Pubblicato in: CRONACA

QUANDO LA CURA UCCIDE IL MALATO…


Ai componenti dell’ attuale Esecutivo sono state rivolte accuse di ogni tipo; a volte pretestuose, a volte infamanti, a volte grottesche e a volte anche giustificate, in particolar modo riguardo a certe dichiarazioni ” sopra le righe ” . A tutte e’ stata data risposta e vi sono state pure le scuse per certe esternazioni ( anche in questo l’ attuale Governo e’ differente dal precedente che negava le dichiarazioni di poche ore prima ). Una critica pero’ va’ fatta a questi ” tecnici ” e credo che nessuno di loro possa bollare come falsa : QUESTE PERSONE NON CONOSCONO QUALE SIA LA VERA REALTA’ DEL PAESE !!! Per meglio dire conoscono i problemi dell’ Italia ma non si rendono probabilmente conto di quale sia la situazione degli italiani. Anche noi persone comuni, per quanto ci sforziamo non riusciamo a capire come sia possibile che certe persone al mondo muoiano di fame, quando noi abbiamo problemi di sovra-alimentazione. Noi stessi non riusciamo ad immaginarci come vi siamo persone nel mondo che fanno km per avere accesso a pochi litri di acqua quando noi ne usiamo altrettanti solo per tirare l’ acqua dello sciacquone. Allo stesso modo queste persone che ci governano non possono capire come sia possibile che una famiglia viva con quello che loro guadagnano in mezza giornata ; non possono capire quanto sia difficile trovare un lavoro quando a loro vengono fatti ponti d’oro per entrare in uffici pubblici e aziende private. Questa non e’ certo una scusante ma credo che sia il vero motivo di certe scelte che vengono fatte : qui non si tratta di cattiveria o di ” stronzaggine ” ma proprio di una non conoscenza della situazione reale delle persone . Quindi , cari Ministri, quando parlate di ” sfigati che si laureano a 28 anni ”, sappiate che , spesso e volentieri chi studia deve anche lavorare per mantenersi gli studi, visto che l’istruzione dopo la scuola dell’ obbligo e’ a pagamento. Che quella ” flessibilita” che voi chiedete ai lavoratori esiste da anni nelle fabbriche, in particolar modo in quelle artigianali in cui ogni operatore svolge le mansioni piu’ disparate. Che quel ” posto fisso ” che voi chiamate ” un desiderio irrealizzabile ” ci serve per ottenere anche il piu’ piccolo prestito dalle banche o dalle finanziarie, che altrimenti non ci concedono un euro. Che questa ” difesa ad oltranza dell’ art. 18 ” non e’ la difesa di uno status – symbol ma solo una salvaguardia di quel lavoro che magari non ci piace ma a cui non vi e’ altra soluzione per mantenerci noi e le nostre famiglie. Nessuno vuole vedervi vivere come dei clochard ne andare a lavorare i campi come imponeva Mao ai neolaureati cinesi ma credo che davvero, ogni tanto, sarebbe bene che vi confrontaste con la vera realta’ . Voi vi siete assunti l’impegno di salvare l’ Italia : ma se la cura dovesse poi uccidere il malato…..beh, sicuramente il vostro lavoro sarebbe stato uno sforzo vano !!!

GIANLUCA BELLENTANI

 

 

 

 

5 pensieri riguardo “QUANDO LA CURA UCCIDE IL MALATO…

  1. adesso vi dico la mia sull’art.18. Mia nipote lavora alla Posta e sono 2 dico 2 anni che non torna al lavoro, prima si è fatta 6 mesi a casa x “esaurimento nervoso”, poi è rimasta incinta e ha usufruito di tutti e 9 i mesi x gravidanza a rischio ( non vero) poi l’allattamento e adesso chiederà un anno di aspettativa x accudire il bimbo…tutti diritti? non ne sono tanto sicura. E’ vero che x l’aspettativa non viene pagata o mi sembra solo un 30% ma se avesse lavorato in un ufficio con meno di 15 impiegati avrebbe agito allo stesso modo? una risposta x favore

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  2. lavora alla Posta,hai già detto tutto .
    anche nel privato succede questo ( perlomeno nelle aziende medio-grandi ),
    ma negli ultimi anni ho visto che le mie ex colleghe se ne approfittavano un pò meno, avevano fiutato il cambiamento del vento ?

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