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SUL ” VOTO UTILE ”, QUALCHE PRECISAZIONE…


Continuano sempre piu’ forti le proteste a sx ( e anche su questo blog ) per un presunto accordo bipartisan tra PD e PDL riguardo al ” voto utile”, chiesto sia da Berlusconi che da Bersani ( e aggiungo anche da Monti ). Credo che un po’ di chiarezza sia doverosa e spero chiarificatrice. Il PD ( e parlo da simpatizzante e da iscritto ma come sapete abbastanza critico quando le cose non vengono fatte per il verso giusto ) non vuole zittire nessuno, ne’ il Movimento Arancione di Ingroia ne’ altri partiti di sinistra !! Semplicemente dobbiamo essere realisti e la realta’ e’ che con questa Legge Elettorale porcata si rischia di riconsegnare il Paese alla coalizione PDL – Lega , se non alla Camera perlomeno al Senato, con tutti i problemi di impasse che ci saranno sempre e che non potranno essere superati se non con nuove elezioni. Qui il problema non e’ VOTARE IL PD E SEL O UN ALTRO PARTITO FUORI DALLA COALIZIONE DI CSX ma RICONSEGNARE IL PAESE NELLE MANI DI BERLUSCONI : ecco quale e’ la vera realta’. Naturalmente Berlusconi fa’ il medesimo discorso ma invertendo i ruoli. Ecco la vera ragione di questa ” desistenza ” al voto invocata da Bersani. Essere di sx non vuol dire solo non essere di dx ma anche capire quale e’ la vera realta’ delle cose e fare anche scelte che non ci piacciono. Certamente dopo il voto si potranno avere nuove alleanze…il PD e’ apertissimo a nuove idee e proposte : pero’ in politica contano i numeri e non solo le idee. Quindi se un domani la coalizione berlusconiana avra’ la prevalenza non date la colpa al PD….vi piaccia’ o no, sara’  anche per colpa vostra !!!

Gianluca Bellentani

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“Voto utile” = ennesino inciucio bipartisan.


Che cos’è il voto utile nel linguaggio della politica italiana della seconda Repubblica ?

Il voto utile è quel voto dato dagli indecisi oppure dagli elettori dei piccoli partiti ai partiti piu’ grandi: un partito di Centrodestra ed uno di Centrosinistra. In questo modo i voti non si disperdono ma confluiscono in questi grandi partiti consentendo loro di essere o forza di  governo o prima forza di opposizione.

Che cos’è per PDL e PD il voto utile ?

Per Berlusconi il voto utile è quel voto dato al PDL o al PD: “Meglio votare il Pd che il “centrino’”.

Per Letta il voto utile è quel voto dato al PD o al PDL: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo“.

Non ci sarebbe nessun problema se il Letta sopra citato facesse di nome Gianni e non Enrico, se fosse il braccio destro di Berlusconi e non di Bersani. Insomma, usando impropriamente la proprietà commutativa, potremmo dire che cambiando l’ordine degli addenti (nel nostro caso PD e PDL) il risultato non cambia. E’ chiaro che questo risultato va benissimo ai beneficiari del voto utile non potremmo dire la stessa cosa (visti i risultati delle politiche messe in campo da due partiti piu’ votati del Centrodestra e del Centrosinistra nell’ultimo ventennio) per i “donatori” del voto utile. 

Allora, che cos’è davvero il voto utile nel linguaggio della politica ? 

Traduzione dal politichese all’italiano: e’ un punto fondamentale della propaganda politica, viene utilizzato per continuare a garantire ai soliti partiti, ancora per molte legislature, un ruolo di primo piano o come forza di governo o come primo partito di opposizione. Questi partiti faranno finta di farsi opposizione ma in realtà lavoreranno per fare il modo che l’altro resti politicamente in vita: in nome di questa prassi occulta, ad esempio, vennero buttate nel cestino leggi sul conflitto di interesse già scritte e pronte per l’iter parlamentare oppure vennero salvaguardate determinate aziende.

In questo scenario i piccoli partiti non devono esistere, alcuni verranno inglobati e ai loro capi verrà tappata la bocca con qualche poltrona di rilievo. Coloro che non cedono devono essere distrutti politicamente dalla propaganda mediatica.

Facciamo qualche esempio. Monti rappresenta il terzo incomodo per PDL e PD e questi due partiti attuano due strategie completamente diverse per azzopparlo: Berlusconi, dopo averlo fintamente corteggiato, non perde occasione per ricordare tutta la mala politica montiana fingendo di dimenticarsi che Monti ha ereditato dal governo Berlusconi molte norme approvate poi dal governo tecnico e che le restanti hanno avuto il pieno appoggio da parte del PDL. Bersani corteggia Monti e non perde occasione per rinnovargli l’invito a collaborare con il PD.  Se Monti entrasse a far parte del PD il sogno terzo polista del professore rimarrebbe tale poiché il terzo polo ha un senso solo se vive in completa indipendenza dagli altri due poli.

Sul M5S c’è poco da dire, PDL e PD cercano di distruggerlo politicamente sin dalla sua nascita cercando di ridicolizzarlo, mettendo (mediaticamente) in evidenza i difetti (pochi)  e occultando i meriti (molti).

Berlusconi sta cercando di distruggere Rivoluzione Civile seguendo lo stesso copione che ha utilizzato fin dal 1994: mette in scena per l’ennesima volta l’eterna lotta tra il partito dei garantisti (leggasi inquisiti, indagati e condannati) e il partito dei giustizialisti (leggasi ex magistrati che vorrebbero far rispettare le leggi anche nelle vesti di politico). Bersani invece invita Rivoluzione Civile alla desistenza nelle Regioni decisive per il Senato ma visto che il suo invito verrà declinato punterà proprio sulla campagna propagandistica del voto utile per convincere gli indecisi a non votare Ingroia.

Quindi, che cos’è davvero il voto utile per i cittadini della Repubblica italiana ?

E’ quel voto dato a quel partito o movimento che rappresenta nel migliore dei modi possibile il vostro personalissimo programma politico. Tutto il resto è propaganda elettorale, non fatevi infinocchiare ancora una volta.

Gio’ Chianta

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MANUALE DI DEBERLUSCONIZZAZIONE


Silvio-Berlusconidi Oliviero Beha – 15 gennaio 2013

Per mettere la scritta “Paese deberlusconizzato” ai confini dell’Italia bisogna cambiare marcia e sistema: in questi vent’anni anche gli avversari politici sono stati complementari a Berlusconi. I media? Vendono e basta. Sono corresponsabili di questo pasticcio

Grazie alle innumerevoli comparsate televisive, Berlusconi è tornato a guadagnare consensi e sembra, secondo i sondaggi, aver ottenuto un significativo balzo in avanti nelle intenzioni di voto degli Italiani. Ma com’è possibile? Un uomo, un politico, che ha segnato per 20 anni la storia e la società italiane, la cui impresa personale sembrava inesorabilente avviata al declino, è invece tornato popolare e pronto a battersi, potendo contare su un qualche successo, nell’agone elettorale.
L’Italia dunque non riesce a fare a meno di Berlusconi? E come fare, dove trovare gli strumenti per deberlusconizzarla? Lo abbiamo chiesto a Oliviero Beha, che sul fenomeno della “berlusconizzazione” del Paese ha argomentato largamente nel libro “Il culo e lo Stivale”, di recente pubblicato da Chiarelettere.

Berlusconi fa il giro delle trasmissioni televisive e in pochi giorni guadagna punti percentuali importanti nei sondaggi, attestandosi addirittura primo in Lombardia con la Lega. Qual è la responsabilità dei cittadini in tutto questo? Sembra impossibile fare un esercizio di memoria collettiva?

“Certamente il rischio che Berlusconi, che sta guadagnando consensi, torni a galla, com’è già di fatto accaduto, c’è ed è concreto. Questo dipende da un Paese senza memoria, un Paese berlusconizzato, e da un sistema paludoso, la cosiddetta palude dove il caimano ha ricominciato a sguazzare, anche se stancamente, anche se dicendo continuamente un serie di corbellerie, di menzogne, perché sembra che tutto il teatrino non possa fare a meno di Berlusconi, sebbene non dichiaratamente. Mi allaccio all’ultima sceneggiata televisiva e alle tante sceneggiate televisive di Berlusconi: dai loro comportamenti, sembra che i politici non riescano a fare politica senza l’impresario principe dello spettacolo italiano, e quindi fanno oggettivamente il suo gioco.
Dire a Berlusconi: ‘Guarda hai fatto questo, questo e quest’altro’ e poi farsi ridere in faccia in televisione, significa che per la memoria incongrua e praticamente inesistente del pubblico italiano, (non sto parlando dell’opinione pubblica, perché il Paese è fatto di pubblico, purtroppo, non abbastanza, di opinione pubblica) la risata, lo sghignazzo di Berlusconi arriva più forte e chiaro delle eventuali domande sulle sue nefandezze.
In questa condizione si fa il gioco di Berlusconi.”

Lei ha proposto che il suo libro, “Il culo e lo Stivale” (Chiarelettere, 2012), possa rappresentare una sorta di manule di deberlusconizzazione…

Il culo e lo Stivale è un libro di qualche mese fa, scritto in un periodo in cui sembrava che Berlusconi fosse scomparso dai radar della politica italiana. Io comunque all’epoca, quando ho scritto il libro e adesso che ne parliamo, non mi sono mai riferito unicamente al Berlusconi della politica, ma mi riferivo alla berlusconizzazione di un paese, un paese che ha perso valori, che non riconosce più gerarchie di importanza, è un discorso apparentemente generico, ma chiunque può fare i conti con se stesso e stabilire se mi sbaglio o meno. Dunque, in questa berlusconizzazione, fenomeno che descrivo lungamente nel libro, ci sono tutti i crismi di un paese alla rovina.
Allora come fare per deberlusconizzare l’Italia? Come si denuclearizzano i Comuni, su molti dei quali campeggia la scritta Comune denuclearizzato, ecco, per mettere la scritta Paese deberlusconizzato ai confini dell’Italia bisogna cambiare assolutamente marcia e sistema, ma bisogna volerlo fare, perché in questi venti anni gli avversari di Berlusconi sono stati complementari a Berlusconi! Certo, da un’altra parte, da sinistra, perché è sempre sembrato molto più nobile essere dalla parte degli avversari di Berlusconi piuttosto che dalla sua parte, ma insieme, complementarmente, hanno combinato questo pasticcio.
Io da tanti anni ormai me la prendo con la sinistra onomatopeica, che in Italia è la sinistra a cui fa piacere sentirsi chiamare e autodefinirsi sinistra. È il suono onomatopeico, sinistra suona meglio che destra, ecco, in un Paese così Berlusconi fa quello che gli pare.”

C’è anche una responsabilità dei media, con la loro attenzione, diciamo così, assidua (e talora accondiscendente) nella resurrezione di Berlusconi?

“Si, e glielo dimostro con una battuta, anche se naturalmente il discorso potrebbe essere molto più lungo e approfondito. I media dovrebbero lavorare di partenza su un altro binario, quello del servizio, per cui uno dà informazioni e dunque realizza un prodotto, una merce, che poi tenta di vendere, perché diversamente questo prodotto (l’informazione) non circolerebbe. Qual è la differenza tra media informativi e una salumeria? Che la salumeria non dà un servizio, dà solo una merce, mentre invece un giornale dovrebbe essere un servizio che però è anche merce.
Partendo da questo presupposto, se noi prendiamo per buono il discorso su servizio e merce e ci accorgiamo che i media ormai da tempo non offrono più un servizio, ma vendono quasi esclusivamente merce, ecco che troviamo i media sullo stesso terreno di Berlusconi, che è un venditore nato. Quindi, i media venditori di una merce, si sposano perfettamente a Berlusconi venditore di un’altra merce, e le merci coincidono sullo stesso piano. Ecco perché i media hanno una grande responsabilità.”

fonte:  http://www.cadoinpiedi.it/2013/01/15/manuale_di_deberlusconizzazione.html#anchor