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LA POLITICA DEI (FINTI) FESSI


Rutelli non mi è mai stato simpatico, sarà perché è difficile che ti stia simpatico uno che sta in Parlamento dal 1983, è riuscito ad iniziare il suo percorso politico nei Radicali, dove sosteneva un antimilitarismo non violento e aveva posizioni anticlericali,  per andare a finire nel piu’ democristiano dei partiti, dove sostiene posizioni clericali e vota favorevolmente al rifinanziamento delle missioni militari, passando per i Verdi, la Margherita, il PD. Nel caso di Rutelli, per il mio modo di vedere la politica, c’è stata un’ involuzione. E poi, non posso non ricordare la sua assoluta incapacità di fare opposizione a Berlusconi. Se D’Alema è l’inciucione, lui appartiene alla stessa scuola.

Detto questo, parliamo del caso Lusi. Lusi si assume tutta la responsabilità “di tutto e di tutti”. Nella migliore delle ipotesi (per Rutelli) ,ovvero, se la responsabilità fosse davvero tutta di Lusi, se davvero Rutelli e compagnia bella non si fossero mai accorti che uno gli stava rubando 13 milioni di euro, vuol dire che sono stati dei gran fessi e in un Paese normale i fessi non si dovrebbero occupare dell’amministrazione dello Stato. Percio’, Rutelli e tutti coloro che avevano le chiavi di quel partito dovrebbero semplicemente dimettersi.

Però, questo non è un Paese normale e la classe politica è l’emblema del Paese alla rovescia. Cosi’ troviamo politici a cui vengono comprate case a loro insaputa, politici a cui vengono tolti milioni di euro a loro insaputa, politici giudicati dalle procure di mezza Italia  della metà dei reati presenti nel Codice penale a loro insaputa. Tutto a loro insaputa, tutti dei gran (finti) fessi.