La verità sugli F35.


Bersani: «Bisogna assolutamente rivedere e limitare le spese militari degli F35 perché le nostre priorità sono altre. La nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro»

E chi ha fatto partire il progetto ? La decisione venne presa nel 1996 dal Governo Prodi,  Ministro della Difesa Giulio Andreatta. Chi era il Ministro dell’Industria di quel governo ? Pierluigi Bersani.

Chi ha riconfermato l’accordo preso, due anni prima,  con gli Stati Uniti per il progetto F35 ? Il Governo D’Alema. Chi era il Ministro dell’Industria nel primo Governo D’Alema e Ministro dei Trasporti e della Navigazione nel secondo ? Pierluigi Bersani.

Chi ha preso la decisione definitiva di entrare nel progetto ? Nel 2007 , secondo Governo Prodi, venne siglato l’accordo tra il sottosegretario alla Difesa italiana Lorenzo Forcieri  e Gordon  England. L’accordo prevedeva che L’Italia si sarebbe impegnata economicamente fino al 2046.  Oggi Forcieri è membro del PD ma chi era il Ministro dello Sviluppo Economico nel secondo Governo Prodi ? Pierluigi Bersani.

 Tutti i governi Berlusconi (dal secondo in poi) hanno confermato e portato avanti questo progetto, quindi, ci sono responsabilità bipartisan ma è stata proprio la Sinistra a far partire il progetto e quello riportato sopra è l’iter delle  responsabilità politiche della Sinistra fino al 2007.

Ma veniamo al 2012, anno fondamentale per il progetto F35. Il 15 febbraio, il Ministro della Difesa Di Paola annuncia un ridimensionamento del programma: da 131 a 90 F35.

In marzo, vengono approvate e respinte dalla Camera alcune mozioni. La Camera respinge la mozione presentata dall’ Onorevole Di Stanislao ( IDV) ed altri che era “finalizzata ad impegnare il Governo a rivedere drasticamente la partecipazione dell’Italia al programma per la produzione e l’acquisto dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter e a valutare la possibilità di uscire definitivamente dal programma e di utilizzare tali risorse per il rilancio dell’economia e il sostegno all’occupazione giovanile”

Vengono invece approvate dalla Camera le mozioni presentate dagli Onorevoli Misiti ( Gruppo Misto) Rugghia (PD) e Cicu (PDL) che impegnano il governo, rispettivamente a:

 1- “Confermare la riduzione della commessa per la produzione e l’acquisto dei cacciabombardieri, secondo quanto annunciato dal Ministro della difesa, e cioè procedere all’acquisto di 90 F-35 in luogo dei 131 inizialmente previsti dal programma (mozione n. 1-00908, Testo modificato nel corso della seduta)”.

2- “Mantenere aperta e costante nel tempo una valutazione trasparente, attraverso i previsti passaggi parlamentari, sulla partecipazione italiana al programma JSF, lasciando aperta la valutazione sul numero effettivo dei velivoli da acquisire, così come stanno facendo gli altri Paesi coinvolti nel progetto, in primis gli Stati Uniti, in modo da poter considerare nel tempo le esigenze del nostro strumento militare, lo stato di avanzamento del progetto e dei costi ad esso collegati (mozione n. 1-00909, Testo modificato nel corso della seduta)”

3- “Riconsiderare, così come stanno facendo gli altri Paesi coinvolti nel progetto Joint Strike Fighter, in primis gli Stati Uniti, il numero effettivo di velivoli da ordinare, subordinando le decisioni alle esigenze operative, allo stato di avanzamento del progetto stesso ed ai costi ad esso collegati (mozione n. 1-00920)”

Le mozioni Gidoni (Lega), Porfidia (Misto), Moffa (PT) e la mozione Paglia, Bosi,Verdetti (rispettivamente: Fli, Udc e Misto) approvate dalla Camera, sono dirette a:

1- “Confermare la partecipazione nazionale a tutti i più importanti programmi multinazionali di progettazione, sviluppo e produzione di armamenti suscettibili di avere ripercussioni occupazionali e ricadute tecnologiche sul nostro Paese, oltreché sul livello di operatività dello strumento militare italiano” (mozione n. 1-00861, Testo modificato nel corso della seduta)

2- “Procedere ad un ribilanciamento delle risorse destinate ai settori del personale, nell’esercizio degli investimenti, che persegua la sostenibilità delle spese militari e la disponibilità di capacità operative, rispondenti al dettato costituzionale ed alla politica estera italiana, oltre che alla vocazione del nostro Paese all’integrazione europea e al ruolo delle Forze armate nei contesti multinazionali e multidisciplinari.” ( mozione n. 1-00862, Testo modificato nel corso della seduta);

3- “Assumere iniziative affinché qualsiasi nuovo programma di acquisizione e/o sviluppo, strategico per il Paese, veda il prioritario coinvolgimento dell’industria e dei lavoratori italiani, specie in quelle tecnologie e/o applicazioni dove è più alto il livello di sicurezza che il sistema Paese deve poter ottenere” (mozione n. 1-00907, Testo modificato nel corso della seduta);

4- “Presentare in Parlamento il progetto di revisione dello strumento militare italiano e con esso, il programma degli investimenti che ritiene si debbano realizzare, nel breve e nel medio periodo, per assicurare una più efficiente integrazione dello strumento militare italiano nel sistema di difesa euro-atlantica, anche con riferimento alla componente aerotattica ed a valutare, in questo quadro, come gli altri Paesi coinvolti nel progetto Joint Strike Fighter, il numero di F35 da acquisire, subordinato alle varie fasi di sviluppo del progetto, ai costi e alle esigenze operative, in linea con le disponibilità economiche del sistema di difesa italiano” (mozione 1-00963).

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Insomma, non mi pare che il PD possa dare lezioni di verità  sugli F35 a nessuno.

Gio’ Chianta

P.S. Questo articolo è una sintesi dei documenti presenti sul sito della Camera riguardanti il il programma Joint Strike Fighter – F35 con, ovviamente, l’aggiunta dei miei commenti.

7 pensieri riguardo “La verità sugli F35.

  1. come al solito i problemi italiani sono sempre piu incasinati. Prima approvano un progetto poi si rimangiano tutto sapendo che il Popolo nel sentire certe notizie si infuria e le conseguenze ricaderebbero sul risultato elettorale. Se non c’è nessuna approvazione del Parlamento per l’acquisto di questi benedetti caccia perchè preoccuparsi ? Se c’è qualcosa di sottobanco o sotterfugio allora ditelooooooooooooooooooo||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

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  2. “La decisione italiana di partecipare al progetto F35 è stata presa nel 1996 dal primo governo Prodi ( ministro della Difesa Andreatta). Col sostegno di Di Pietro e Diliberto, Bertinotti e Ferrero.
    La prima riconferma di questa partecipazione avvenne nel 98 da parte del governo D’Alema ( protocollo chiamato “Memorandum of Agreement” del 23 Dicembre 98). Con il voto del ministro Diliberto.
    La decisione definitiva di passare all’effettiva costruzione del velivolo da guerra è stata presa nel 2007 dal secondo governo Prodi ( ministro della Difesa Parisi, sottosegretario alla Difesa Forcieri). Col voto di Di Pietro e del ministro Ferrero.”
    (fonte: Partito Comunista dei Lavoratori)

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  3. Tutta la classe politica che abbiamo avuto dal dopo guerra in poi hanno gabbato il popolo italiano e adesso ci accorgiamo che sono tutte delle vergini immacolate!

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  4. Sono stati dunque lungimiranti i governi che hanno deciso di far partecipare l’Italia alla realizzazione di questo caccia (prima denominato Joint Strike Fighter) della statunitense Lockheed Martin. Con il sostegno di uno schieramento bipartisan, il primo memorandum d’intesa venne firmato al Pentagono nel 1998 dal governo D’Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è stato di nuovo un governo Berlusconi a deliberare l’acquisto di 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi.

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