Pubblicato in: CRONACA

Quanti sciacalli sul terremoto.


Le varie forma di sciacallaggio sui terremotati non si contano piu’.

C’è quello classico: i delinquenti che girano per le citta’ distrutte e rubano tutto quello che c’è da rubare.

 C’è quello imprenditoriale: gli affaristi che alla notizia di un terremoto ridono di gusto perché sentono già l’odore dei soldi, soldi “ a palate” dagli appalti per la ricostruzione.

  C’è quello bancario: le banche che applicano le commissioni bancarie anche sui bonifici dei cittadini che hanno scelto di donare dei soldi a favore dei terremotati.

C’è quello politico: un partito che tra una scossa e l’altra, tra un morto e l’altro, nella confusione generale, ripresenta in Parlamento  la “salva-Ruby”, ennesima legge ad personam per non far finire quel “soggettone” nella patrie galere.

E vedrete che di giorno in giorno gli sciacalli aumenteranno. Lo sciacallo, quello vero, se confrontato all’uomo sciacallo non è altro che un tenero animale…

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Ci sara’ un terremoto catastrofico nel sud Italia. Ne vogliamo parlare o facciamo finta di niente ?


Sarà che al sud ci vivo, sarà che in questi giorni tutti siamo terrorizzati dalla possibilità che anche dalle nostre parti possa scatenarsi un possibile terremoto e ogni tanto guardiamo se quell’oggetto posto su quel mobile si muove, sarà per tutti questi motivi che le parole di Alessandro Martelli, presidente del centro ricerche Enea di Bologna, non solo non ci lasciano indifferenti ma aumentano ulteriormente l’ angoscia di molti italiani.

Ma cosa ha detto Martelli ? In un’intervista ha dichiarato:  “Più del Nord adesso però mi preoccupa il Sud. Per il Nord c’erano stati due studi. Uno allarmava per un eventuale terremoto e l’altro no. Ed è arrivato il terremoto in Emilia. Per il Meridione, invece, esiste un allarme più grave in arrivo perché lì sono stati applicati tre modelli di studio. Tutti e tre danno l’allarme rosso. Quindi questo preoccupa oltretutto perché prefigura un eventuale terremoto molto violento. “

Subito è arrivata la replica di Stefano Gresta, capo dell’ INGV: Non c’è modo migliore di quello di approfittare delle sensibilità delle persone per accaparrarsi qualche centinaio di milioni di euro sulla prevenzione sismica, quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno. Le previsioni attualmente hanno un margine di errore e di incertezza troppo ampio per poter essere utilizzate nella pratica. E chi ha fatto quelle previsioni non ha detto quanti falsi allarmi ha generato negli anni quello strumento, quante volte è stato previsto un evento che poi non si è mai verificato. E che facciamo, spostiamo milioni di persone per due anni e blocchiamo mezza Italia per un evento che magari poi non si verificherà?”

Partiamo dal presupposto che chi scrive non è un esperto del settore e come tutti coloro che non capiscono nulla di terremoti è parecchio confuso e non sa bene a chi credere. Peraltro, è stupefacente notare come due esperti del settore dicano cosa molto differenti e si contraddicano tra loro.  Se anche l’attività scientifica diventa materia sulla quale filosofeggiare non siamo messi molto bene.

Ho letto le varie interviste di Martelli e su alcuni punti devo contestare le dichiarazioni di Gresta. Martelli non ha mai parlano di un terremoto che avrà luogo un una data x, in un luogo x.  Ha parlato di tre modelli di studi che hanno portato tutti alla stessa conclusione: ci sarà un terremoto di forte intensità nel sud Italia nel breve o nel lungo periodo (2 anni).

Martelli ha anche dichiarato che il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna era stato previsto e già a marzo era stato diramato un allarme e ha sottolineato che in questi casi non è possibile spostare migliaia di persone da una zona all’altra in attesa del sisma ma è possibile verificare le zone strategiche, organizzare la protezione civile e informare la popolazione su come deve comportarsi in questi casi.

Un sindaco di una delle cittadine maggiormente colpite dal sisma ha dichiarato come fino al 2003 quelle zone non erano nemmeno catalogate delle mappe sismiche e qui ci sarebbe molto da discutere visto che ben dieci anni prima, in un convegno di geologi, si parlo’ delle strutture del sottosuolo del ferrarese e venne sottolineato come quelle aree fossero molto vulnerabili.

Tornando al sud Italia, naturalmente nel fantastico mondo del web sono girate la notizie piu’ assurde: profezie di vario tipo e varie teorie astronomiche secondo le quali dal 3 al 6 giugno potrebbe verificarsi un evento catastrofico.

Siccome si parla piu’ della famosa profezia Maya che dello studio scientifico del professore Martelli sarebbe il caso che cominciassimo a parlarne seriamente senza metterci in mezzo profezia o teorie create appositamente da noti ballisti del settore. Anche perché non oso nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere se gli studi di Martelli fossero corretti.

Gio’ Chianta