Pubblicato in: La biblioteca dei sogni

La vita è una soffocante campana di vetro


la campana vetro plathSylvia Plath – La campana di vetro – 232 pagine Oscar Mondadori

La vita è una campana di vetro che ci opprime. Questo è quello che Sylvia Plath, poetessa statunitense morta suicidia nel 1963, esprime in questo suo unico romanzo, nonchè testo strettamente autobiografico. Vale la pena girare tra gli scaffali della nostra “biblioteca dei sogni” per riscoprire autori del genere che molto hanno dato alla letteratura e che troppo spesso vengono dimenticati.

Questo è l’unico testo in prosa dell’autrice, uscito ad un mese dal suo tragico suicidio che ricordiamo, arriva dopo una serie di disavventure vissute (la morte del padre, il divorzio sofferto da Ted Huges) che la fanno letteralmente precipitare nel baratro della depressione. E’ un testo che aiuta molto a capire la sofferenza che Sylvia Plath viveva, in un’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta. La storia tracciata è quella di una diciannovenne, brillante studentessa, che ha vinto un soggiorno a New York, offerto da una rivista di moda. Ma intorno a lei e sopra di lei, incombe un mondo alienato, una vera “campana di vetro” che pesa e soffoca. Cosa farà la protagonista, si abbandonerà al fascino della morte o si lascerà invadere dalle onde dell’elletroshock?

Questa è una storia autobiografica che narra, con uno stile chiaro, semplice e al contempo agghiacciante perchè non risparmia il lettore dai toni aspri e crudi, gli assurdi tabù capaci di spezzare qualsiasi adolescenza. Quello che emerge molto chiaro è la discrepanza tra un mondo che fa della normalità la sua ragion d’essere e la poesia incapace di invaderlo. Come se la poesia non riuscisse a lenire dal dolore di una vita vissuta facendosi, in un certo senso, travolgere da eventi che farebbero precipitare chiunque in un baratro. Il romanzo potrebbe essere diviso in tre grandi blocchi: nel primo si traccia il percorso educativo di una ragazza della media borghesia di provincia, nel secondo scatta un processo di devianza che sfiora la follia e l’anormalità (vista però da un punto di vista piccolo borghese) e nel terzo si avvia quella che potrebbe essere definita una sorta di riabilitazione dalla devianza, sempre secondo i canoni della piccola borghesia dell’epoca. Emerge evidente anche il rifiuto di un possibile compromesso con il mondo borghese e le sue regole. Vale davvero la pena rileggere queste pagine che seppur sono inserite in un contesto di oltre cinquanta anni fa, appaiono ancora attuali nel descrivere un disagio rispetto ad una società intollerante, che divide anzichè unire le persone, e non ammette nè variazioni nè repliche. Una società che non sembra cambiata di molto in questi anni. Con la sensibilità tipica di chi scrive in versi e non può accettare una realtà che non tiene conto di quel sentire. E che davvero poco ha di poetico.

Bianca Folino

Pubblicato in: CRONACA

NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA, IL RICORDO DEI RAGAZZI DI VILLA EMMA..


552994_4165250260739_1296894284_n1° aprile 1933 : A. Hitler promulga le leggi razziali contro gli ebrei, colpevoli a suo dire di cospirazione contro la Germania. Tali leggi verranno in seguito estese anche verso comunisti, zingari e avversari politici, in nome di una fantomatica ”salvaguardia della razza ariana ”. Le leggi vengono applicate anche nelle varie nazioni che vengono via via conquistate.

18 settembre 1938 : l’ Italia fascista e’ alleata con la Germania nazista e Mussolini, per compiacere il forte alleato, promulga anche in Italia le leggi razziali. E’ un colpo tremendo verso tutti gli ebrei, tantissimi, che da sempre vivono nel Paese. Addirittura in tanti sono loro stessi iscritti al fascismo e non si raccapacitano di come sia possibile una tale presa di posizione nei loro confronti. La citta’ di Modena e’ da sempre patria di una nutrita schiera di famiglie di origine ebraica. Personaggi di rilievo della vita modenese si trovano cosi’, da un giorno all’ altro, ad essere ” colpevoli ” di fronte alla legge. Un noto scrittore satirico modenese, Angelo Fortunato Formiggini, meglio conosciuto come ” FURMAIN DA MODNA ”, dopo aver visto chiudere dal regime la propria casa editrice, compie un gesto eclattante : si veste con un elegantissimo frac e papillon, sale sulla Ghirlandina ( la torre campanaria a fianco del Duomo ) e si lancia nel vuoto.

La Santa Sede tace su tutto, in un silenzio assordante e cosi’ anche la societa’ civile, drogata dalla follia fascista. Vi sono pero’ 2 uomini, diversi tra loro per professione, che ancora si sdegnano e hanno ancora dentro di loro una coscienza ed in nome di questa sentono il bisogno di fare qualcosa di concreto. Sono un bonario parroco di campagna, Don Arrigo Beccari e il medico Dott. Giuseppe Moreali. I due vengono informati da una organizzazione umanitaria chiamata DELASEM che un gruppo di 30 ragazzi ebrei della Croazia cerca rifugio dalla persecuzione nazista. I due non si lasciano intimorire ne’ dalle difficolta’ logistiche ne’ dalle conseguenze che la cosa potrebbe avere ( ricordiamo che chi avesse dato aiuto agli ebrei era condannato a morte ) e si assumono la responsabilita’ di provvedere a questi ragazzi . Gli alloggi vengono individuati presso Villa Emma, nelle campagne modenesi,una grande villa di campagna da tempo dismessa e qui, con l’aiuto degli abitanti della zona, i ragazzi dimenticano per qualche tempo gli orrori della guerra e crescono lontani dalla tragedia. Il tempo pero’ passa e la situazione si fa’ insostenibile in quanto cominciano ad esserci voci sempre piu’ insistenti che minacciano  la loro permanenza. Don Beccari e il Dott. Malmusi si prodigano allora x cercare altri posti dove collocarli e nasconderli. Don Beccari riesce a convincere alcuni seminari mentre il Dott. Malmusi passa di casa in casa a chiedere aiuto. In pochi giorni i 30 ragazzi sono sistemati. Una parte in seminario e altri presso famiglie private che, alla domanda se sarebbero disposte ad ospitare uno di questi ragazzi ( con tutte le conseguenze che la cosa potrebbe avere ) rispondono in bel dialetto modenese ” AL TOGH, AL SRA’ COME AVER UN FIOL DE PIO’ ” ( lo prendo, sara’ come avere un figlio in piu’ ). I ragazzi saranno in seguito fatti passare al confine svizzero e solo 1 di essi, un ragazzo poliomielitico, sara’ arrestato e morira’ ad Auschwitz. Don Beccari, in seguito ad una delazione, verra’ arrestato e passera’ 7 mesi in carcere ma non svelera’ mai l’accaduto. Solo negli anni ’90 questo bellissimo atto di coraggio avra’ il suo eco e il nome di Don Arrigo Beccari sara’ inserito nel Viale dei Giusti, nel cortile dello Yad Vashem, il monumento all’ Olocausto di Israele. Dagli anni novanta, ogni anno, questi ragazzi si ritrovano assieme alle autorita’ cittadine e alle famiglie del luogo per ricordare quei momenti tragici che pero’ insegnarono a tutti che la solidarieta’ e’ un dovere di noi tutti, sempre, in ogni luogo e in ogni epoca .

Domenica 27 dicembre e’ la Giornata Mondiale della Memoria , la data in cui le truppe dell’ Armata Rossa sovietica abbatterono i cancelli di Auschwitz . Che questo giorno non venga ricordato solo per lo sterminio degli ebrei ma soprattutto a chi, ancor oggi , a tanti anni di distanza, inneggia ad una razza superiore, dimenticando che l’unica razza delle persone e’ quella umana !!

Gianluca Bellentani

Pubblicato in: DOSSIER

La verità sugli F35.


Bersani: «Bisogna assolutamente rivedere e limitare le spese militari degli F35 perché le nostre priorità sono altre. La nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro»

E chi ha fatto partire il progetto ? La decisione venne presa nel 1996 dal Governo Prodi,  Ministro della Difesa Giulio Andreatta. Chi era il Ministro dell’Industria di quel governo ? Pierluigi Bersani.

Chi ha riconfermato l’accordo preso, due anni prima,  con gli Stati Uniti per il progetto F35 ? Il Governo D’Alema. Chi era il Ministro dell’Industria nel primo Governo D’Alema e Ministro dei Trasporti e della Navigazione nel secondo ? Pierluigi Bersani.

Chi ha preso la decisione definitiva di entrare nel progetto ? Nel 2007 , secondo Governo Prodi, venne siglato l’accordo tra il sottosegretario alla Difesa italiana Lorenzo Forcieri  e Gordon  England. L’accordo prevedeva che L’Italia si sarebbe impegnata economicamente fino al 2046.  Oggi Forcieri è membro del PD ma chi era il Ministro dello Sviluppo Economico nel secondo Governo Prodi ? Pierluigi Bersani.

 Tutti i governi Berlusconi (dal secondo in poi) hanno confermato e portato avanti questo progetto, quindi, ci sono responsabilità bipartisan ma è stata proprio la Sinistra a far partire il progetto e quello riportato sopra è l’iter delle  responsabilità politiche della Sinistra fino al 2007.

Ma veniamo al 2012, anno fondamentale per il progetto F35. Il 15 febbraio, il Ministro della Difesa Di Paola annuncia un ridimensionamento del programma: da 131 a 90 F35.

In marzo, vengono approvate e respinte dalla Camera alcune mozioni. La Camera respinge la mozione presentata dall’ Onorevole Di Stanislao ( IDV) ed altri che era “finalizzata ad impegnare il Governo a rivedere drasticamente la partecipazione dell’Italia al programma per la produzione e l’acquisto dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter e a valutare la possibilità di uscire definitivamente dal programma e di utilizzare tali risorse per il rilancio dell’economia e il sostegno all’occupazione giovanile”

Vengono invece approvate dalla Camera le mozioni presentate dagli Onorevoli Misiti ( Gruppo Misto) Rugghia (PD) e Cicu (PDL) che impegnano il governo, rispettivamente a:

 1- “Confermare la riduzione della commessa per la produzione e l’acquisto dei cacciabombardieri, secondo quanto annunciato dal Ministro della difesa, e cioè procedere all’acquisto di 90 F-35 in luogo dei 131 inizialmente previsti dal programma (mozione n. 1-00908, Testo modificato nel corso della seduta)”.

2- “Mantenere aperta e costante nel tempo una valutazione trasparente, attraverso i previsti passaggi parlamentari, sulla partecipazione italiana al programma JSF, lasciando aperta la valutazione sul numero effettivo dei velivoli da acquisire, così come stanno facendo gli altri Paesi coinvolti nel progetto, in primis gli Stati Uniti, in modo da poter considerare nel tempo le esigenze del nostro strumento militare, lo stato di avanzamento del progetto e dei costi ad esso collegati (mozione n. 1-00909, Testo modificato nel corso della seduta)”

3- “Riconsiderare, così come stanno facendo gli altri Paesi coinvolti nel progetto Joint Strike Fighter, in primis gli Stati Uniti, il numero effettivo di velivoli da ordinare, subordinando le decisioni alle esigenze operative, allo stato di avanzamento del progetto stesso ed ai costi ad esso collegati (mozione n. 1-00920)”

Le mozioni Gidoni (Lega), Porfidia (Misto), Moffa (PT) e la mozione Paglia, Bosi,Verdetti (rispettivamente: Fli, Udc e Misto) approvate dalla Camera, sono dirette a:

1- “Confermare la partecipazione nazionale a tutti i più importanti programmi multinazionali di progettazione, sviluppo e produzione di armamenti suscettibili di avere ripercussioni occupazionali e ricadute tecnologiche sul nostro Paese, oltreché sul livello di operatività dello strumento militare italiano” (mozione n. 1-00861, Testo modificato nel corso della seduta)

2- “Procedere ad un ribilanciamento delle risorse destinate ai settori del personale, nell’esercizio degli investimenti, che persegua la sostenibilità delle spese militari e la disponibilità di capacità operative, rispondenti al dettato costituzionale ed alla politica estera italiana, oltre che alla vocazione del nostro Paese all’integrazione europea e al ruolo delle Forze armate nei contesti multinazionali e multidisciplinari.” ( mozione n. 1-00862, Testo modificato nel corso della seduta);

3- “Assumere iniziative affinché qualsiasi nuovo programma di acquisizione e/o sviluppo, strategico per il Paese, veda il prioritario coinvolgimento dell’industria e dei lavoratori italiani, specie in quelle tecnologie e/o applicazioni dove è più alto il livello di sicurezza che il sistema Paese deve poter ottenere” (mozione n. 1-00907, Testo modificato nel corso della seduta);

4- “Presentare in Parlamento il progetto di revisione dello strumento militare italiano e con esso, il programma degli investimenti che ritiene si debbano realizzare, nel breve e nel medio periodo, per assicurare una più efficiente integrazione dello strumento militare italiano nel sistema di difesa euro-atlantica, anche con riferimento alla componente aerotattica ed a valutare, in questo quadro, come gli altri Paesi coinvolti nel progetto Joint Strike Fighter, il numero di F35 da acquisire, subordinato alle varie fasi di sviluppo del progetto, ai costi e alle esigenze operative, in linea con le disponibilità economiche del sistema di difesa italiano” (mozione 1-00963).

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Insomma, non mi pare che il PD possa dare lezioni di verità  sugli F35 a nessuno.

Gio’ Chianta

P.S. Questo articolo è una sintesi dei documenti presenti sul sito della Camera riguardanti il il programma Joint Strike Fighter – F35 con, ovviamente, l’aggiunta dei miei commenti.