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Rivoluzionare “Rivoluzione Civile”.


383742_269690873156910_2052742240_nRivoluzione Civile era nata con l’obiettivo di puntare sia alla Camera che al Senato mentre è riuscita nell’impresa titanica di prendere appena la metà dei voti necessari per entrare alla Camera: 2,25%. Come sanno i lettoti di questo blog,  ho votato per RC alla Camera e per M5S al Senato. Perché ero certo che RC non sarebbe mai entrata al Senato, perchè molte scelte di RC non mi piacevano e quindi perché non dare una chance al M5S ?

Da semplice elettore, prima di puntare il dito e di addossare ad altri le responsabilità di questo mega flop, comincerei col fare autocritica. Il progetto è iniziato tardi, M5S ci insegna che ci vuole tempo per creare un progetto politico innovativo, un mese e mezzo è poco o niente. RC non è un vero movimento, visto che è sostenuto dai partiti,  non è neanche un vero partito visto che al suo interno c’è molta società civile, è un ibrido e agli italiani, come abbiamo visto, piacciono le scelte nette. Al prossimo giro si prega di fare una scelta netta.  Anche le liste sono state ibride, tanta società civile ma anche, ad esempio, Diliberto capolista al Senato.  Antonio Ingroia è stato e probabilmente sarà ancora un ottimo magistrato  ma non è un leader politico. Potrebbe essere un ottimo ministro della Giustizia ma non ha la capacità di mobilitare folle. Poi, nella parodia di Crozza, mi dispiace ammetterlo, c’è del vero frasi del tipo “Se va male torno in Guatemala” o “Non ho una passione per la politica” non invogliano propriamente l’elettore a votare per te.

Queste scelte hanno portato al flop ma ci sono anche altri aspetti da valutare. RC ha avuto gran parte dei media contro e  sappiamo bene quanto la visibilità sia importante. RC ha avuto, l’ormai secondo partito italiano contro, Bersani, sedicente uomo di Sinistra, doveva dialogare con RC, da questo dialogo entrambi avrebbero avuto dei benefici ma ha preferito puntare su Monti e la risposta del suo elettorato è stata eloquente.

Leggo che RC andrà avanti, ma per farlo veramente sarà necessario Rivoluzionare RC.

Gio’ Chianta

 

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Elezioni 2013, odissea nello spazio


SILVIOOre nove di mattina, le prime elezioni d’inverno della storia italiana hanno restituito i risultati definitivi da pochissimo. Un bello schiaffo per chi diceva che sarebbe stato il ritorno della Sinistra, che Berlusconi era finito, che il populismo di Beppe Grillo avrebbe catturato “solo” i voti di protesta. E invece, tanto per far un riassunto breve breve, ci troviamo in una quasi parità tra i tre: benvenuto, tripolarismo, mai visto prima nel Governo italiano, benvenuti Vendola, Berlusconi, Maroni, Bersani, Renzi, Storace, Meloni, tutti insieme in Parlamento a fare un’unico grande mappazzone (per dirla alla Masterchef).
Succede che oggi l’Italia di fatto non ha una maggioranza che garantisca stabilità. Succede che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non può sciogliere le camere, in modo da avere nuove elezioni, perché si trova alla fine del suo mandato.  Succede che senza un capo dello Stato non si possono fissare nuove elezioni, senza un governo stabile non si può eleggere il nuovo capo dello Stato. Succede che anche se andassimo a votare subito lo faremo con una legge elettorale, gentilmente nominata Porcellum dal suo stesso inventore, che ci riporterà nella stessa situazione di caos, dato che è fatta apposta.

I miei amici italiani che stanno all’estero non fanno che scriverci quanto sono felici di aver lasciato il paese, i miei amici italiani che sono rimasti qua invece sono molto arrabbiati. Tutti si chiedono, di volta in volta, dove la Sinistra ha sbagliato, se il risultato sarebbe stato lo stesso con Matteo Renzi e non con Bersani come leader, se le cose sarebbero andate diversamente senza Grillo e Ingroia a portar via voti alla sinistra.

Il mio dubbio di stamattina invece è un altro: dopo vent’anni di Berlusconismo (che per comodità riassumo in poche parole: quello delle battute infelici tipo l’abbronzatura di Obama o del nazismo al deputato tedesco, del cucù alla Merkel, della volgarità istituzionalizzata, delle condanne per corruzione, dei processi per prostituzione minorile, delle leggi ad personam, delle bugie dette col sorriso a reti unificate, degli imbroglietti, delle tangenti e delle amicizie mafiose, dei voti comprati e, in ultimo, della solenne cazzata della promessa sul rimborso IMU arrivata a casa nostra – perdonatemi se ho dimenticato qualcosa) dopo vent’anni di Berlusconismo, dicevo, ancora oggi, febbraio 2013, il trenta-per-cento degli elettori ancora gli da fiducia, lo vuole al governo.

Trenta-per-cento, ovvero quasi un italiano su quattro.

E’ un numero spaventoso, inquietante, tragico. Non voglio pensare che davvero uno su quattro creda ancora a Silvio Berlusconi (che la stampa internazionale, quella che ci guarda da lontano con tutta l’obiettività e la freddezza possibile, da tempo vede come un disastro di proporzioni mondiali). E allora passo la notte a chiedermi chi, e che cosa, possa aver portato a un risultato simile. Ecco le risposte che sommariamente mi sono data, senza alcuna valenza scientifica ma così, a sentimento.

La lettera sul rimborso IMU quacuno lo avrà pure convinto, immagino ultraottantenni colpiti da analfabetismo di ritorno, gli stessi che sono andati alle poste con la lettera in mano per avere l’assegno. Diciamo 1% degli elettori.

Quelli “della destra”, che hanno votato per le destre estreme coalizzate con Berlusca, tipo Lega, Storace: facciamo il 5% degli elettori?

Quelli dei vari partiti dei Pensionati, del Sud, il meraviglioso partito “Basta Tasse” (si merita solo un grande punto interrogativo, non un commento) degli AntiEquitalia. Saremo su un altro 2%, immagino.

E il restante 92%? Chi sono questi elettori della coalizione di Berlusconi? Persone che realmente credono in un programma politico che cambia di ora in ora a seconda di come tira il vento? Fedelissimi realmente affezionati al leader, ai suoi nobili ideali, alla gloriosa storia politica di Forza Italia?

E invece credo che tutta questa valanga di voti siano specchio dell’Italia: sfiduciata, ignorante, che crede nell’ora e subito, nella promessa di oggi, nella garanzia del poco istantaneo, nella furbata che premia chi è più scaltro. Gli elettori di Berlusconi sono acchiappati porta a porta grazie alle telefonate dei capetti da quartiere, quelli che ti promettono aiutini, che ti assicurano un posticino se darai loro una mano. Sono quelli conquistati con gli scambi, con le promesse da quattro soldi, attraverso una rete che ha tanti punti in comune con i sistemi mafiosi, tu mi voti e io ti assicuro che.

E’ l’unica spiegazione che mi viene in mente, davvero non voglio credere che milioni di Italiani oggi si fidano ancora, veramente, nel ghigno del nano di Arcore. O si?

http://francescamulas.wordpress.com/2013/02/26/elezioni-2013-odissea-nello-spazio/

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