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Io, italiano, lavoro nei campi imparando a vivere dai colleghi africani.


Ho imparato molte piu’ cose lavorando nei campi che studiando al liceo o all’Universita’. E non parlo solamente di imparare a fare un mestiere ma di qualcosa di ancora  piu’ importante, il contatto con la terra ti insegna molte cose.

 Lavorando nei campi si possono fare delle amicizie con i colleghi africani venuti in Italia in cerca di una vita migliore. Come Muhammad (qui si fa chiamare Mimmo) egiziano, 25 anni.

Mimmo parla un italiano da fare invidia a molti italiani e grazie anche alla sua ottima dialettica abbiamo scoperto di avere molte cose in comune. Stessa età, stesso lavoro, stessa precarietà ma anche posizioni molto simili su molti argomenti. Sia chiaro, nonostante io sia considerato meno di zero dallo Stato italiano, ritengo di essere un privilegiato rispetto a Mimmo, perché vivo in uno Stato governato da gentaglia ma sorretto dalla Costituzione italiana.

Non è cosi’ per Mimmo che dall’Egitto è andato via. Tra un colpo di zappa e l’altro abbiamo proprio cominciato a parlare della situazione del suo Paese. Mimmo, laureatosi in Egitto non ha trovato lavoro ed ha iniziato a lavorare nei campi nel suo Paese. Mi racconta di un Paese dove non esistono ne’ libertà ne’ diritti, dove l’esercito ha un potere fortissimo, dove i soldati ti vengono a chiedere quello che in Italia chiamiamo pizzo senza che tu possa far nulla e se ti ribelli finisci in qualche fossa. Da quel Paese Mimmo doveva andare via, anche se mi dice di essere molto preoccupato per la sorte dei suoi familiari, rimasti in Egitto a vivere tra gli stenti. Cosi’, un giorno, è andato sulle coste egiziane, si è imbarcato sul classico barcone ed sbarcato a Lampedusa.

Abbiamo parlato anche di Mubarak e qui il livello di conversazione è notevolmente calato tra risatine e battute. Parlando della famosa nipote marocchina di Mubarak ci siamo fatti quattro risate di gusto e Mimmo mi ha detto “ma davvero gli italiani credono a queste stronzate ?”, si, rispondo, non tutti, ma c’è molta gente che è stata drogata dalla propaganda di Berlusconi. E Mimmo “come in Egitto con Mubarak.”

Siam finiti per parlare anche di religione, lui musulmano, io agnostico. E’ proprio vero che gli integralisti, di ogni religione, hanno una visione malata della loro religione. Mimmo mi ha parlato di un Corano che è lontano anni luce dall’integralismo cosi’ come viene rappresentato dai media. E alla fine, in riferimento alla situazione egiziana gli dico “speriamo che Allah vi aiuti” e lui prontamente ribatte “speriamo che a voi Dio vi aiuti.”

Infine mi ha fatto capire che noi giovani occidentali siamo maestri nel lamentarci “questo lavoro nei campi qui non è niente, in Egitto il lavoro è molto piu’ duro.”

 Molti giovani italiani non hanno voglia di sporcarsi le mani, di sudare per portare a casa un tozzo di pane, vogliono tutto e subito, non hanno voglia di sacrificarsi.

Non tutti, sia chiaro, ma è la nostra società che insegna ai giovani che si possono fare i soldi facilmente, che chi non lavora ma ha i soldi è furbo e chi lavora e non arriva a fine mese è un fesso, che chi lavora di piu’ guadagna di meno e chi lavora di meno guadagna di piu’, che il lavoro di chi fa mangiare gli italiani vale meno di zero mentre il lavoro di chi ruba i soldi agli italiani è degno di considerazione.

Gio’ Chianta