Con gli occhi di Maria


in nome della madreErri De Luca – In nome della madre – 79 pagine

Feltrinelli edizioni

La Natività, vista con gli occhi di Maria, vissuta dal suo punto di vita, quello di un’adolescente ebrea di Galilea la cui giovane età viene in un certo senso spezzata dall’annuncio di un Angelo che le predice la sua maternità. Questo è un libro breve e intensissimo, nel quale Erri De Luca, come di consueto, si basa sulle Scritture e ce ne regala una rilettura scevra da moralismi e sensi religiosi. I suoi studi di lingua ebraica appaiono in questo testo che affronta un episodio cruciale, la Natività appunto.

Il linguaggio scelto è breve, chiaro e intensissimo, fatto soprattutto dei pensieri di Maria, di ciò che prova e delle reazioni di Giuseppe e dell’amore smisurato per la donna che deciderà di sposare ugualmente, contro la stessa comunità e le sue leggi. I termini e le parole sono studiati, scelti e mai scritti a caso, con un tono in crescendo che sfocia nel parto notturno, in una capanna dove arriva la luce di una stella cometa, che accompagna tutto il vissuto di Maria, la sua maternità. E quelle poche ore che le rimangono, prima dell’arrivo del mattino e dell’alba, per stringere a sè il piccolo e lasciarsi andare all’amore profondo di madre.

La storia, come dice lo stesso autore, rimane misteriosa, ma piena di scintille e vita. Maria partorisce da sola in una stalla, chiede solo al marito di affilarle il coltello per poter tagliare il cordone ombelicale.

C’è tutto l’amore tra uomo e donna, un amore che va oltre ogni apparenza, fondato sulla fiducia reciproca e la tenerezza dei piccoli gesti. Spesso Maria sposta una ciocca di capelli di Giuseppe, pettinandolo e ascolta ogni più piccolo rumore del suo lavoro di falegname, amandolo. La parola amore viene spesso ripetuta ed è un amore denso, non carnale, l’amore tra la coppia e l’amore della madre per il figlio, un piccolo capace di trasmettere una gran forza ai genitori e alla stessa madre. Giuseppe e Maria non si curano del giudizio della comunità, da subito la ragazza sente in sè un nuovo vigore, un’energia che la porterà a fare cose incredibili, a partorire da sola, meritando tutto il rispetto di Giuseppe.

Le frasi sono volutamente brevi, intense, piene di emozioni e significati, non solo religiosi. Come se l’amore fosse davvero una forza universale, capace di farci fare grandi cose. Come se fosse il motore dell’Universo e tutto ciò di cui ognuno di noi ha bisogno. Il libro, suddiviso in stanze, come fosse una “giostra” letteraria rinascimentale, finisce con tre canti, versi nei quali De Luca riassume quanto descritto nelle pagine precedenti.

Una storia così importante per gran parte dell’umanità, è descritta con una tenerezza infinita, quella dell’uomo Giuseppe che ama Maria con tutto se stesso e quella di una madre per il proprio figlio. Con un’assunto che riassume tutto, l’origine stesa del mondo: “In nome del padre: inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita”.

Bianca Folino

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