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LA FUGA DI ICHINO.


Ichino scappa dal PD in quanto avendo “sposato ” l’agenda Monti è in contrasto con Bersani. E Bersani ? In una recente intervista concessa al Financial Time il segretario del PD ha dichiarato che non ha intenzione di rimettere in discussione ne il pareggio di bilancio in costituzione, ne il fiscal compact, che ha invece intenzione di proseguire sullo stesso passo di Monti nel tenere rigorosamente sotto controllo i conti pubblici ( ma viene da chiedersi allora perchè Bersani non abbia vigorosamente protestato quando Monti ha deciso di stanziare ben 4 miliardi di € per salvare dal fallimento il Monte dei Paschi di Siena, che è una banca privata, con i soldi dei contribuenti, certo uno strano modo di tenere ” rigorosamente ” sotto controllo i conti pubblici quando si tagliano si i posti letto negli ospedali pubblici ma poi il risparmio viene speso per far regalie ai privati ! ).Non ha intenzione inoltre di tornare sull’art 18 dello statuto dei lavoratori che per lui è ormai un capitolo chiuso. Si è detto pure favorevole alla proposta di Schaulbe di nominare un super commissario europeo che abbia un potere di controllo sui conti pubblici dei singoli paesi dell’UE. Cioè Bersani, un leader che dice di essere di sinistra, è favorevole a mettere sotto il diretto controllo della BCE-Bundesbank la politica economica interna del nostro paese secondo una logica neoliberista che è propria degli schieramenti di destra. A questo punto viene da chiedersi, o meglio se lo chiedano gli elettori del PD, dal momento che Bersani ha deciso di allinearsi anche lui alle regole dell’agenda Monti, in che cosa si differenzi poi la sua politica da quella che vorrebbe invece il ” fuggiasco ” Ichino e soprattutto che senso abbia la sua alleanza con Vendola, il quale, almeno a parole, è sempre stato molto contrario alla politica di austerità praticata dal governo Monti.

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Come ritrovarsi nel buio di in una cantina


Niccolò Ammanniti – Io e te – 117 pag.

Einaudi Edizioni   io e te foto

Poche pagine di un’intensità senza pari per raccontare un legame di sangue, quello di due fratelli che si ritrovano in una cantina. Per la precisione, Ammanniti descrive in questo libro, la storia di due fratellastri che condividono lo stesso padre ma che hanno trascorso parte dell’infanzia insieme, durante le vacanze estive.

Con una serie di artifici letterari, che vanno dalla breve lettera, all’uso del corsivo, fino a un tempo vissuto a ritroso (la storia inizia praticamente dalla fine), lo scrittore riesce a coinvolgere il lettore in questo rapporto forte e tragico al contempo. “Io e te” è stato scelto da Bernardo Bertolucci come sceneggiatura per l’omonimo film e sinceramente è difficile dire come questa storia sia meglio rappresentata, se con le parole o con le immagini cinematografiche. Ma se il regista lascia una porta aperta e fa piccole aggiunte tipiche del suo modo di girare film con un finale aperto, Ammanniti traccia tutta la vicenda che ha un epilogo triste e tragico. Ambedue le versioni, sia il film che il romanzo, sono molto poetiche e utilizzano un linguaggio lirico. Scritto in prima persona, tratta la storia di un ragazzino adolescente che ha problemi di socializzazione e inganna i genitori, dicendo che andrà a fare la settimana bianca con alcuni compagni di scuola, quando in realtà si organizza per trascorrere quei giorni in solitudine, nella cantina di casa. Lorenzo ama la solitudine, perchè non riesce mai a trovarsi a suo agio con gli altri, si sente una mosca bianca, perennemente fuori dal coro. Preferisce di gran lunga stare da solo, con i suoi libri, i suoi videogiochi e le storie di guerre intergalattiche inventate dalla sua immaginazione e raccontate alla nonna morente.

Ma la sua tranquillità sarà interrotta dalla bellissima sorella Olivia, che si fionderà in quella buia cantina per cercare di disintossicarsi. Il loro passato la farà da padrone e dare una mano alla sorella con la sua tossicodipendenza, vederla soffrire così, aiuterà Lorenzo ad uscire dal suo guscio adolescenziale. Nonostante le resistenze iniziali di Lorenzo, Olivia si imporrà in quel soggiorno segreto del fratello. Lei lo coprirà con la madre, fingendosi la padrona della casa di Cortina dove Lorenzo dovrebbe essere e lui andrà fino alla casa di cura della nonna per prenderle dei sedativi che aiutino Olivia ad addormentarsi per avere una pausa dal dolore. Con la promessa finale di disintossicarsi “smetterla con quella merda” e l’ultima serata di festeggiamenti e balli, con i vecchi dischi che erano stati lasciati in quella cantina da una contessa. I due si ritroveranno, singolarmente e come “io e te”, cioè fratelli con l’intenzione di rivedersi. E soprattutto il desiderio di non lasciarsi più, a riprova di come si possa arrivare, dalla condivisione di un segreto, alla condivisione della vita. Si ritroveranno in realtà solo dieci anni dopo, superati i problemi dell’età adolescenziale, ma sarà un incontro tragico il loro, che potrebbe benissimo far parte di un altro romanzo. Uno tra i più bei libri scritti da Ammanniti.

Bianca Folino

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Il Malpaese 2012


Nel 2012 Il Malpaese ha raccontato tante storie, capirete quindi che non è stato facile scegliere dodici fatti da raccontare e ridurli all’essenziale. Molti fatti importanti sono stati esclusi da questo elenco e altri, probabilmente meno importanti agli occhi di molti lettori, sono stati inclusi.

di Gio’ Chianta

 

137 donne uccise in un anno, quasi dodici al mese, circa tre alla settimana, 1 ogni due giorni più o meno…..è come dire che un giorno si e uno no in Italia muore una donna ammazzata da un uomo…..strangolata, pugnalata, soffocata, sparata, decapitata, fatta a pezzi, massacrata di botte.

Dal 1988 più di 12.000 giovani sono morti, così, tentando di espugnare la fortezza Europa. Morire di frontiera, come è stato definito questo stillicidio pressoché quotidiano, è diventata una delle cause di morte più alta dei paesi in via di sviluppo che si affacciano sul Mediterraneo. Anche l’ Italia è stata condannata dalla Cedu  per i respingimenti verso la Libia del 6 maggio 2009.

Luca Abba’ fulminato mentre protestava se l’è meritata ? Cosi’ recitava un vergognoso sondaggio pubblicato da Libero. Mentre Il Giornale in prima pagina titolava “Solo un cretinetti”. Non è un caso che l’ex direttore di Libero ed attuale direttore de Il Giornale sia stato condannato per diffamazione per un’altra vicenda ma non sia andato in carcere perché ha ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica. Con buona pace delle Legge che, evidentemente, è piu’ uguale per chi scrive idiozie ma ha le spalle coperte.

 

 Federico Aldrovandi, morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. La madre Patrizia Moretti il 1 marzo è entrata in un’aula del Tribunale di Mantova come imputata di diffamazione nei confronti della pm che condusse le prime indagini. A processo anche i giornalisti della Nuova Ferrara che seguirono il caso. Patrizia: “Amaramente penso che chi querela le vittime non cerchi giustizia, ma affermazione di potere.”

 

Abbiamo parlato della tragica fine di Marcello Lonzi non solo quest’anno ma anche nel 2011. Nel 2003 MarcelloLonzi  finisce in carcere perché condannato per tentato furto a nove mesi di reclusione, affidato alla Giustizia si direbbe. L’11 luglio del 2003 Marcello muore nel carcere le Sughere a Livorno. Nessuno avverte Maria Ciuffi, madre di Marcello, che il figlio  non c’è piu’, la donna viene a sapere della morte del figlio solo il giorno successivo alla morte, quando ormai  il corpo senza vita di Marcello si trova tra le mani del medico legale per l’autopsia. Il magistrato che si occupa del caso continua a ripetere a Maria che il figlio è morto per un infarto oppure per stress, come da perizia. Nel 2004 il caso viene archiviato, ufficialmente Marcello è morto per cause naturali. Ma nessuno puo’ fermare una madre piena di dolore, una madre che chiede verità e giustizia per un figlio morto in circostanze a dir poco misteriose. Maria decise di denunciare il magistrato che si era occupato della vicenda, ma la denuncia a carico del magistrato viene archiviata pero’ le indagini per la morte di Marcello vengono riaperte perché c’è piu’ di qualcosa che non torna.

Nel 2006 viene riesumata la salma di Marcello e si viene a scoprire che il corpo del ragazzo era piu’ devastato di quanto fosse scritto nella perizia. Le foto del corpo di Marcello parlano chiaro, il ragazzo è stato picchiato violentemente. Nemmeno questo basta per arrivare ad una verità e nel 2010 il caso viene nuovamente archiviato.

 

Una donna, un’eroina come Simonetta Severi in Italia non fa notizia. Non fece notizia quando nel 2003 diede  il midollo osseo al figlio ammalato di leucemia, non ha fatto notizia nemmeno nel 2012 quando ha donato un rene al figlio. In quei giorni i media erano troppo impegnati a parlare della farfallina di Belen.

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Luca Rosi deve essere ricordato come un eroe  perché ha sacrificato la propria vita per difendere il suo amore.

 

Bari, 74 anni, pensionato si getta dal balcone Inps chiedeva rimborso. Bari 64 e 69 anni, pensionati si suicidano in coppia. Arzachena, 39 anni commerciante tenta di asfissiarsi, viene salvato. Trento, 44 anni per i troppi debiti si getta sotto ad un treno…. è salvo. San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
 Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca. Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco. Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida. Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente. Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato. Torino, 59 anni, muratore si da fuoco
 Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco. Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.
 Lecce, 29 anni, artigiano si impicca. Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara. Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca. Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
 Bologna: 58 anni, si da fuoco davanti all’Agenzia delle entrate. Verona, 27 anni, operaio si da fuoco
 Sondrio: 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo. Roma: 57 anni, corniciaio, si impicca. Catania, 58 anni, imprenditore si spara. Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra,riduzione della pensione. Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.
 Milano, 51 anni, disoccupato si impicca. Roma Imprenditore si spara al petto col fucile la sua azienda stava fallendo.

 

Quando ho letto che Vallanzasca (condannato a quattro ergastoli: 295 anni di reclusione) godeva del regime di semilibertà, mi sono stupito e indignato ma non piu’ di tanto, perché è notorio che nel nostro Paese non esista la certezza della pena. Mi ha stupito ancora di piu’ sapere che Vallanzasca avesse già trovato lavoro in due aziende: prima in una ditta informatica nel milanese e poi come magazziniere nel bergamasco. Proprio nel bergamasco, dove Vallanzasca uccise due agenti della Polizia.

 

Uno dei dati degni di nota rilasciato dall’Istat sui rilevamenti dell’ultimo Censimento sono quelle 71. 101 persone che nel modulo del censimento hanno dichiarato di vivere in tende, roulotte, baracche e accampamenti di fortuna vari. Questo dato risulta ancora piu’ sconvolgente se si pensa che nel 2001 le persone che dichiaravano la medesima cosa erano 23 mila. E dire che l’Italia è piena di abitazioni: 28. 863. 604 mentre gli edifici sono 14. 176. 371. Visti i numeri, non sembrerebbe un’ impresa titanica trovare una migliore sistemazione ai 70 mila ma i governi italiani sono andati decisamente verso un’altra direzione: IMU, anche sulle prime case di poco valore, anche per i senza reddito.

 

 ilva

Non è uno scherzo anche  se avrei tanto voluto che lo fosse.  Si puo’ essere incoronati  migliori imprenditori dell’anno quando ci si trova agli arresti domiciliari per disastro ambientale ? Nel “malpaese” si ed è capitato agli imprenditori   piu’ discussi del momento: Emilio e Nicola Riva. Il titolo è stato assegnato dall’Assocamuna Vallecamonica a Darfo Boario Terme dove il gruppo possiede tre impianti.

 

I precari sono la razza peggiore del paese
-“Chi prende una laurea dopo i 28 anni è uno sfigato
La tutela dei lavoratori non è un tabù
“Possiamo anche togliere la cassa integrazione e sostituirla con…
Io non ho mai preso 500 euro al mese; mi sono fatto un mazzo così e chi prende 500 euro al mese è uno che sfigato
Il lavoro fisso è una noia mortale; bisogna cambiare

COMUNICATO DEL DIRETTORE AI LETTORI.

Cari lettori,

per Il Malpaese il 2012 è stato l’anno dell’affermazione sotto ogni punto di vista, abbiamo mantenuto il nostro obiettivo: parlare delle tante cose che non vanno in questo Paese, dar voce ai senza voce. Tante cose sono perfettibili e contiamo sul vostro supporto per cercare di migliorare questo giornale.

Non è facile portare avanti un blog  a costo zero e senza scopo di lucro  ma in questi due anni  ci siamo riusciti grazie all’aiuto di veri e propri volontari dell’informazione. Tanti i nomi,  in particolare meritano un sentito ringraziamento le due colonne portanti di questo giornale: Giulio Landolfo e Gianluca Bellentani.

A nome mio e di tutti coloro che collaborano con questo giornale ringrazio tutti voi per l’attenzione dimostrataci quotidianamente e colgo l’occasione per augurarvi buone feste e un buon 2013.

Gio’ Chianta

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IL PROFESSOR MONTI : OTTIMO TECNICO E PESSIMO POLITICO…


Ho assistito come tanti di voi alla cerimonia di auguri di fine anno da parte del Professor M. Monti . Eravamo tutti curiosi di sapere quale sarebbe stata la sua decisione su quale ruolo avrebbe avuto nelle prossime elezioni politiche. Subito dopo la sfiducia da parte del PDL pareva che sarebbe sceso in campo col 3° polo ; poi dopo il colloquio col Presidente Napolitano sembrava avesse desistito….insomma, si voleva sapere quale sarebbero state le sue intenzioni. Alle 11 in punto la conferenza comincia davanti ad una platea di ospiti illustri e giornalisti nazionali ed internazionali. Dopo un intervento del direttore della federazione dei giornalisti, il Professore prende finalmente la parola.Ricorda a tutti quello che sarebbe accaduto all’ Italia senza il suo intervento, ringrazia i componenti del suo Esecutivo e anche la maggioranza che per un anno lo ha sostenuto e dicendo apertamente di ” non riuscire a comprendere come fosse stato possibile che chi ieri lo definiva un bene per il Paese, pochi giorni dopo lo avrebbe definito una catastrofe ‘  ( probabilmente il Prof. non conosce molto bene Berlusconi ). Dopo aver ricordato De Gasperi e la differenza tra un politico e uno statista e aver lanciato una frase ad effetto ( in politica non si scende ma si sale ) Monti termina il suo intervento con questa frase sibillina : Non mi candido con nessuno ma sono pronto a farlo qualora mi fosse chiesta la mia collaborazione ”  !! Credo che tutti noi, ci siamo domandati ” E CHE VUOL DIRE ? ” Non ti candidi ma sei disposto a candidarti se qualcuno te lo chiede ? Fortunatamente la platea e’ composta da validi giornalisti ( Fede, Minzolini e Vespa non pervenuti ) che cominciano a domandare al Professore di essere piu’ chiaro sul suo ruolo nella prossima consultazione elettorale. Finalmente Monti spiega il suo progetto : andare con una coalizione di moderati di tutti gli schieramenti che pero’ deve essere il piu’ ampia possibile e che dovra’ avere come programma la sua Agenda di Interventi ( che il giorno dopo verra’ pubblicata online con la firma dell’ economista Ichino del PD ma questa e’ un’ altra storia ). Dopo aver ancora sottolineato al PDL la follia dell’ averlo sfiduciato, attacca anche la sinistra, definendo conservatori la CGIL e N. Vendola. Probabilmente la strategia del Professore era quella di spaccare la sinistra e la destra tra montiani e antimontiani . Invece credo che abbia ottenuto l’ effetto opposto : da una parte il PDL potra’ ricompattarsi e forse ( speriamo di no ) riallearsi con la Lega, almeno per le Regionali in Lombardia sotto la bandiera dell’ antimontismo. Nel PD invece fuoriescono solo Ichino e pochi altri ( probabilmente in futuro pure Fioroni ) ma credo che non li rimpiangeremo d certo. Il PD spostera’ il suo asse a sinistra piu’ che al centro per la gioia di chi,  come il sottoscritto, vorrebbe un partito di csx piu’ a sinistra che al centro. Mi spiace Professore ma stavolta ha davvero ” toppato ” : la sfida elettorale non sara’ tra montiani e antimontiani ma tra il csx e Berlusconi. La sua presenza sara’ quindo solo marginale e non influenzera’ in alcun modo la scelta degli elettori. Essere bravi tecnici non vuol dire essere politici avveduti.  Nel porgerle i miei piu’ sinceri auguri di Buone Feste le vorrei rivolgere un pensiero personale :

” Si ricorda Professore di quando, nel novembre 2011, si insedio’ a Palazzo Chigi ? Si ricorda la strana maggioranza che la sostenne, denominata ABC dal cognome dei suoi leaders ? Chi e’ stato piu’ leale nei suoi confronti ? Chi ha dovuto votare leggi che non ci piacevano e che ci avrebbero fatto perdere consensi ? Noi del PD, che avremmo sicuramente vinto le eventuali elezioni ma che siamo stati responsabili per il bene del Paese. Chi ha affossato tante sue proposte come la patrimoniale sui grandi capitali ? Noi o il PDL ? Vede Professore, noi della coalizione di csx, Vendola incluso, siamo europeisti e difendiamo la moneta unica. Crediamo pero’ che dietro alle cifre e ai numeri che voi tecnici andate ogni giorno sciorinando esistano anche persone che quotidianamente devono fare uno sforzo sempre maggiore : quello di sopravvivere. Lei quando si insedio’ promise Rigore ed Equita’….di rigore ne abbiamo visto tanto, soprattutto per il ceto medio ma di equita’ quasi nulla. Noi crediamo che chi ha molto debba pagare molto, chi ha poco debba pagare poco e chi non ha niente non debba pagare. Le sembra un discorso troppo comunista ? Faccia lei, ma io lo trovo giustissimo ” !!!

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GIUDIZI E PREGIUDIZI


Nell’esprimere giudizi su personaggi politici o di spettacolo bisogna cercare il più possibile di lasciare ” a casa ” i pregiudizi che spesso uno si forma leggendo i giornali e guardando la TV, senza sapere se quello che raccontano i max media sia la realtà dei fatti oppure una verità preconfezionata ad uso e consumo degli elettori che tra circa due mesi andranno alle urne. Se prendiamo ad esempio i due comici di successo Beppe Grillo e Roberto Benigni, il primo, impegnato ufficialmente in politica a sostegno di un proprio movimento, viene considerato un demagogo e un populista, spesso e volentieri, tanto dalla stampa di destra che da quella di sinistra, il secondo, solo apparentemente non schierato ufficialmente perchè in realtà, come è anche ben noto, ha fatto spesso   campagna elettorale per il PD, viene invece quasi ignorato dalla stampa di destra ma osannato da quella di sinistra. Beppe Grillo nei suoi monologhi ha sempre attaccato e ridicolizzato tanto Berlusconi che Bersani accusandoli sostanzialmente di essere due facce della stessa ipocrisia perché, pur partendo da posizioni ideologiche apparentemente molto diverse, in realtà, vogliano entrambi raggiungere lo stesso scopo: quello di mantenere  il parlamento occupato dalle loro forze che sono ambedue sostenute dai medesimi poteri forti ossia dalla Massoneria, dal Vaticano, dalla finanza internazionale, dalla NATO, nonchè dalla malavita organizzata che si annida in entrambi gli schieramenti. Beppe Grillo, per aver accusato i vertici della RAI di essere manovrati dai partiti politici e di taroccare l’informazione proprio a vantaggio di questi ultimi e, inoltre, per aver anche accennato agli inciuci e ai ladrocini che stavano commettendo alcuni politici come Bettino Craxi, è stato allontanato in perpetuo dalla TV di stato. Ultimamente si è scagliato contro le riforme della Fornero, contro l’IMU sulla prima casa e contro la dittatura bancaria in generale perpetrata tanto da Mario Monti che dalla BCE. Anche Benigni nella sua ultima apparizione su RAI UNO ha ironizzato su Berlusconi e sul suo ritorno alla politica attiva ma è poi passato a parlare della nostra Costituzione. Tuttavia nel suo discorso non vi è stato il benchè minimo accenno al fatto  di come l’attuale governo tecnico, voluto e sostenuto tanto dal PD di Bersani che dal PDL di Berlusconi, abbia  preso a calci proprio quella Costituzione che lui stava tanto magnificando nel suo monologo, per mano del ministro Elsa Fornero la quale, stravolgendo l’art 18 dello statuto e dichiarando pubblicamente che il lavoro non è un diritto  ( ma è un optional ??? ),  ha rimesso in discussione la stessa definizione ufficiale della Repubblica Italiana,  fondata appunto sul lavoro, che ne da la Costituzione. 

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Antonio Ingroia: Il regalo di natale per Silvio Berlusconi.


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Le strade si colorano di luci, le case si addobbano di rosso, le vetrine vengono sistemate per l’occasione, mancano solo gli ultimi ritocchi e ci siamo: Il natale è arrivato. Un Natale all’ insegna del risparmio quello delle famiglie italiane. Solo in Sicilia i consumi sono calati del 15%. Le famiglie non rinunceranno però all’acquisto dei regali per i bambini. Neppure il caro e buon vecchio Babbo Natale rinuncerà al solito regalo natalizio al Cavaliere Berlusconi. Qualche anno fa, il vecchio più famoso al mondo, regalò a Silvio la famosa intercettazione in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte, manager Unipol, “Allora abbiamo una banca?“. La telefonata venne riportata sul Giornale del 31 dicembre 2005 in un articolo di Gianluigi Nuzzi. Babbo natale sapeva che Silvio Berlusconi non è allergico alle intercettazioni tout court: quelle altrui dimostra di apprezzarle assai.

Quest’anno invece, Babbo Natale, ha deciso di regalare a Berlusconi qualcos’altro. Qualcosa di più bello e utile: La discesa in campo di Antonio Ingroia. Dopo essersi fatto introdurre dalla canzone di Bruce Springsteen, We take care of our own, la stessa con cui il Boss accompagnava Obama, il P.m Palermitano è salito sul palco del teatro Capranica di Roma insieme agli arancioni di Luigi de Magistris, annunciando alla platea la sua volontà di “metterci la faccia”. Ancora non si è capito si candida o meno, ma lui “ ci sta”. Neanche il tempo di salire sopra il palco che aveva già rottamato Di Pietro che era seduto in prima fila, subito dopo passa ad Angelo Bonelli, Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero. «Fate un “passo incontro”, non candidatevi» dice il regalo natalizio.

Il rassemblement che Ingroia ha in mente non vuole apparire un nuovo Arcobaleno. Aveva proprio ragione Pietro Nenni : “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura”. Voglio premettere che stimo tantissimo il Dott. Ingroia. Uomo d’altissima professionalità, e la cui capacità di andare fino in fondo in tutte le sue inchieste è cosa nota. Solo per citarne qualcuna: i processi a Contrada, all’ex senatore Inzerillo e a Dell’Utri. I processi che ha condotto , specialmente quello sulla trattativa stato mafia e i relativi progressi , hanno causato , al dott. Ingroia pesanti attacchi: uso politico della giustizia, follia, finalità eversive. Per difendersi , Ingroia ha scelto la via dell’autodifesa pubblica con interviste, scritti, partecipazioni a manifestazioni, programmi tv e radio, e , l’ultima, la discesa in campo. Sbagliata, confusa e pericolosa. Per due semplici motivi: uno politico, l’altro professionale. Analizziamo, per prima, quest’ultimo. “No, grazie. Non trovo giusto che chi fa l’arbitro o il guardalinee si tolga la giacchetta per indossare la maglietta di una delle squadre in campo”. Tanti anni fa il pm di Mani Pulite, Piercamillo Davigo, rispose più o meno così a un partito di centrodestra che gli chiedeva di candidarsi alle elezioni. Intendiamoci, non esiste una legge che impedisce ai magistrati di candidarsi, ne deve esistere. I magistrati, anche quelli più bravi, sono cittadini come gli altri. Un Ingroia in Parlamento, o al governo, darebbe garanzie di onestà e competenza superiori a quelle che ci hanno regalato i vari politici.

Ma diciamocelo chiaramente, cosa accadrà se Ingroia lasciasse veramente il suo incarico Onu per candidarsi? I vari detrattori riempirebbero i giornali e le tv nazionali per dire che le indagini sui rapporti mafia e politica sono state condotte solo per farsi pubblicità. Lo sappiamo che non è vero , ma intanto in milioni riterranno che le cose stiano realmente così. Ingroia ha anche pensato ai suoi colleghi palermitani? le conseguenze saranno pessime sulla credibilità della magistratura, italiana e palermitana. Le critiche e gli attacchi si sono già fatti sentire.

Per il deputato Pdl Amedeo Laboccetta, l’amico di Francesco Corallo, quello delle slot machines, Ingroia “calpesta le istituzioni e ci fa fare una brutta figura con l’Onu”, per Roberto Giachetti del Pd, evidentemente spaventato come tutto il suo partito dalla concorrenza degli arancioni, ha detto: “Ormai ai magistrati che tolgono e mettono la toga con facilità siamo abituati, vedranno gli elettori cosa fare”. Come avrete ben intuito, le conseguenze non saranno solo sul lato professionale, ma come si evince dalle parole di Giacchetti, saranno soprattutto politiche ! In questi giorni , regna il caos. Bersani sa che , molto probabilmente al senato non vincerà. Berlusconi deve ancora iniziare la vera e propria campagna elettorale ( l’intervento da Barbara D’Urso è solo l’antipasto). Paradossalmente, Bersani deve sperare in una candidatura del ormai ex premier Monti, il quale , però, non ha , forse, intenzione di candidarsi. La candidatura di Ingroia, rappresenterebbe un boomerang per il PD. Il porcellum infatti, non produce gli stessi effetti a destra ed a sinistra.

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Da un lato favorisce l’aggregazione di tutti quei partiti minori che da soli non sarebbero mai in grado di superare la quota minima d’accesso al Parlamento in una lista federale promossa dal partito maggioritario del centro destra, cioè il Pdl.
Dall’altro, invece, spinge quelle forze che hanno la possibilità, o credono di avere la capacità di superare, autonomamente lo sbarramento a giocare in proprio, conducendo una campagna elettorale pesantemente concorrenziale nei confronti del partito maggioritario della sinistra. Il PD, sa benissimo, che una sfida tra Bersani e Berlusconi è difficile i risultati non sono cosi scontati. La storia ci insegna che ogni volta che Berlusconi era dato per spacciato, in campagna elettorale riusciva sempre a vincere o a pareggiare. La lista di Ingroia è un pentolone di rancori, ambizioni, sogni che pesca dal bacino elettorale di SEL e del 5 stelle. Per il centro-sinistra è un grosso problema. Infatti i voti tolti a SEL , indeboliscono di molto l’alleanza di centro-sinistra, già frastornata da faide interne, e di certo spianerebbe la strada a Berlusconi. Bersani è davanti ad un bivio: rifiutare l’offerta di Ingroia, col rischio di perdere voti, o caricarlo nella sua coalizione, seguendo il consiglio che gli hanno sempre dato : Aprirsi, finalmente, alla società civile che d’ anni chiede giustizia, legalità e equità sociale. Stefano Fassina, responsabile economico del PD, ha già declinato l’offerta di Ingroia, dicendo: “l’offerta non è compatibile”.
Ma lo sappiamo tutti, Fassina è esperto di economia, non di politica.

Francesco Migliore.

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POVERA GRECIA E POVERI NOI!


La Grecia è fallita già da un paio d’anni, è alla fame ed è in guerra civile, ma a noi italiani i nostri politici, le TV e i giornali di regime montiano-BCE-Bundesbank ci raccontano che nel paese ellenico la situazione è certamente molto difficile ma che con un po’ di ulteriori sacrifici da parte loro e con l’aiuto dell’UE i greci ne verranno fuori, inoltre ci assicurano che noi ci troviamo in una situazione totalmente diversa dalla loro perchè il buon Monti ci ha salvato dal default. Ma c’è ancora gente che ci crede a tutte queste  cazzate? Su una popolazione di circa dieci milioni di abitanti scarsi in Grecia ci sono quasi mezzo milione di bambini che soffrono realmente la fame, che svengono a scuola ( quelli che ci vanno ) e i cui genitori ogni giorno devono fare i salti mortali per cercare di procurare il minimo indispensabile per se e per loro. Ma i veri ricchi se ne fregano e continuano a rimanere tali nonostante la crisi, e i sacrifici li fanno soltanto quelli del ceto medio che infatti non esiste più perchè è ormai diventato il  ceto basso  mentre quello che prima era il basso adesso è diventato il ceto dei miserabili e degli accattoni. O tu guarda ! o tu guarda!, ma quello che era stato raccontato ai greci quando erano all’ inizio della crisi non è la stessa cosa che ci diceva  Berlusconi quando affermava che tutto andava bene e che adesso, sia pur in forma più ridimensionata, ci stanno dicendo anche Mario Monti e i politici che gli danno man forte ( il che equivale a dire quasi tutti ! ),più i bastardi della BCE e alcuni capi di stato stranieri ” amici ” come Angela Merkel e Hollande il quale ha sostituito in Francia quell’altro impiastro simil-Berlusconi di Sarkozy? Tranquilli ragazzi tranquilli, anche se finiremo tutti a mangiare alla Caritas non dovremo preoccuparci perchè tanto poi l’UE ci salverà. Si, proprio come ha già salvato la Grecia !! 

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GLI AMICI DELLE BANCHE


Berlusconi, Napolitano, D’Alema, Bersani, Veltroni, Casini, Fini, Bocchino, Rutelli, Alfano, Cicchito, La Russa, e tutti quelli che come loro hanno voluto e sostenuto negli ultimi tredici mesi questo demenziale governo di banchieri lestofanti che spremono fino al midollo il ceto medio e quello basso, che tagliano i posti letto degli ospedali pubblici e che negano pure l’assistenza ai malati di SLA e ai disabili in genere ma che stanziano 4 miliardi di € presi dalle nostre tasche per salvare una banca privata di merda come il Monte dei Paschi di Siena, a cui aggiungo anche quelli come Bossi, Maroni, Calderoli ecc… che pur non avendo votato la fiducia all’ esecutivo Monti hanno però governato assieme a Berlusconi avvallando tutte le sue più vomitevoli leggi ad personam, sono da delegittimare in perpetuo senza pensarci su due volte. Tutti questi politici che ho citato ed i loro partiti di appartenenza sono strettamente legati al potere bancario nazionale ed estero nonchè alla lobby vaticana e allo IOR. Quindi, partendo da questo presupposto inconfutabile, possiamo ben comprendere perchè abbiano voluto un governo di banchieri e perchè siano tutti così ligi ed ossequiosi nei confronti di Mario Monti e dei diktat della BCE-Bundesbank. C’è un unico modo per liberarci di tutta questa marmaglia, ed è anche abbastanza semplice: NON VOTARLA PIU’.

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Cinepanettone elettorale


panettone_smallDi   Eduardo Quercia ( Mente Critica)

Votare o non votare, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.

triboli.

1)    Berlusconi Silvio, imprenditore illuminato di numerose aziende e della politica italiana degli ultimi 18 anni. Lombrosianamente smodato, ma capo indiscusso di tutti i moderati nostrani.

Alla fine ha deciso di non resistere ulteriormente alle pressioni del suo popolo e si è rassegnato ad accettare l’autocandidatura a premier. E’ sicuro, quindi, forse. L’uomo ha infinite risorse (non solo in banca) e sa bene che “risorsa e risorgere” sono sostantivo e verbo della stessa radice. I sondaggi segnalano l’arresto dell’emorragia elettorale del PdL, anzi una prima timida inversione di tendenza, di sapore ed eco manzoniano “un volgo disperso repente si desta; intende l’orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente romor”. Il tacchino è sceso dal tetto, ma non ha nessuna intenzione di andarsi ad infilare volontariamente nella pentola natalizia. Per quanto la crisi abbia corroso lo scialo anche dei ceti sociali di riferimento, non è pensabile che un partito che esercita ancora un potere diffuso e capillare attraverso decine di migliaia di sindaci, assessori e consiglieri comunali non rinvenga nelle urne un cavallo di ritorno di più che discreta consistenza.

2)    Bersani Pier Luigi, di professione amministratore, lenzuolaio per vocazione, già vincitore (in pectore) delle prossime elezioni. Sempre meno gioioso.

Con tutto il rispetto, ma, fino a qualche giorno addietro, richiamava alla mente una pubblicità televisiva nella quale Robinson Crusoe sull’isola deserta indovinava, dopo breve riflessione, che a coprirgli da tergo gli occhi con le mani (classico gioco infantile) era stato Venerdì. La pubblicità terminava con una voce fuori campo che chiosava con timbro sornione: “Ti piace vincere facile, eh?” Ostenta ancora sobrietà e pacatezza (quest’anno si portano molto) ma incomincia a temere che, sparito il tacchino, gli toccherà ludere con il passero che gli è rimasto in mano (le puellae, si sa, sono specialità di un’altra casa). Col rischio, poi, che qualcuno incominci a chiedersi perché, dopo aver appoggiato tenacemente ogni misura di Monti per tutto il tempo, adesso abbia deciso improvvisamente che il professore non va più bene; e, soprattutto, quali punti caratterizzino in concreto la vaga agenda Bersani rispetto a quella molto più chiara e puntuale di Monti.

3)    Monti Mario, bocconiano superpartes. Cincinnato dei giorni nostri, a dispetto del cirro nient’affattonegletto. Parafrasando Tito Livio: “Ultima speranza per l’autorevolezza del popolo italiano”.

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. La triste constatazione che fino all’anno scorso il popolo italiano, comunque gravemente malato, sia sopravvissuto senza ricorrere alle sue straordinarie capacità taumaturgiche (peggio, non curandosene affatto) lascia francamente sgomenti. Adesso che l’abbiamo scoperto non ce lo lasciamo certo scappare di mano. A dirla tutta, sembrerebbe che il Nostro non abbia ancora deciso cosa farà da grande, ma forse, più semplicemente, ha deciso di non decidere, perché non teme i Danai, che considera anche più generosi dei re Magi: altro che incenso, mirra e oro, a lui offriranno presidenza del Consiglio, della Repubblica o dell’Europa. Alla scelta: un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più.

4)    Grillo ragionier Giuseppe in Casaleggio, già eccellente comico, definitivamente concupito dalla involontaria vena tragica del suo sodale. Di straordinario successo la rielaborazione in chiave politica del “Va’ pensiero” di Verdi.

La sua irruzione sulla scena politica ha acquisito rapidamente i caratteri della valanga. Se si pensa ai Casini o ai Di Pietro che dopo venti anni non sono mai riusciti ad andare oltre il 6% (malgrado non si fossero fatti scrupolo di raccattare personaggi maleodoranti pur di accroccare un po’ di voti vitali per la loro stessa sopravvivenza) c’è da rimanere sbigottiti. I sondaggi più recenti assegnano alla sua formazione politica un consenso strabiliante intorno al 16%, probabilmente destinato a scemare in parte al momento del voto, ma che segnalerà comunque un’incredibile affermazione. Onore al merito, anche se non si sfugge alla sensazione che la capacità di intrecciare continuamente intuizioni brillanti con i vuoti strutturali della sua visione politica possa reggere meglio agli attacchi dei suoi avversari, piuttosto che a quelli inesorabili del tempo e della prassi. Bisognerà che Grillo trovi il modo per liberare il suo movimento dal “famolo strano” ad ogni costo: prima o poi la gente si stancherà di occupare una macchina dotata di cinque marce, ma con un cambio innestato sempre su quella folle.

5)    I signori Eccetera. Parterre (area del giardino all’italiana ornata da piante, aiuole, erbe ed arbusti, con scopi principalmente ornamentali) straordinariamente affollato. Non spingere, grazie.

Grande (?) aiuola centrale: Casini, Fini, Riccardi, Passera, Montezemolo, Olivero, Dellai, Bonanni, (cartello pubblicitario: transfughi benaccetti); piccola aiuola centrale:  Giannino e Zingales; piccolissima aiuola centrale: Tremonti; aiuola di sinistra: Di Pietro (ebbene sì, è vivo, e lotta insieme a noi), Diliberto (proprio quello che voleva accaparrare all’Italia la sacra momie di Stalin), i sindaci delle due Sicilie De Magistris ed Orlando (la rete si colora d’arancione), Ingroia (breve la vita felice in Guatemala, direbbe Hemingway), Ferrero; aiuole di destra: Storace (arbusto sempreverde con annesso cespuglio Buontempo); La Russa (finalmente generale, dopo una vita da colonnello), Meloni, Crosetto; aiuola lato nord: Maroni; aiuole mobili (semoventi): Miccichè e Lombardo. Sintesi palesemente raffazzonata e provvisoria: ci scusiamo con altri arbusti ornamentali, colpevolmente dimenticati in questa incompleta rassegna.

Ovviamente gli onorevoli Eccetera sopra citati non costituiscono altro che la superficie di sommovimenti angosciosi e tumultuosi che si agitano nel sottobosco politico. La legge elettorale in vigore ha prodotto dolorose conseguenze anche per molti peones, soprattutto del centro-destra, il cui impegno consisteva essenzialmente nel manifestare obbedienza e fedeltà al capo, mentre diventava del tutto inutile coltivare un proprio elettorato di riferimento. Questo scollegamento con una qualche base elettorale fa perdere loro ogni capacità contrattuale con i partiti, nel mentre è probabile che aumenti parallelamente quella degli amministratori locali in grado di apportare un po’ di linfa vitale.

Anche per questo i pescetti piccoli, ma anche molti medio-grandi, hanno preso a nuotare vorticosamente, come impazziti, in un acqua che non è più la loro, offrendo uno spettacolo squallido e pietoso al tempo stesso. Sarà perché siamo in periodo natalizio, ma a guardarli tutt’insieme in questa boccia di vetro diventata improvvisamente troppo piccola per lasciarli sopravvivere, si ha l’impressione di assistere più che ad una competizione elettorale, all’ennesimo, stucchevole  cinepanettone. Con Monti nei panni di De Laurentis, Berlusconi in quelli di De Sica, Bondi in quelli di Bondi e così via. (Ovviamente, quest’ultima è solo un’idea: ciascuno è libero di associare come preferisce politici ed attori).

 

Cinepanettone elettorale

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LA PIÙ BELLA DEL MONDO, Benigni e i 5,8 milioni di euro presi dalla Rai


roberto-benigni

di Igor Riccelli

Subito dopo il monologo del comico toscano sulla tv nazionale, andato in onda il 17 dicembre, si è scatenato in rete (e non solo) un putiferio di commenti che avevano come oggetto essenzialmente due filoni: il primo era “Guarda quello schifoso che con 5,8 milioni di euro di soldi nostri parla per due ore sulla Rai, in più durante la crisi; non c’è più ritegno”. Il secondo, quello degli anticonformisti per sport, invece suonava più come “Benigni ha rotto/mi sta sulle palle; ma lo sai quante cose si possono fare con 5,8 milioni di euro?!; non fa niente di nuovo, è solo un falso idolo”.

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TUTTI AGLI ORDINI DI MARIO MONTI E DELLA BCE-BUNDESBANK


 Pier Luigi Bersani, da quel buon ragazzo che è, andrà presto a Bruxelles a rassicurare Angela Merkel e Francois Hollande, ma in realtà è come se stesse rassicurando direttamente Mario draghi della BCE e soprattutto Jens Weidmann della Bundesbank, che se andrà al governo la sua sarà una politica di rigore in perfetta ossequianza agli ordini ricevuti da Mario Monti e trasmessi da Giorgio Napolitano. Ma in precedenza c’era già stato un altro ottimo ragazzo, un certo Silvio Berlusconi che era andato qualche giorno fa al parlamento europeo a dire che avrebbe addirittura appoggiato un Monti bis. E già, è proprio  un bel pasticcio, a quanto pare vogliono entrambi girare nell’orbita di Mario Monti, l’uomo più potente d’Italia, e portare avanti la sua politica ( di merda ). Strano però che centrodestra e centrosinistra vogliano entrambi fare più o meno le stesse cose, boh? Chi ci capisce e bravo! Si, ma come la mettiamo con Nichi Vendola ? Lui deve entrare in coalizione col PD di Bersani ma la politica di Monti non gli piace per niente. Non sarà magari convinto di riuscire a spostare a sinistra l’asse della coalizione nonostante Bersani abbia già detto che intendeva invece aprire anche al centro, il che equivale a dire di volersi spostare a destra ? O paura che se il povero Nichi rimarrà ancorato a questa sua convinzione ci sarà molto da ridere per i PDini!

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” SST…. NON DISTURBIAMO GLI ITALIANI CHE DORMONO! “


Durante una delle nutrite manifestazioni di piazza che avvengono quasi quotidianamente in Spagna ma di cui nei max media italiani di regime si parla assai poco o non si parla affatto, forse per evitare il ” contagio mediatico “, e che hanno portato se non alla caduta del governo Rajoy quantomeno ad una certa mitigazione delle drastiche misure che quel governo di destra intendeva appunto prendere ai danni della gente comune e a tutto vantaggio delle banche, alcuni manifestanti andavano in giro con uno striscione in cui vi era scritto :” sst…ragazzi non facciamo troppo chiasso  altrimenti disturbiamo gli italiani che dormono ” . Gli spagnoli e i portoghesi e, ancor prima di loro i greci, hanno ormai capito  da un pezzo che le presunte divisioni ideologiche tra quei partiti di sistema che dicono di voler operare in nome e nell’interesse del popolo sono soltanto bufale perché quando vedono socialisti e neo liberisti di destra fare più o meno le stesse identiche cose quando vanno al governo e cioè  prelevare soldi dalle tasche dei cittadini mettendo tasse di vario genere per rifinanziare le banche le quali però poi non investono nell’economia reale del paese ma perseguono invece scopi totalmente diversi e che vanno sempre nella direzione della pura speculazione finanziaria, giungono alla conclusione tutt’altro che sbagliata che tutti questi politici con i loro rispettivi  partiti non siano nient’altro che delle marionette nelle mani della finanza nazionale e soprattutto internazionale che in Europa fa capo alla Bundesbank e alla BCE e di conseguenza all’€ che essendo totalmente in quelle mani, in quanto non ha alcuna sovranità nazionale, è diventato lo strumento ideale per condizionare tanto l’assetto economico che quello politico dei singoli paesi dell’UE. Cari amici spagnoli, portoghesi e greci, perchè l’italiano si svegli bisogna che pazientate ancora un po’ e cioè che aspettiate che smetta di credere tanto alle cazzate dei vari Sivio Berlusconi che gli promettono un milione di posti di lavoro, ma che di fatto licenziano e tagliano lo stato sociale, tanto a quelle dei vari Pier luigi Bersani che invece gli promettono rinascite economiche e giustizie tributarie per tutti ma che poi si accordano con i Silvio Berlusconi per far passare gli scudi fiscali, per fargli mantenere tutte le sue TV e, inoltre, per mettere al governo, appunto di comune accordo, un tal  Mario Monti che è di fatto un funzionario della BCE e che lo sta ammazzando con tasse e con tagli ai servizi primari, come sanità e scuola pubblica, peggio del precedente governo. Quando comincerà anche lui a vedersi soppressa la tredicesima, quando non si potrà più curare perché dovrà pagarsi per intero le spese sanitarie e magari non avrà abbastanza soldi per poterlo fare, quando dovrà pagarsi i super tributi per la raccolta dei rifiuti oltre all’IMU e a tutte le altre tasse, quando non potrà più mandare suo figlio a scuola perché non avrà nemmeno i soldi per potergli acquistare libri, quaderni e penne, allora vedrete che scenderà in piazza a milioni anche lui, come già state facendo voi, a darvi manforte in Europa. Certo che sarebbe molto meglio se si svegliasse prima che tutto ciò accada veramente, ma l’italiano è anche lui un tipo tosto , cari amici, e va sempre dritto per la sua strada finché non ci sbatte malamente il muso, proprio come è già capitato a voi !

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Pubblicato in: La biblioteca dei sogni

Chiaroscuri di un eroe


Mario Vargas Llosa – Il sogno del celta – il sogno del celta

419 pag. Edizioni Einaudi

Luci e ombre di un eroe irlandese: Roger Casement. La sua vita, in tutti i suoi risvolti diventa materia di romanzo. Siamo di fronte ad un romanzo storico per eccellenza, di grande respiro e scritto magistralmente dall’autore peruviano a cui, due anni fa, è andato il Nobel per la letteratura. Vargas Llosa dimostra una grande abilità a districarsi tra tutte le fonti storiche e il materiale che tracciano la vita di questo personaggio che vive a cavallo di due secoli, ‘800 e ‘900 e che sarà portato al patibolo, accusato di tradimento, nel 1916. Casement era arrivato alla ribalta per aver denunciato gli orrori del colonialismo in Congo e Amazzonia, dove i nativi venivano trattati dalle grandi compagnie alla stregua di schiavi. Alla fine della sua vita decide di dedicarsi alla causa irlandese, ma commetterà l’errore di credere che il Reich possa appoggiare l’indipendenza dell’Irlanda dalla corona britannica e già così perderà molti alleati e amici. Non solo l’Impero lo accuserà di alto tradimento e quindi lo condannerà alla pena di morte, il suo cadavere verrà in un certo senso violato per avere conferme sulla sua omossessualità che non sarà mai vista di buon occhio, nè dall’Impero, nè dal cattolicesimo irlandese. In realtà, non è sicuro che i famosi “dark diary” di Casement siano effettivamente esistiti, o siano stati piuttosto un’invenzione dei servizi segreti britannici per buttare discredito sull’eroe. Sicuramente per Vargas Llosa, molto di ciò che c’è scritto su quei diari fa parte dell’immaginazione di Casement, sono frutto della sua solitudine a volte forzata che lo portava a vivere amori impossibili ed esagerati dal punto di vista fantastico.

Il libro è denso di particolari e descrizioni precise, si alterna tra le varie esperienze dell’eroe irlandese e i tre mesi di carcere, prima dell’esecuzione. Un capitolo tratta dei pensieri dietro alle sbarre di Casement, delle poche visite e dello sheriff, un personaggio curioso, duro all’inizio della storia che si trasformerà in uomo quando racconterà della perdita del figlio sfogandosi con Casement e contravvennendo così alle regole carcerarie sia perchè si mette a parlare con lui, sia perchè gli concede un paio di docce. Il capitolo successivo narra invece dell’esperienza in Congo con tutte le atrocità commesse dai colonizzatori. E via così in un alternarsi di discorso esterno relativo alle operazioni delle compagnie colonizzatrici e delle azioni in favore della libertà d’Irlanda e di discorso interno, quando Vargas Llosa parla di Casement in carcere. Il tutto correlato nell’epilogo dove l’autore ben mette in evidenza come questo personaggio sia stato volutamente dimenticato per motivi moralistici, più che morali, e infine recuperato alla storia e ora celebrato con statue e giornate a lui dedicate, letto oggi come uno degli eroi d’Irlanda. Questo perchè un eroe è, a parere dello scrittore peruviano, prima di tutto un uomo che ha la capacità di grandi pensieri e azioni e immense fragilità e debolezze. Come se ognuno di noi avesse dentro sè due personalità diverse che ci arricchiscono di luci e ombre, di umanità insomma. Da leggere tutto d’un fiato.

Bianca Folino

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LO SQUALLIDO TEATRINO


Mario Monti si presenta al parlamento europeo contemporaneamente a Silvio Berlusconi, e mentre lui viene accolto con un’ovazione e scroscianti applausi dai Popolari Europei che, per intenderci meglio, sono la destra clericale europea di cui fanno parte tanto il PDL di Berlusconi quanto il partito di Angela Merkel, Berlusconi viene invece totalmente ignorato. Ma questa scelta di campo fatta da Monti, il quale tuttavia non è ufficialmente iscritto a nessun partito, non piace al PD di Bersani e di D’Alema che militano infatti sul versante opposto, ossia, in quello della sinistra moderata  e che avevano chiesto al banchiere di restare fuori dalla competizione elettorale. Berlusconi, che intendeva scendere di nuovo in campo per rimediare, dice lui, ai numerosi errori commessi  dal governo Monti, dopo aver constatato la fredda accoglienza che gli hanno riservato i popolari europei, è stato costretto a rimangiarsi quanto aveva detto appena il giorno prima e a dirsi, invece, persino disponibile a non candidarsi di nuovo a patto che Monti scenda un’altra volta in politica come punto di riferimento dei moderati di centrodesta. Monti a quanto pare ha però posto orecchio da mercante alla proposta di Berlusconi rimarcando invece come sia stato proprio Alfano, il capogruppo alla camera del PDL a contestare l’operato del suo governo e a fargli prendere la decisione di dimettersi dopo l’approvazione del patto di stabilità ma, d’altro canto, Monti non ha neppure smentito la possibilità di un suo intervento diretto in una delle coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni senza però indicare quale. Siamo quindi alle prese con la solita sceneggiata: Monti ricatta il PD di Bersani, che dando retta ai sondaggi dovrebbe uscire vincente dalle prossime consultazioni elettorali, perchè ha fatto coalizione col SEL di Vendola il quale Vendola, pur essendo un comunista molto addomesticato dal mercato neoliberista globalizzato, è pur sempre più a sinistra di Bersani e pertanto Monti teme che la sua partecipazione ad un governo post elettorale assieme al PD possa in qualche modo rimettere in discussione, sia pur parzialmente, alcune delle riforme varate dal suo governo tecnico. Il teatrino della politica italiana  si sta manifestando in tutto il suo squallore e con tutte le ingerenze esterne dell’oligarchia finanziaria internazionale che in Europa fa capo alla BCE e che annovera tra i suoi servi la maggior parte dei gruppi parlamentari europei e che ha come pricipali manovratori Mario Draghi e Jens Weidmann della Bundesbank e in Italia Mario Monti e come servi in primo luogo Giorgio Napolitano che è infatti tutto culo e camicia con Mario Monti come prima lo era stato  con Silvio Berlusconi e poi vengono tutti i partiti politici di destra e di sinistra, salvo qualche rara eccezione. Pertanto mandare al macero tutta questa classe politica assieme ai banchieri e agli alti burocrati di stato non è soltanto un dovere morale e civile ma è soprattutto una necessità fisiologica se non vogliamo scomparire come nazione e diventare un protettorato bancario per i decenni a venire!

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Tecniche di distrazione di Massa e la legge Ferrea dell’oligarchia del PD.


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C’ è un detto che mi piace molto ricordare: “Tra moglie e marito non mettere il dito”. In che senso ? Non impicciarti degli affari di una famiglia che non è tua. Sarebbe opportuno che i partiti nazionali e i media che controllano s’impicciassero meno degli affari interni del movimento 5 stelle. Nel frattempo che falliscono 35 imprese al giorno, i media nazionali sono impegnati in una vera e propria guerra contro il 5 stelle. Le espulsioni di Grillo occupano le prime pagine dei giornali . D’altronde , come spiega il video qui linkato http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Vb7_YLHSZHU, è molto facile Prendere una notizia e trasformarla in: “La Notizia”. Il procedimento è il seguente.

Prendere una notizia e :
– Amplificarla a schermi unificati, falsando la percezione della sua importanza.
– Spostare l’attenzione su di essa a scapito di altre notizie.
– Usarla per screditare una parte politica.
– Preconfezionare la Notizia affinché questa avvalori un pregiudizio.
– Ripetere quel pregiudizio all’infinito in modo che alla fine sia l’unica immagine che resti.

Per anni siamo stati abituati alla disinformazione di massa. Ricorderete sicuramente il video in cui un NoTav dà della pecorella ad un carabiniere. Il corriere lo pubblica e immediatamente parte il linciaggio nei confronti del povero NoTav. Si cita Pasolini. Ci si erge a difensori della Morale, del Buon Senso, delle Istituzioni. Se prima i NoTav avevano ragione ora non ce l’hanno più. La disinformazione è sempre esistita. La prima nazione ad organizzare un dipartimento della disinformazione fu, nel 1959, l’Unione Sovietica che tramite il Kgb, avrebbe diffuso false informazioni nei paesi del Patto Atlantico e nei paesi satelliti.
La disinformazione ha di solito due obiettivi: la prima per confondere la controparte , la seconda per rafforzare le convinzioni della propria parte o degli alleati. Una delle tecniche preferite dai partiti e dai media che controllano è proporre visioni plausibili basate su informazioni oggettivamente vere, ma la cui unione rende assolutamente falso il contenuto.

In seguito, secondo le nostre credenze o opinioni politiche , scegliamo questo o quel messaggio, il piú delle volte senza ragionarci sopra e senza farci quelle domande fondamentali che potrebbero svelare la validità della notizia e ci affidiamo, nell’incertezza, a quello che nella sociologia delle comunicazioni si chiama “opinion leader del nostro gruppo sociale” e come dicevano nel 1968 Hovland e Weiss : più la comunicazione è persuasiva più ha potere.
H. Lasswell diceva : “ Se i messaggi della propaganda riescono a raggiungere gli individui della massa, la persuasione è facilmente “inoculata” e la propaganda ottiene il successo che si prefigge. I messaggi sono come pallottole che viaggiano nell’aria e quando un individuo viene “colpito”, può opporre resistenza ma, se le sue difese cedono, il contenuto inviato penetra in lui e la persuasione è inevitabile”.
A scuola ci hanno sempre insegnato che esistono tre tipi di potere, separati : legislativo, giudiziario, esecutivo. A questi , come suggeriva il film di Orson Welles (1941), bisogna aggiungere il “Quarto Potere” inteso come la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e soprattutto le scelte dell’elettorato.

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« Io sono un’autorità su come far pensare la gente » diceva nel film ,Charles Kane al maestro di canto di sua moglie.
Per non annoiare il lettore con una piccola lezione di sociologia, cerco di contestualizzare il discorso. Al giorno d’oggi i magnati dei mass media chi sono ? E soprattutto da chi sono controllati i mass media ?

Nel luglio del corrente anno, le nomine alla rai sono state :
-Antonio Verro, Antonio Pilati, Luisa Todini, Guglielmo Rositani per il PDL;
-Rodolfo De Laurentiis per l’UDC
-Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi per il Partito Democratico.

Quindi la RAI è in mano ai partiti. Mediaset, vabbè lo sappiamo già. Repubblica e Espresso : De Benedetti, numero uno del PD. Il nemico d’abbattere è il 5 stelle. La colpa del 5 stelle ? Rubare i voti. Come se i voti fossero proprietà di qualcuno.Ecco spiegato in poche righe il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti giornalmente.

Ma non ci sono solo loro in trincea. I politici nazionali commentano con durezza le epurazioni operate da Grillo e Caseleggio.

Il deputato Pd, Francesco Boccia invitando i ragazzi del 5 stelle a ribellarsi contro non si sa cosa esattamente, dice : “il 5 stelle non ha grande dimestichezza con la democrazia”. Come se le espulsioni fossero delle purghe staliniane. Ebbene cosa ha da dire Boccia, o altri deputati del PD delle seguenti espulsioni operate dal PD ?
Ecco alcune notizie che non sono state trasformate in “La Notizia”:

-Espulsa dal Pd l’ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.
-Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.
-Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.
-Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini.
-Agropoli. Carmine Parisi: “Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia”.
-Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.
-Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.
-Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.
-Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata.
-Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina GERBI, Giorgio BRACALI, Alessio CUNEO, Emanuele GESINO, Maurizio Ivan MASPERO, Maria MORRESI, Giulio RIVARA.
-CASERTA. Rino Zullo è stato espulso dal PD.
-Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.
-Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.

L’elenco potrebbe continuare, ma rischio di dare troppo importanza a una non notizia.
Le espulsioni all’interno di un partito sono , come direbbe Bersani, nella natura delle cose. Possono essere ingiuste, opinabili, legittime o meno, ma rappresentano l’ovvietà all’interno di un partito.
L’ovvietà risiede nella famosa “Legge ferrea dell’oligarchia” . Robert Michels nel suo libro “Sociologia del partito politico” , teorizza che tutti i partiti politici si evolvano da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia, ovvero da un numero ristretto di dirigenti.

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A differenza dei partiti conservatori (in Germania, allora, a forte base aristocratica), i movimenti di emancipazione sociale, osserva Michels, nascono con motivazioni e soprattutto con reali conformazioni democratiche: la base della loro organizzazione sta nell’eguaglianza di tutti gli associati che godono tutti degli stessi diritti e delle stesse possibilità. Ben presto tuttavia ogni potere effettivo, anche in questi movimenti, trasmigra nei soli capi, che dall’iniziale posizione servente si rendono indipendenti ed emancipati dagli associati. Gli associati non solo rinunceranno a dirigere di persona gli affari dell’amministrazione. Diventerà loro impossibile anche il solo controllo dell’operato dei capi. Ecco l’oligarchia, un gruppo piccolo e chiuso di dirigenti col massimo di discrezionalità rispetto a tutti gli altri nel parlare e fare secondo loro testa ma a nome di tutti gli altri, col massimo di opportunità nel disporre a proprio piacere di tutti gli altri. Quello che il Pd chiama autoritarismo si chiama semplicemente “oligarchia”.
Eppure la dovrebbero conoscere per bene.
Il 29 e il 30 dicembre, per esempio, il PD farà le primarie per i parlamentari. A differenza dalle “parlamentarie” del 5 stelle , i candidati non si potranno autocandidare, ma dovranno essere indicati dal partito. Quest’ultima cosa l’hanno nascosta con la scusa delle 500 firme. I candidati in tutto saranno 935, 47 saranno capilista. Molti di questi ultimi non passeranno dalle primarie, ma saranno indicati da Bersani.

Altri 90 circa (dal Pd hanno detto che saranno il 10 per cento del totale dei candidati) salteranno le consultazioni di fine dicembre e saranno inseriti direttamente nelle liste elettorali. I nomi di questi “notabili” saranno indicati dal segretario a indicarli. Infine sono 10 i parlamentari al limite dei 15 anni di mandato che hanno chiesto la deroga : Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Cesare Marini, Franco Marini, Giorgio Merlo, Giuseppe Lumia, Mauro Agostini, Maria Pia Garavaglia, Beppe Fioroni e Gianclaudio Bressa.

Rinnovo le domande : Cosa hanno da dire coloro i quali , qualche giorno fa , accusavano di finzione le primarie del 5 stelle ? Cosa avreste detto se Grillo e Caseleggio avessero riservato un listino per i soliti noti ?

Francesco Migliore.

Pubblicato in: berlusconeide, satira

“Domenica Live”, tutta la verità sull’intervista a Berlusconi.


Ma quale spudorata propaganda elettorale sulla propria televisione in violazione di tutte le norme esistenti sulla par condicio e di quelle non esistenti (Grazie, PD !) sul conflitto di interessi… 

la verità è che gli autori di “Domenica Live” sono davvero geniali, preparando la puntata si sono detti:

“Zio Michele le spara troppo grosse, dopo la sua intervista dobbiamo intervistare un ballista piu’ ballista di lui per fargli fare bella figura e  garantirgli un po’ di credibilità  davanti all’opinione pubblica, altrimenti la prossima volta possiamo scordarci il record di ascolti”

Ed ecco che arrivo’ il colpo di genio:

“Presidente Berlusconi, ha impegni per domenica pomeriggio ?”.

Gio’ Chianta

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Pubblicato in: CRONACA

Caro PD: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.


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Due settimane fa, eravate andati a votare alle primarie del PD ? Eravate conviti di avere la vittoria in tasca ? Ebbene, signori e signore: “sabbati tutti cosi ca sfalliu”. Un vecchio detto dice : “ non dire gatto se non ce lo hai nel sacco”. Il sacco è stato rubato da Mario Monti. Bersani e Vendola, usciti vittoriosi dalle primarie, davano per scontato l’esito del voto delle prossime elezioni politiche, erano considerate quasi una pura formalità. Ma qualcosa è andato storto: Mario Monti è in procinto di candidarsi a premier e questa ipotesi getta nel caos l’intero PD.

Bersani ipotizzava di vedere Mario Monti al Quirinale (o come ministro dell’economia di un governo di centro-sinistra), ma il presidente del Consiglio forse, non pensa al Quirinale. Sul giornale L’Avvenire, i giornalisti Arturo Celletti e Marco Iasevoli scrivono che dopo il vertice di Bruxelles, “lontano da telecamere e taccuini”, Mario Monti “prende fiato e rilancia la sua azione politica”.
Non sono parole di chi si ritira a febbraio. “La mia bussola è l’europeismo, il mio progetto è completare una stagione di riforme e restituire luminosità all’Italia…”. Frasi di un leader politico, che detta il programma per il suo futuro schieramento.
Bersani davanti alle telecamere dice : “Basta parlare di Monti, farà la sua scelta. In ogni caso noi non abbiamo paura”. In verità, lo teme e tanto. Accanto al presidente del consiglio si sta raccogliendo un blocco conservatore, dagli azionisti del Corriere (Marco Trochetti Provera, John Elkann, Diego Della Valle) ai moderati “ripuliti” del Pdl (Gianni Alemanno, Roberto Formigoni, Gaetano Quagliariello e Maurizio Sacconi) , che vede in lui l’unico argine alla vittoria delle sinistra. Ma non ci sono solo loro. Monti è voluto dal gotha del Partito Popolare Europeo. 

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Infatti la Merkel e Wilfried Martens (presidente del Ppe) , preoccupati dal programma del Pd alleato di Nichi Vendola, vogliono continuare a trattare con Mont sugli impegni italiani di sostenimento del debito interno. E poi con Monti ci sono le banche e il solito Vaticano.
D’oltre Tevere, i vertici ecclesiastici tifano per una lista Monti con dentro UDC, Montezemolo e i ripuliti del PDL. Sanno benissimo che l’Udc e Montezemolo da soli non sfondano elettoralmente. Non è un caso , infatti, che Angelino Alfano si è precipitato disperatamente da Ruini per riaccreditare la sua parte politica, d’altronde Ruini è il responsabile della Cei e ogni commento è superfluo. Insomma, Mario Monti ha un sacco di sostenitori alle spalle. E fin quando si tratta di poteri e figure storicamente conservatori non c’è nulla d’allarmarsi. La spia rossa, invece si accende quando i sostenitori di un Monti-bis vengono dal PD. Infatti aI vari Fiorini, Morando, Ichino e i rutelliani non dispiacerebbe affatto l’ipotesi di un Monti bis. Ma non solo , un sondaggio di Renato Mannheimer pubblicato sul Corriere della Sera rivela che il 44% dei votanti del Pd dichiara di auspicare la candidatura del Professore. Uno scenario del genere gela il sangue a Bersani e ai poveri militanti del PD che sono andati a votare alle primarie. Bersani sa benissimo che la faccenda è complicata e serve tattica politica. E cosa ha deciso di fare, secondo voi ? Ha contattato il sempre fedele alleato Di Pietro ? Assolutamente no. Da politico espero e navigato, l’altro giorno ha mandato un saluto affettuoso all’amico Casini per la sua nuova formazione politica in procinto di venire alla luce. Bersani sa che , a causa della frammentazione dell’offerta politica, ciò che verrà fuori dalle urne a febbraio non gioverà per niente affatto al PD. Hanno deciso di non cambiare la legge elettorale. Si vota con il porcellum di Calderoli. Questa legge forse andrebbe bene in un bipolarismo perfetto, ma quando in campo non ci sono due poli ma almeno tre con un quarto incomodo che si chiama 5 stelle ( e che oggi è il secondo partito italiano) , l’instabilità è garantita! Alla camera forse avranno la maggioranza, ma al senato il pareggio è quasi scontato.
Cosa può fare il PD di Bersani davanti a un simile scenario ? Fare quello che non hanno mai fatto. Aprire un finalmente un dialogo con la società civile che danni chiede giustizia, legalità e equità sociale ! E già che ci siete , provate a fare quello che si fa di solito nei paesi normali, quei paesi dove la sinistra fa la sinistra e la destra fa la destra.

P.S
Nelle prossime settimane il PD farà le primarie dei parlamentari, ma ci sarà un listino di 50-70 fedelissimi che avranno il posto assicurato in Parlamento. Non saranno votati da nessuno. Cosa hanno da dire coloro i quali , qualche giorno fa , accusavano di finzione le primarie del 5 stelle ? Cosa avreste detto se Grillo e Caseleggio avessero riservato un listino per i soliti noti ?

 

Francesco Migliore.

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IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO!


Vorrei che Nichi Vendola spiegasse non certo a me, perchè tanto io non voterò PD, PDL, UDC, FLI, Lega Nord, Monti bis, e per nessuna coalizione in cui ci siano dentro dei partiti che abbiano appoggiato il governo Monti, ma ai suoi elettori di SEL, come farà a governare col PD di Bersani. Vendola, almeno a parole, si è sempre dichiarato contrario alla politica di Mario Monti sostenuta, invece, tanto da Bersani che da Berlusconi, si era detto contrario all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, si era detto contrario alle modifiche dell’art 18 e alla riforma delle pensioni fatte dalla Fornero. si era detto inoltre contrario tanto all’ acquisto degli F35 che alla costruzione della Tav nonchè a fare alleanza col centro di Casini. Bersani, secondo quanto recentemente riportato da un giornale americano, ha invece ribadito il suo impegno ad andare avanti sulla linea tracciata da Monti tanto cara a Giorgio Napolitano a Francia e Germania e naturalmente alla BCE di Mario Draghi e alla Bundesbank di Jens Weidmann che detta legge non soltanto in Germania ma in tutta l’ Europa. Bersani inoltre ha votato si all’ acquisto degli F35 ed è un accanito sostenitore della TAV e ha anche detto che non intende ridiscutere le riforme dell’ Art 18 e delle pensioni attuate dalla Fornero la quale, ha aggiunto, potrebbe  essere proprio lei uno dei ministri tecnici dell’eventuale esecutivo post elettorale da lui presieduto. Ha pure dichiarato  che non è sua intenzione isolarsi a sinistra ma che intenderebbe invece aprire al centro. Da tutte queste affermazioni di Bersani sembra piuttosto chiaro che intende indirizzare il suo futuro esecutivo verso un strada totalmente opposta a quella che invece, stando almeno a quanto ha sempre dichiarato,  vorrebbe percorrere Vendola. Viene spontaneo ed è anche legittimo chiedersi quindi che pastrocchio di governo e che cazzo di politica ne potrà mai venir fuori da una coalizione così squinternata dove i due principali alleati già si mandano reciprocamente affanculo ancor prima delle elezioni !  

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I VERI FASCISTI CHE DANNO DEI FASCISTI A GRILLO E A CASALEGGIO


Il problema non è stabilire se le regole del movimento a 5 stelle siano giuste o sbagliate ma accertare se chi vi ha aderito non fosse stato informato prima della loro esistenza, il che è impossibile, visto che le ho lette anch’io che non sono ne un attivista del movimento e nemmeno un iscritto. Avevo chiesto semplicemente l’iscrizione al Blog di Beppe Grillo e così ho scoperto che Grillo è sempre stato molto più antiberlusconiano del PD di Bersani, di Veltroni, di D’Alema e di Giorgio Napolitano. Quando Antonio Di Pietro fu calunniato tanto dalla stampa berlusconiana quanto da quella vicina al PD, ma sempre per lo stesso motivo, e cioè perchè attaccava con troppa veemenza Silvio Berlusconi, cosa che metteva in forte imbarazzo anche lo stesso PD che aveva appena salvato le chiappe a Silvio Berlusconi il quale stava andando sotto alla Camera sullo Scudo Fiscale e fu salvato appunto da una provvidenziale assenza di tanti deputati PD dalla Camera, Beppe Grillo fu l’unico che prese le difese di Di Pietro ed a svelare nel suo blog anche ai più ingenui le vere ragioni per cui la stampa tutta, inclusa appunto quella vicina al PD, stesse cercando di affossare mediaticamente Di Pietro, proprio come ha fatto anche recentemente sempre con Di Pietro e cioè perchè si oppone al governo Monti, al fiscal compact ecc.. ecc..e come sta facendo anche adesso col movimento a 5 stelle e con i suoi fondatori Grillo e Casaleggio, perchè si oppongono anche loro alla casta e ai parassiti che ci hanno governato finora che sono loro i veri fascisti perchè fanno solo i loro interessi, quelli delle banche e delle logge massoniche alle quali appartengono e del Vaticano, però, incredibile ma vero, danno invece LORO dei fascisti a Beppe Grillo e a Casaleggio che hanno fondato un movimento, appunto, proprio per cercare di eliminare tutto questo. Ma quello che è ancora più assurdo è che siano riusciti a convincere ancora della gente che i BUONI siano Mario Monti, Giorgio Napolitano, Bersani e tutto il resto del PD che assieme a Berlusconi c’hanno sempre preso per il culo e messo pure sotto dittatura bancaria e che i CATTIVI e i fascisti siano invece Beppe Grillo, Roberto Casaleggio e Antonio Di Pietro che vogliono restituirci la nostra sovranità nazionale e la nostra economia reale distrutta da Berlusconi e da Monti con la complicità del PD e di Giorgio Napolitano.

 

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Cattolici: Indignatevi !


Di solito nei miei articoli mi sono sempre occupato di politica. Specialmente quella siciliana. Ma oggi , credo che non posso tacere su quanto è accaduto ieri in Vaticano.  Presso la Basilica di San Pietro  il Papa,  Benedetto XVI, ha ricevuto una delegazione di giudici Ugandesi guidata dal presidente del parlamento ugandese, Rebecca Kadaga la quale è promotrice della legge anti gay.

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Questa legge sarà discussa in parlamento il 15 dicembre e intende introdurre il concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.

É dal 2009 che questa proposta di legge é presentata a varie riprese al Parlamento e regolarmente bocciata su indicazione del Presidente Yoweri Museveni.I promotori di questa legge si rifanno (dicono loro ) ai testi biblici e al vangelo per dimostrare che l’omosessualità é contro natura e contro il volere di Dio. I riferimenti al vangelo sono stati accolti dal Papa, infatti, non solo non si è fermato a benedire Rebecca Kadaga  , ma , a pochi giorni dalla giornata della pace, ha pronunciato delle parole che di fatto armano gli omofobi di tutti i paesi con un invito ad una crociata senza quartiere contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

 

Il papa ha detto : “ I matrimoni gay sono una ferita alla giustizia e alla pace”. Proprio il giorno dopo che il Parlamento europeo approva una risoluzione che raccomanda agli stati membri di introdurre le unioni civili per le coppie gay e lesbiche, lo Stato Vaticano li vuole uccidere.

Non vi è alcuna differenza tra un messaggio che incita alla discriminazione e uno che si augura la morte di un’intera categoria di cittadini. La morte sociale è anche fisica, come ben sapeva Hannah Arendt quando affermava che “la società ha inventato la discriminazione come arma idonea ad uccidere le persone senza spargimento di sangue”. 

La domanda che sorge spontanea è : Fino a quando saranno disposti i cattolici a sopportare con il silenzio l’incitamento all’odio che proviene giornalmente dalle parole del Papa ?

Credo che tutti i cattolici sani di mente dovrebbero oggi prendere le distanze da un uomo del genere. Si può essere d’accordo o meno con le unioni gay, ma non le si possono definire una minaccia alla pace. Come non può un uomo come il Papa benedire una donna che promuove la morte per delle persone che hanno scelto di amare in modo diverso.

Francesco Migliore.

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COSMETICA DEL NEMICO, Amelie Nothomb


di Igor Riccelli

cosmetica del nemicoDopo aver visto a teatro le riduzioni di Acido Solforico eLibri da ardere, straniante la prima toccante la seconda, e dopo aver sentito i consigli entusiastici di amici e conoscenti, mi sono dato alla lettura dei libri di Amelie Nothomb. Lei, figlia di un ambasciatore belga, ha vissuto tra Bruxelles, il Giappone e la Cina ed è entrata di diritto nelle firme della letteratura mondiale con Igiene dell’assassino del 1991.

In questo articolo, il primo che recensisce un’opera letteraria, vi parlerò invece di Cosmetica del nemico. Tutto inizia nella sala d’attesa di un aeroporto e tutto si conclude nella stessa sala d’attesa. Il protagonista sta aspettando il suo volo, quando inaspettatamente viene avvicinato da un uomo che sembra conoscerlo più di quanto ci si aspetti da un perfetto sconosciuto. La situazione degenererà presto…

Leggi il resto della recensione su SoloSapere.com (CLICCA QUI).

A presto con il prossimo articolo.

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L’INSOSTENIBILE FALSITA’


Alcuni pomeriggi fa mi ero recato nella biblioteca del mio paesino per preparare l’esame di economia politica (superato), quando noto su un tavolo una serie di libri sul conflitto israelo palestinese; chiaro omaggio all’avvenuto riconoscimento dello stato palestinese da parte dell’onu.

Accanto ad un libro ho notato un folglio su cui era riportato l’articolo del Giornale (di nome ma non di fatto) che trattava del suddetto argomento.

Incuriosito lo presi,  iniziai a leggerlo e devo dire che mi ha fatto più ridere di un libro di barzellette.

Trattasi di una critica dell’evento ad opera di Fiamma Nirestein, giornalista formatasi in un quotidiano filo israeliano com’è stato Lotta continua, poi fulminata sulla strada di Damasco e passata a Berlusconi.

Nell’articolo l’Italia è descritta come la migliore amica di Israele quando per vent’anni non siamo stati altro che il tramite degli Stati Uniti.

Descrive l’ONU come un consesso pieno d’odio contro Israele quando a chiuso più volte entrambi gli occhi davanti ai crimini di quest’ultima per evitare di essere accusata di antisemitismo.

La parte più comica però è quella in cui afferma che la proclamazione unilaterale dello stato palestinese è un errore da bambini in quanto non è conforme alla politica mediorientale. Non sono vecchio ma non mi risulta che nel 1948 qualcuno si sia rivolto ai palestinesi o ai paesi mediorientali per chiedere pareri sulla nascita dello stato di Israele.

Descrive poi il nostro Paese come faro per i moderati palestinesi quando in realtà l’operato italiano non ha fatto altro che ammosciare una parte e islamizzare l’altra parte dei leader palestinesi.

Parla dei bisogni della Palestina quali il riconoscimento di Israele quando l’Anp, che fu di Arafat, riconosce Israele ma quest’ultimo non riconosce la Palestina nonostante esista dal 1994 (dai patti di Oslo firmati dal compianto Arafat assassinato da Hamas perchè laico e l’altrettanto compianto Rabin assassinato dalla destra sionista).

Rricorda poi che esiste un comitato Italia-Israele che è andato in una Tel Aviv ‘sotto le bombe di Hamas’. Fiamma cara, guarda che le bombe con la stella di David sono quelle israeliane. Paragona poi la reazione islamista iraniana con quella anti imperialista del compagno Chavez.

Invia ringraziamenti ai  coraggiosi Paesi che hanno detto no (Usa, Canada, R.ceca, Australia, Isole Marshall, Palau, Colombia, Micronesia e Israele) per terminare in  belelzza con accuse di antisemitismo ad Abu Mazed e ai capi di Fatah.

Termino auspicando la caduta del sionismo in Israele e di Hamas nella striscia e l’avvento di due Paesi amici sotto la bandiera del socialismo

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LA ” SINISTRA ” DEI BANCHIERI E DELLO SPREAD.


Questi tre sono: Martin schulz, Francois Hollande e Pier Luigi Bersani e dicono di rappresentare in Europa la sinistra moderata che si oppone alla destra rappresentata invece da Angela Merkel, dall’ex presidente francese Sarkozy, dal capo di governo spagnolo Rajoy, dall’ex presidente del consiglio dei ministri italiano Silvio Berlusconi ecc.. Ora vorrei proprio capire in che cosa si differenzino questi cosi detti socialdemocratici dai politici di destra visto che anche loro come Angela Merkel, Sarkozy, Rajoy ecc hanno già da tempo sposato le tesi della BCE di Mario Draghi,( amico di quel Mario Monti al quale tutti e tre stanno stringendo la mano sorridenti ), e della Bundesbank di Jens Weidmann e cioè quelle del mercato neoliberista globalizzato controllato dalle multinazionali che fanno capo a gente immonda e senza scrupoli che non vede altro scopo della propria esistenza e di quella del resto del genere umano se non il conseguimento di profitti personali sempre maggiori a scapito e a danno degli altri, gente, per meglio intenderci, come i Rothschild, i Rockefeller, i Gates ecc……  . Limitandoci al panorama politico nostrano, quando sento gente come Bersani, D’Alema, Veltroni, Fassina e Giorgio Napolitano riempirsi la bocca di parole come equità sociale, giustizia, lotta all’evasione fiscale, lotta alla corruzione per poi vederli andare a leccare il culo a banchieri fascisti e clericali come Mario Monti, Passera, Fornero ecc… e inoltre a Mario Draghi, a Jens Weidmann, ad Angela Merkel ed anche allo stesso Silvio Berlusconi, che se ha potuto fare per tutti questi anni i propri porci comodi è stato soprattutto grazie alla loro accondiscendenza ( oltre,naturalmente, ai voti di tutti i coglioni d’Italia ) nonchè al Vaticano e allo IOR, mi viene il vomito. Pertanto cari Hollande, Zapatero, Schulz, Bersani, D’Alema, Napolitano ecc… per quanto mi riguarda il vostro socialismo democratico delle banche e dei banchieri, dei titoli tossici, degli spread e delle agenzie di Rating potete anche ficcarvelo nel culo perchè viene veramente da chiedersi cosa esista ancora a fare la destra ufficiale visto che è già così ben rappresentata da dei ” socialisti ” e da dei  ” comunisti ” come voi.

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QUELLI CHE VOTEREBBERO BERLUSCONI PURE DA MORTO


Credo di aver scritto, sui miei blog, su Facebook e in ogni dove, migliaia di pagine sui perché del berlusconismo e dell’antiberlusconismo, analizzando l’elettorato pro Berlusconi e contro Berlusconi e sono arrivato alla conclusione che in Italia, ci sono milioni di persone che voterebbero per Berlusconi anche se fosse condannato per strage mafiosa, anche se fosse colto in flagrante a stuprare una pecora, anche se annunciasse l’intenzione di volersi sposare con una quindicenne ( e facesse una legge sul “matrimonio ad personam”), anche se fosse morto.

Perché, dalle mie osservazioni, mi è sembrato chiaro che la differenza sostanziale tra l’elettorato pro B. e contro B. è drammatica quanto banale: i berlusconiani perdonano tutto a Berlusconi, gli antiberlusconiani non perdonano nulla ne’ a Berlusconi ne’ ai politici che si oppongono (o fingono di opporsi) a Berlusconi. Il risultato ? Mentre Berlusconi potrà sempre contare sul voto di quei milioni di elettori che lo voterebbero pure da morto, le varie opposizioni che si sono schierate contro il Cavaliere, per loro demerito, non sono riuscite a trovare un elettorato così coeso. La mancanza a Sinistra di un elettorato coeso ma in stile berlusconiano  è soprattutto una fortuna, nel senso che è meglio che in una cabina elettorale vada a votare una testa pensante che una testa vuota, è meglio che un elettore dia il proprio voto ad un partito diverso se non è soddisfatto delle politiche portate avanti dal partito che aveva votato precedentemente piuttosto che un elettore che vota ciecamente sempre e solo un partito a prescindere dalle politiche reali e sostanziali (credendo solo alle promesse-balle) attuate dal partito.

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Questo fatto però, inevitabilmente, crea un problema gravissimo, grazie al voto cieco, ottuso e senza senso critico dei suoi fedeli adepti, il Cavaliere potrà potenzialmete  vincere o perdere vincendo (cioe’ avendo un ruolo decivo in Parlamento) le elezioni mentre la Sinistra, votata generalmente da gente pensante, non potrà mai contare su voti certi ma dovrà guadagnarserli sul campo. Il problema è proprio legato all’incapacità, delle varie opposizioni che si sono schierate contro Berlusconi in questi anni, di acquisire voti, anzì, ironicamente potremmo dire  che l’opposizione riesce a fare opposizione solo a se stessa.

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La soluzione ? Far cambiare idea ai fadeli adepti del berlusconismo? Impossibile, pensate che ancora oggi sia tra gli anziani che tra i giovanissimi ci sono migliaia di mussoliniani, se non siamo riusciti a far cambiare idea ai mussoliniani sul conto di un dittatore vero come Mussolini figuriamoci se riusciremo mai a far cambiare idea ai fedeli adepti del berlusconismo sul conto di un dittatore mediatico come Berlusconi. Una soluzione non esiste, come non esistono mai le bacchette magiche per risolvere i problemi. Invece, è difficile ma non impossibile, far cambiare idea alle  persone di Destra che hanno una testa pensante e si può far cambiare idea a quei milioni di cittadini che non vanno a votare. L’unico modo per combattere il berlusconismo è spiegare alla gente i meccanismi diabolici su cui si basa il berlusconismo stesso. Qualche giorno fa ho deciso di mettere in rete un articolo nel quale cerco di spiegare la propaganda berlusconiana attraverso gli 11 principi della propaganda nazista di Goebbels, con la speranza che anche solo una persona possa ricredersi sul conto di Berlusconi leggendo l’articolo. Per questo motivo, credo fermamente che anche creare una fan page su Facebook (apparentemente una cosa non utilissima) possa essere utile, se anche un solo cittadino possa ricredersi. Quindi, la rivoluzione, di cui tanto parliamo, deve essere una rivoluzione culturale che ha come obiettivo primario la diffusione della nostra conoscenza, perché, sarà scontato e banale dirlo ma è proprio vero che la conoscenza rende liberi. Diffondi la conoscenza !

Gio’ Chianta

Blogger, fondatore di RESISTENZA ANTIBERLUSCONIANA (http://www.facebook.com/pages/RESISTENZA-ANTIBERLUSCONIANA/372710670386)

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La democrazia interna al 5 stelle.


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Il ritiro del logo del MoVimento 5 Stelle a Federica Salsi e a Giovanni Favia ha gettato nel caos il 5 stelle, già vittima di vili attacchi provenienti dalla stampa e dai media nazionali. Lo si può interpretare in vari modi, anche come un autogol di Beppe Grillo e Casaleggio.

Prima di arrivare alla questione Favia-Salsi vale la pena spendere due parole sulle parlamentarie fatte dal 5 stelle. Tre obiettivi fondamentali sono stati raggiunti. Il primo , senza ombra di dubbio, è l’ affermazione delle donne, infatti su 31 capilista 17 sono donne, in pratica il 55%. Il secondo obiettivo è stato il permettere di conoscere i candidati, che forse andranno in Parlamento, 3 mesi prima delle elezioni. Ogni candidato ha avuto a disposizione uno spazio sul portale del M5S per il suo curriculum, una dichiarazione di intenti, video, collegamenti ai Social Media dove è presente.

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Comunque la pensiate, il M5S è il primo movimento o partito in Italia e forse anche nel mondo a eleggere i suoi rappresentanti in Parlamento attraverso Internet, questo mentre in Italia, grazie alla pressioni dei vari Bersani e Berlusconi, non esiste neppure il voto di preferenza e non ci sarà nemmeno alle prossime elezioni. Si dirà : i voti sono stati pochi. E’ vero. Forse ci sono stati troppi cavilli , ma quanti sono i parlamentari del PD o del PDL scelti dai cittadini ? Ve lo dico io, ZERO! Questo metodo non è mai stato sperimentato, ha ancora dei difetti: può essere che ci siano stati degli errori, che qualcuno per i motivi più diversi non sia riuscito a candidarsi o che si sia candidato senza averne i requisiti, ma la strada è quella giusta. Infine, anche l’ultimo obiettivo è stato raggiunto : Tutto è avvenuto a costo zero! Infatti le votazioni sono state gratuite, così come lo è l’iscrizione al M5S.

Si dice “ Non si spara sulla croce rossa”, ma visto che il PD non è la croce rossa, posso spendere altre parole sulle finte primarie del PD. E’ stato divertente vedere uomini e donne del PD accusare il 5 stelle di aver svolto delle “primarie” truccate, quando proprio quelle dei democratici sono stati più truccate di una partita di calcio. Non tanto per gli immigrati pagati 5 euro per votare, e neanche per i casi che Striscia la notizia ha fatto conoscere agli italiani ( quelle dove l’inviato di striscia votava in tre differenti seggi elettorali), ma per il semplice fatto che il coraggioso Bersani aveva dietro tutto l’apparato del partito (dalla CGIL all’Unità passando per i consiglieri regionali).

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E’ stato divertente sentire critiche sulla mancanza di democrazia nel 5 stelle, quando Rutelli confessava che occorreva fare una legge elettorale per impedire al 5 stelle di prendere voti o quando Enzo Bianco (PD) proponeva un emendamento per impedire al 5 stelle di candidarsi al Parlamento.

Adesso possiamo arrivare alla questione Salsi-Favia. La diffida giunge il giorno dopo la pubblicazione del video intitolato “Obiettivo : elezioni 2013”. Dal video la cosa che colpisce di più non è tanto il contenuto , ma la stanchezza fisica e psicologica di Beppe Grillo. Comprensibile tra le altre cose. Senza Grillo, il 5 stelle sarebbe rimasto al 1,5 % e adesso si ritrova ad essere il secondo partito in Itali e , diciamolo pure, senza Grillo, oggi il 5 stelle non esisterebbe.

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Dopo tutto quello che ha fatto per far nascere e crescere il 5 stelle , non si possono accettare guerre interne, fatte da persone in gamba ma che forse cercano successi e riflettori, vietate fin dall’alba nel 5 stelle. Quindi umanamente è comprensibile, ma politicamente è stato un disastro. Ma cerchiamo di affrontare la vicenda lucidamente e oggettivamente. I prossimi due mesi saranno decisivi per il M5S, vicino a un’impresa storica, e qualsiasi persona sana di mente dovrebbe serrare le fila e non alimentare l’esercito di detrattori. Secondo il mio modo di vedere le cose, l’espulsione di Favia e Salsi, come quella di Tavolazzi, sono legittime. D’altronde le regole esistono perché vanno rispettate. “Se ti piace bene se non ti piace vai via”. Poteva dire questo Beppe, invece di urlare “ fuori dalle palle”. Sul contenuto Beppe ha ragione, ma obiettivamente, la forma è penosa. Quei toni usati sembrano proprio degni di un despota. Ed è proprio quello che volevano ottenere i vari quotidiani che campano solo per dimostrare che Grillo è il nuovo Mussolini. Non oso immaginare le risate e i festeggiamenti organizzati ieri sera e stamattina da i vari Repubblica e Espresso. Grillo tempo fa scrisse che senza di lui oggi ci ritroveremo Alba Dorata. E non ha tutti i torti, la rabbia e l’indignazione dei cittadini è stata incanalata dentro un movimento istituzionale e democratico. Comunque la pensiate senza di lui, oggi, la rabbia sarebbe incanalata verso derive fasciste e naziste che iniziano a comparire in Europa. Proprio per questo non si può vanificare il buono che è stato fatto fino ad oggi. Gli sfoghi sono vietati.

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Ha ragione chi sostiene che c’è poca democrazia nel 5 stelle in questo momento, ma è anche vero che la mancanza di una vera e propria democrazia compiuta è il “male minore necessario”. Provate ad immaginare cosa succederebbe se non ci fosse questo tipo di controllo? Succederebbe la stessa cosa che è successa a Di Pietro. Sull’onda del successo del suo partito , occorreva fare in fretta e furia le liste. E sono saltati fuori i vari Scilipoti e Razzi. Quindi in questo momento questo male è necessario. Federica e Giovanni sono degli ottimi consiglieri comunali e regionali, ma ha ragione Beppe Grillo: Siamo in guerra. Nei prossimi mesi ne sentiremo ancora delle belle. Faranno di tutto per attaccare il 5 stelle, arriveranno al punto di scrivere in prima pagina se Beppe Grillo scorreggia in pubblico. Siate preparati ! Infine consiglio vivamente al PD di evitare di parlare di espulsioni, visto che di espulsioni ne hanno fatte a bizzeffe. Solo per citarne qualcuna: A Piacenza sono stati espulsi tramite una telefonata due sostenitori di Renzi. Sei iscritti al PD sono stati allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone. A Troina sono stati espulsi due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito, ad Agropoli il piddino Carmine Parisi è stato cacciato dal Pd perché ha denunciato la speculazione edilizia. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

 

Solo Penati non è stato espulso. A proposito cari amici del PD, fino a qualche giorno fa la vostra vittoria era scontata e forse lo è ancora, ma basta che Berlusconi vince nelle regioni del nord per pareggiare al Senato. Sarete obbligati a fare delle alleanza sotto banco con lui. Cosa vorrà in cambio ? Lo sapete già. 

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Francesco Migliore

Pubblicato in: La biblioteca dei sogni

Il genocidio della scacchiera


Paolo Maurensig – La variante di Lünenburg, 158 pag.  la variante di lunenburg

Edizioni Adelphi

La vita può considerarsi una partita a scacchi? Pare di sì, almeno a detta di Paolo Maurensig che affronta ogni minima problematica di questo gioco in questo libro che sa di giallo. Il lettore rimane sospeso nell’evoluzione della storia il cui intreccio si complica strada facendo. Non è un testo uscito di recente, è stato scritto una decina di anni fa, ma è molto attuale nelle considerazioni circa il gioco che è paragonabile all’esistenza umana. La concentrazione del giocatore deve essere tesa alla mancanza di errore, tanto che viene immaginata una scacchiera che punisce, gli errori, con una scossa elettrica. I temi sono quelli tipici di una letteratura mitteleuropea e nonostante siano solo 150 pagine, il romanzo è di ampio respiro, tanto da partire dal gioco per arrivare al genocidio della seconda Guerra Mondiale, e concentrarsi sul concetto di senso di colpa. Anche lo stile narrativo si avvale di pause, di tempi lunghi e descrizioni di luoghi, situazioni e stati d’animo tipiche di questo tipo di letteratura che a tratti ricorda le storie di Milan Kundera. Questa storia ha ispirato anche, qualche anno fa, uno spettacolo teatrale, una “fabula in musica” di Milva e Walter Mramor.

Il romanzo narra di scacchisti e del gioco che li tiene inchiodati ad un tavolo, che arriva a compromettere la ragione e le loro stesse vite. Si apre come un giallo, il cadavere di un imprenditore viene ritrovato, nel suo giardino e fin da subito è mistero sull’origine della sua morte, se sia dovuta ad un omicidio o ad un suicidio. Da qui il pretesto, per il narratore, di raccontare la vita del defunto e la propria, il passato comune che li avvolge. Il protagonista è un ebreo che si trova a sfidare l’imprenditore morto, nell’ultimo tavolo “libero”, prima delle fasi più atroci del nazismo. I due si ritroveranno in campo di concentramento e il gioco sarà un modo, per il protagonista, per salvare la propria vita oltre a quelle di alcuni compagni. Si gioca ad alti livelli e l’ufficiale nazista invita il protagonista a giocare con lui, perchè lo considera (nonostante sia un ebreo) un pari. Il senso di colpa, per aver affidato la vita dei compagni di campo alla scacchiera passerà dal protagonista all’imprenditore, quando tutta la vicenda passata sarà raccontata in treno, dal figlio adottivo del protagonista con considerazioni sul gioco e su come questo porti in sè sempre il rischio della follia. Lo scrittore triestino lascia intendere come quel racconto abbia risvegliato il senso di colpa nell’ex ufficiale nazista che apparentemente ha vissuto una vita tranquilla e agiata senza più ripensare alla posta messa in gioco da un perversa volontà politica tipica dei tempi della guerra. Da leggere, per ritrovare una visione razionale e marcata della vita, dove l’esistenza sembra essere dominata dal pensiero.

Bianca Folino

Pubblicato in: CRONACA

ARIECCOLO !!!


Non si erano ancora spenti gli echi di soddisfazione per la buona riuscita delle primarie del csx ed ecco che Berlusconi, puntualissimo, annuncia la sua ” discesa in campo ”, la sesta. La notizia provoca diversi stati d’ animo sia trai suoi alleati che tra coloro che lo hanno sempre considerato solo un venditore di bugie. Nel primo gruppo, quello dei suoi alleati, si passa dallo stupore di chi gia’ aveva messo in campo tutte le sue risorse aspirando ad un ruolo di leadership nel PDL alla gioia euforica di chi non vede altro leader se non lui e benedice il suo ritorno. Nello schieramento opposto invece si passa dallo sconcerto di chi non credeva possibile un suo ritorno alla politica (e bollava la cosa come fantapolitica ) ad una sorta di ” me lo immaginavo ” da parte di chi, come il sottoscritto, e’ convinto che ci libereremo di questo cancro solo quando sara’ tumulato per sempre nel suo mausoleo.

QUALI SONO GLI ARGOMENTI CHE USA ? Sempre i soliti…dalla paura dei comunisti alla Magistratura venduta alla sinistra, dagli organi di informazione faziosi ai complotti per farlo fuori. A tutto cio’ si aggiungono pure discorsi populisti e antieuropeisti  che, probabilmente, faremmo fatica a sentire da un ubriaco al bar . Ecco allora che l’ euro ci ha rovinato, che lo spread e’ solo un’ invenzione, che la Cancelliera Merkel e’ colei che vuole mangiarsi l’ Italia e i Paesi in difficolta’….insomma, una serie di panzane a cui nessuno sano di mente puo’ ancora credere. Sono convinto ( ma e’ una mia opinione ) che nemmeno lui creda a cio’ che dice.

QUALE E’ LA SUA STRATEGIA ? = Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa : Berlsuconi NON E’ UN PAZZO ma solamente un delinquente che cerca in tutti i modi di salvarsi dalla galera ! Bollarlo come una persona insana di mente vorrebbe dire non attrezzarsi contro il pericolo che costui rappresenta. Berlusconi sa’ perfettamente che il PDL e’ finito e che quelli ancora con un briciolo di dignita’ si smarcheranno magari per fare un partito proprio. Conosce benissimo i sondaggi e sa’ perfettamente che non solo non avra’ i numeri di 4 anni fa ma che al massimo prendera’ un 2% di voti che lo porteranno ( nela migliore delle ipotesi ) alla pari col M5S . Sa’ benissimo che, pur essendo stati svenati dalla cura Monti, gli italiani preferirebbero sicuramente il Professore a lui….. La sua strategia di azione e’ quindi una sola, quella che meglio gli riesce : CREARE CASINO ! Tutto quindi e’ lecito in questa strategia, dal cavalcare il malcontento della gente sempre piu’ in difficolta’ per impegni presi da lui ma attuati da Monti alla polpetta avvelenata gettata nel campo del PD con l’ apertura a M. Renzi. Dal voler un riavvicinamento con la Lega Nord in cambio del Federalismo fintanto al promettere Balotelli al Milan. Gia’ e’ pronta una campagna mediatica di una intensita’ mai vista, che portera’ i suoi fedelissimi a presenziare in massa a tutti i vari dibattiti televisi, sia sulla televisione di sua proprieta’ sia su quella pubblica. Pare che egli stesso sara’ presente a trasmissioni tipo Ballaro’ e addirittura da Santoro.

COSA HA IN MENTE PER SALVARSI DAI VARI PROCESSI ? = Una sola cosa : scompiglaire i diversi schieramenti, attirare l’ attenzione su di se in modo che si parli piu’ di lui anziche’ di alleanze e soprattutto di programmi. La sua ” battaglia finale ”, quella che dira’ se e’ davvero finito o no, si combattera’ in Lombardia, l’ Ohio della politica italiana. Se una coalizione del centrosx non risultasse vincente si andrebbe al paradosso che il csx, pur vincendo, sarebbe in minoranza al Senato, con tutte le conseguenze che la cosa comporterebbe.

CHE FARE PER LEVARCELO DAI C…. ? = Io propongo tre cose . Innanzitutto guardarlo e ascoltarlo il meno possibile, non considerarlo, come facciamo con qualcuno malato di Alzheimer che ci ferma per strada e ci copre di farneticazioni. Ricordarsi sempre di chi e’ e di cosa ha fatto : il berlusconismo che ha contagiato le menti italiche tutte, chi piu’ chi meno, e’ solo ed esclusivamente una sua creatura. Ricordarsi SEMPRE di chi lo sostiene e che magari, tra qualche anno, verra’ a dirci che non sapeva. Un’ Italia senza Berlusconi non solo e’ possibile ma e’ vitale per la democrazia !!!

Gianluca Bellentani

berlusconi bancomat

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LA DITTATURA CHE AVANZA


I nostri politici, già di per se, in Europa non contano molto dal momento che tutti sanno anche all’estero che sono in gran parte collusi, anzi, per meglio dire,  ” SCHIAVI ” del potere massonico-bancario, della  malavita organizzata e della lobby vaticana. Quindi è alquanto facile capire perchè essi non vogliano ne possano  negoziare con l’Europa un regime economico diverso per l’Italia da quello impostogli attualmente  dalla  BCE. Anche il motivo per il quale i suddetti politici abbiano deciso tutti assieme, esclusi, in parte, quelli dell”IDV e ovviamente anche  quelli dei partiti extraparlamentari, di  mettersi di lato per far subentrare un governo di banchieri è piuttosto chiaro  se si considerano i rapporti che legano i loro partiti direttamente alle lobby bancarie e possiamo quindi  renderci  conto di quanto la politica di recessione economica instaurata da Mario Monti sia abbastanza in continuità e in sintonia con quella già praticata dal precedente governo di destra Berlusconi-Tremonti e di come rientri bene nella logica degli spostamenti di capitali dall’economia reale a quella puramente finanziaria che è sempre stata la formula che ha garantito l’evasione fiscale, l’espatrio dei capitali verso i paradisi fiscali e gli stessi finanziamenti occulti ai partiti e a singoli politici. L’apatia con la quale il governo Monti ha finora agito nei confronti dei veri grandi evasori per tartassare invece ancor più pesantemente del precedente governo il ceto medio e le fasce sociali economicamente più deboli rivelano in modo palese la vera natura di questi così detti tecnici che non sono nient’ altro che dei piccoli burocrati, dei ragionieri qualsiasi che pur dandosi arie da grandi economi  in realtà non hanno alcuna geniale innovazione da proporre dato che si limitano a prendere il denaro laddove è più facile reperirlo e cioè dalle tasche dei lavoratori dipendenti e da quelle dei piccoli proprietari d’azienda lasciando del tutto indisturbate le grandi lobby finanziarie e le ricche corporazioni professionali, nonchè le proprietà appartenenti alla lobby vaticana. L’austero Mario Monti lungi dall’essere un tecnico disinteressato e apolitico è in realtà un servo fedele dei poteri forti al pari di Giorgio Napolitano che lo ha insediato a Palazzo Chigi dopo averlo nominato senatore a vita, col beneplacito di quasi tutti i partiti politici che hanno rappresentanza parlamentare, e, come lui, è legato tanto alla massoneria laica italiana ed estera quanto alla lobby vaticana. Mario Monti, sfruttando anche la crisi internazionale che fu in realtà causata proprio dagli stessi banchieri  per generare la recessione dell’economia reale in tutto il mondo e per poter così introdurre un nuovo tipo di economia, appunto a livello planetario, ancor più succube del potere finanziario di quanto non lo fosse stata prima, sta preparando il terreno anche in Italia per l’instaurazione di un regime politico-economico totalmente controllato dall’alta finanza e dove pertanto verranno rimessi in discussione persino gli stessi diritti costituzionali del cittadino esattamente come è già accaduto nella vicina Grecia e proprio come sta succedendo attualmente anche in Spagna. 

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il centrosinistra non esiste


downloaddi Federico Pontiggia –

“In Gran Bretagna si prepara a vincere, ma non credo che il centrosinistra esista: se si è a favore del mercato e della deregulation si è di destra, se si crede nell’economia pianificata e nella proprietà comune si è di sinistra, chi rimane al centro della strada di solito viene investito. Non so in Italia, ma da noi il centrosinistra si dice d’accordo a mantenere le misure di austerità e a proseguire le privatizzazioni, solo più lentamente. Ma se dovete essere comunque strangolati, il tempo non fa la differenza”. J’accuse firmato Ken Loach, che giriamo al nostro Bersani: ok aver vinto le primarie, ma se il centrosinistra non esiste, o è comunque destinato a far la fine di un gatto in autostrada, che ha vinto a fare?
A Roma per presentare La parte degli angeli, irresistibile commedia su gioventù bruciata e whisky scozzese dal 13 dicembre nelle nostre sale, Ken il Rosso riflette sull’impegno al cinema: “Oggi si dice ai filmaker che tutto dipende dal mercato, e inconsciamente qualcuno cambia la propria idea, ma da Occupy ai movimenti anti-guerra la preoccupazione è mondiale: il problema è che per i meccanismi di finanziamento tutto questo spesso non viene riflesso al cinema”.
Chi conosce lo sa, Ken non può esimersi dal dire la sua sul capitalismo: “Più si sviluppa, più cresce la disoccupazione, perché le multinazionali hanno bisogno di una marea di non occupati per mantenere i salari bassi. Come sinistra dobbiamo trovare il motore contro il mercato, che non è l’unica strada percorribile”. “Se “anche l’Unione Europea è un’organizzazione neoliberista, oggi il capitalismo è davvero in crisi: è il momento giusto, dobbiamo organizzarci, stiamo strappando tutti gli elementi che rendono una società civile, come il sostegno ai disabili. Ospedali sovraffollati, sanità in mano alle multinazionali, oggi non possediamo più nulla, prima avevamo metà economia…”.
Ovviamente, Ken torna sulla querelle che l’ha avuto protagonista al festival di Torino, di cui ha rifiutato il Gran Premio Torino per solidarietà con i lavoratori della Rear impegnati al Museo del Cinema: “L’importante non è che io vada o meno a un festival, ma la gente che perde lavoro, ha salari da fame e non può avere una rappresentanza sindacale. Tra il Museo e me c’è una differenza di principio: il datore di lavoro principale ha una responsabilità per la tutela di tutti i lavoratori, al di là del loro contratto, questo è quel che penso io, mentre il direttore ha dichiarato che il Museo non può essere considerato responsabile direttamente e indirettamente per il comportamento di terze parti. Che equivale a dire, “ci sono persone che puliscono i nostri uffici con una paga da fame, ma noi non siamo responsabili”: ebbene, io non sono d’accordo, è contro l’interesse dei lavoratori”.

http://www.lavorincorsoasinistra.it/wordpress/?p=3912

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ILVA, UN DRAMMA SENZA FINE


ilva_taranto_bambino.jpg_415368877di Samanta Di Persio

Ci sono responsabilità politiche e sindacali precise nella vicenda Ilva: malgrado le denunce, negli anni si è preferito chiudere gli occhi per non arrivare allo scontro tra diritto alla vita e diritto al lavoro. Chi pagherà?

Nel 2008 visitai Taranto per la prima volta, giunsi in macchina e non notai quello che mi colpì l’anno dopo arrivando in treno. Dal finestrino del vagone vidi una nube sopra la città e contemporaneamente sentii un odore strano, non so perché lo associai alla diossina. Una volta arrivata chiesi informazioni ai due sindacalisti dello Slai Cobas che mi vennero a prendere: mi confermeranno che si trattava dell’odore dell’Ilva. Rimasi perplessa e mi chiesi, come sia possibile respirare, sopravvivere in quelle condizioni? Averlo scritto, aver raccolto le testimonianze dei lavoratori, aver conosciuto Alessandro Marescotti di Peacelink non era stato sufficiente, dovevo vedere l’Ilva per capire. Visitai il rione Tamburi, adiacente all’acciaieria, mi spiegarono che ogni famiglia è stata segnata dalla morte di qualcuno per tumore. Una polvere rosa si posa ovunque, ciò vuol dire che si posa sui campi, sulla pelle, nei polmoni, il vento la porta chissà dove. Nel libro “Morti bianche” fra le noto riporto uno studio epidemiologico del dottor Sante Minerba, l’indagine è stata condotta nel 2007 e, già allora, a Taranto si registrava un eccesso di mortalità negli uomini pari al 28% per il cancro al polmone e del 460% per il cancro alla pleura rispetto allo standard regionale. Inoltre su 15 diversi tipi di tumore maligno che presentavano eccessi di mortalità nell’intera provincia ionica, 11 di questi erano contratti nel capoluogo. Nel 2008 Taranto aveva oltre 1200 decessi l’anno per neoplasie, nettamente al di sopra della media nazionale. La situazione diventò insostenibile quando nel 2011 vennero abbattute migliaia di pecore, le carni erano contaminate dalla diossina ma lo erano anche: latte, formaggio, ricotta. Scattò la rivolta degli allevatori, anche la mitilicoltura era a rischio: nelle cozze vennero trovate tracce di diossina.

Ci sono oltre 10mila persone che lavorano per l’Ilva e 8mila per l’indotto. Questa acciaieria ha rappresentato per i pugliesi l’ancora di salvezza, ha permesso di non lasciare la loro regione. Ma a quale prezzo? Un ex operaio, in un’intervista all’Unità, nel 2001 raccontava: “Non riuscivo più a respirare. Ho fatto le analisi e mi hanno riscontrato una ostruzione alle vie aeree superiori. Così ho deciso di lasciare il posto. Prima di entrare all’Ilva, era quello il mio ideale di lavoro. A Taranto c’è solo quella speranza, ti aggrappi. Quando ho finito la scuola superiore e il militare, lavoro non ce n’era. Ho fatto il volantinaggio e poi ho lavorato come geometra per 100mila a settimana. Allora ho fatto la domanda per essere assunto all’Ilva. Se non vai là, il lavoro qui lo trovi solo in nero, capisci? Mi hanno preso, che fortuna! Pensavo, un milione e otto al mese”.

Dal 2001 sono trascorsi un po’ di anni. Rispetto al periodo 2002-2005, nel 2009 i tumori nelle donne sono aumentati del 100% e l’Ilva è il potenziale responsabile per emissione di benzopirene. La mortalità infantile nel primo anno di vita è aumentata del 35% e sono aumentate del 71% le morti nel periodo perinatale. Questi dati sono stati diffusi dal Ministero della Sanità. La magistratura interviene con il sequestro. Bonificare l’Ilva per Riva costerebbe miliardi di euro, se non l’ha fatto prima, perchè dovrebbe farlo ora? Ci sonoresponsabilità politiche (voti) e sindacali (consenso) precise, perché le denunce, gli studi in questi anni ci sono stati, ma non provenivano da persone che facevano parte di un establishment, quindi si è preferito chiudere entrambi gli occhi per arrivare allo scontro tra diritto alla vita e diritto al lavoro. Gli operai hanno occupato la fabbrica per difendere ciò che hanno, la natura si è scatenata: un fulmine ha colpito uno dei camini, ci sono stati feriti e ancora morte. Chi pagherà?

Dal blog di Samanta Di Persio

http://www.cadoinpiedi.it/2012/12/01/ilva_un_dramma_senza_fine.html

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Ordine Fornero: al lavoro fino alla morte


fornero-piange-sDi Rita Pani

Signora Fornero, la prego mi aiuti: ho due figlie, la maggiore per fortuna ha già espatriato, ma ancora non riesco a convincere la piccola a lasciare questa landa desolata governata da voi. Pensavo, che se lei potesse emanare ancora qualche editto, forse la mia bambina potrebbe finalmente convincersi che persino in Burkina Faso, potrebbe avere un futuro migliore che qui.
Ho appena letto – una riga sì e una no, che leggere tutto sarebbe stato uno spreco – la sua ennesima riforma del sistema pensionistico, e ho capito – come se ci fosse bisogno di ulteriori evidenze – che lei proprio non ha idea di cosa sia il lavoro. Ho anche dedotto, o meglio fortificato la mia convinzione – che voi vogliate continuare a sanguisugare il lavoratore, con la speranza che egli crepi prima di poter riavere, anche in minima parte il maltolto.

Se non fosse una tragedia, le giuro che lei sarebbe davvero esilarante, e con lei tutto quel manipolo di scaltri affaristi al soldo del capitalismo, che siedono abusivamente al governo di questo ormai ridicolo paese.
Lavorare fino a 70 anni, ma volendo arrivare anche a 75. Perché no?
Vede signora, lavorare non significa alzarsi la mattina con comodo, farsi venire a prendere dalla macchina comoda che non rispetta il traffico e i semafori, andare a chiudersi in una stanza fresca d’estate e calda d’inverno, posando il santo culetto santo su una poltrona in pelle umana, delegando ogni cosa da fare a uno schiavo sottoposto, magari uno stagista pagato a un euro l’ora, quando è fortunato, o pagato nulla quando è ricattato. Lavorare è fatica. Il lavoro logora le membra, il cervello, le mani. Lavorare fa ammalare, spesso non dà abbastanza nemmeno per mangiare, o per aiutare i figli a crearsi quel futuro che comunque, con una legge idiota come quella da lei partorita, gli verrebbe negato.

Immagini un maestro elementare, a 70 anni circondato da una miriade di ragazzini chiassosi, esperti di Internet appena smesso il biberon, veloci di mente e curiosi. Immagini un Carabiniere in pattuglia che vede il ladro scappare per una campagna impercorribile col veloce mezzo (magari a corto di benzina) che sceso dalla macchina, si lancia all’inseguimento. Immagini l’operaio alla catena di montaggio – già è vero, quelli ormai son quasi estinti: obiettivo raggiunto! – Immagini l’autista di un autobus, guidare nel traffico stoicamente dopo i 70 anni. Immagini una persona che da una vita ogni mattina si alza alle cinque del mattino, inverno ed estate, con la neve o con la pioggia, percorrere sempre la stessa strada, fare sempre gli stessi movimenti, un professore dire sempre le stese cose, e poi immagini sé stessa, condannata dalla vita a viverne una reale …

Poi me lo venga a raccontare che è tutta una questione di coefficienti, che bisogna dare di più per avere il minimo, che è giusto farsi derubare ogni mese di quasi la metà dello stipendio per finanziare uno stato ingordo, derubato da un manipolo di ladri a cui non avete il coraggio di imporre di ripagarci tutti, con gli interessi, di quel che si sono portati a casa.
La prego signora Forneno, mi aiuti a convincere mia figlia che è ingiusto il suo sacrificio, mi aiuti a spiegarle sempre più e meglio che se ne deve andare da questo paese di merda. Ci convochi tutti i giorni, attraverso i giornali e la TV ad ascoltare una delle sue mirabolanti e geniali trovate. Almeno per questo, la prego, si renda più utile. Non ci vuol nulla, in fondo, nemmeno uno sforzo … le sue idiozie hanno l’aria di venirle con massima spontaneità.

FONTE : http://www.mentecritica.net/31866/informazione/cronache-italiane/rita-pani/31866/

Pubblicato in: CRONACA

IL BARATRO


Le ragioni che mi impediscono di credere alle promesse elettorali di Pier Luigi Bersani, di Vendola e di quei cialtroni che blaterano dalle macerie del PDL come Giorgia Meloni, sono abbastanza lapalissiane. Essi infatti propongono di apportare delle consistenti modifiche alle riforme introdotte dall’esecutivo Monti e però votate comunque da tutti loro con l’esclusione del partito di Vendola perchè attualmente non si trova in parlamento. Ma per apportare modifiche del genere e cioè per destinare più risorse alle imprese in difficoltà, alle famiglie ridotte in miseria o quasi, per cancellare la riforma Fornero del mercato del lavoro e per cambiare sensibilmente anche la sua riforma delle pensioni occorrerebbe innanzitutto rimettere in discussione tutta la spending rewiev introdotta da Mario Monti e conseguentemente lo stesso fiscal compact in costituzione, tutte cose che però non ho mai sentito dire di voler fare ne a Bersani ne a Vendola ne alla Meloni e ne a nessun altro lestofante del suo partito ( o ,per meglio dire, del suo ex-partito ) perchè tutti questi ” signori ” sanno benissimo che nel momento in cui iniziassero ad attuare le suddette modifiche si troverebbero contro tanto la BCE-Bundesbank co Angela Merkel quanto le agenzie di rating. Mario Draghi il presidente della BCE ma ancor di più Jens Weidmann il presidente della Bundesbank hanno già detto più volte e molto chiaramente che non tollereranno nessun tipo di politica keynesiana all’interno dei paesi in €,e prova ne è il fatto che le agenzie di rating hanno declassato recentemente persino la Francia, paese certamente più prospero e con i conti pubblici più in ordine del nostro, accusandola praticamente di spendere troppo per il mantenimento del suo stato sociale. Figuriamoci quindi cosa succederebbe all’Italia che ha il debito pubblico più alto di tutta l’UE se si azzardasse a rimettere in discussione le scelte economiche fin qui realizzate dal governo Monti. Per gente come Weidmann e Monti è molto più importante la stabilità dell’€ che non la crescita dell’economia reale e di conseguena per loro e per tutti quelli che ragionano come loro l’unica cosa che abbia rilevanza è che all’interno dei singoli paesi UE si consegua il pareggio di bilancio anche se questo comportasse il fatto che alcune di queste nazioni dovranno restare per anni in decrescita economica, ridursi praticamente in miseria ed imbarbarirsi sotto il profilo sociale ed anche sotto quello culturale . Dunque a salvarci dal baratro non saranno certo dei criminali come Jens Weidmann e Mario Monti con la collaborazione di quei partiti politici che sostengono palesemente, come faceva il PDL di Berlusconi e Tremonti, o in maniera più subdola, come vorrebbe fare invece il PD di Bersani, ( promettendo cioè quello che non potrà mai mantenere ), le loro politiche neoliberiste di merda!

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Il più bel film di Verdone


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Carlo Verdone – La casa sopra ai portici, 282 pag., Edizioni Bompiani

 

Questo libro è il mio film più importante”, così Carlo Verdone, classe 1950, attore, regista e sceneggiatore descrive questo testo autobiografico.

Centrale nella storia è la casa sopra ai portici, appunto, ovvero casa Verdone, quella dei genitori, quella dove Carlo è cresciuto con i fratelli, Luca e Silvia. Con molta poesia e tante fotografie, traccia con penna leggera i fotogrammi della vita della sua famiglia, una famiglia illustre. Il padre era un critico cinematografico e alla tavola della famiglia Verdone, negli anni di crescita del regista romano e anche durante l’età adulta, passarono i personaggi più disparati e affascinanti, da De Sica padre fino a Pasolini che varcava la soglia di casa con un paio di occhiali scuri e parlava pochissimo, tanto da spaventare l’allora piccolo Carlo.

Feste e lutti, giornate gioiose e buie, Verdone si racconta qui senza veli e racconta la storia della sua famiglia, della nascita della sua vena comica che parte proprio da alcuni scherzi telefonici e non, fatti proprio ai genitori che lo misero in punizione. Dal carattere di mamma e papà Verdone, fino a quello dei fratelli, all’ilare incontro con il cognato De Sica, ancora oggi sposato con Silvia, passando per le prime commedie fino al debutto in teatro.

Non manca proprio nulla, anzi, c’è tutta la poesia e la dolcezza di cui questo mondo sembra oggigiorno sprovvisto. E’ un tonico, leggere questo libro, scritto con affetto e vedere questa casa meravigliosa, con i suoi locali, i suoi profumi, gli odori, i sapori, quelli di una vita familiare ricca di emozione e vita. I personaggi del calibro di Fellini che l’hanno frequentata e l’Italia degli anni che vanno dai Cinquanta agli Ottanta. Sembra davvero un film, gli ingredienti ci sono tutti, la giusta messa a fuoco, le immagini e descrizioni riportate fedelmente, lo spessore psicologico del personaggi trattati e una serie di fotogrammi ilari che alleggeriscono i momenti più dolorosi, quelli legati ai lutti per esempio. Verdone sembra capace, con estrema semplicità e scrivendo con il cuore, di far parlare quei muri per l’ultima volta, prima che la casa paterna, in via Lungotevere dei Vallati, venga restituita per sempre al Vaticano, portando con sè molti ricordi. Così il regista romano, che ora ha un appartamento dal quale può ancora vedere la casa sopra ai portici, ha deciso di mettere nero su bianco la sua famiglia, dandole un alone di enternità. Ma allo stesso tempo tracciando molto chiaramente la sensazione del tempo che passa in modo inesorabile e di come tutto cambi nello scorrere delle nostre vite.

 

Bianca Folino

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LE INUTILI PRIMARIE PER SCEGLIERE CHI DOVRA’ OBBEDIRE ALLA BCE E AL VATICANO.


Benchè Renzi mi fosse più antipatico e piaccia sicuramente di più di Bersani agli elettori di destra per le sue simpatie nei confronti degli imprenditori che hanno i conti alle Cayman, la vittoria di Bersani mi lascia del tutto indifferente. Bersani infatti già da tempo ha sposato le politiche neoliberiste tanto care alla Fornero, a Giorgio Napolitano, a Mario Monti, a Mario Draghi e quindi alla BCE, alla Bundesbank, ad Angela Merkel e a tutta la destra conservatrice europea. Bersani è a favore del  fiscal compact in costituzione così come lo è anche Rajoy il neo franchista che è alla guida del governo di destra della Spagna. Ha votato a favore della spending rewiev di Monti che ha massacrato la scuola pubblica a vantaggio di quella privata, in particolare di quella cattolica, nonché la sanità pubblica e  infatti ha tagliato drasticamente i fondi per l’assistenza dei disabili mentre ha lasciato pressoché inalterate le spese per la politica, le spese militari e quelle per la costruzione della TAV la più inutile delle opere pubbliche nonché micidiale per l’impatto ambientale e per la salute degli abitanti della Val di Susa ma assai utile per far guadagnare tra i tanti le ex cooperative rosse e la moglie di Giovanardi che è la maggior azionista di una delle imprese che hanno avuto l’appalto per la realizzazione dell’opera. Aggiungiamo inoltre che il ministro Balduzzi ha presentato ricorso contro la bocciatura della legge 40 da parte della corte europea e cioè di quella legge introdotta dal governo Berlusconi che di fatto rende impraticabile la fecondazione assistita in Italia e che fu voluta perentoriamente dal Vaticano. Ora essendo questo un governo tecnico insediato per risolvere problemi esclusivamente di natura finanziaria poteva fregargliene meno di intromettersi in questioni di etica ma siccome questo Balduzzi oltre che un tecnico è anche un assatanato clericale come del resto lo sono più o meno tutti questi così detti tecnici a cominciare da Mario Monti in persona, ecco che si è sentito in dovere di sputare in faccia alle coppie che hanno problemi di fertilità per obbedire agli ordini impartiti dalla Chiesa, presentando appunto il ricorso. Che Bersani il quale a suo tempo disse di essere contrario alla 40 abbia protestato veementemente contro questo ricorso non mi risulta proprio così come non mi risulta neanche che abbia mai perso il sonno per le modifiche assurde introdotte dalla Fornero all’art 18 dello statuto dei lavoratori. Caro Bersani non ti voterei neanche se tu mi offrissi un posto come commesso in parlamento a novemila € al mese! 

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Pubblicato in: berlusconeide

Adesso Berlusconi esce dal bunker.


Probabilmente sarebbe tornato comunque ma non come candidato Premier, anche se avesse vinto Renzi, ma la netta affermazione del Segretario del PD alle primarie del centrosinistra rappresenta una manna dal cielo per B.

Se avesse vinto Renzi la sua affermazione sarebbe stata vista, anche da Destra, come la vittoria del nuovo che avanza, delle primarie intese come l’opportunità di farsi spazio e rottamare la vecchia classe politica  e poi B non si sarebbe mai confrontato con un Berlusconi di Sinistra: piu’ giovane e soprattutto piu’ appetibile al grande Centro dei moderati. Percio’, se avesse vinto Renzi, B sarebbe stato costretto a fare le primarie del centrodestra con tutte le conseguenze del caso.

La vittoria di Bersani su Renzi, ovvero la vittoria del vecchio sul nuovo, rappresenta anche la vittoria del vecchio modello berlusconiano sul nuovo che avanza nel centrodestra italiano. Per B, il leader del PD è lo sparring partner ideale, perché gli permette di mettere sul ring tutto il suo repertorio. Bersani ha appoggiato il governo Monti, come B e sicuramente anche con piu’ convinzione, votando a favore di tutti i provvedimenti ammazza-cittadino  presentati dal governo tecnico, percio’ B potrà dire al suo elettorato: loro sono come noi, forse anche peggio perché di Sinistra. E poi assisteremo al ritorno della propaganda berlusconiana con i soliti punti: il pericolo rosso al governo, le toghe rosse, quelli che vogliono mettere le mani in tasca agli italiani e via dicendo.

Con questo non voglio dire che se avesse vinto Renzi sarebbe stato meglio per il centrosinistra, anche perchè il centrosinistra ha chiaramente espresso la propria opinione, ma certamente, sarebbe stato peggio per B e per sue ambizioni di premierato. Adesso bisogna sperare che la propaganda berlusconiana trovi nell’elettorato italiano meno terreno fertile rispetto al passato. I sondaggi ci dicono che sarà cosi’ ma mai sottovalutare un Caimano.

Gio’ Chianta

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Pubblicato in: CRONACA, politica

L’ ILVA Siciliana.


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Quello che è successo all’Ilva di Taranto è solo l’anticipazione di quello che succederà nel triangolo Priolo-Augusta -Mellili. L’inquinamento ambientale è un dramma stravolgente, che ha assunto dimensioni inestimabili nell’area tra Augusta-Melilli-Priolo. Inestimabile, perché ? Nell’insieme degli inquinanti considerati cancerogeni, mutageni, teratogeni e neurotossici , sono stati inseriti i furani, le diossine, il mercurio, gli idrocarburi policiclici aromatici, il benzene, i pbc, il piombo, l’arsenico (tutti inquinanti che vengono emessi nell’aria e nell’acqua) e che sono considerati, per la loro elevata pericolosità, indicatori della potenziale compromissione ambientale. Forse non tutti sanno che le emissioni di questo tipo spesso sfuggono alle rilevazioni delle centraline urbane che solitamente sono tarate per registrare nell’aria circostante solo i macroinquinanti, mentre le altre emissioni microinquinanti devono inevitabilmente essere monitorate con attrezzature e procedure più perfezionate . Non è un caso che la provincia di Siracusa sia stata annoverata al settimo posto tra quelle in Italia a più alto rischio ambientale.Image

Preoccupante è il silenzio che vige sull’argomento. D’altronde quando si parla di riconversione e bonifica si percepisce una sorta di indifferenza che somiglia tanto ad un vero e proprio astio della politica. Parlare di riconversione equivale a toccare interessi economico-finanziari con cui le holding del petrolio speculano sulla nostra salute. Ma l’indifferenza, se forse non ve ne siete accorti, incrementa il potenziale distruttivo della bomba ecologica che sta per scoppiare in quell’aera. La stessa area dove la Regione Siciliana, con il compiacimento di politica e sindacati, sarebbe pronta ad installare rigassificatori e inceneritori. Non voglio e non vogliamo rivedere un’altra edizione della vicenda Ilva in salsa siciliana. E’ tempo di intervenire affinchè venga fatta la bonifica di quel territorio. Forse la procura di Siracusa non è formata da magistrati coraggiosi come quelli di Taranto? Eppure il fenomeno delle malformazioni scheletriche e del pesce al mercurio nella rada di Augusta si registra da qualche tempo ed è noto negli ambienti degli operatori della marineria locale ed è anche stato portato a conoscenza delle autorità.

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La bomba ecologica , in realtà, è già scoppiata da tempo. Infatti tra il 1991 ed il 2000, all’ospedale di Augusta sono nati un migliaio di bambini malformati fino ad arrivare al 5,6 % dei casi del 2000, in pratica su 534 nati, 28 presentavano delle gravi malformazioni. A Priolo, nel 2002, si sono registrati inoltre nove casi di una patologia rarissima: la SLA, «sclerosi laterale miotrofica» (paralisi superiore del corpo). Un tempo, la costa siracusana era considerata tra i litorali ed i fondali marini piu` belli d’Italia. Dopo cinquanta anni di sfruttamento selvaggio dell’area (Esso, Montedison, Enichem, Isab Priolo, Isab Energy del Gruppo Erg, Sassol, eccetera) i risultati sono sotto gli occhi di tutti

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 A Taranto, sindacati, partiti e giornalisti facevano a gare per evitare che si scoprisse la verità. Sicuro che a Siracusa non stia accadendo la stessa cosa ? A Priolo i consiglieri comunali dell’API Alessandro Biamonte, Prosperina Paladino, Biagio Cardillo e Giuseppe Menesello del PD hanno presentato 3 interrogazioni scritte riguardante questo tema. Sempre a Priolo c’è l’associazione “Priolo Parla” che danni si batte per la salvaguardia della salute, ma da soli non possono fare nulla. Occorre che sia la politica ad agire. I neo-deputati eletti nel collegio di Siracusano si devono fare portatori di questa preoccupazione presso la sede della regione Siciliana. Occorre subito una bonifica, prima che sia troppo tardi. 

Francesco Migliore.

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BERSANI E’ DI SINISTRA ?


Finora, abbiamo trascorso molto tempo a discutere se Renzi fosse piu’ o meno di Sinistra. Sono arrivato alla personalissima conclusione (direi molto scontata) che Renzi sia un democristiano 2.0 lontano, lontanissimo dai veri valori della Sinistra. Quindi, se confrontato al Sindaco di Firenze, chiunque dica una qualche cosa di Sinistra potrebbe risultare un bolscevico. Insomma, se Bersani avesse avuto come avversario uno come Berlinguer l’attuale Segretario del Pd sarebbe stato considerato per quello che è: un uomo di Centro.

Secondo me un uomo di Sinistra non accetta di farsi finanziare la campagna elettorale da Emilio Riva -98 mila euro- e da Federacciai -100 mila euro- . Secondo me un uomo di Sinistra non partecipa a tutti i meeting di Comunione e Liberazione e ad uno di essi dichiara: “Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare”. Secondo me un uomo di Sinistra non muore dalla voglia di allearsi con l’UDC, proprio l’UDC, il partito guidato da uno che: fino a ieri era alleato con Berlusconi, oggi sostiene il governo Monti insieme a Fini, ha sostenuto sempre e comunque Cuffaro e ha portato in Parlamento una caterva di indagati, imputati e condannati. Secondo me un uomo di Sinistra non sostiene un governo guidato da Monti. Secondo me un uomo di Sinistra non fa maggioranza con la Destra per sostenere il governo Monti. Secondo me un uomo di Sinistra non vota a favore delle riforme “ammazza cittadino” su pensioni e lavoro del Ministro Fornero. E piu’ in generale, un uomo di Sinistra non vota a favore di quasi tutti i provvedimenti del governo Monti, provvedimenti che hanno avuto effetti recessivi sull’economia reale, provvedimenti che hanno  peggiorato tutti gli indicatori principali dello stato di salute di un Paese: provvedimenti che hanno colpito soprattutto i ceti piu’ poveri, proprio quei ceti che una vera Sinistra dovrebbe aiutare e sostenere con delle politiche mirate.

 Tre milioni di persone sono andati a votare per un democristiano 2.0 e per un democristiano vecchio stile credendo che fossero di Sinistra. Quando si sveglieranno sarà sempre troppo tardi.

Gio’ Chianta

IRAN: MONTI, TEHERAN ACCETTI TORNARE A VERO NEGOZIATO

P.S. due paroline sui programmi dei candidati: per cercare di dire la mia su queste primarie mi sono letto (e mi devo ancora riprendere) nei vari siti dei candidati i loro programmi ed essendo arrivati al ballottaggio Bersani-Renzi mi soffermerei sui loro programmi. Renzi sul suo sito chiama il programma  Idee, 36 pagine di cose condivisibili o meno a seconda di chi le legge. A me, ad esempio, non piace l’idea che bisogna svendere il patrimonio pubblico per pagare i debiti e tanto meno l’ok di Renzi alla riforma Fornero sulle pensioni e poi tante buone intenzioni sul modello favolistico- berlusconiano: un milione di posti di lavoro,  abbasseremo le tasse.
 Bersani sul suo sito chiama il programma Le 10 idee per cambiare non saprei darvi un giudizio definitivo essendo queste 16 pagine un non-programma ma un cumulo di buone intenzioni, di frasi buttate li’ a casaccio per confondere il lettore. Piu’ che un programma politico a me pare un piccolo manuale di “filosofia teoretica bersaniana”.