DELUCIDAZIONI SULLE ZONE DEL MODENESE COLPITE DAL TERREMOTO…


Che strazio, che tragedia…Una parte del territorio di Modena, la mia stupenda citta’, ridotta ad un cumulo di macerie. Nessun filmato, nessuna foto possono davvero dare l’idea della devastazione . Non sono solo capannoni , castelli e chiese crollate ma la devastazione non ha neppure risparmiato case appena fatte, edifici appena restaurati, case coloniche che parevano industruttibili tanto forti erano quei loro muri a 2 o 3 teste… Quelle che ancora rimangono in piedi, come per incanto, dovranno essere abbattute in quanto risulteranno quasi sicuramente pericolanti e non piu’ abitabili. Un pugno allo stomaco per tutti, figuratevi per chi scrive che quelle zone le conosce da sempre. Perche’ vedete, nomi di Paesi che prima erano sconosciuti ai piu’, per me sono legati a tanti ricordi della mia vita, a tanti amici che risiedonoin quelle zone. Molti amici di FB ( che ringrazio per avermi contattato ed avermi chiesto come stavo ), si sono stupiti del fatto che nella zona di Modena dove risiedo, non vi siano stati danni. Provo quindi a dare qualche delucidazione di quale sia la conformazione del territorio modenese. Innanzitutto, Modena e’ una provincia lunghissima e strettissima. Arriva dal confine toscano fino a quello lombardo. E’ una specie di Mesopotamia, una terra tra due fiumi, il Secchia e il Panaro, entrambi affluenti della dx del Po. Oltre il Secchia si e’ gia’nel territorio di Reggio Emilia e poco oltre il Panaro ecco la provincia di Bologna. Dalle montagne dell’ appennino emiliano nascono questi due fiumi che corrono verso valle, quindi verso la ” bassa ”, situata a Nord di Modena. Questo termine, che molti credono voglia dire meridionale, in realta’ identifica la zona a nord di Modena. Man mano che i 2 fiumi scendono verso la foce, il terreno si fa’ sempre meno impervio e piu’ pianeggiante, sino ad arrivare a quel mare di campi senza alcuna altura che e’ appunto la bassa. A questa terra piatta, dal clima prettamente continentale, con inverni umidi e nebbiosi ed estati torride, gli abitanti sono attaccatissimi. Quante volte, chi abita verso la collina, si e’ domandato come si possa essere attaccati a queste zone, molto piu’ simili a certe vallate asiatiche con la loro umidita’ e le loro zanzare…Credo che forse la risposta piu’ bella sia stata quella che mi diede la mamma di una mia amica : ”  QUI LA VITA E’ COME IL PAESAGGIO, SEMPRE UGUALE ”. Nella bassa non esistono problemi di frane, di slavine, di troppa neve, di venti impetuosi che sradicano alberi sui pendii….L’ unico pericolo puo’essere rappresentato dalle esondazioni dei fiumi in piena ma per altre cose questo e’ sempre stato un territorio sicuro. Persino per i terremoti che in questi territori non si manifestavano dal 1570 e, se veniva qualche scossa, il terreno alluvionale di cui e’ fatta la bassa, senza pietre e composto in gran parte di acqua e sedimenti faceva si che i danni fossero irrilevanti. Ecco perche’ dico che questi terremoti ( perche’ sono stati 2 e diversi per forza, profondita’ e zone colpite ) sono stati devastanti non solo per le cose ma anche per le persone che si sono sentite come ” tradite ” dalla loro terra. E’ vero, a certe cose non si e’ mai pronti ma sarebbe come se in una terra assetata piovesse per mesi o che in una citta’ dal clima mite nevicasse per giorni e vi fossero temperature abbondantemente sotto lo zero. In questa tragedia pero’ credo si sia rivelato un aspetto degli italiani che credevamo perduto: la solidarieta’. Da tutta Italia sono partiti aiuti per le zone colpite e credo che questo dimostri ancora una volta che alla fine poi, bene o male, gli italiani si sentano ancora uniti e credetemi, non e’ cosa da poco.

P.S. = Il prossimo mese andro’ come volontario per la Protezione Civile nel Paese di Concordia sul Secchia, gemellato con Formigine, il Comune in cui risiedo. Andro’ a dare una mano nella gestione delle tendopoli e informero’ i lettori del Malpaese di quella che e’ la situazione e gli umori degli sfollati. Ancora un grazie a tutti per essere vicini agli emiliani, anche solo col pensiero. Un ringraziamento particolare ad una mia amica di FB, Rossella del Grande, musicista jazz che per venerdi’ sera a Milano ha organizzato un concerto il cui ricavato sara’ interamente devoluto per la costruzione di un centro estivo per i bambini a Concordia.

GIANLUCA BELLENTANI

5 pensieri riguardo “DELUCIDAZIONI SULLE ZONE DEL MODENESE COLPITE DAL TERREMOTO…

  1. hai descritto perfettamente il tuo territorio, si sente l’amore che nutri x la tua terra, noi lo sai vi siamo vicini, questa è solo solidarietà tra italiani…anche mandando qualche soldino (con la speranza che arrivino a destinazione)Quando andrai a dare una mano, facci sapere le tue impressioni non tanto sugli edifici distrutti, quanto sulle persone e il loro modo di affrontare questo tragico momento..buon lavoro, maestro..

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  2. Leggo solo oggi il tuo pezzo; commovente l’amore che traspare dalle tue descrizioni. E’ vero gli italiani danno il meglio nelle emergenze, Ma perchè cavolo hanno una classe politica che li rappresenta così male? Siete (siamo!) un grande popolo; coraggio ce la faremo. Un ciao affettuoso e buon lavoro.

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  3. Buon lavoro Gian , quello che tu scrivi e il modo in cui lo scrivi , ti rappresenta in pieno, …il tuo stato d’ animo, la passione x la tua terra , tutto ti appartiene ed è visceralmente in te. Sono convinto che il tuo contributo come volontario non si limiterà ad aiutare manualmente gli amici emiliani , bensi a dare conforto a tanti di loro che hanno perso la speranza nel credere . Auguri Gian e un forte abbraccio.

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  4. Carissimo Gianluca, faccio a te ed ai tuoi concittadini i miei piu’ cordiali auguri che tutto possa passare e NON lasciare traccia di questo bruttissimo ed indimenticabile momento. Il tuo nobile animo ti spinge a dare una mano con la “protezione civile”e questo ti rende onore. Ho piu’ volte pensato a quei capannoni venuti giu’ come fuscelli ma, mi chiedo . come mai i Tecnici del posto non hanno mai pensato all’acciaio. Io sono in zona soggetta ai terremoti ma i nostri impalcati per macchinari molto pesanti ed i capannoni li abbiamo realizzati sempre e soltanto in acciaio e “li abbiamo visti ballare”, del cemento o prefabbricati non ci siamo mai fidati (anche se il calcolo è perfetto, qualcuno potrebbe giocare sul rapporto A/C o……) . Un abbraccio e un augurio

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  5. X Elio = Non li hanno fatti per un motivo semplice e stupido : la bassa modenese e’ da sempre considerata una terra immune da terremoto !! La costruzione dei capannoni in acciaio avrebbe o in maniera antisismica avrebbe fatto lievitare notevolmente il prezzo…Si e’ quindi sottovalutato il pericolo…

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