Pubblicato in: La biblioteca dei sogni

Il genocidio della scacchiera


Paolo Maurensig – La variante di Lünenburg, 158 pag.  la variante di lunenburg

Edizioni Adelphi

La vita può considerarsi una partita a scacchi? Pare di sì, almeno a detta di Paolo Maurensig che affronta ogni minima problematica di questo gioco in questo libro che sa di giallo. Il lettore rimane sospeso nell’evoluzione della storia il cui intreccio si complica strada facendo. Non è un testo uscito di recente, è stato scritto una decina di anni fa, ma è molto attuale nelle considerazioni circa il gioco che è paragonabile all’esistenza umana. La concentrazione del giocatore deve essere tesa alla mancanza di errore, tanto che viene immaginata una scacchiera che punisce, gli errori, con una scossa elettrica. I temi sono quelli tipici di una letteratura mitteleuropea e nonostante siano solo 150 pagine, il romanzo è di ampio respiro, tanto da partire dal gioco per arrivare al genocidio della seconda Guerra Mondiale, e concentrarsi sul concetto di senso di colpa. Anche lo stile narrativo si avvale di pause, di tempi lunghi e descrizioni di luoghi, situazioni e stati d’animo tipiche di questo tipo di letteratura che a tratti ricorda le storie di Milan Kundera. Questa storia ha ispirato anche, qualche anno fa, uno spettacolo teatrale, una “fabula in musica” di Milva e Walter Mramor.

Il romanzo narra di scacchisti e del gioco che li tiene inchiodati ad un tavolo, che arriva a compromettere la ragione e le loro stesse vite. Si apre come un giallo, il cadavere di un imprenditore viene ritrovato, nel suo giardino e fin da subito è mistero sull’origine della sua morte, se sia dovuta ad un omicidio o ad un suicidio. Da qui il pretesto, per il narratore, di raccontare la vita del defunto e la propria, il passato comune che li avvolge. Il protagonista è un ebreo che si trova a sfidare l’imprenditore morto, nell’ultimo tavolo “libero”, prima delle fasi più atroci del nazismo. I due si ritroveranno in campo di concentramento e il gioco sarà un modo, per il protagonista, per salvare la propria vita oltre a quelle di alcuni compagni. Si gioca ad alti livelli e l’ufficiale nazista invita il protagonista a giocare con lui, perchè lo considera (nonostante sia un ebreo) un pari. Il senso di colpa, per aver affidato la vita dei compagni di campo alla scacchiera passerà dal protagonista all’imprenditore, quando tutta la vicenda passata sarà raccontata in treno, dal figlio adottivo del protagonista con considerazioni sul gioco e su come questo porti in sè sempre il rischio della follia. Lo scrittore triestino lascia intendere come quel racconto abbia risvegliato il senso di colpa nell’ex ufficiale nazista che apparentemente ha vissuto una vita tranquilla e agiata senza più ripensare alla posta messa in gioco da un perversa volontà politica tipica dei tempi della guerra. Da leggere, per ritrovare una visione razionale e marcata della vita, dove l’esistenza sembra essere dominata dal pensiero.

Bianca Folino

Autore:

Quindici anni di giornalismo, laureata in lettere moderne, studia medicina tradizionale cinese, diplomandosi alla scuola Shiatsu Xin e seguendo alcuni corsi di specializzazione superiore. E' una scrittrice autonoma.

Un pensiero riguardo “Il genocidio della scacchiera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...