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QUANDO UNA PARTITA DI CALCIO E’ L’IMMAGINE DEGLI ITALIANI


Mercoledi’ sera, terz’ ultima di campionato ! La Fiorentina gioca in casa con l’ ormai retrocesso Novara. Servono punti per non retrocedere e il Lecce e’ ormai alle spalle. Dovrebbe essere una partita facile ed invece, dopo mezz’ora, la Fiorentina e’ sotto di 2 goal. Delio Rossi, l’allenatore, toglie l’ attaccante serbo Ljanjic, fino ad allora inconcludente , per inserire un altro giocatore. Il ragazzo ( ha solo 21 anni ) si avvia verso la panchina e dice parole irriguardose verso il tecnico che lo aveva sostituito. Questo e’ sicuramente un gesto condannabile e deprecabile in quanto tu giocatore di una squadra, pagato profumatamente, devi sempre essere a disposizione dell’ allenatore ed accettare le sue decisioni, anche se non ti garbano. Magari ne puoi parlare tranquillamente con chi ti allena, far sentire le tue ragioni ma alla fine l’ultima parola spetta al trainer. Non e’ stato il primo episodio di questo tipo ( e purtroppo non sara’ l’ultimo )…..Chi non ricorda quando G. Chinaglia mando’ a quel paese in mondovisione l’ allenatore della Nazionale Valcareggi, reo di averlo sostituito ?? Chi non rammenta quando, dopo un goal dell’ Inter, il giocatore Desideri ( detto Salsiccia ) correndo per il campo si rivolse al mite Luisito Suarez e puntandogli il dito contro grido’ ” Questo e’ per te stronzo ” ? L’altra sera al Franchi e’ pero’ accaduto qualcosa di incredibile quanto inamissibile. Delio Rossi, persona esperta e matura, alle parole del suo giocatore si volta e aggredisce come l’ultimo dei teppisti Ljanjic, non solo a parole ma con pugni e solo gli uomini della panchina riescono a sedare la rissa. All’ uscita dal campo il giocatore viene investito dai cori dei tifosi che urlano ” Sporco zingaro, tornatene a casa tua ” e Delio Rossi viene applaudito come un padre che abbia dato una giusta lezione al figlio maleducato. Sconcertanti sono pure le parole dei giornalisti che parlano di giusta punizione e di quanto lo stress possa far fare cose incredibili anche alla persona piu’ garbata del mondo. Anche Andrea della Valle, presidente della Fiorentina, quasi si rammarica di averlo dovuto giustamente esonerare. Personalente, credo invece che questo increscioso episodio rispecchi quello che ormai noi italiani siamo diventati. Un ammasso di persone ( popolo e’ qualcosa di diverso ) che sono insofferenti a tutto e a tutti . Gente che vede nemici dappertutto e in ogni luogo. Che gli stranieri fanno comodo quando lavorano e ci pagano coi loro contributi le nostre pensioni e che quando chiedono diritti stiano a casa loro. Che non sopportano i bambini perche’ urlano, i cani perche’ abbaiano e i gatti perche’ miagolano. Che quelli che sono migliori lo sono sempre per una raccomandazione e mai per merito. Che se una persona e’ un politico, sara’ sicuramente un ladro. Che noi siamo sempre dalla parte della ragione e gli altri in torto. Che se le cose col partenr non vanno, devi chiudere il rapporto e mai cercare di trovare un compromesso. Che quello che ti lavora a fianco produce sempre meno di te. Di questa insofferenza che ci pervade ogni giorno, ogni momento , non solo non ci vergognamo ma la diamo x scontata, se non addirittura la consideriamo una virtu’. Troviamo dentro di noi quel senso di vivere civile, quello spirito di sopportazione che e’ alla base del vivere insieme. Come direbbe il decano degli allenatori, il romano Carletto Mazzone, pirotecnico personaggio :

” A’ RAGA’…..DAMOSE NA’ CALMATA CH’ E’ MEJO PE’ TUTTI ”  !!!!

GIANLUCA BELLENTANI

 

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Un uomo è entrato in una sede Equitalia nel bergamasco prendendo alcuni ostaggi.


BERGAMO – Un uomo è chiuso da alcuni minuti nella sede di Equitalia di Romano di Lombardia (Bergamo) dove avrebbe preso alcuni ostaggi. Ancora non si sa quali siano le intenzioni dell’uomo, che sembrerebbe armato, né quante sono le persone che si trovano nell’ufficio assieme a lui. Sul posto gli agenti della questura di Bergamo.

L’uomo che si è barricato nella sede Equitalia di Romano di Lombardia ha fatto uscire tutte le persone che erano presenti, una dozzina, tranne una. L’uomo, che é armato di un fucile, dice di voler parlare con la stampa e che solo dopo libererà l’ostaggio. Ha urlato di essere in difficoltà economiche e di volersi togliere la vita.

Il sequestratore che e’ entrato nella sede delle agenzia delle entrate nel Bergamasco e’ ancora all’interno della sede e tiene in ostaggio un impiegato. I colpi sparati dall’uomo sarebbero un paio che comunque non hanno causato feriti. Al momento la trattativa con l’uomo e’ portata avanti dai carabinieri. (ANSA)