Questo non è un paese serio.


>>>ANSA/ELEZIONI: LA BATTAGLIA DELLE PIAZZEFMA (mentecritica)

Non voterò perché nessuno dei partiti in lizza mi pare credibile, non perché manchino le proposte allettanti. Anzi, il contrario. Si va dalla riduzione dell’IMU variamente declinata da Bersani e da Monti, all’abolizione con restituzione incorporata di Berlusconi, fino al reddito di cittadinanza di Grillo. Cose che non troverebbero credito in nessun paese serio, nelle nostre condizioni economiche; mentre qui da noi pare che i pensionati siano già in coda agli sportelli delle poste con la lettera di Berlusconi in bocca. Perché da noi il ragionevole non ha fortuna, anzi, non piace proprio. Meglio lagnarsi a posteriori dell’orribile iella d’essere nati circondati da stronzi, piuttosto che riconoscere che sarebbe stato facile evitarli con un minimo di onestà intellettuale. L’onestà intellettuale, per intenderci, è quella qualità che impedisce di credere a ciò che non è credibile, anche quando farebbe comodo crederci.

Faccio degli esempi.

Dovrebbe essere evidente, pure a chi è di destra ma non abbia le fette di salame sugli occhi, che Berlusconi, qualsiasi cosa dica o faccia, la dice o la fa, sempre e solo, pro domo sua. Dopo aver visto la sua nota spese soltanto i ciellini incalliti possono ancora pensare che il Celeste sia un dono del Signore. Come solo chi porta la camicia verde anche a letto può continuare a dire: meno male che c’è Bossi, che ci pensa lui. Berlusconi e la Lega hanno avuto vent’anni per mostrare ciò di cui sono capaci. Lo hanno mostrato. Non si capisce perché abbiano ancora un seguito.

I piddini hanno avuto anch’essi la loro bicicletta e hanno dimostrato, ogni volta, di non saper pedalare. Chi non sa pedalare, per esempio perché ha scelto di concertare con troppi portatori di interessi diversi, non va da nessuna parte. Anche se il programma è bellissimo, tipo pane e lavoro e la luce nei campi. Se non fosse così, l’avrebbero già realizzato da un pezzo. L’attuale amministratore della ditta, Bersani, spera per l’ennesima volta di salvarsi l’anima tenendo in pugno il passerotto Vendola, mirando in realtà al tacchino Monti che fa la ruota sul tetto. Non si può ripetere la stessa pièce all’infinito. Alla terza replica non ci si deve stupire se la platea dà segni di stanchezza.

Monti sta deludendo per un’altra questione: messo in sella ha dimostrato di saper pedalare, ma una volta salito in campo ha denunciato una mancanza di sagacia politica allarmante. Colpa del guru americano che lo consiglia male? O colpa sua che lo sta a sentire? Dimmi con chi vai e … . A un professore si possono perdonare tante cose, non la scelta dei compagni di viaggio. Fini e Casini gli sono e gli saranno esiziali comunque la si guardi, per il presente in termini di consensi, per il futuro in termini operativi. Se ti accompagni a due zoccole la tua fama di Maria Goretti non può non uscirne guasta; se poi la vorrai difendere le zoccole se ne adonteranno rendendoti la vita impossibile.

Quel che spera Ingroia, di creare la giustizia per via giudiziaria, affiancando i bravi magistrati al Quarto Stato in marcia sul sentiero della Storia, l’ha negato la Storia stessa, chiamandosene clamorosamente fuori, ormai è un quarto di secolo.

Mi resta da dire di Grillo, del perché non lo reputo credibile, al pari degli altri, o peggio. Tralascio argomenti pure importanti, quali l’assenza di democrazia interna, il culto della personalità, il populismo usato come una clava, le incoerenze di vario genere da Casa Pound alla negazione di cittadinanza ai figli degli immigrati, cito solo quello che a me pare il peccato mortale: il movimento5stelle non ha struttura, se per scelta o per necessità non lo so, ma non ha alcuna struttura. Ha solo un leader carismatico senza altro know how che non sia quello di comico e, forse, uno spin doctor. Essere un comico e saper intrattenere il pubblico va bene quando si tratta di raccogliere voti, ma non serve quando si tratta di governare un paese. E qui si tratta di amministrare un’azienda che macina 800 miliardi di euro l’anno, di rappresentare l’interesse di 60 milioni di persone nei consessi internazionali, di dare risposte interne ai problemi del sistema produttivo nazionale difendendone all’esterno gli interessi nel conflitto permanente tra nazioni, divenuto via via più acuto con l’imporsi della globalizzazione; la quale, tra parentesi, esiste senza bisogno del permesso di alcuno. Chi non è attrezzato per gestire il potere deve mettere in conto che lo faranno altri al posto suo e lui potrà solo raccoglierne i cocci. Non servirà a niente gridare al complotto. Chi si propone alla comitiva per guidare il pullman deve avere la patente e dimostrare con un giro di prova che sa guidare. Grillo e la stragrande maggioranza dei suoi, che io sappia, fin qui, non hanno mai guidato neppure la bicicletta. Mi auguro che mi smentiscano e si dimostrino bravissimi. Per ora lo vedo come un buonissimo motivo per non credergli.

http://www.mentecritica.net/questo-non-e-un-paese-serio/informazione/democrazia-e-diritti/fma/33543/

3 risposte a “Questo non è un paese serio.”

  1. Ma che m%nchia stai dicendo, il reddito di cittadinanza esiste già in Francia e Germania, perché state sempre a fare demagogia? Un conto sono le promesse di Silvio B. un conto sono cose possibili come ridurre l’IMU sulla prima casa, e un reddito di cittadinanza!!

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