MUORE LA BUONA ERMELINDA… E A PAGANINE COMINCIA LA RESISTENZA !


Paganine-2Paganine e’ un antico borgo situato nella prima periferia di Modena sud. No, non immaginatevi castelli o antiche abazie….a Paganine non c’ e’ alcunche’, nemmeno una piccola chiesetta. Sono solo modeste case, abitate oggigiorno da gente che vuole vivere in campagna ma a pochi km dalla citta’. Come tanti altri piccoli centri, e’ stato tagliato in 2 tronconi dal passaggio dell’ autostrada. Da una parte la vecchia stazione e la ferrovia, ora riconvertita a pista ciclabile e dall’ altra le case. Se non fosse sede di una nota azienda alimentare ( ditta Frigieri un tempo, Grandi Salumifici Italiani adesso ) non sarebbe nemmeno conosciuto. Adesso e’ solo uno dei tanti ‘’ dormitori ‘’ per gente che lavora altrove ma un tempo, sino agli anni del boom economico, era abitato da una comunita’ di gente unita e solidale, come forse solo la miseria, quella vera, puo’ avere. Gli abitanti di Paganine,un tempo quasi tutti poveri, si rivolgono per i servizi ad una frazione confinante, Portile, da sempre abitato da gente molto piu’ abbiente. A Portile c’ e’ l’ asilo delle suore, la scuola , la chiesa , il cimitero, la farmacia e i negozi ma a Paganine al massimo ci fu un’ osteria ( oggi ristorante ). Eppure chi ci ha abitato negli anni prima del ’60 e’ orgoglioso di essere vissuto li’ , anche dopo anni. Tra Paganine e Portile c’ e’ sempre stata una sorta di rivalita’, come sempre accade nella provincia , rivalita’ che un tempo era ancora piu’ sentita . Durante il ventennio, a Portile erano tutti iscritti al partito fascista e a Portile abitava anche un potente militare dell’ RSI, il colonnello Gazza. Forse l’unico che non era sicuramente iscritto era un mio prozio materno, Giuseppe Della Casa, una specie di armadio con mani come badili,  che pero’ fu sempre rispettato ( era un bravo e onesto mastro muratore ) e lasciato tranquillo ( dormiva con la pistola sotto il cuscino e girava con un mattarello sotto la giacca ). Proprio per questa rivalita’ campanilistica piu’ che per convinzione politica, a Paganine erano tutti ‘’ rossi ‘’. Gli scontri avvenivano in un clima da tifo da stadio ed al massimo si traducevano nell’ andare sotto la casa di Gazza a tarda notte a cantare Bandiera Rossa. Poi venne l’ 8 settembre del ‘ 43 e, come ricordano i nostri vecchi, ‘’ ci dissero che quel giorno la guerra era finita mentre invece cominciava ‘’ !!

Il 12 settembre del 1943, Vandelli Walter sta’ facendo un giro per la campagna e nota 2 uomini in uniforme che cercano di nascondersi. In quei giorni non era difficile incontrare militari sbandati e il Vandelli si avvicina ai 2. Questi hanno una strana uniforme e parlano una lingua incomprensibile. Spiegano a gesti di essere aviatori inglesi della RAF che sono fuggiti da un campo di prigionia a Modena, appena in tempo per non essere deportati in Germania. Vandelli e’ a conoscenza del fatto che chi da’ asilo ai ricercati e’ punito con l’ impiccagione ma non puo’ lasciare soli quei poveri cristi. Si rivolge quindi a Giuseppe Corghi , un abitante di Paganine vicino da mesi alla Resistenza . Gli inglesi vengono ospitati per 45 giorni, uno in casa di Vandelli e l’altro nella soffitta di Corghi, che non vuol fare sapere la cosa alla madre, la buona Ermelinda, per non farla stare in pensiero. I due militari verranno poi imbarcati a La Spezia e avranno cosi’ salva la vita.

Ai primi di novembre , all’ osteria di Paganine si presentano due uomini con la divisa italiana. Dicono di essere di un battaglione di stanza a Reggio E. e che stanno raggiungendo Bologna. Si comincia a parlare, poi quelli offrono da bere a tutti. Una partita a biliardo e poi scappa qualche confidenza da parte e del Vandelli e del Corghi sugli inglesi nascosti sino a pochi giorni prima. Dorvan e altri ragazzi del luogo riconoscono nei due gli istruttori ginnici fascisti della palestra Tersicore e lo dicono a Corghi che li scaccia in malo modo per ‘’ aver offeso quei bravi e gentili signori ‘’. A tarda notte i due militari se ne vanno.

Due giorni dopo, arriva a Paganine una squadraccia fascista di repubblichini armati sino ai denti. La gente di Paganine e’ stupita e incredula : che ci fanno in un posto come questo tanti fascisti ? Che vogliono ? Cosa vogliono fare ? I fascisti si fermano alla casa del Vandelli e non trovandolo prelevano la moglie, la Coca. Poi vanno alla casa del Corghi e non trovando nemmeno lui, arrestano la madre, la buona Ermelinda , per portarle entrambe in Accademia a Modena per essere interrogate.

Le due donne si conoscono da sempre e abitano a poche centinaia di metri l’una dall’ altra ma sono caratterialmente agli antipodi. La Coca e’ un donnone con una forza da uomo. Lavora in campagna, tiene dietro la casa e gira sempre in bicicletta per andare a fare faccende pesanti a casa di signori. E’ famosa per la sua abitudine di masticare piccoli pezzi di carbone da legna, che tiene sempre nelle tasche. Morira’ quasi centenaria di vecchiaia . L’ Ermelinda e’ invece una donna tranquilla e religiosa, che esce di casa solo la domenica mattina per andare a messa . Vive per la famiglia e in particolare per il figlio Giuseppe, Pippo, avuto in tarda eta’ dopo tre femmine, per il quale nutre un ricambiato amore viscerale. Anche le modalita’ del loro arresto sono diverse : tragicomico quello della Vandelli, drammatico quello della Corghi.

La Coca quando vede entrare in casa i repubblichini che le intimano di seguirla, comincia a lanciar loro contro le varie stoviglie di casa, poi sputi, calci e maledizioni. Ci vogliono in 8 a caricarla di peso e a sbatterla sulla camionetta.

L’ Ermelinda quando vede entrare in casa quegli uomini armati che cercano suo figlio e che poi le dicono di seguirli non riesce a trattenere le lacrime e viene presa da un pianto irrefrenabile, un singhiozzare a bassa voce e le lacrime le scendono sulle rosee guancie, come una bambina. Gli abitanti della casa a tre piani si affacciano sui pianerottoli ma nessuno osa protestare. Sulla porta compare mio bisnonno, Mezzanotte Francesco che e’ appena tornato dal lavoro. Chiede spiegazioni ma un fascista gli punta il moschetto alla gola e gli consiglia di non immischiarsi se non vuole una pallottola. L’ Ermelinda intanto continua a piangere e il moccio le sta’ colando dal naso. Mezzanotte impietosito si toglie il foulard dal collo e glielo porge. Le ultime parole che le si sentirono dire furono ‘’ Grazie Mezanot, a val dagh indree apeina a poss ‘’!!! Quel fazzoletto e l’ Ermelinda non fecero piu’ ritorno a Paganine.

Le 2 donne vengono portate in Accademia per essere interrogate il giorno dopo e rinchiuse nella stessa camera di detenzione. Oltre alle minacce di farle parlare con qualunque mezzo, all’ Ermelinda viene anche detto che il figlio e’ stato gia’ scovato e giustiziato ( notizia falsa in quanto Pippo e’ impegnato in una missione coi partigiani ). Non e’ dato sapere se per la notizia della morte del figlio o per la vergogna di ritrovarsi in prigione come una comune delinquente, la Corghi muore di crepacuore poche ore dopo tra le braccia della Vandelli. La Coca capisce la gravita’ della situazione : deve assolutamente uscire per informare gli abitanti di Paganine di quello che e’ successo ma come ? La porta in ferro e’ sbarrata da un pesante paletto, le guardie sono assenti sino al mattino successivo, le finestre sono a bocca di lupo…… E qui accade qualcosa che ci fa’ capire non solo che tipo di donna fosse la Vandelli ma quanto la mente umana, quando vuole davvero, riesca a costringere il fisico a sopportare qualunque cosa. La donna strappa coi denti la fodera del cappotto di coniglio e comincia ad ingerirne il contenuto. Dapprima qualche pezzetto poi a piene mani . Al mattino, quando i carcerieri aprono la porta, si trovano davanti ad uno spettacolo ripugnante. In una cella piena di vomito e con un nauseabondo odore, una donna giace morta appoggiata al muro mentre l’altra pare rigetti anche l’ anima. La Vandelli viene quindi rimandata a casa e quello stesso pomeriggio la donna torna a Paganine per informare dell’ accaduto. Tutta la popolazione e’ sconcertata e incredula…… ‘’ Ma come, proprio la buona Ermelinda ? Quella che non avrebbe fatto male a una mosca ? Ma perche’ lei ? Quale era la sua colpa ? ‘’.

Due giorni dopo il feretro arrivo’ alla stazione di Paganine. Tutto il Paese segui’ il funerale a piedi sino al cimitero, gli uomini da una parte e le donne dall’altra, in un irreale silenzio. C’ erano tutti, anche qualche faccia sconosciuta che tra la folla cercava invano di scovare l’ unico che mancava : il figlio Giuseppe. Pippo quando apprese notizia dell’ accaduto, parve impazzire. Si gettava con la testa contro al muro, urlando a squarciagola e maledicendosi per essere stato tanto ingenuo da confidarsi col primo venuto. Voleva assolutamente partecipare al funerale e i compagni impiegarono un giorno e una notte per dissuaderlo. Dovette assistere al funerale da una collinetta distante qualche centinaio di metri, nascosto tra l’erba.

Da quel momento si capi’ che le cose erano davvero cambiate e che non sarebbe piu’ bastato andare a cantare l’ Internazionale sotto la casa del fascio per combattere il fascismo ma occorreva fare di piu’, molto di piu’. Paganine divenne cosi’ un punto nevralgico della Resistenza, uno di quei punti strategici per i rifornimenti dalla pianura alla montagna. Sino alla fine della guerra, tutti gli abitanti , vecchi donne e bambini si prodigarono nella lotta al fascismo. Paganine diede altri martiri alla causa : Partigiani che morirono in montagna ma mai piu’ nessun civile.

Ecco chi erano i repubblichini : non chi ando’ dalla parte sbagliata di chi alla fine perse la guerra ma infami che usarono inaudite violenze contro i propri connazionali. Quindi se alla fine della guerra tanti furono giustiziati, furono sempre troppo pochi e ottennero solo cio’ che meritavano… E siccome la storia e’ fatta anche di luoghi e di persone sconosciute, ricordiamo Paganine e la buona Ermelinda che, grazie al suo involontario sacrificio, contribui’ ad accendere la fiamma della Resistenza in quel piccolo borgo. Un buon 25 aprile a tutti !!

 Gianluca Bellentani

ermelinda

ermelinda 2

P.S. Invitiamo tutti i lettori a commentare il post raccontando uno o piu’ episodi della Resistenza. Grazie anticipatamente a tutti per la gentile collaborazione e buon 25 aprile !

4 risposte a “MUORE LA BUONA ERMELINDA… E A PAGANINE COMINCIA LA RESISTENZA !”

  1. Una Bellissima Storia, Grazie !!!!!!!

    "Mi piace"

  2. lo sai che questo tuo racconto lo ricordavo? bella pagina di storia!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: