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Il Governo a tempo


Cosa succederà dopo il governo tecnico?

Ormai sembra certo  che il  Governo Monti durerà fino alla fine naturale della legislatura nella prossima primavera. Cosa succederà dopo?  Le elezioni garantiranno la governabilità?  Il nuovo Parlamento sarà capace di autodeterminarsi?  I mercati daranno fiducia al nuovo governo?  Nessuno lo sa e le previsioni si sprecano.  Di certo  la situazione ha determinato che la politica si sia bloccata intorno a questo governo tecnico d’emergenza che ha esautorato le normali istituzioni e che appare senza alternative immediate.  A sentire le cose che dicono lo stesso Monti e i suoi ministri, che si sentono i salvatori della patria, i tempi saranno duri senza di loro.  Non sarà semplice uscirne, vivi intendo.

Fonte: http://fugadigas.blogspot.it/

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NAPOLITANO SALVA IL PD : PERICOLO SCAMPATO O PROBLEMA ACCANTONATO ?


Tutti i giornali ad inizio settimana avevano il medesimo titolo in prima pagina ” SULL’ ARTICOLO 18 IL GOVERNO CHIEDERA’ LA FIDUCIA . IL PD SI SPACCA ” !!! Il pericolo di scissioni interne era davvero reale ,tra chi era favorevole alla cancellazione dell’ articolo e chi no. Neppure le parole del Segretario Bersani ” IL PD STA’ CON I LAVORATORI ” erano bastate a gettare acqua sul fuoco. Fortunatamente e’ intervenuto il Presidente della Repubblica che, preoccupato di avere un partito che sostiene il Governo fortemente indebolito , ha indicato al Governo la strada da seguire : non piu’ un Decreto Legge ma un Disegno di Legge, differenza non da poco.    conto.  Su Napolitano, tante e troppe volte attaccato, credo che solo la storia sapra’ tributargli i suoi grandi meriti. Il PD e’ quindi ” salvo ” e la ” patata bollente ” passa nelle mani di Confindustria e PDL , che gia’ brindavano davanti alle ceneri di quello che era stato il maggior partito antagonista. Pericolo scampato quindi…o forse solo un problema con soluzione rimandata ?? Perche’ questo e’ il vero problema del PD : quello di avere troppe voci !!! Guardate, qui non si tratta di essere sempre ” d’ accordo col leader del partito ” e di non avere alcuna voce di critica. Ricordiamoci che il PD e’ l’unico vero partito che non si identifica in una sola persona, come avviene nell’ IDV con Di Pietro, nell’ UDC con Casini, in FLI con Fini etc.. Qui il problema vero e’ che su ogni questione, su ogni tema , dalla politica alla vita civile, esiste sempre un qualche ” falco ” ( io li preferisco chiamare rematori – contro ) che , esternando le proprie convinzioni all’ esterno, crea smarrimento non solo nella gente ma addirittura nel proprio elettorato. Questo non vuol che le varie divergenze di opinione, legittime debbano essere taciute ma che la discussione va’ fatta internamente, senza creare malumori all’ esterno , in nome di quel Centralismo Democratico tanto caro al vecchio PCI. Bravo Bersani( anche a lui la storia riconoscera’ i giusti meriti ) a sottolinare l’importanza di avere una voce sola. Quando il PD sapra’ davvero dare una chiara visione delle proprie scelte , allora forse trovera’ in quella sx tanto frammentata un valido appoggio, senza dover rincorrere un elettorato centrista che sicuramente ti mollera’ alla prima occasione. le idee di sinistra non devono mai morire.

Gianluca Bellentani

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Aiello, condannato per mafia, è stato scarcerato perchè intollerante al menu’ del carcere.


Aiello , condannato a 15 anni e 6 mesi per associazione mafiosa, è stato scarcerato dal carcere di Sulmona perché soffre di favismo e il menu’ del carcere era pieno zeppo di piatti a base di fave.

Secondo i giudici: ”Il vitto carcerario non ha consentito un’alimentazione adeguata del detenuto, risultando dal diario nutrizionale la presenza costante di alimenti potenzialmente scatenanti una crisi emolitica e assolutamente proibiti”. Aiello, ”non puo’ rimanere in prigione, perche’ esposto a serio e concreto rischio di vita o a irreversibile peggioramento delle gia’ scadute condizioni fisiche”.

TRADUZIONE: I cuochi del carcere non sono capaci di variare il menu’ per quei soggetti che soffrono di gravi intolleranze alimentali. Infatti, al posto di sostituire nel menu’ di Aiello tutti gli alimenti per i quali è intollerante continuano a sottoporglieli in ogni piatto. Trovandoci di fronte a cotanta incompetenza siamo costretti a concedere i domicialiari al detenuto perchè in caso contrario potrebbe pure morire per un piatto di fave.

Ad Aiello sono stati concessi i domiciliari per un anno. Sempre che riescano a trovare un penitenziario dove sappiano cucinare dei patti anche per coloro che soffrono di favismo e  di altre forme di intolleranza alimentare.

 Vicenda  tragicomica.