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20 ANNI FA… MANI PULITE: LA “REPUBBLICA DELLE BANANE>>


 

“MANI PULITE”:
Storia di una rivoluzione <<italiana>>

2° PARTE:l’acqua minerale e la pallina ghiacciata

E’ una <<rivoluzione italiana>>, che inciderà negli anni futuri della storia politica nazionale. “Mani Pulite” è un po’ come la rivoluzione francese: fino al 1789 le cose vanno in un modo, poi, drammaticamente, tutto cambia fino a quando non arriva la Restaurazione a rimettere le cose a posto. Come tante rivoluzioni, anche <<questa>> è piena di eroi, tradimenti, contraddizioni, morti, misteri…

3°parte: la <<Repubblica delle Banane>>

27 marzo 1992: ancora però non è successo niente. La rivoluzione deve ancora arrivare. La procura di Milano si muove con lentezza e senza chiasso  perché proprio in quei giorni ci sono le elezioni.

  • Antonio Di Pietro: << l’indagine il primo mese e mezzo viaggiò in sordina perché c’erano le elezioni, e quindi cercammo tutti di buttare acqua sul fuoco e di non scoprirci prima delle elezioni per essere accusati di fare una scena politica. Questo a proposito di chi dice che quell’indagine è a fini politici. Noi fino al giorno dopo le elezioni non procedemmo in alcun modo. E’ il giorno dopo le elezioni che procedemmo, non il giorno prima>>.

E’ un’Italia particolare quella in cui sta per scoppiare la rivoluzione. Intanto è il mondo stesso che è cambiato. Nel 1989 è crollato il Muro di Berlino, simbolo della divisione del mondo in due blocchi: quello occidentale e quello sovietico. Quella contrapposizione adesso non c’è più, l’Unione Sovietica non c’è più. Il mondo deve riorganizzarsi: vanno ripensati gli assetti politici ed economici che fino a quel momento avevano garantito l’equilibrio di quel mondo. Cosa Nostra per esempio, che era stata anche un’artefice di quell’equilibrio, si trova ad attraversare un momento di grandi cambiamenti e di crisi. La conclusione del maxiprocesso di Palermo che nel 1992 manda all’ergastolo con sentenza definitiva la Cupola fa capire la Mafia che deve cambiare il suo rapporto con la politica, riorganizzarsi, inventarsi qualcosa. La prima reazione di Cosa Nostra è perfettamente in linea con lo stile dei Corleonesi di Totò Rina che comandano l’organizzazione: la violenza. Il 12 marzo 1992, in piena campagna elettorale, viene ucciso a Mondello, vicino Palermo, uno dei principali esponenti della corrente andreottiana in Sicilia: Salvo Lima. Salvo Lima, definito  in atti giudiziari come un referente politico di Cosa Nostra, viene ucciso da un gruppo di fuoco di Cosa Nostra dei Corleonesi.

  • Claudio Martelli, ex ministro della giustizia: <<perché la svolta è l’assassinio di Salvo Lima? Perché Salvo Lima in qualche modo rappresentava un punto di compromesso, di mediazione, una sorta di ruolo di cerniera che si può aprire ma anche chiudere nei rapporti tra politica, istituzioni siciliane e Cosa Nostra. L’assassinio di Salvo Lima, Falcone lo commentò con me dicendo “adesso può succedere di tutto. Se la Mafia, se Cosa Nostra rompe questo clima omertoso con lo Stato può succedere di tutto.” E difatti è successo di tutto >> .

Uno stato di guerra, di guerra allo Stato, che fa scrivere al settimanale inglese <<The Observer>> che l’Italia sta rapidamente diventando la Repubblica delle Banane in Europa.Le Repubbliche delle banane sono quei Stati sudamericani dove regnano la violenza e il caos. Ma non c’è soltanto Cosa Nostra in quel periodo ad entrare in crisi e a sentire la necessità di ripensare il tutto. C’è l’economia, l’Italia in quegli anni sta attraversando una crisi economica senza precedenti: ad un passo dalla bancarotta, rischia l’esclusione dall’Europa e, per un certo periodo, in settembre, la lira esce dal sistema monetario europeo.
E poi entra in crisi anche la politica, il sistema dei partiti che aveva governato l’Italia fin dal dopoguerra. La DC, il Partito Socialista, il Partito Comunista, il pentapartito, il CAF (l’asse Andreotti – Craxi – Forlani), i governi <<balneari>> che durano una sola estate, il fattore K (escluderebbe i comunisti dal governo perché troppo vicini al blocco sovietico). Insomma, quella che verrà chiamata la 1° Repubblica.
Il 5 aprile del 1992 si tengono le elezioni politiche. Il <<Corriere della Sera>> le chiama le “elezioni terremoto”. L’astensione, che testimonia la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica dei partiti, raggiunge il 17,4%. Perdono voti i principali protagonisti della vita politica italiana: la Democrazia Cristiana, tutti i partiti di governo e il PDS ( che ha preso il posto del PCI). Ma, si affermano due partiti nuovi  totalmente estranei al vecchio sistema politico: <<La Rete>>, un movimento politico che ha al centro i temi della legalità e la questione morale, e la Lega Nord, che dallo 0,5% balza all’8,7% su scala nazionale e in Lombardia, con il 25,1% dei voti diventa il primo partito. Le elezioni si tengono il 5 aprile. Il 6 aprile, dalla Procura della Repubblica di Milano, ricominciano a partire gli avvisi di garanzia per gli amministratori ed imprenditori. E’ a questo punto che succede qualcosa, qualcosa di particolare. Perché l’inchiesta potrebbe ancora fermarsi. E’già successo con altre inchieste sulla pubblica amministrazione. Ma questa volta è diverso. L’hanno chiamato l’ <<effetto domino>>: gli imprenditori sanno che i politici stanno parlando oppure  temono che possano farlo, e allora si presentano spontaneamente dal magistrato. E i politici, che vedono gli imprenditori parlare, fanno lo stesso.

QUARTA PARTE disponibile dal 21 febbraio


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FONTE: http://www.ilgrido.eu/index.php?set=102&blog_tool_id=&local_page=blog&left_local_page=&month=&year=&users_table=&dom_sld=ilgrido&dom_tld=eu&sito_gratis=&sito=&leggi_risposte=1396583

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Adriano Celentano forever !


Che dire dei monologhi di Adriano Celentano a Sanremo ? In un mondo artistico italiano dominato da artisti (o presunti tali) “conigli”, tutta gente che non prende mai una posizione per pavidità ed è sempre ruffiana, ruffianissima con tutti, attaccare uno dei pochissimi artisti che ha il coraggio di dire cio’ che pensa sarebbe stato insensato se ci fossimo trovati in un Paese di gente che ha il coraggio di dire cio’ che pensa ma  sensatissimo nel Paese dei ruffiani e dei pavidi per natura o per convenienza: nel “Paese alla rovescia” tutto funziona alla rovescia.  Adriano Celentano è uno dei pochissimi artisti italiani degni di potersi fregiare del titolo di Artista,  non è necessario essere dei suoi seguaci per capirlo, bastava semplicemente ascoltare le canzoni che ha cantato all’Ariston, musiche e testi belli, intensi e coinvolgenti. Quello che ha detto su quel palco puo’ essere condivisibile o meno (per me è condivisibilissimo) ma già il fatto che abbia espresso la sua opinione fregandosene del giudizio di coloro che lo guadavano ci deve indurre a rispettare il Celentano uomo e il Celentano artista.

Sarebbe curioso sapere cosa ne pensate sul contenuto dei monologhi di Adriano…