La débâcle di Bersani.


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Bersani:  “ Falla comu voi, sempri cucuzza è”.  Questo proverbio siciliano descrive alla perfezione la situazione politica del leader del partito democratico. In pratica ,  in un modo o nell’altro, la sostanza è sempre la stessa: Bersani è finito.  Dopodomani il mancato smacchiatore di Giaguari andrà da Napolitano per riferire il risultato delle sue consultazioni ( farle prima no ?).  Molti hanno pensato che questa sia stata un ennesima perdita di tempo. Sbagliato. L’incarico a Bersani era scontato e politicamente necessario. D’altronde, Napolitano a chi doveva affidare  il governo? A Grillo che parla di “governo monocolore” o a Berlusconi che ha perso 6 milioni di voti?  Quindi non ve la prendete con Napolitano. Cosa succederà giovedì ? Difficile saperlo. Se Bersani smetterà di fare i capricci ( e magari si renderà conto che siamo sull’orlo del baratro) , ritornerà da Napolitano , rifiutando l’incarico.
 Ma considerata l’ostinazione di Bersani, difficilmente rifiuterà e si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia . Ostinazione, Orgoglio o semplici capricci ? Giudicate voi. Bersani ( anche se non sembra) non è stupido; sa  che è politicamente finito. Infatti nessuna persona sana di mente lo ricandiderà di nuovo e questo ultimo disperato tentativo rappresenta (per lui ) l’ultimo giro di boa, prima della débâcle definitiva.  Molti stanno cascando sull’ipotesi “stampella” del gruppo Grandi autonomie e libertà ( i c.d Responsabili di centro-sinistra). Ipotesi assurda, visto che ,i componenti di questa squadra, insieme non possono durare più di 6-7 mesi e in ogni caso la maggioranza non sarebbe garantita. Ma non solo, l’ipotesi mascherata del “governicchio” sarebbe un altro suicidio politico per il PD. Infatti, ne Berlusconi ne Maroni permetteranno di fare leggi che in qualche modo possono dare fastidio a mr B. 
 Ma se i grandi statisti guardano alle prossime generazioni, gli strategici del PD guardano alle prossime elezioni. Non c’è altra spiegazione. Il che non vuol dire che la strategia piddina avrà successo, dato che il disegno si basa su una grande illusione . In apparenza la strategia piddina regge. 1- Accusare Grillo di irresponsabilità. 2- costruzione di una coalizione elettorale Pd-Monti ( aperta a Vendola) in nome dell’Europa e della lotta al “populismo”, 3- Bombardamento mediatico sulla necessità di un governo che altri non saprebbero garantire, 4- leadership a Renzi. Il problema cari strategici del PD è che , ancora una volta, non avete capito il potenziale elettorale del movimento 5 stelle. Il 5 stelle perderà voti ? Possibile. 
Ma l’idea che un simile movimento possa rapidamente rifluire è un’idea che non si regge in piedi. Inoltre, siete conviti che Napolitano o il prossimo Capo dello stato, sia disposto a riandare a elezioni ? Io credo proprio di no. Per tre motivi. Primo, la Merkel ha già fatto sapere ( tramite il prelievo forzoso a Cipro) che in qualche modo si deve garantire la sicurezza delle banche tedesche. Basta leggere le parole del ministro tedesco Scheauble per capire che più che un salvataggio,  l’operazione Cipro è un messaggio di avvertimento all’Italia. E come si suole dire : “cu si vaddau si savvau”. Secondo, nessuna forza politica vuole andare a elezioni. La lega ha perso un milione e mezzo di voti, Monti è quasi scomparso e infine, il PDL fa solo finta di voler andare a elezioni ( infatti sa che difficilmente potrà reggere una competizione in cui gareggia Matteo Renzi). Terzo e ultimo motivo, Napolitano non ha nessuna intenzione di ritornare al voto ( anche perché non può sciogliere le camere).
 Il presidente della Repubblica ha già in mente un suo piano. Molti pensano che sarà chiamato a sbrogliare la matassa Piero Grasso. Sbagliato di nuovo. Il PD non potrebbe mai accettarlo. Napolitano, in combutta con Mr B, ha già posato il suo sguardo verso qualcun altro. Non so se si tratta di Annamaria Cancellieri o di  Passera. Ma attenzione, questo è solo il piano B o C ( fate voi). Berlusconi trama ancora qualcosa di più distruttivo per il PD, ed Enrico Letta ( nipote di Gianni, nonché grande statista) sembra concordare. Berlusconi ha confermato di essere disposto a vedere nascere un governo Bersani ( la storia di Alfano vice è uno scherzo che serve a enfatizzare i pidiellini doc). 
Le clausole sono sempre le stesse. Uomini di fiducia alle comunicazioni e alla giustizia ( un po’ come Mastella, ricordate ? ). Come avrete ben capito, Bersani ha un cappio, e ogni volta che cerca di liberarsi, la corda si strozza da se. 
 
francesco Migliore.

4 risposte a “La débâcle di Bersani.”

  1. Il colpevole di questi ultimi tre anni di disastri è giorgio u’napulitano in arte kissingerman. a dicembre 2010 quando il governo del massomafiopedofilo perse la fiducia , il peggior pdR di tutta la storia, invece di sciogliere le camere, diede un mese di “riflessione”, in realtà consentì al delinquente di Arcore (non dimentichiamo finanziatore di giorgio e della corrente “migliorista” del PCI) di acquistare scilipoti, razzi (la nullità assoluta) continuando in questo modo la demolizione della Costituzione, oltre ai disastri economici che solo chi non vuol vedere non vede.Poi su ordine della massoneria, nomina prima senatore a vita il servo fedele del gruppo bildeberg, e poi lo nomina presidente del consiglio (in perfetto accordo con il massomafiopedofilo) per fare il lavoro sporco iniziato dal pederasta di Arcore, cioè la demolizione della costituzione. In questo si è inserito il pd-l da sempre soci non tanto occulti del nanerottolo arrapato, appoggiando i reazionari pseudo tecnici e oggi pagano lo scotto di aver messo sempre la testa sotto la sabbia per far finta di non vedere “senza se e senza ma”.

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  2. non sono affatto d’accordo con questa ricostruzione: Bersani potrà anche essere politicamente finito, ma non è stupido.
    premesso che non credo affatto che abbia bisogno di farsi “un ultimo giro di boa”, se anche chiedesse la fiducia (che la ottenga o meno) c’è un dato che non consideri: salvo altro e successivo incarico, sarebbe il governo Bersani in carica per l’ordinaria amministrazione fino a nuove elezioni.
    non è un dato secondario. tanto per dire, sarebbe un altro ministro a trattare con l’India….

    secondo aspetto, con il “governo Bersani” od altro, i prossimi mesi potrebbero servire al PD per presentare alcune proposte di legge utili al paese, prima di tornare alle urne. diciamo legge elettorale.
    proposte che potrebbe votare anche M5S.

    quanto al ritorno alle urne, a breve il settennato di Napolitano finirà, quindi sarà comunque il prossimo Presidente a decidere. e dovrà decidere ai sensi della Costituzione (quella cosa che a Grillo e Berlusconi piace poco….): se non c’è maggioranza in grado di governare, si torna alle urne. semplice.
    tanto semplice che stiamo qui a discutere sul governo solo per la sfortunata coincidenza che siamo nel “semestre bianco” di Napolitano. altrimenti vi saremo già tornati.

    infine, mi piace proprio la sicurezza con la quale si da scontato l’accordo PD-PDL… tipico dei grillini: contro ogni dichiarazione contraria, solo perchè questo conferma le vostre teorie.
    sicurezza, peraltro, che è anche petizione di principio: di 3 forze politiche, se una si toglie (M5S) ne restano due sole (nella visione di M5S).
    nella visione del PD: se ne toglie una (PDL), sempre due ne restano….

    provate a fare i conti

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