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Canone Rai, chi sono gli esenti e come non pagarlo piu’.


La maggioranza degli italiani considera il canone Rai  la tassa piu’ ingiusta. Infatti, è anche la tassa piu’ evasa: il 41 % non paga, in alcune Regioni la percentuale degli evasori arriva all’86 %.

Chi deve pagare:

« Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento”. E non valgono le scuse “ho la tv ma non la guardo mai”; “ Non guardo mai la Rai”.

Chi non deve pagare:

-I militari delle Forze dell’ordine limitatamente agli apparecchi di uso comune destinati a visione collettiva in ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. La detenzione della televisore all’interno di un alloggio privato, anche se situato dentro le strutture militari, non esonera dal pagamento del canone.

-I militari appartenenti alla Forze Nato di cittadinanza straniera

-Gli agenti diplomatici e consolari dei Paesi che in condizione di reciprocità a loro volta esonerino i loro colleghi italiani da eventuali obblighi analoghi.

-Rivenditori e riparatori TV che esercitano l’attività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva

-Le imbarcazioni da diporto purché però non siano adibite all’esercizio di attività commerciali, che determina quindi il pagamento del canone speciale

-Le radio collocate esclusivamente presso abitazioni private

-Le autoradio non sono causa di soggezione alla norma; vengono versate provvigioni a favore della Rai a compensazione del mancato introito.

-Gli anziani con età pari o superiore a 75 anni, con reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 6713,98 euro annuali, senza conviventi, e detenzione di apparecchi televisivi solo nel luogo di residenza.

Chi non deve piu’ pagarlo (ma è necessaria una comunicazione con raccomandata A/R all’Agenzia delle Entrate. Cliccando sul seguente link troverete info utili e il modulo per la disdetta del canone:http://sosonline.aduc.it/modulo/disdetta+canone+rai_24.php )

-Il contribuente che si trasferisce in casa di riposo.

-Il contribuente che intende rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri gli apparecchi

-Il contribuente che dichiara di non avere piu’ gli apparecchi

-Il contribuente che cede tutti gli apparecchi che detiene

Ma non è cosi’ semplice, perché se è vero che molti italiani evadono il canone e anche vero che non mancano le segnalazioni riguardanti l’invio, da parte della Rai, del bollettino di pagamento anche a coloro che risultano esenti o a coloro che non devono piu’ pagarlo per uno dei motivi sopra elencati.

Sul canone ci sono varie teorie, io dico la mia.

Il costo non tiene conto del reddito del contribuente. Perché se è vero che gli over 75 sono esenti (leggi sopra) è anche vero che gli under 75 devono pagarlo a prescindere dal reddito. E l’art. 53 della Costituzione ?

Storicamente, la Rai appartiene ai partiti politici ed essendo politicizzata non puo’ garantire un servizio pubblico, ovvero, un servizio a servizio dei cittadini e non di questo o quel partito.

O la Rai diventa un servizio pubblico, cioè di tutti ma allo stesso tempo indipendente da tutti o la Rai va privatizzata e il canone abolito.

CANONE_RAI

Pubblicato in: berlusconeide, cose da PDL, libertà, MAFIA, MAFIA E ANTIMAFIA, magistratura, MALAFFARE, politica

Cosentino, Cosentino, Cosentino


Berlusconi alle prese con CosentinoStamattina, mentre leggevo il pezzo di Marino sulle elezioni regionali tedesche, ho sentito, riga dopo riga, salire l’inquietudine.
Non che abbia un particolare trasporto per la Germania. Quel che rimane dei miei palpiti notturni è giàoverbooked. E’ che leggendolo mi è ritornato in mente un concetto a cui sono disabituato: la politica è si questione di individualità, rappresentanze, alleanze e personalità, ma è anche aggregazione intorno a progetti reali, condivisione di obiettivi a medio e lungo termine, strategia di sviluppo, politica economica, salvaguardia dell’ambiente, innovazione. E’ intorno a concetti come questi che un aggregato casuale di persone, ognuna presa dai casi suoi, si trasforma in nazione.
Ed è proprio sul concetto di nazione che il paragone tra Germania e Italia non regge. Può essere vero che i tedeschi stiano cercando di fare quattrini alle spalle dell’Europa debole, è sicuramente vero che la Germania è un paese che tutela in primo luogo i suoi interessi, può darsi che su certe produzioni siamo in competizione, ma non c’è paragone tra la “nazione Italia” e la “nazione Germania”. E’ un po’ come confrontare un aquilone e un elicottero. Volano entrambi, è vero, ma le somiglianze finiscono qui.

Così, mentre in quel paese ci si divide sullo sviluppo di qui a un secolo della politica energetica, a Roma, nelle stanze delle consorterie del potere, si brigherà fino alle 20.00 di stasera per redigere le liste di quelli che diventeranno senatore o deputato per via del “posto sicuro” che riusciranno a guadagnarsi con la blandizie o la minaccia.

Fra tutti voglio ricordare il signor Cosentino. Non che lui sia più speciale degli altri, in fondo certi casi sono diventati una regola più che l’eccezione, ma per la meccanica attraverso la quale si è esplicitata la sua presenza o meno nelle liste del PDL. Da prima estromesso come “impresentabile” dallo stesso Berlusconi, poi esortato a “fare un passo indietro”, infine nuovamente “in pista” come lo definisce il Corriere della Sera.
Sembra che il signor Cosentino, potentemente radicato elettoralmente su un territorio sotto il controllo assoluto e totale della criminalità organizzata, abbia ripetutamente minacciato di far cadere diverse giunte sulle quali, evidentemente, esercita un potere trasversale e non trasparente che poco ha a che fare con la politica, la rappresentanza o la democrazia e somiglia maggiormente al controllo territoriale esercitato dalla camorra.

Le giunte, il potere, gli appalti, il controllo del territorio. Se si va oltre il parolone, se si riesce a non farsi stordire dalla retorica, si capisce immediatamente che è questo a fare il potere, il governo, l’equilibrio. Ma questo, come dicevo prima, non è nazione, è banditismo.
Forse, se tra 50 anni ci sarà ancora una Germania e non un’Italia, non si sarà consumata un’ingiustizia, ma una semplice ed asettica selezione naturale.

Cosentino, Cosentino, Cosentino

Pubblicato in: ambiente, berlusconeide, cose da PDL, Il Malpaese

IO NON VI VOTO


l43-bersani-monti-berlusconi-111205185611_bigCari leader politici, siete amici del carbone e del petrolio? Io non vi voto!

La nostra sfida alla politica fossile è partita.

Se il tuo voto non è disponibile a chi vuole fare dell’Italia un nuovo Texas petrolifero, firma la petizione.

La politica italiana e la sfida di Greenpeace: Io non vi voto! Contro le energie sporche come il carbone, pro energia rinnovabile, l’organizzazione ambientale denuncia Berlusconi, Monti e Bersani nella sua nuova campagna per la difesa terra

Greenpeace e la nuova campagna per la difesa dell’ambiente dal nome di: Io non vi voto.  Campagna che attacca direttamente la politica italiana e, in particolar modo, quelli che sono i principali partiti italiani ed i loro leader: Mario Monti, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi. Da anni l’associazione non governativa ed ambientalista, fondata da Vancouver nel 1971, si occupa dei problemi ambientali e più volte si è opposta alla polita italiana: uno dei casi più accesi fu quello contro la campagna dell’energia nucleare nel 2011.
Riparte così l’ennesima battaglia di Greenpeace per la difesa dell’ambiente. Nella home page del sito italiano appaiono una serie d’informazioni in merito alla cattiva gestione che i tre leader principali, dell’attuale campagna elettorale italiana, porterebbero a termine in caso di vittoria secondo Greenpeace Italia:
“Monti vuole svendere l’Italia alle multinazionali del petrolio, piazzando trivelle a terra e in mare alla ricerca di poche gocce di oro nero.
Bersani è pienamente d’accordo. Il suo partito, inoltre, si è dimostrato in più occasioni favorevole all’espansione del carbone – la fonte fossile più sporca e dannosa – nella produzione elettrica.
Con Berlusconi poi, che ha provato in tutti i modi a riportare il nucleare in Italia, le lobby delle energie sporche hanno sempre fatto affari d’oro”. 
I sostenitori dell’organizzazione possono partecipare alla battaglia Io non vi voto, inserendo nome, cognome e indirizzo mail sul sito dove un messaggio standard di protesta giungerà alle mail di diversi parlamentari italiani.
Pubblicato in: La biblioteca dei sogni

Quando la musica racconta una generazione


Nick Hornby – Alta fedeltà – alta-fedelta

253 pagine. Edizioni Guanda

In una Londra caotica e vibrante, la storia di un negozio di dischi, di un personaggio incapace di vivere senza alcune liste precise, di una compilation musicale e di tre amici che spesso sono spietati, nel prendersi in giro. Un’intera generazione passa attraverso questo libro di Hornby, diventato anche un film, che vale sempre la pena di leggere per il suo linguaggio, in un certo senso, giovane e fresco. La parlata e dunque anche lo stile narrativo è colloquiale, come se la storia del protagonista fosse rappresentata da una lunga lettera al suo grande amore, Laura. E c’è proprio tutto di quella generazione degli anni Sessanta, dalle preferenze musicali fino ai film visti, dai libri letti ai locali frequentati, fino agli hobbies, alla ricerca dell’anima gemella, o forse solo dell’età adulta. Con tutti i sensi di colpa tipici di chi oggi è un cinquantenne un po’ deluso, anche da se stesso.

La voce narrante è in realtà un trentenne che si trova ad un bivio: scegliere se continuare a farsi vivere dalla vita o esserne il reale protagonista. Scegliere se legarsi veramente con la donna che ama (e la ama, perchè quando non c’è sta malissimo), oppure continuare a comportarsi come un eterno bambinone un po’ solitario e un po’ impaurito da un futuro che è diventato qui e ora, da un domani che si è fatto oggi.
La storia parte proprio da una lista, quelle delle ragazze che lo hanno lasciato o che lui ha lasciato e, attraverso la sua vecchia attività di Dj e quella nuova di titolare di un negozio di dischi il rapporto tra i sessi viene spiegato nelle percezione dei personaggi, compresi Dick e Barry, i due dipendenti-amici di Robert. Relazioni minime e tipico humor britannico fanno di questa storia una ricerca, un percorso di un trentenne che si accorge di non poter più aspettare e che deve lasciare da parte il suo infantile tono lamentoso per dedicarsi alla vita e viverla, anche se il suo negozio non va benissimo. Riallaccerà perciò la sua storia d’amore con Laura e sarà questa a suggerirgli, prima di tutto che lui non è l’inizio e la fine di ogni cosa, nè il centro del mondo e poi che con qualche buona idea, come il concerto o alcune promozioni, anche il suo negozio di dischi potrà rispolverarsi da un’aria di antico e reggere gli urti dei tempi. Scherzi tra amici, battute e un tono scanzonato dominano tutto il libro che si legge velocemente e piacevolmente, respirando le atmosfere tipiche londinesi degli anni Novanta. Un modo diverso, forse con un certa punta di rock and roll, per dire che quello che alla fine conta sono le piccole cose, gli affetti, un/a compagna con la quale condividere la vita e le cose di tutti i giorni, nel rispetto delle reciproche diversità. Così anche un antieroe come il protagonista di questo romanzo, potrà riuscire ad avere la sua vittoria e soprattutto il suo successo, magari non tanto a livello sociale, ma a livello personale e amoroso sì. Fino a realizzare, anche se con un piccolo aiuto, i propri sogni, con un grande ritorno alla musica da banco: Robert, con l’aiuto di Laura, tornerà da dove è partito riaprendo un vecchio locale dove una volta alla settimana farà il Dj. Nel perenne percorso, che tutti intraprendiamo, alla ricerca della felicità. Solo che in questo libro, viene messo ben in evidenza come quella felicità, alla fine, sia un concetto tutto personale.

Bianca Folino