Il cervello è una risorsa


oliver sacksOliver Sacks – L’occhio della mente – 261 pagine  Adelphi edizioni

 “In quale misura siamo noi gli autori, i creatori, delle nostre esperienze? Fino a che punto esse sono predeterminate dal cervello o dai sensi che abbiamo in dotazione dalla nascita, e in quale misura, invece, siamo noi stessi a plasmare il nostro cervello attraverso l’esperienza?”. E’ questa la sintesi dell’ultimo libro del neurologo americano Oliver Sacks che in quest’opera mette in luce la capacità del nostro cervello di adattarsi perfino alle perdite sensoriali maggiori, causate da patologie quali l’ictus o da malattie congenite o complesse malattie neurologiche. Certo la domanda posta assomiglia molto a “è nato prima l’uovo o la gallina”, ma è proprio questo il punto, lasciare la mente aperta perchè diventi un’infinita risorsa.

Come sempre Sacks parla di una materia piuttosto complicata in modo semplice, rendendola accessibile a tutti, nonostante si affrontino tematiche quali quelle relative all’agnosia visiva o spaziale, cioè alla mancata capacità di riconoscere luogi, oggetti e persone. Ai casi che il neurologo si è trovato ad affrontare si alternano le proprie esperienze, perchè Sacks è affetto, dalla nascita, da prognopagnosia, cioè è incapace di riconoscere i volti e i luoghi, anche familiari. Inoltre, recentemente si è trovato alle prese con un melanoma ad un occhio che ha ulteriormente compromesso le sue capacità visive. Eppure in tutti i casi descritti, compreso il proprio, emerge sempre questa capacità del cervello di porre rimedio al danno, di trovare nuove risorse per compensare la perdita o la mancanza. I casi clinici diventano in questo modo casi di vita vissuta, vicini a tutti, possibili per tutti, perchè se un deficit neurologico congenito è raro, non altrettanto lo sono patologie quali l’ictus o infarti importanti. Quello che conta è che in ognuno di essi la strategia vincente rimane la vita e l’energia che ci permette di trovare soluzioni anche a ciò che sembra un tunnel senza uscita. Musicisti, neurobiologi, medici e personaggi che non diremmo mai abbianno attraversato simili esperienze.

Sono storie di amputazioni e deformazioni affettivo-cognitive che non sfociano mai in drammi senza rimedio, anzi da quelle carenze sembra arrivare l’impulso perchè la ferita attivi nuove strategie adattive. Confermate dalle esperienze personali del neurologo, della quali non viene certo nascosta l’oscillazione emotiva che inevitabilmente, vissuti del genere, comportano. Il cervello appare quindi come un’inesauribile risorsa, non solo duttile e dinamico tanto da adattarsi, ma proprio capace di trovare nuove vie che permettano una vita normale, o quasi anche per chi vive patologie complesse. Come se ognuno di noi avesse un “Occhio della mente”, appunto, capace di guidarci nella complessità della vita e di reinventare la vastità del mondo esterno.

Bianca Folino

Una replica a “Il cervello è una risorsa”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: