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Benvenuti nel fantastico Mondo di Elsa Fornero.


Quando sento parlare Elsa Fornero ed altri esponenti di questo governo ho la sensazione che siano dei marziani venuti un po’ per caso sul pianeta Terra a far danni.

Vorrei pero’ partire da cio’ che di positivo si vuol fare sul tema del lavoro.

Abolizione degli stage. Ottimo, sappiamo tutti che lo stage, tranne qualche eccezione, è uno strumento per le aziende per avere lavoratori a tutti gli effetti a costo zero o quasi. Non saranno pero’ aboliti tutti gli stage ma solamente quelli post universitari e va bene cosi’.

E’ ottima l’idea che un’azienda che utilizza in gran misura contratti a tempo determinato debba pagare di piu’ il costo del lavoro rispetto alle aziende che applicano contratti a tempo indeterminato.

Ora veniamo però al fantastico Mondo di Elsa. Dagli anni 90 fino ai nostri giorni la flessibilità è diventata sempre piu’ sinonimo di precarietà. Per intenderci, anche il concetto stesso di flessibilità è contro natura, anche perché non a tutti piace l’idea di dover cambiare venti lavori durante l’arco della propria vita lavorativa, dieci residenze e poi, per esempio, prova ad andare a chiedere un mutuo con il tuo bel contratto “bello flessibile”.

Cosa vuol fare questo governo per fare il modo che flessibilità non continui ad essere sinonimo di precarietà ?

Un terrestre penserebbe che, dato che questa maledetta flessibilità si è rivelata una cagata pazzesca, sarebbe ora di cambiare rotta. Invece no, la flessibilità deve rimanere ma, per i marziani, non deve piu’ essere sinonimo di precarietà.

Una mission impossible per tutti i terrestri una passeggiata per i marziani. Per un marziano è sufficiente modificare l’articolo 18 ed il gioco è fatto.

Un terrestre penserebbe che, una volta che tu dai la possibilità alle aziende di licenziare con una certa facilita’,  quel contratto a tempo indeterminato che hai firmato, conta come il due di coppe a briscola.

Per un umano sarebbe una grande presa per i fondelli, meno diritti piu’ precariato. Un anno lavori qui e l’altro non si sa nemmeno se lavori, oltretutto senza la possibilità di poter accedere alla cassa integrazione che verrà sostituita da una sorta di assegno di disoccupazione che dura quanto dura e poi se hai qualche pensionato in famiglia bene altrimenti o si ruba o si va sotto i ponti.

Per un marziano la cosa è differente, tu con il tuo bel contratto a tempo indeterminato e con la modifica di quel maledetto art. 18, non ti devi preoccupare nemmeno se ti licenziano, come si dice in questi casi: si chiude una porta e si apre un portone. Dopo che la tua azienda ti licenzia, non per male ma per darti la possibilità di trovare un migliore impiego, avrai mille possibilità lavorative, passerai le giornate a scartare i posti di lavoro che non ti sono graditi. Lavorerai ogni mese in una Regione diversa, viaggerai moltissimo.

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Una firma per fermare il bavaglio ad internet


Su Avaaz.org è possibile firmare una petizione.

La scure della censura ha fatto il suo ritorno in Italia, visto che l’Autorità per le Comunicazioni si sta preparando a imbavagliare siti internet come YouTube e persino Avaaz. Ci rimangono solo 2 giorni: facciamo il possibile per salvare la nostra libertà di espressione e la nostra democrazia.

L’Autorità, di nomina partitica, vuole mani libere per rimuovere qualunque contenuto, immagine o video, e addirittura chiudere interi siti internet, a fronte del sospetto di violazione del diritto d’autore. I politici e i poteri forti avrebbero così uno strumento utile per silenziare il dissenso e per tenerci all’oscuro dal conoscere verità scomode. L’anno scorso la nostra mobilitazione record ha bloccato questa regolamentazione: vinciamo ancora una volta!

Mercoledì il Presidente dell’Autorità Calabrò sarà in Parlamento. Costruiamo un grido pubblico assordante per far sì che i politici, dai quali dipendono le carriere di gran parte dei membri dell’Autorità, dicano chiaro e tondo di abbandonare il bavaglio affermando il loro potere esclusivo su qualunque legislazione che tocca i nostri diritti fondamentali. Inondiamo i parlamentari chiave e i leader di partito con messaggi per chiedere loro di difendere la libertà di internet, poi fai il passaparola con tutti.

Per firmare la petizione vai su Avaaz.org :http://www.avaaz.org/it/italia_no_bavaglio_internet/?cl=1667925244&v=13294

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QUANDO LA CURA UCCIDE IL MALATO…


Ai componenti dell’ attuale Esecutivo sono state rivolte accuse di ogni tipo; a volte pretestuose, a volte infamanti, a volte grottesche e a volte anche giustificate, in particolar modo riguardo a certe dichiarazioni ” sopra le righe ” . A tutte e’ stata data risposta e vi sono state pure le scuse per certe esternazioni ( anche in questo l’ attuale Governo e’ differente dal precedente che negava le dichiarazioni di poche ore prima ). Una critica pero’ va’ fatta a questi ” tecnici ” e credo che nessuno di loro possa bollare come falsa : QUESTE PERSONE NON CONOSCONO QUALE SIA LA VERA REALTA’ DEL PAESE !!! Per meglio dire conoscono i problemi dell’ Italia ma non si rendono probabilmente conto di quale sia la situazione degli italiani. Anche noi persone comuni, per quanto ci sforziamo non riusciamo a capire come sia possibile che certe persone al mondo muoiano di fame, quando noi abbiamo problemi di sovra-alimentazione. Noi stessi non riusciamo ad immaginarci come vi siamo persone nel mondo che fanno km per avere accesso a pochi litri di acqua quando noi ne usiamo altrettanti solo per tirare l’ acqua dello sciacquone. Allo stesso modo queste persone che ci governano non possono capire come sia possibile che una famiglia viva con quello che loro guadagnano in mezza giornata ; non possono capire quanto sia difficile trovare un lavoro quando a loro vengono fatti ponti d’oro per entrare in uffici pubblici e aziende private. Questa non e’ certo una scusante ma credo che sia il vero motivo di certe scelte che vengono fatte : qui non si tratta di cattiveria o di ” stronzaggine ” ma proprio di una non conoscenza della situazione reale delle persone . Quindi , cari Ministri, quando parlate di ” sfigati che si laureano a 28 anni ”, sappiate che , spesso e volentieri chi studia deve anche lavorare per mantenersi gli studi, visto che l’istruzione dopo la scuola dell’ obbligo e’ a pagamento. Che quella ” flessibilita” che voi chiedete ai lavoratori esiste da anni nelle fabbriche, in particolar modo in quelle artigianali in cui ogni operatore svolge le mansioni piu’ disparate. Che quel ” posto fisso ” che voi chiamate ” un desiderio irrealizzabile ” ci serve per ottenere anche il piu’ piccolo prestito dalle banche o dalle finanziarie, che altrimenti non ci concedono un euro. Che questa ” difesa ad oltranza dell’ art. 18 ” non e’ la difesa di uno status – symbol ma solo una salvaguardia di quel lavoro che magari non ci piace ma a cui non vi e’ altra soluzione per mantenerci noi e le nostre famiglie. Nessuno vuole vedervi vivere come dei clochard ne andare a lavorare i campi come imponeva Mao ai neolaureati cinesi ma credo che davvero, ogni tanto, sarebbe bene che vi confrontaste con la vera realta’ . Voi vi siete assunti l’impegno di salvare l’ Italia : ma se la cura dovesse poi uccidere il malato…..beh, sicuramente il vostro lavoro sarebbe stato uno sforzo vano !!!

GIANLUCA BELLENTANI