E’ morta la Repubblica, ma non chiamatelo golpe.


Adesso conosciamo non solo la data di nascita della Repubblica italiana ma anche quella di morte: 20 aprile 2013, è morta nel sonno dopo 67 anni di lunga agonia. E’ tornata la Monarchia, è tornato il Re e si chiama Re Giorgio Napolitano.

 Re Giorgio Napolitano ha cancellato 67 anni di storia repubblicana distruggendo la piu’ bella prassi che le nostre Istituzioni potessero vantare: Il Presidente della Repubblica dura 7 anni, poi va casa. Ma non chiamatelo Golpe.

Re Giorgio Napolitano ha ignorato la Costituzione italiana che non solo dice che il Capo dello Stato dura 7 anni ma anche che se ne deve eleggere uno nuovo: “Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il NUOVO Presidente della Repubblica. Per 67 anni tutti hanno seguito queste prassi, dopo 67 anni Napolitano ha deciso, insieme ai suoi fedeli adepti, che in assenza di una norma precisa sul divieto alla rielezione è possibile anche fregarsene di 67 anni di storia. Ma non chiamatelo golpe.

Re Giorgio Napolitano, fregandosene del risultato elettorale e delle prerogative del Capo dello Stato,  nominerà un Governo formato da persone che gli stanno simpatiche, tutta gente sempre prontissima a ubbidire e strisciare. Roba da Re insomma ma non chiamatelo golpe.

Non chiamatelo golpe, non perché non lo sia, non è un golpe militare ma un golpe che nasce e vive dentro le regole democratiche ed utilizza scientificamente, a proprio piacimento, regole e norme esistenti e non esistenti al fine di instaurare un nuovo Regime che sarà, evidentemente, dal volto democratico. Non chiamatelo golpe perchè  nei Regimi dal volto democratico non è possibile chiamare le cose con il loro nome.

Gio’ Chianta

b al quirinale

4 risposte a “E’ morta la Repubblica, ma non chiamatelo golpe.”

  1. non sono immortali per nostra fortuna .Ma il loro comportamento è pietoso e ridicolo e per la loro arroganza e incapacità di governare. noi paghiamo le conseguenze.

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  2. come già commentato ad altro post, qui si sta evidentemente forzando il testo della norma costituzionale. infatti, nulla vi vieta la rielezione del presidente e “nuovo” non significa necessariamente “diverso”.
    se l’assemblea costituente avesse voluto vietare la rielezione, l’avrebbe fatto esplicitamente, come peraltro suggerito in commissione:
    http://wiki-cost.criad.unibo.it/Lista-dei-resoconti/Seconda-sottocommissione-prima-sezione/RESOCONTO-SOMMARIO-DELLA-SEDUTA-DI-GIOVED%C3%8C-19-DICEMBRE-1946

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    • Ricapitolando…

      Se è pur vero (e mi pare vi averlo scritto nel post) che l’assemblea costituente non scrisse una norma che vietasse la rielezione del Capo dello Stato è anche vero che l’art. della Costituzione da me citato si presta a due diverse interpretazioni, la mia e la tua. Tu avrai pure dalle tua la maggioranza dei costituzionalisti (sicuro ?), io ho della mia i miei studi che mi hanno portato a questa interpretazione. Quindi, non c’è la norma che vieta ma nemmeno quella che consente eplicitamente la rielezione del Presidente uscente. Peraltro, un mio lettore mi ha fatto notare che (testuale):

      “L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica’ Ora mi domando e vi domando come puo essere eletto Napolitano essendo ancora il Presidente in carica visto che il suo mandato non era ancora scaduto e non ha mai dato le sue dimissioni..in base a questo lui era ineleggibile e sono convinto che per la Costituzione la sua elezione dovrebbe essere considerata Nulla…io non mi sento di accettare cio perche qui si parla del culo della gente normale..non del loro !!!!”

      In regime di vacatio legis dovrebbe valere la prassi: secondo prassi, per ben 67 anni di storia repubblicana, mai un Presidente della Repubblica uscente, peraltro ancora in carica poichè non dimissionario, è stato rieletto per un secondo mandato. Politici, costituzionalisti, esperti di diritto di vario tipo per ben 67 anni hanno seguito questa via oggi dei geni (del male) ci dicono che quelli eran dei cretini. Se ti facessi un giro nella facoltà di giuriprudenza vedresti che molti pensano che questa rielezione di Napolitano sia stata una forzatura.

      Poi, il limite alla rieleggibilità si giustifica dall’esigenza di uno svolgimento più corretto ed imparziale delle funzioni del Presidente; la rieleggibilità al contrario può significare il riconoscimento di una responsabilità politica e dunque della titolarità illegittima di poteri politici autonomi.

      Appunto, Napolitano è oggi il garante della Costituzione o un Presidente con potere di indirizzo politico ? Mi pare la seconda che ho scritto.
      Ma le famose prerogative del Capo dello Stato non dicono ben altro ?

      Continua a difendere Napolitano, avrai (e avro’ non per colpa mia) un Monti due la vendetta…con altri nomi ma con lo stesso risultato: l’ombrello sempre nello steso posto degli elettori, i cui voti e le cui scelte sono state completamente ignorate.

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      • Quello che vuole, la legge lo dice esplicitamente.
        Altre argomentazioni, si discostano dal testo attuale andando ad integrarlo.
        Questa non può essere affatto definita “vacatio legis”, perchè non è vero che una norma manca. Semplicemente, la norma tace sul punto. Il che ci deve portare a concludere che non pone un divieto.

        Anche volendo attribuire un valore cogente alla prassi costituzionale, cosa che certo non nego, questo da solo non basterebbe a privare di forza un legittimo atto del parlamento. Anche negli Stati Uniti da Washington a Rooselvelt i presidente furono per prassi rieletti una sola volta, ma le tre rielezioni di Rooselvelt non per questo vennero invalidate: non era vietao. Da allora lo è.

        Io non ho certo difficoltà a dire che la rielezione sia stata una forzatura, una prova di incapacità politica ed istituzionale e che quella prassi fosse ben fondata su ragioni di opportunità ed alternanza, ma non certo che fosse una prassi vincolante. E da qui a chiamarlo “golpe” ce ne passa assai! Nessuna norma costituzionale è stata infranta.
        Dovremmo imparare a misurare le parole.

        Quanto all’ulteriore commento del tuo gentile lettore sull’incompatibilità, è una forzatura ancora maggiore. Perchè potrebbe benissimo essere superata da una semplice costatazione temporale: se Napolitano fosse stato rieletto un secondo dopo la scandenza effettiva del suo mandato sarebbe -come logica conseguenza- del tutto legittima. Davvero pensiamo questo?
        Mi sembra un attaccarsi a dettagli.

        Idem il ragionamento sull’imparzialità, che si fonda solo su ipotesi.
        Tanto più che nulla né nel testo costituzionale, né nella prassi nega radicalmente una ruolo politico del presidente. Ruolo che, sia ben chiaro!, non è direttamente politico, ma è pur sempre istituzionale: il presidente non ha mere funzioni di rappresentanza e spetta pur sempre a lui dare l’incarico di formare un governo o sciogliere le camere (anzi: è una forzatura ben maggiore che recente prassi e legge elettorale lo limitino nella scelta di a chi dare l’incarico).
        Come è stato efficacemente detto, il presidente è una “riserva della repubblica”: se i ruoli politici non sono esercitati da altri, in certa misura -desumibile in parte dal testo- può farlo lui.

        Io difendo Napolitano non perchè mi auspichi un nuovo “governo Monti”, ma perchè trovo ingiusto e poco corretto rivolgergli simili accuse, forzate e fuori luogo.
        Sono senza dubbio d’accordo nel dire che si sarebbe dovuto eleggere un altro presidente, ma non posso certo concludere che l’impossibilità -vergognosa- di addivenire a tale risultato precluda la soluzione della rielezione.
        Il voto degli elettori… ti invito solo a fare attenzione a ricadere nella logica populista di Berlusconi: per decenni di “prassi costituzionale”, dopo il voto i partiti hanno concluso le alleanze più opportune in parlamento. Ed il voto, per quanto fondamentale, è senza vincoli di mandato.
        Per quanto anche a me la soluzione di un governo con il PDL faccia ribrezzo, devo purtroppo constatare che non se ne offrono molte altre. Dato che M5S ha chiuso questa opportunità. Sarebbe forse meglio tornare alle urne e dare a Berlusconi la maggioranza assoluta?
        E, in ogni caso, contro te e me che ci opponiamo a questa soluzione, ci sono milioni di italiani che invece pregano che un governo, anche un governo qualsiasi, si faccia rapidamente. Non sarebbe un tradimento, questo?

        Ah, le facoltà di giurisprudenza le ho frequentate e continuo a frequentarle abbastanza, grazie.

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