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Fuori i mafiosi dalle carceri, dentro gli internauti che offendono Napolitano.


 La Procura di Nocera Inferiore apre un fascicolo contro ignoti per “offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica italiana”.
In sostanza, la Polizia postale controllerà siti, blog e social network per scovare dei commenti offensivi sul Capo dello Stato, punendo gli autori dei commenti ma anche amministratori di siti, blog, pagine Facebook e via dicendo.
 Si tratta di un reato penale (si va in carcere da un minimo di uno fino a cinque anni) e se davvero dovessero punire tutti coloro che hanno detto una parolina di troppo a Napolitano dovrebbero costruire un migliaio di nuove carceri, oppure dovrebbero mettere a piede libero mafiosi e criminali vari per far posto a quei cattivoni che offendono il Presidente su Facebook.
 Personalmente mi guardo bene dall’offendere il Capo dello Stato, non solo perchè si commette un reato ma soprattutto perchè non è nel mio stile offendere chicchessia. 
Come amministratore di siti e pagine Facebook   potrei pero’ finire dentro perchè è francamente impossibile moderare qualche milione di commenti pubblicati sui media da me gestiti, qualcosa scappa sempre.
 Qualsiasi legge va rispettata, ma permettetemi di dire che questo reato dovrebbe essere eliminato e il Capo dello Stato, se si sente offeso dovrebbe, come ogni normale cittadino che si sente diffamato, denunciare personalmente l’offensore per diffamazione. Invece no: le offese possono riguardare la persona del Presidente della Repubblica sia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, sia nella sua individualità privata, anche in relazione a fatti anteriori all’attribuzione della carica.  Per la consumazione del reato in esame non è richiesto che l’offesa diretta al Presidente della Repubblica avvenga col mezzo della stampa, essendo sufficiente la semplice comunicazione dell’offesa ad un terzo con qualsiasi mezzo. È stata, perciò, ritenuta sufficiente ad integrare gli estremi del reato in esame l’offesa contenuta in una lettera pubblicata su un quotidiano dopo che la stessa era stata recapitata al direttore del giornale che in quel momento si trovava in una città diversa da quella di pubblicazione del giornale medesimo. Insomma, una legge dichiaratamente ad personam e  per come è scritta sembra che tutto sia offesa e che nulla si possa dire al Capo dello Stato nè nell’esercizio delle sue funzioni nè come privato cittadino.
 Per Giustizia, introduciamo il reato di “offesa all’onore e al prestigio dei Cittadini italiani.”  
 Qualsiasi rappresentamente del Popolo (in primis il Capo dello Stato) puo’ essere processato, se offende l’onore e il prestigio dei cittadini italiani . Io mi sono sentito molto offeso quando Napolitano firmo’ leggi palesemente incostituzionali (quelle ad personam) pur avendo il potere di rimandarle alle Camere, quando mise uno della Trirateral al governo non concedendo ai cittadini la possibilità di scegliere e quando per difendere l’attuale classe politica ha ironizzato su una forza politica regolarmente e democraticamente votata dai cittadini.
 Un tale Berlusconi, per dire, ci ha diffamati in tutto il Mondo
 Ora,  liberate i mafiosi e arrestateci tutti.
 
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ELETTO SINDACO A SUA INSAPUTA.


 

Sindaco a sua insaputa, quasi per caso. È accaduto a Fabio Borsatti, nuovo primo cittadino di Cimolais, un piccolo paese in provincia di Pordenone. Titolare di un hotel nella vicina Claut, il 50enne si candida solo per fare un favore all’amico Gino Bertolo, sindaco uscente. La questione è molto semplice: per non correre il rischio di non raggiungere il quorum ed evitare il conseguente commissariamento Bertolo chiede all’amico di candidarsi con una seconda lista civica, pressoché fittizia; Borsatti accetta ma non ha alcuna intenzione di vincere, tanto che non va nemmeno a votare.

A sorpresa, però, sbaraglia l’amico, con 160 voti a suo favore e solo 117 per l’ex sindaco. Il nuovo primo cittadino viene avvisato dal giornalista del Messaggero Veneto Fabiano Filippin, a cui replica infastidito: Ma quale eletto? Io sto organizzando la festa della Juve, lasciatemi in pace. Ma io non sono andato neanche a votare perché volevo che vincesse Gino. Mia figlia, mia sorella, mio papà e mia moglie hanno votato tutti per lui!”. Niente festeggiamenti, quindi, se non per la vittoria della sua squadra del cuore. Un caso più unico che raro di questi tempi.

Poi forse realizza e usa toni più pacati, forse per non apparire ingrato e non compromettere il gradimento popolare raccolto alle urne: Non ci sono rimasto male, è stato un onore partecipare. È successa una cosa apparentemente anomala, ma qui c’è poco da sorridere. Ma più che altro per una questione di carattere… antropologico. Arrivare ben oltre la ragione con livelli di comicità involontaria non è sicuramente una situazione che gli abitanti di Cimolais meritano, comunque stiamo costruendo una comunicazione congiunta che sarà diffusa nel giro di pochi giorni”. Come a dire: sono onorato, ma gli elettori si meritano di più. Un’ammissione che non lascia scampo ad equivoci e che svela il lato onesto e senza filtri di un’Italia davanti alla quale non si può che rimanere increduli.

fonte: http://it.notizie.yahoo.com/blog/gossip-di-palazzo/elezioni-amministrative-fabio-borsatti-sindaco-sua-insaputa-114809568.html

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13 maggio Monti e Papa ad Arezzo : cosa accade ?


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Mario Monti ospite a Rondine: domani il super tecnico nella cittadella della pace.

Curioso contrasto con la militarizzazione della città di Arezzo che accoglierà il doppio evento  Monti+Papa.

350 uomini delle forze dell’ordine mobilitati  per l’evento e…si parla  di   cecchini sui tetti del centro città.

Andando al nazionale ….è notorio che gli F35 sono formati di carta da disegno assolutamente indispensabili per il funzionamento delle scuole statali

Polemiche crescenti e diffuse tra molti cittadini per i costi della doppia visita ( siamo a oltre 500.000 euro ).
Nella mattinata di domenica 13 il Comitato 13 maggio  invita  i cittadini aretini e non, ad un SIT IN dalle 9 del mattino in poi in Piazza Zucchi.

Chi paga il caro-Papa e il caro-Monti?

Presidio unitario di protesta contro le politiche clericali ed antisociali e per una società più giusta, civile e vivibile, per dimostrare che esiste un’Arezzo, una Toscana molto diverse da quanto vogliono farci credere che siano.

e non solo…

Mario Monti ad Arezzo è l’occasione, per il MoVimento 5 stelle, “ …per far capire che i cittadini aretini non solo contestano le manovre economiche adottate dal suo governo, che penalizzano le fasce più deboli e già tartassate della popolazione italiana ovvero: i lavoratori dipendenti, pensionati, artigiani, piccole imprese preservando invece i soliti centri di potere come le lobby economiche, il sistema bancario e finanziario, la casta politica, ma hanno anche delle proposte alternative da proporgli”.

Per questo domenica il MoVimento 5 stelle di Arezzo sarà in piazza della Stazione e in piazza S. Jacopo dalle 8 del mattino fino alle 12 per censurare le politiche del governo del professor Monti ma soprattutto informare i cittadini che esiste un altro modo di fare politica, insieme alla gente, con i cittadini per una maggiore equità sociale ed economic