.

La cosa potrebbe perfino essere voluta. I forconi magari hanno deciso di non vendere il servizio ai soliti giornalisti proprio per non alienarsi le simpatie di nessuno, oppure per fare antipatia a tutti. Oppure per costringere chi vuole farsi un’idea a indagare per conto proprio, rivolgendosi quindi a fonti “dal basso”, molto più manovrabili perché in pratica  costituite dai manifestanti stessi.

Le obiezioni al movimento che più circolano in rete sono due:

1) Che dietro ci siano forza nuova, Scilipoti, Micciché e Pippo Gianni e, conseguentemente al deficit informativo di cui sopra, che nessuno abbia smentito la cosa. Ecco: come si fa a smentire o a confermare? Un conto è smentire il tg 3, un conto è smentire twitter. Smentire (o confermare) il tg3 ha un ritorno, smentire twitter, intanto non si può, e poi sarebbe pure da scemi. Chi smentisci? O quanti smentisci? Uno per uno? E ti conviene? No, perché più circola il tweet, per quanto infondato o pilotato, più tu forcone stai facendo bingo.

 2) Che il movimento dei forconi sia composto da quella stessa maggioranza che ha eletto l’assemblea regionale contro la quale protesta. È un ragionamento che non tiene.  Non è che se la maggioranza ha agito da clientela poi non può morire di fame. Anche le clientele muoiono di fame. E la fame è fame per il cliente come per l’elettore.

Il quadro è incasinato al punto che anche chi va a dare un’occhiata di persona si smarrisce. I presidi davanti alle autostrade sono composti in prevalenza da gente umile, che probabilmente forza nuova e Scillipoti non sa neanche chi o che siano. Gli umili stanno subito simpatici, siamo noi. Però in Sicilia la gente umile è spesso quella che beneficia dalle politiche clientelari e dei finanziamenti utilizzati come elemosina o come busta della spesa compravoto. Motivo per cui è facile interpretare il movimento come la rivolta di chi si è visto tagliare quell’elemosina che fa sopravvivere lui e affossa il resto dell’isola, e che non  appena qualche spiccio pioverà sulla sua mano tesa, tutto tornerà come prima. E rieccoci all’obiezione 2.

L’interrogativo che rimbalza su facebook è: perché ci sono gli agricoltori? Gli agricoltori sono l’equivalente siciliano dei pastori sardi: una corporazione stritolata da interessi più grandi (la cosiddetta grande distribuzione), che tentano di trascinarsi dietro nella protesta tutte le  corporazioni che hanno a che vedere col suo indotto, in primis gli autotrasportatori, esasperati dal caro gasolio.

Con chi stare? Con i forconi che protestano? Con chi,  impossibilitato dal loro blocco a guadagnarsi la giornata da precario o da prestatore d’opera occasionale in un cantiere, protesta contro i forconi? Boh. Qua può succedere tutto come niente. Può scoppiare una bolla di sapone come una bomba H. Questa è un’isola paradossale. Le sue proteste lo sono altrettanto.

Ieri i paradossi si intuivano, oggi  si palesano. A Rosolini, centro agricolo-senile del siracusano dall’economia finto-depressa, c’è Pippo Gennuso che si incatena coi forconi perché le rivendicazioni del movimento vengano ascoltate. Ma ascoltate da chi? Gennuso, appartiene all’Mpa, l’unico partito stabilmente al governo di quella Ars che il movimento sollecita a colpi di badile affinché abbassi le accise sul gasolio e attui lo statuto siciliano. Quindi forse Gennuso si sta incatenando per curarsi la sordità. Ma la sordità si cura dall’otorino, con gli apparecchi acustici, non sulle rotaie del treno, con le catene. Che poi treni da Rosolini ormai ne passano pochi, mannaggia. E quelli del movimento, visto che Gennuso è là con loro, bello che incatenato, perché non gli infilzano le orecchie con un dente del forcone, che magari gliele stuppano dal cerume? Non volevano mandare a morte la classe politica come nei vespri siciliani? Ora che c’è? Si spaventano pure a fargli un cotton fioc?

Gennuso ieri se ne è uscito con dichiarazioni simili a quelle degli scilipotiani: la colpa di tutto questo bordello è del governo nazionale. E il paradosso è risolto. La guerra tra Ars e Roma, cominciata ai tempi della scissione di forza italia siciliana, oggi si combatte sul terreno della sommossa popolare. Prima l’interlocutore era Berlusconi, e ci andavano un po’ più leggeri. Oggi è Monti e ci possono andare giù pesante. Il senso è sempre lo stesso. Un reminder, un post-it giallo fosforescente dove c’è scritto: l’avete capito o no che il serbatoio dei voti è qua, e che se non ci sbloccate gli stessi soldi che ci davate prima, ve lo prosciughiamo? La protesta è più che trasversale o trasformista: è camaleontica, non riesci a stargli dietro. Perché qualche giorno prima si era dimesso Cammarata da sindaco di Palermo. Per protesta. Contro Lombardo, governatore della Sicilia, reo di trascurare il capoluogo siciliano, tagliandogli le risorse. E Lombardo, che protestava contro Tremonti, ora protesta contro Monti. Sempre per lo stesso motivo di Cammarata: taglio di risorse. Alla Sicilia. Quindi alla fine protestano tutti per riavere indietro i soldi che gli hanno consentito di avere clienti al posto di elettori. Che se ai clienti non gli vendi niente, quelli che si devono comprare? Vuoi vedere che poi il voto glielo danno gratis a qualcuno che non siamo noi? E vuoi vedere che così vi ritrovate senza voti pure a Roma?

Nel mezzo ci sono gli esponenti di Forza Nuova (se qualcuno ancora non l’ha capito, guardi la loro pagina facebook), che siccome sono uno dei pochissimi gruppi abbastanza attivi da scendere in piazza, fanno numero e colore. E danno visibilità. Con loro basta usare qualche termine vintage tipo “autarchia” o “localismo”, e subito si infilano il bomber e si allacciano gli anfibi, come quando fai vedere il guinzaglio al cane e quello capisce che finalmente si esce a fare la passeggiata. Insomma i forconi sono lo spot sul territorio della destra populista e scissionista siciliana.

È rassicurante vivere qua. Nel resto d’Italia, i politici e la classe dirigente si guardano attorno tutti smarriti, tra un poco si vota e nessuno sa che pesci pigliare. Qua li prendono per scemi, la calma non la perdono mai, dubbi non ne hanno per principio. Ma veramente non sapete che fare? Si fa come sempre, no? E cos’altro vorreste fare? Guardate, ora vi facciamo vedere. E organizzano subito una bella rivoluzione. Di cui però non c’è da preoccuparsi. Perché tanto ha per obiettivo il restauro dello status quo. Che ci vuole?

L’Appello-manifesto del Movimento

Le Cinque giornate della Sicilia che si aprono oggi con l’occupazione pacifica di tutti i punti strategici dell’Isola coincidono con la possibile realizzazione di un obiettivo ambizioso: la riunificazione, sotto un unico ‘cartello’, di tutti i movimenti che si battono per difendere gli interessi reali della Sicilia.
Nell’ ‘Appello alla Sicilia tutta’, che già ieri sera a mezzanotte campeggiava, con tanto di cartelloni in tutti i punti da dove è iniziata la manifestazione, c’è un invito all’unità di intenti.
“Una grande forza ha detto no! – si legge nell’appello -. Basta! è ora di smetterla di mortificare e razziare la Sicilia: è il Movimento dei Forconi! Dal 16 al 20 gennaio nell’Isola si ferma tutto. Finalmente dimostreremo, che la Sicilia è Viva! E che non tollererà più abusi e ingiustizia. Riprendiamoci la nostra dignità! Una dignità che questi parolai della politica, ladri e ascari al servizio del potere e dei propri interessi, ci hanno tolto”.
Quindi l’appello “alla Sicilia Tutta a Partiti Sicilianisti a Gruppi a Movimenti ad Associazioni etc. E’ arrivata l’ora di dare vita ad una Costituente del Popolo Siciliano atta a dare una svolta forte, per un riscatto vero della nostra terra. Basta con le divisioni, Basta con gli orticelli, L’elezione di un consigliere comunale non serve a nulla! Miriamo più in alto e alziamo la testa, accontentarsi di poco fa gli uomini schiavi! Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono!”.
Si’ un omu camina calatu torci la schina, se un populu torci la storia”
“UNITA’ è la parola, FORZA è il risultato. La Sicilia è nostra!!! Riprendiamocela!”.

Chi sono? A firmare la chiamata alle armi, il ‘Movimento dei Forconi’, un’associazioni di agricoltori, allevatori ed ora anche di autotrasportatori “stanchi del disinteresse quanto del maltrattamento da parte delle istituzioni” e, cosa non di poco conto, da quell’arcipelago di movimenti che difendono gli interessi reali della Sicilia e del suo Statuto (dalla protesta che si è chiamato fuori solo il Fronte nazionale siciliano).

“Tutti possono partecipare, basta che siano apartitici”, dicono gli organizzatori. Sui social network la febbre è altissima. Tutto fa pensare che la forza d’urto di questa protesta sarà dirompente.

L’obiettivo è far capire che la Sicilia non può continuare ad essere terra di conquista. Non a caso si ipotizza di bloccare i Tir che trasportano la benzina raffinata in Sicilla nel resto d’Italia (per la cronaca, nelle raffinerie dell’Isola si produce oltre il 50 per cento delle benzine utilizzate nel nostro Paese).

“Stanotte alle ore 00 del 15 gennaio – leggiamo – si muoveranno i Tir degli autotrasportatori siciliani presso i presidi stabiliti in tutte le province, accompagnati da manifestanti provenienti da tutta I’Isola per gridare forte l’indignazione contro una classe politica di ladroni e nepotisti. Il sistema politico istituzionale è al collasso, i politici rubano a doppie mani ,la stessa cosa fanno i burocrati, non c’e… spazio di discussione per risolvere il problemi della gente. Lombardo presidente della Regione siciliana si dichiara incapace d’intervenire, mentre l’economia del’Isola è ferma e le aziende e le famiglie sono al fallimento.

Tutti ci aspettiamo delle risposte, ma non sappiamo da chi. Questo è il momento cruciale per intervenire, per cambiare le regole democratiche ed istituzionali: la rivolta dei siciliani è necessaria ed urgente. A morte questa classe politica come si è fatto contro i francesi con il vespro”.

Qui sotto alcuni dei presidi. Per i politici è tempo di tremare. Link Sicilia seguirà passo dopo passo questa manifestazione.

Adesioni:

  • Autotrasportatori aderenti all’AIAS
  • Movimento dei Forconi
  • Commercianti
  • Pescatori
  • IGP Pomodoro di Pachino
  • IGP Limoni di Avola
  • A.P.M.P.

Ecco chi sono i leader della protesta dei forconi – Nomi,  storie

Imprenditori agricoltori, autotrasportatori, armatori: insomma padroni e padroncini. A guidare la protesta che sta animando la Sicilia in questi  giorni sono i nomi e le storie politiche controverse di uomini cresciuti all’ombra dei poteri forti, ascari di una classe dirigente fallimentare (da Cuffaro in giù) che hanno deciso di mettersi in proprio sfruttando il malcontento popolare nella migliore tradizione gattopardista e con una passione comune:  la morbosa aspirazione ad una poltrona. Ecco chi sono i leader di Forza D’Urto e dei Forconi al netto di miti e leggende:

Martino Morsello

Martino Morsello, 57 anni  di Marsala, ex imprenditore, già deus ex machina di Altragricoltura’. E’ stato consigliere comunale a Marsala dal 1980 al 1993 e più volte Assessore per conto del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi. Nel 2008 candidato all’Assemblea Regionale Siciliana per la lista degli autonomisti a sostegno dell’attuale governatore della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Tra i punti del suo programma figurano anche i condoni previdenziali per le attività agricole artigianali ed industriali. Ultimamente si è avvicinato a Forza Nuova partecipando, lo scorso 10 gennaio al congresso nazionale del movimento neofascista dove ha dichiarato: “Forza Nuova, unico partito con cui interloquiamo”. E’ titolare del dominio internet “movimentoforconi.it” e gestisce, assieme alla figlia Antonella, dipendente di Forza Nuova di Terni, la pagina Facebook del movimento.

MARIANO FERRO

Mariano Ferro, imprenditore agricolo di Avola, ex Forza Italia, ex Mpa con ambizioni in politica, candidato in passato alle amministrative, a sindaco di Avola e poi alla Camera, ma senza successo. E’ intervenuto all’assemblea regionale del Mpa di Raffaele Lombardo (che ha sostenuto alle ultime regionali), svoltasi al Palaghiaccio di Catania il 25 e 26 giugno 2011.

GIUSEPPE RICHICHI

Giuseppe Richichi, 62 anni, da un ventennio alla guida degli autotrasportatori dell’Aias: ex trasportatore, è tra i responsabili di un consorzio che gestisce un autoparco a Catania realizzato con fondi pubblici. Fu proprio Richichi, dodici anni fa, a mettersi a capo della protesta che per una settimana mise in ginocchio la Sicilia. In quell’occasione Richichi, molto abile a tenere i rapporti con la politica tanto ottenere consulenze che  all’assessorato regionale ai Trasporti col governo Cuffaro, finì in carcere con l’accusa di avere tagliato le gomme ad alcuni tir per impedire che aggirassero la protesta, all’epoca ribattezzata ‘tir selvaggio”. Assieme a lui furono arrestati altri due membri dell’associazione, tra cui Nunzio Di Bella, 49 anni, altro storico leader degli autotrasportatori.

Se questa è rivoluzione.

FONTI  http://aciribiceci.com/2012/01/17/forconi-in-sicilia-edizione-straordinaria/

http://aciribiceci.com/2012/01/18/forconi-in-sicilia-parte-2-edizione-regolare/

http://pensareliberi.com/2012/01/16/la-forza-durto-della-rivolta-in-sicilia-operazione-vespri-siciliani-le-cinque-giornate-della-sicilia-e-i-forconi-quando-la-rivoluzione-parte-dalla-sicilia/

http://violapost.wordpress.com/2012/01/19/ecco-chi-sono-i-leader-della-protesta-dei-forconi-nomi-foto-storie/

Autore:

napoletano verace :)

11 pensieri riguardo “Forconi in Sicilia

  1. I napoletani il 23 si riuniranno in P.zza del Plebiscito in continuità con il Movimento dei Forconi (Forconi di Napoli) e il 24 sarà la volta della Sardegna, per non parlare di Pecara e del blocco nazionale dal 23 al 27 (dimentico qualcuno?)

    Credo sia difficile incasellare le cose perchè si muovono masse troppo eterogenee. Non è che per caso è così che comincia una vera rivoluzione? Mi domando seriamente.

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    1. Onestamente mi sembra una rivolta come tante altre.

      Perchè quando si muovono i lavoratori o gli studenti sono manifestazioni di protesta e queste sarebbero rivoluzioni?

      Un malcontento anche giusto che rischia di essere strumentalizzato.

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  2. ……Mera curiosità….in tutto questo disordinato marasma non si avverte minimamente la presenza di forze dell’ordine…che a differenza immancabilmente appaiono in occasione di altre manifestazioni o sfilate di cortei del tutto pacifici…?????…..Assurdi italici…!!!

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  3. Io Giulio leverei direttamente la parola ” rischia ” : questo movimento E’ strumentalizzato. Non vi sembra strano che abbiano plaudito al movimento Forza Nuova, gruppo eversivo fascista e anche la Lega Nord ? IL 1° in quanto ha come obiettivo un ritorno del fascismo, nato allora come partito dell’ Ordine per sedare le rivolte proletarie dovute alla miseria della gente. Il 2° in quanto non vede l’ora, dopo i dissidi all’interno, di avere un alleato anche al sud x il proprio disegno secessionista !!!

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  4. Commento questo articolo non tanto come fondatore-direttore del blog ma soprattutto da siciliano e da persona che conosce bene (essendo il mio settore di attività) le problematiche del settore agricolo.
    Mi è piaciuta molto la premessa dell’articolo, poiché in tutta sincerità anche io ho le idee parecchio confuse su cosa sia questo movimento, su cosa stia diventando e su cosa stia realmente accadendo in Sicilia.
    Diffido da chi oggi emette delle vere è proprio sentenze, del tipo: “E’ tutto manovrato”-oppure- “ E’ tutto spontaneo”.

    ESISTONO MILLE TEORIE COMPLOTTISTICHE:
    leggo mille teorie complottistiche sul Movimento dei Forconi, c’è chi li accusa di essere filofascisti (perché hanno ottenuto il sostegno di Forza Nuova) c’è chi li accusa di essere filo padani (perché hanno ottenuto il sostegno delle Lega) e c’è chi li accusa di essere mille altre cose.Che dire tra conferme e smentite io non ho capito nulla.
    PER QUANTO RIGUARDA IL MOVIMENTO E I PARTITI
    mi limito solo a sottolineare che, come sempre, nelle manifestazioni apartitiche c’è sempre chi vuole metterci il cappello sopra, e mi pare evidente che stia succedendo proprio questo, spero davvero che vengano allontanate le persone che protestano per un secondo fine, fine che non ha nulla a che fare con quello di chi protesta senza averlo il secondo fine. Insomma, è evidente che c’è chi ha un tornaconto personale da queste proteste, provo disgusto per questa gentaglia.

    PROTESTA CENSUATA DAI MEDIA
    inoltre, mi pare evidente che ci sia in corso un tentativo di delegittimazione ma anche di censura della protesta. La Sicilia è paralizzata ma ai media non interessa, bisognerebbe interrogarsi su chi giova questa censura.
    LA MIA ESPERIENZA PERSONALE:
    Posso dire che, per quello che ho visto io, coloro che protestano nella mia città non si identificano con nessun movimento dei forconi (vi diro’ di piu’, la maggioranza ignora cosa sia questo movimento) e nessun partito (non ho visto nessuna bandiera di partito) In questi giorni sto vedendo in piazza unicamente agricoltori, pescatori, qualche negoziante.
    LE RAGIONI DELLA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI
    E’ bene precisare che questo blocco sta ammazzando prima di tutto noi, abbiamo quintali di merce buttata nei magazzini che non verrà mai venduta, parliamo di un danno economico notevole.Chi protesta ha tutto l’interesse ad ottenere presto degli obiettivi, perchè piu’ durerà la protesta piu’ il danno economico sarà elevato per i produttori.
    I costi di produzione nell’agricoltura diventano sempre piu’ elevati, l’aumento dei carburanti porta necessariamente all’aumento del costo dei trasporti e l’aumento di tutti i derivati del petrolio che vengono utilizzati in agricoltura: carburante per i mezzi agricoli, plastiche per l’allestimento di serre e tunnel e via dicendo.
    Mentre i costi di produzione aumentano sempre di piu’, il produttore vende (per esempio) i carciofi a 5 cent. In generale, c’è un deprezzamento di tutti i prodotti. La filiera non funziona, troppi gli intermediari, troppi gli speculatori: se un contadino vende un carciofo a 5 cent mentre la grande distribuzione li vende 15-20 -30 volte tanto è evidente che qualcosa non funzioni. Per essere chiari, con questi prezzi ci chiediamo se valga la pena raccogliere la merce, perché questi prezzi non ci consentono nemmeno di rientrare nei costi di produzione. Le aziende agricole e tutto l’indotto in Sicilia sono al collasso, anzi al fallimento. E’ una situazione che dura da decenni, aggravatasi nel momento in cui è entrato in vigore l’euro.
    La globalizzazione delle merci sempre piu’ selvaggia poi ha dato il colpo di grazia al settore, come è notorio, la grande distribuzione preferisce comprare la merce che arriva dal mercato estero per evidenti ragioni economiche.
    Pur non sostenendo nessun movimento dei forconi e nessun partito che appoggia tale movimento non posso non appoggiare le istanze di chi protesta.
    Infine, la Sicilia è in rivolta, nessuno ne parla e lo Stato dov’è ?

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  5. Oscuro, riferito al movimento dei forconi, mi sembra un eufemismo. Pare davvero strano che siano nati dal nulla ed ancor più strano mi sembra che siano nati solo ora, come se la crisi in Sicilia fosse arrivata con l’anno nuovo. Rimango poi basito nel leggere i programmi di tale movimento…. che significa? non voglio esagerare ma mi sembra l’apoteosi del populismo. In ogni caso, vi consiglio questo articolo di un ricercatore siciliano: http://casarrubea.wordpress.com/2012/01/19/forconi/#comment-2547

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  6. Tralasciando chi sta’ dietro alla protesta ( che sia un movimento spontaneo di popolo non lo credo minimamente ) alcune domande :
    1 ) La ” scintilla ” che fa’ scoppiare la contestazione e’ l’innalzamento del prezzo del carburante… Ma scusate, al nord credete lo regalino ? Con in piu’ l’aggiunta che al nord con il gasolio ci scaldiamo anche nei lunghi mesi invernali ? Che vuol dire la frase ” I GIACIMENTI DI PETROLIO SONO AL SUD E QUINDI DOVREMMO PAGARLO MENO ” ? Allora, con questa logica, potremmo dire che il riso in Piemonte non dovrebbe costare nulla..
    2 ) L’ agricoltura al sud e’ al collasso….Solo da 3 mesi a questa parte ? Al nord invece gli agricoltori vivono da nababbi..Ma stiamo scherzando ? Il problema legato alla sperequazione tra prezzo al produttore – prezzo alla distribuzione esiste anche al nord. La differenza sta’ nel fatto che x sopravvivere gli agricoltori al nord si consociano , creano rivendite a km O ….Qualcuno le ha viste cose del genere in Sicilia ? Io personalmente solo in associazioni che utilizzano terre requisite alla mafia, come ad esempio LIBERA di Don Ciotti.
    3 ) Si parla che la Sicilia debba essere una regione autonoma ……Ok, va’ bene…Quando invece citta’ in mano al PDL come Palermo e Catania hanno buchi di bilancio paurosi, ecco che lo Stato DEVE intervenire, mentre comuni virtuosi che hanno il bilancio in attivo non possono spenderlo e neppure pagare i fornitori, sempre per mantener fede al patto di stabilita’.
    4 ) Tutti questi contestatori saltano fuori solo ora ? Come mai in Sicilia c’e’ stata una maggioranza bulgara che ha premiato il partito di B. ?
    La nota piu’ dolente e’ che tanti ragazzi, studenti e non vedano questo movimento come i nuovi ” Vespri Siciliani ”….Sara’ perche’ vedere il proprio popolo sonnacchioso in piazza e’ qualcosa che non capita tutti i giorni..!!!!

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    1. Gianluca, ti rispondo punto per punto.

      1-Che vuol dire la frase: “ Ma scusate, al nord credete lo regalino ? Con in piu’l’aggiunta che al nord con il gasolio ci scaldiamo anche nei lunghi mesi invernali ?”

      Allora ? Siete contenti cosi’ ? Volete ringraziare tutti i governi che hanno aumentato l’accisa sui carburanti ? Avete mai pensato di farvi sentire, protestare ?

      2-Certamente non ci siamo accorti tre mesi fa che la situazione dell’agricoltura siciliana era grave, abbiamo, anche in passato, attuato forme di protesta, non di questa portata. Partendo dal tuo ragionamento si potrebbe arrivare alla conclusione che siccome noi siciliani siamo un po’ ritardati (nella protesta) dovremmo pagare pegno di tale immobilità non iniziando mai a protestare. Tutte le ribellioni vengono fuori dopo lunghi periodi di sofferenza. I libici e gli egiziani (è solo un esempio, ovviamente) si sono ribellati sono tre-quattro decenni.

      Tu dici:
      “ Il problema legato alla sperequazione tra prezzo al produttore – prezzo alla distribuzione esiste anche al nord. La differenza sta’ nel fatto che x sopravvivere gli agricoltori al nord si consociano , creano rivendite a km O ….Qualcuno le ha viste cose del genere in Sicilia ? Io personalmente solo in associazioni che utilizzano terre requisite alla mafia, come ad esempio LIBERA di Don Ciotti.”

      Premetto che le tue parole, a mio avviso, nascono da una conoscenza insufficiente del settore, non voglio apparire arrogante ma credo di capirne un po’ piu’ di te: ci sono nato e ci sono cresciuto nel settore agricolo. Ti informo che le consociazioni e le rivendite a km 0 esistono pure qui. Le rivendite a km 0 non sono numerose perché la Sicilia esporta le sue merci verso il nord del Paese. Altro che Km 0, parliamo di 1000-1500 km, costi di trasporto elevatissimi, lo saranno ancor di piu’ con l’aumento dei carburanti.

      La sperequazione dei prezzi nel settore agricolo esiste pure al nord ? Certamente, che vogliamo fare ? Perché gli agricoltori del nord non protestano ?

      Sarà per caso perchè una filiera cosi’ complessa, nel settore agricolo, va ad incidere negativamente soprattutto su chi esporta le merci verso il nord del Paese, pagando intermediari e spese di trasporto elevatissime ? Siccome è inutile polemizzare, dico che, esssendo un problema comune gli agricoltori italiani dovrebbero, su questo punto e su altri, fare un’unica forza.

      3-Qui sono d’accordo con te, è chiaro che la politica siciliana faccia schifo, è evidente che gli aiutini ai comuni siciliani da te menzionati siano ingiusti. Ma chi ha mai difeso la politica e i politici siciliani, certamente non io, fosse per me li manderei in Siberia.

      4-E’ solita storia, è accaduto anche sulla scena nazionale: se 8 milioni di Italiani votavano per B, 52 non solo non lo votavano ma molti di questi erano pure antiberlusconiani. Sfortunatamente poi alle urne c’è chi non puo’ votare per limiti di età, chi per scelta (il 40 %) e poi c’è chi ha votato per altri partiti. Insomma, siccome nelle Democrazie (presunte tali) vince chi prende piu’ voti B pur essendo un minoranza ha governato per molti anni e l’Italia è stata vista dal mondo come una “Berluscolandia” pur non essendola nei numeri e nei fatti.

      La stessa cosa si puo’ dire per la Sicilia, oggi il PDL è dato al 27 %, 730 mila voti su una popolazione di 5 milioni di abitanti. Questo vuol dire che piu’ di 4 milioni di siciliani, per tutti i motivi elencati in precedenza, non voterebbe mai B. Su 4 milioni di persone se ne trova di gente incazzata.

      In ultimo, credo che, inevitabilmente, questa tua domanda deve essere retorica: “Come mai in Sicilia c’e’ stata una maggioranza bulgara che ha premiato il partito di B. ? ”

      Ha votato B in Sicilia: persone ignoranti rincoglioniti dalla propaganda mediatica, e poi , sai chi è stato il referente politico della mafia in Sicilia dopo la DC ?

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  7. PREMESSA = La discussione poteva essere effettuata tra il sottoscritto e l’ amico Gio’ Chianta intra-nos in chat ma crediamo entrambi che il ns scambio di opinioni sia utile a tutti i lettori e collaboratori del blog…

    Sicuramente caro Gio’ mi sono espresso male io o forse hai travisato le mie parole….Vedi, qui nessuno ne tantomeno io vuole dire che il popolo siciliano e il popolo meridionale in genere sia un popolo dormiente, anzi….magari questa spinta di rinnovamento venisse dal sud. Pero’ vedi, quando vedo sventolare la bandiera della Trinacria ( Sicilia ) e bruciare quella dell’ Enotria ( Italia )..beh, io rimango deluso e incavolato. Ti sei mai chiesto del perche’ la Lega Nord, non dico metta il cappello ma benedica questo movimento ? Per il semplice fatto che questa voglia di indipendenza se passa anche al sud da’ alla Lega il passaporto per qualsiasi azione secessionista. L’Italia e’ una ed unica e come condanno chi sventola bandiere padane, allo stesso modo condanno chi sventola bandiere borboniche o similari,che considero come manifestazioni anacronistiche ancor piu’ che folkloristiche . Questa crisi la stiamo pagando TUTTI, al nord come al sud e le manifestazioni, che sono sempre giuste e giustificate, non devono x forza mettere in ginocchio una regione .

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