Con un briciolo di gusto


li-amoIl Comune in cui vivo, Treviso, è uno di quelli attualmente in procinto di eleggere una nuova amministrazione. Domenica prossima avrà luogo il ballottaggio fra il candidato del centro-sinistra, in vantaggio al primo turno, e il candidato della destra-e-basta: trattandosi del sindaco-sceriffo leghista che si è reso famoso anche oltre confine, per panchine divelte e “panteganizzazione” (pantegana = rattus IV norvegicus = topo di fogna) di chiunque non la pensi come lui, aggiungere a “destra” la parola “centro” non avrebbe gran senso.

Naturalmente sono vent’anni che NON voto per lui ma ho trovato veramente interessante il modo in cui pensa di convincermi a farlo ed è per questo che lo condivido con voi lettrici/lettori. Sappiate, mie care e miei cari, che secondo i volantini con cui i suoi accoliti stanno ingozzando le cassette postali dell’intera città, “con la sinistra a Treviso tutti avranno gli stessi diritti”. Avete letto bene. Rileggete pure, non sto scherzando.

Dopo un ventennio di occupazione in stile militare di istituzioni, aziende pubbliche correlate, informazione locale, costoro ancora non sanno cosa sono i diritti umani. In questo lungo periodo, avranno messo le loro firme, come sindaci e presidenti di provincia e assessori e direttori di questo e quello su migliaia di convenzioni e ratificazioni e dichiarazioni d’impegno relative ai diritti umani, ma ancora non li distinguono da “benefici”, “concessioni” o “gesti caritatevoli” garantiti dal Principe in carica ai suoi servi della gleba (se si comportano bene, ove bene indica nel modo che il Principe desidera).

Un tetto sopra la testa, acqua potabile, cibo, accesso all’istruzione ed alle cure sanitarie, esistenza sicura e dignitosa senza discriminazioni basate sul sesso, sulla razza, sulla religione, sull’opinione politica, sull’origine sociale o nazionale, sull’orientamento sessuale: questi sono i diritti umani basilari di cui ogni persona è titolare, semplicemente perché è nata umana. Tale è il fondamento di tutti i documenti in proposito sottoscritti dalle nazioni, dalla Dichiarazione del 1948 alle Convenzioni più recenti. Una persona viene al mondo e non deve essere buona, non deve essere bella, non deve essere trevigiana doc, per essere trattata umanamente.

Sul serio? Si chiederanno stupiti i sostenitori dell’imitazione locale di John Wayne. Anche se le persone sono delinquenti, anche se sono zingari, anche se sono Kabobo? (tutte cose che avete scritto nei vostri foglietti disinformativi) Sì. Se uno zingaro delinque o un Kabobo uccide – come delinquono e uccidono gli italiani in generale e i trevigiani in particolare – la reazione della società per la salvaguardia della propria sicurezza è contenuta principalmente in una cosa che si chiama Codice Penale. Nessuno perde i propri diritti umani perché commette reati. Così come non possono portarvi via degli anni una volta che li abbiate compiuti. Nascete, e questa roba – almeno sulla carta, anzi, su moltissime Carte, Costituzione italiana compresa – vi appartiene; compite gli anni e una candelina in più fa la sua comparsa sulla torta. Le premiazioni e le vendette esercitate da un singolo, anche se investito della carica di Sindaco, non hanno nessun potere sulla questione.

Cercate di seguirmi: come comunità umana li abbiamo stabiliti, questi benedetti diritti, proprio per raddrizzare sbilanciamenti di potere e contrastare le ingiustizie, quali la povertà e l’esclusione. Sono attrezzi che incarnano un consenso diffuso su quali siano le condizioni minime per un’esistenza decente. Usare la cartina di tornasole del rispetto dei diritti umani consente di individuare con maggior chiarezza le necessità delle persone, fa avanzare eguaglianza, benessere e sicurezza, fornisce parametri che sanno dirci se un’azione, una legge, un progetto siano accettabili o no. Un buon Sindaco queste cose deve saperle, questa conoscenza deve metterla in pratica, sempre che veda la sua città come una comunità di esseri umani in cui vivere apertamente, gestendone anche le difficoltà e le sfide, e non come una serie di bunker antiatomici con aria condizionata in cui rinchiudere i meritevoli mentre si lascia che il resto dei cittadini respiri veleno.

Ecco, se mi permettete di continuare ad essere onesta e franca, vi dirò che un effetto la vostra propaganda lo ha avuto. Non quello che speravate, e cioè di suscitare in me la paura dell’alterità (sono una donna e una femminista, per antonomasia questo approccio con me non può funzionare): avete invece acceso una piccola speranza.

Davvero posso pensare che se il candidato del centro-sinistra vince si impegnerà affinché a Treviso tutti noi si goda pienamente dei nostri diritti umani? Be’, lo avrei votato per disperazione, dopo vent’anni di leghismo. Adesso lo voterò con un briciolo di gusto. Maria G. Di Rienzo

FONTE  http://lunanuvola.wordpress.com/2013/06/07/con-un-briciolo-di-gusto/

2 risposte a “Con un briciolo di gusto”

  1. Scusa se hai sempre votato a sinistra ora xke’ vuoi cambiare? Solo che la lega ti ha convinto ? Lo sai che la sinistra e’ storica! Ricordadati che la padania non esiste e chi vota lega e solo contro al sud e non condividano la storia Italiana sono appunto leghisti !e tu sei du Napoli ? Ma mi faccia il piacere (Totò )

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    • Non credo che tu abbia capito il post (che e’ stato scritto da un trevisano e non da me che lo pubblico soltanto). Il trevisano e’ di sinistra e ha sempre votato a sinistra. Ora voterà il candidato del centrosx con un briciolo di gusto in + dopo queste dichiarazioni leghiste. Io sono napoletano, di sinistra e antileghista. Contento?

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